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Lecce
comune
Lecce – Stemma Lecce – Bandiera
Lecce – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of Arms of Apulia.svg Puglia
ProvinciaProvincia di Lecce-Stemma.png Lecce
Amministrazione
SindacoCarlo Salvemini (Indipendente di centro-sinistra) dal 01-06-2019
Territorio
Coordinate40°21′07.24″N 18°10′08.9″E / 40.352011°N 18.169139°E40.352011; 18.169139 (Lecce)Coordinate: 40°21′07.24″N 18°10′08.9″E / 40.352011°N 18.169139°E40.352011; 18.169139 (Lecce)
Altitudine49 m s.l.m.
Superficie238,93[1] km²
Abitanti95 269[2] (31-12-2018)
Densità398,73 ab./km²
FrazioniFrigole, San Cataldo, San Ligorio, Torre Chianca, Torre Rinalda, Villa Convento
Comuni confinantiArnesano, Cavallino, Lequile, Lizzanello, Monteroni di Lecce, Novoli, San Cesario di Lecce, Squinzano, Surbo, Torchiarolo (BR), Trepuzzi, Vernole
Altre informazioni
Cod. postale73100
Prefisso0832
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT075035
Cod. catastaleE506
TargaLE
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climaticazona C, 1 153 GG[3]
Nome abitantileccesi
Patronosant'Oronzo, Giusto e Fortunato
Giorno festivo26 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Lecce
Lecce
Lecce – Mappa
Posizione del comune di Lecce all'interno dell'omonima provincia
Sito istituzionale
La pianura salentina per zone pedologiche

Lecce (AFI: /ˈleʧʧe/[4]ascolta[?·info]; Lécce in salentino; Λουππίου, Luppìu in griko[5]) è un comune italiano di 95 269 abitanti[2], capoluogo dell'omonima provincia della Puglia. Situata in posizione pressoché centrale della penisola salentina, è il centro di un'area vasta comprendente 31 comuni della parte settentrionale della provincia. Sorge a 11 chilometri dalla costa adriatica e a 23 da quella ionica. È il capoluogo di provincia più orientale d'Italia.

Le antichissime origini messapiche e i resti archeologici della dominazione romana la inseriscono tra le città d'arte d'Italia[6]. Lecce si distingue per la ricchezza e l'esuberanza del barocco tipicamente seicentesco delle chiese e dei palazzi del centro, costruiti nella locale pietra leccese, calcare molto adatto alla lavorazione con lo scalpello. Lo sviluppo architettonico e l'arricchimento decorativo delle facciate è stato particolarmente curato durante il Regno di Napoli e ha caratterizzato la città in modo talmente originale da dar luogo alla definizione di barocco leccese.

È sede dell'Università del Salento, secondo ateneo della Puglia per numero di iscritti, dell'Arcidiocesi di Lecce e della Corte d'appello di Lecce. È stata candidata a Capitale europea della cultura per il 2019 (con altre cinque città italiane) ed è stata Capitale italiana della cultura nel 2015.[7] Turisticamente svolge un ruolo di primo piano in Puglia, terza solo a Matera e Napoli nell'Italia peninsulare del Sud.[8]

Geografia fisicaModifica

TerritorioModifica

Nella geografia locale Lecce occupa la parte centro-settentrionale della pianura salentina, nel cosiddetto Tavoliere di Lecce, un vasto e uniforme bassopiano del Salento compreso tra i rialti terrazzati delle Murge, a nord, e le serre salentine, a sud. L'area è caratterizzata da un particolare terreno, calcareo-marnoso del Miocene, che nell'Italia meridionale s'incontra quasi esclusivamente nella Terra d'Otranto e che viene comunemente conosciuto col nome di "pietra leccese", facilmente scavabile e tagliabile. La morfologia del territorio è complessivamente pianeggiante.

Caratteristiche del territorio sono i poderosi strati di terra rossa e l'assenza di corsi d'acqua di superficie. Il terreno carsico tuttavia presenta innumerevoli inghiottitoi (chiamate vore o capoventi), punti di richiamo delle piovane, che convogliano l'acqua nel sottosuolo alimentando la falda freatica. Solcano poi la superficie numerosi canali scavati per favorire il deflusso delle piovane negli inghiottitoi, e per evitare quindi la formazione di acquitrini. Il territorio del comune di Lecce è percorso dall'Idume, un fiume sotterraneo che sfocia nel mare Adriatico nei pressi della marina di Torre Chianca, formando il bacino dell'Idume[9].

