Giuseppe Campanelli

militare italiano
Giuseppe Campanelli
Giuseppe campanelli.jpg
Giuseppe Campanelli
NascitaPotenza, 6 gennaio 1811
MorteNapoli, 8 febbraio 1884
Dati militari
Paese servitoFlag of the Kingdom of the Two Sicilies (1738).svg Regno delle Due Sicilie
Forza armataEsercito delle Due Sicilie
Armaartiglieria
Gradotenente colonnello
BattaglieAssedio di Capua (1860)
DecorazioniCavaliere del Reale Ordine di Francesco I
Studi militariScuola Militare Nunziatella
Fonte cartacea[1]
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Giuseppe Campanelli (Potenza, 6 gennaio 1811Napoli, 8 febbraio 1884) è stato un militare italiano, tenente colonnello dell'Esercito delle Due Sicilie, ispettore generale dell'arma di artiglieria.

BiografiaModifica

Figlio del capitano di fanteria Felice Campanelli e di Maria Tosti di Valminuta, rimase orfano di padre in tenera età. Per volontà sovrana, fu quindi avviato, insieme ai suoi cinque fratelli, alla carriera delle armi, e fu ammesso nel 1823 alla Scuola militare Nunziatella di Napoli come allievo a piazza franca. Ottenuto il grado di alfiere di artiglieria nel 1832, progredì successivamente nei gradi superiori, ottenendo nel 1838 la nomina a primo tenente nel reggimento Regina.

Trasferito alle Officine di Pietrarsa, sorte nel 1843 per funzionare da polo metallurgico e meccanico al servizio dell'industria militare e ferroviaria, vi rimase per circa 12 anni, diventando uno degli artefici della crescita dell'opificio. Raggiunto il grado di capitano di prima classe nel 1847, nel 1856 fu trasferito a Capua, con l'incarico di direttore dei lavori dello stabilimento pirotecnico militare. Nel 1859 fu promosso maggiore, e gli fu affidato il comando della settima direzione di Capua.

Nel luglio 1860 fu promosso al grado di tenente colonnello, e successivamente gli fu affidato l'incarico di ispettore del materiale dell'arma di artiglieria. Partecipò alla battaglia del 1º ottobre 1860, guadagnando la Croce di Cavaliere del Reale Ordine di Francesco I per il valore dimostrato sul campo. Ritiratosi dietro la linea del fiume Garigliano, insieme con il colonnello Ferrante si pose a difesa della fortezza di Capua. Eseguita una rapida ricognizione del materiale disponibile, riuscì a mettere in batteria numerosi pezzi antiquati, e ad assicurare un minimo di difesa durante il bombardamento subito dalle truppe garibaldine il 1 e 2 novembre 1860.

Chiamato a votare nel consiglio degli ufficiali, si pronunciò contro la resa della fortezza, ma risultò in minoranza. Arresosi insieme al resto della guarnigione, rientrò a Napoli, e si ritirò a vita privata, rifiutando a più riprese l'arruolamento nel Regio Esercito.

OnorificenzeModifica

  Cavaliere del Reale Ordine di Francesco I

NoteModifica

BibliografiaModifica

  • Roberto Maria Selvaggi, Nomi e volti di un esercito dimenticato - gli ufficiali dell'esercito napoletano nel 1860-61, Napoli, Grimaldi e C. editore, 1990, OCLC 243733603.