Giuseppe Sorge

prefetto e storico italiano

Giuseppe Sorge Nola (Sutera, 23 gennaio 1857Palermo, 13 febbraio 1937) è stato un prefetto e storico italiano. Fu direttore generale della pubblica sicurezza del Regno d'Italia.

Giuseppe Sorge.

Precedentemente al R. D. del 27 aprile 1916, il cognome era Sorce.[1][2]

BiografiaModifica

Proveniva da un'agiata e colta famiglia borghese di Mussomeli. Figlio di Carmelo Sorce (1820-1896), amministratore dei beni dei principi Lanza di Trabia e di Maria Crocifissa Nola, fratello - fra gli altri - di Michele (prefetto di Fiume) e di Francesco (deputato del Regno d'Italia). Nel 1884 si sposò con Maria Carolina Crima (1862-1917), nipote di Paolo Paternostro, deceduta durante la prima guerra mondiale per fatale contagio contratto nell'ospedale di Brescia dove si prodigava come crocerossina.[3][4]

Giuseppe, dopo gli studi compiuti presso il collegio San Rocco di Palermo, si laureò in giurisprudenza presso l'Università della stessa città. Entrato in servizio nell'amministrazione dell'Interno il 12 maggio 1880, venne nominato Regio delegato straordinario di Bronte (CT) nel 1887, durante l'epidemia[5] di colera[6]. Nel 1892 il Sorge venne nominato regio delegato ad Acireale e poco dopo Sottoprefetto di Termini Imerese (1893-94); in tale veste, fu coinvolto nella sanguinosa repressione dei Fasci Siciliani.[7]

Fu in seguito nominato prefetto di Girgenti (1º ottobre 1904 - 15 aprile 1907) e successivamente di Lecce (5 aprile 1907 - 1º ottobre 1909) ove costituì un consorzio per il servizio di vigilanza igienica nella provincia di Terra d'Otranto. Nel 1909 venne nominato prefetto di Brescia (1º ottobre 1909 - 1º gennaio 1912) e nel 1912 di Napoli (1º gennaio 1912 - 16 maggio 1914) ove viene nominato Prefetto di prima classe (22 maggio 1913). Riassegnato a Brescia (1º ottobre 1915 - 1º settembre 1917). In seguito assegnato a Venezia (1º settembre 1917 - 1º novembre 1917) ove fu collocato a disposizione del Ministero dell'Interno che lo nominò[8] Direttore generale della Pubblica sicurezza (29 settembre 1917 - 10 marzo 1919) sotto il Ministero Orlando. Cessò dall'incarico il 25 febbraio 1919.[9]

Morì a Palermo il 13 febbraio 1937. Venne sepolto al Cimitero di Sant'Orsola, accanto alla moglie Maria Carolina Crima.

Il Sorge è ricordato anche come valente storico per gli studi sul suo paese natale, che furono oggetto di pubblicazioni molto apprezzate per il rigore con il quale vennero condotte.[senza fonte]

OnorificenzeModifica

  Grande ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia

OpereModifica

  • "Mussomeli dall'origine all'abolizione della feudalità, 1910-1916" (Catania, Niccolò Giannotta Editore, 1916 poi Edizioni Ristampe Siciliane, Palermo 1982.)
  • "Il cantore di Rosa fresca: divagazioni d'un dilettante" (Palermo, Tipografia Michele Montaina, 1925)
  • "I Teatri di Palermo nei secoli XVI-XVII-XVIII, Saggio Storico" (Palermo, Industrie Riunite Editoriali Siciliane, 1926, pp. 419, in-8, m.tela)
  • "Mussomeli nel secolo XIX, Cronache dal 1812 al 1900" (Palermo, Tipografia Michele Montaina, 1931)

Lettere e carteggiModifica

  • "Sulle dimostrazioni antiaustriache del 1914 - Lettera aperta a S.E. Antonio Calandra" (Palermo, Industrie Riunite Editoriali Siciliane, 1926)
  • "Testimonianza resa al tribunale di Palermo da Giuseppe Sorge quale direttore generale di P.S. il 1º ottobre 1917 in relazione al magazzino dei generi requisiti a navi nemiche " (Archivio Storico della Camera dei deputati, Archivio della Camera Regia 1848-1943, Commissioni parlamentari d'inchiesta)
  • "Sull'azione spiegata dal Ministero dell'Interno e dalle Prefetture per l'applicazione della Legge 19 giugno 1913 n. 632 contro l'alcoolismo" relazione presentata alla Commissione di Statistica e Legislazione presso il Ministero di Grazia e Giustizia e dei Culti nella sessione dell'aprile-maggio 1918 (Roma. Tipografia L. Cecchini, 1919)
  • "Relazione al Consiglio comunale di Bronte" (Palermo, Tipografia f.lli Puglisi, 1887) letta nella tornata del 26 novembre 1887 dal regio delegato straordinario avv. Giuseppe Sorge
  • Lettera a G.Lodi (4 ottobre 1904 - Società Siciliana per la Storia Patria)
  • Lettera a Luigi Sturzo (7 novembre 1918 - Archivio Beni di Stato)

NoteModifica

  1. ^ Michele Ognibene, La Storia di Mussomeli di Giuseppe Sorge, Un importante esempio della storiografia locale siciliana, in Archivio Nisseno, vol. 10, 2012, pp. 108-174, ISSN 1974-3416 (WC · ACNP). URL consultato il 3 Gennaio 2015.
  2. ^ Mario Missori, Governi, alte cariche dello Stato, alti magistrati e prefetti del Regno d'Italia (PDF), Roma, Bibliografia Nazionale, 1989, pp. 373,394,430,500,528,622, ISBN 88-7125-004-4. URL consultato il 10 dicembre 2014.
  3. ^ In memoria di Maria Carolina Sorge, Brescia, F. Apollonio & C, 1917.
  4. ^ Silvia Musi, Infermiere della Grande Guerra, su Pietri Grande Guerra - Storie di uomini della Prima Guerra Mondiale. URL consultato il 22 gennaio 2015.
  5. ^ Giuseppe Sorge, Relazione al Consiglio comunale di Bronte del 26 novembre 1887, Tipografia f.lli Puglisi, 1887.
    «Infatti la popolazione beve l’acqua dei pozzi che spesso si trovano accanto a pozzi neri permeabili; ha l’abitudine di gettare le "immondezze" nelle strade con la conseguenza di procurare l’inquinamento delle falde acquifere sotterranee, causa principale di tutte le malattie infettive».
  6. ^ Benedetto Radice, Memorie Storiche di Bronte (PDF), Bronte, Stabilimento Tipografico Sociale, 1928, p. 279. URL consultato il 10 dicembre 2014.
    «Il commendatore Sorge, quale commissario regio, ebbe vigile cura e pubblicò una memoria ove è narrato il terribile morbo e a nome del municipio donò una pergamena a Benedetto Radice.».
  7. ^ Michele Ognibene, La Famiglia Sorge - I Parte, a cura di Alberto Barcellona, Castello Incantato, 26 febbraio 2014. URL consultato il 10 dicembre 2014 (archiviato dall'url originale l'8 dicembre 2015).
  8. ^ Regio Decreto 29 settembre 1917
  9. ^ Decreto Legislativo 25 febbraio 1919

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