Il territorio comunale si estende per 238,93 km² e si affaccia sul mare Adriatico per più di 20 km. Comprende le marine di San Cataldo, divisa amministrativamente tra Vernole e Lecce, Frigole, Torre Chianca, Spiaggiabella e Torre Rinalda e la frazione di Villa Convento, amministrata in parte dal comune di Novoli e il sobborgo di San Ligorio. La località di Casalabate è passata il 15 maggio 2012 sotto la giurisdizione dei comuni di Squinzano e Trepuzzi per effetto dell'esito del referendum consultivo del 12 e 13 giugno 2011[10]. È racchiuso nel territorio comunale di Lecce l'enclave del comune di Surbo. Il territorio di Lecce confina a nord e ad est con il mare Adriatico, a sud con i comuni di Lequile, San Cesario di Lecce, Cavallino, Lizzanello e Vernole, ad ovest con Squinzano, Trepuzzi, Novoli, Arnesano e Monteroni di Lecce.

La popolazione è fortemente concentrata nella parte più meridionale del territorio comunale, dove sorge la città, mentre il territorio a nord è costituito in gran parte da aree di interesse paesaggistico e ambientale ed è scarsamente popolato.

ClimaModifica

La stazione meteorologica di riferimento è quella di Stazione meteorologica di Lecce Galatina situata 15 km a sud. In base alle medie climatiche del periodo 1971-2000, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, è di +11,7 °C, mentre quella del mese più caldo, agosto, è di +29,7 °C.

Le precipitazioni medie annue si attestano a 484 mm, mediamente distribuite in 69 giorni di pioggia, con minimo in estate, picco massimo in autunno e massimo secondario in inverno.

Di seguito è riportata la tabella con le medie climatiche registrati nel trentennio 1971-2000 e pubblicati nell'Atlante Climatico d'Italia del Servizio Meteorologico dell'Aeronautica Militare relativo al medesimo trentennio, mentre i valori assoluti si riferiscono a tutta la serie storica della stazione.[11][12][13][14]

LECCE OSSERVATORIO METEOROLOGICO
(1991-2011)
Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic InvPriEst Aut
T. max. mediaC) 15,216,518,523,026,831,333,934,630,927,120,116,216,022,833,326,024,5
T. min. mediaC) 8,19,312,315,517,221,223,724,822,119,314,710,09,115,023,218,716,5
Precipitazioni (mm) 52,367,844,029,819,315,13,29,222,660,394,166,1186,293,127,5177,0483,8

Origini del nomeModifica

Gli antichi geografi greci, Strabone, Tolomeo, conoscono il toponimo (greco) Λουππίαι Luppíai o Λουπία Lupía, i latini dànno Lupiae e nel medioevo Lipiae, da cui deriva poi Licce e Lecce, con esito fonetico regolare per la regione; l'etimo di Lupia è comunque difficile da trovarsi e non c'è consenso tra gli studiosi; è stata comunque fatta l'ipotesi di una connessione col nome del lupo[15].

StoriaModifica

Età anticaModifica

La storia di Lecce inizia in un'epoca antecedente a quella di Roma in quanto pone le sue radici già nell'età messapica. Il primo insediamento fu fondato dalle popolazioni provenienti dall'Illiria durante le migrazioni del III millennio a.C. e conosce il periodo di maggiore maturità nel VII e IV secolo a.C. Una leggenda vuole però che la città sia nata intorno al 1200 a.C., per opera di Malennio, subito dopo la distruzione di Troia, e che lui sarebbe stato il primo a dominare in quest'area e a introdurre la cultura greca nella città, allora chiamata Sybar[16].

Nel III secolo a.C. Roma conquistò tutto il Salento, quindi anche Sybar, che aveva mutato il nome in Lupiae, e la vicina Rudiae, città dove era nato il poeta Quinto Ennio che, negli Annales, cantò sei secoli di storia di Roma, a partire dall'arrivo di Enea sulle coste laziali. Tra la fine dell'età repubblicana e gli inizi dell'età imperiale, Lupiae si presenta cinta da mura, costruite su quelle messapiche, dotata di un foro, un teatro ed un anfiteatro ed uno sbocco sul mare: porto Adriano, l'attuale marina di San Cataldo.

All'età neroniana si vuole risalga l'evangelizzazione di Lupiae ad opera del patrizio Publio Oronzio che, convertito al Cristianesimo da Giusto, discepolo di san Paolo, sarebbe stato il primo vescovo e il primo martire della città.

Età medievaleModifica

Dopo una breve parentesi di dominazione greca, fu saccheggiata da Totila, re ostrogoto, nel 542 e nel 549 e rimase sotto il dominio dell'Impero Romano d'Oriente per cinque secoli, offuscata dalla potente Otranto, capitale del dominio bizantino. Successivamente, dal VI secolo in poi, si avvicendarono i Saraceni, i Bizantini, i Longobardi, gli Ungari e gli Slavi.

 
Tancredi d'Altavilla

Fu la conquista normanna a far rinascere Lecce, quale centro commerciale, ed estese il suo territorio sino a diventare capoluogo del Salento. Infatti, a partire da Goffredo (1069) i conti normanni vi tennero corte e qui nacque l'ultimo re normanno, Tancredi, figlio di Ruggero III. Ai Normanni seguirono gli Svevi di Federico II e gli Angioini. Il periodo storico compreso tra 1055 e 1463 va sotto il nome di Contea di Lecce.

Età modernaModifica

«La città di Lecce, la quale dopo Napoli, capitale di questo regno, e per magnificenza di edificj e per frequenza di abitatori e per isplendore di civili costumi e per ricchezza di marittimi traffichi è la più riputata.»

(Giambattista Vico, 19 ottobre 1731[17].)

Dal 1463 Lecce fu soggetta direttamente al Regno di Napoli sotto la monarchia di Ferrante d'Aragona. Con gli Aragonesi la città acquistò sempre più importanza fino a divenire una delle più ricche e culturalmente vive città mediterranee. In questo periodo si sviluppò nei traffici commerciali coi mercanti fiorentini, veneziani, greci, genovesi, albanesi e fu importante centro culturale.

Nei due secoli seguenti il Salento fu a più riprese minacciato dalle incursioni turche, tanto che sotto il regno di Carlo V la città fu dotata di una nuova cinta muraria e di un Castello e dell'attuale Porta Napoli.

Il 1630 fu l'anno in cui si diede il via alla costruzione di moltissime strutture religiose. In epoca spagnola la città si trasformò in un vero e proprio cantiere a cielo aperto, per le tante opere civili e religiose, che privati, clero, congregazioni ecclesiastiche, si diedero da fare per erigere; in un crescendo di opere sempre più belle ed importanti.

Una tremenda epidemia di peste funestò Lecce nel 1656. Le vittime furono migliaia e la tradizione religiosa narra che, dopo tanta attesa, avvenne un miracolo per intercessione di sant'Oronzo, che fu poi, per questo, proclamato patrono della città. Precedentemente la patrona era santa Irene.

Nel 1734, dopo la breve dominazione austriaca, a seguito del pericolo di una restaurazione spagnola, prende il potere la nobiltà. Nel 1821 Lecce partecipò al moto carbonaro e mandò un esercito di resistenza alle truppe austriache. Nel 1848 si formò un governo provvisorio e fu fondato il partito Liberale: durante questi anni sottoscrisse il memorandum delle Province Confederate e partecipò al moto liberale del Meridione. Dopo l'Unità d'Italia, in particolare tra il 1895 ed il 1915, la città conobbe una notevole attività edilizia con la realizzazione di numerose opere pubbliche e la prima espansione fuori dalle mura. Vengono creati nuovi quartieri in stile neoclassico, neomoresco e neogotico[18].

SimboliModifica

Profilo araldico dello stemma:

«D'argento alla lupa passante di nero, attraversante il fusto di un albero di leccio di verde, sradicato e ghiandifero d'oro

(D.P.R. 20 aprile 1942)

Profilo araldico del gonfalone:

«Drappo di bianco…»

OnorificenzeModifica

  Titolo di Città
— Statuto del Comune

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

È ricca di testimonianze e opere d'arte di epoca romana, medievale e rinascimentale. Ma a caratterizzare la città è il barocco che esplode in una declinazione del tutto particolare e specifica, e tanto è personale lo stile delle architetture da meritarsi l'appellativo di barocco leccese. Questo stile architettonico si diffuse a Lecce nel Seicento, durante la dominazione spagnola, sostituendo l'arte classica e creando uno stile che lasciava spazio alla fantasia e all'immaginazione, grazie anche alla pietra locale, la pietra leccese: un calcare tenero e compatto, dai colori caldi e dorati che si presta molto bene alla lavorazione con lo scalpellino[19].

Architetture religioseModifica

 
Basilica di Santa Croce

Tra i monumenti architettonici più importanti della città vanno citate le sue chiese e le varie dominazioni straniere che hanno segnato la storia di Lecce hanno influito anche sulla religiosità della popolazione, come nel caso dei Normanni, degli Angioini e degli Aragonesi. Dopo queste dominazioni la città fu saldamente legata alla controriforma, sotto il dominio degli Asburgo di Spagna[20]. Oltre al duomo, che rappresenta il centro della vita religiosa, sono disseminate nelle strade e nelle piazze di Lecce quaranta chiese, tre delle quali hanno la dignità di basilica minore.

 
Duomo

Chiese principaliModifica

 
Chiesa di Sant'Irene

Altre chieseModifica

ConventiModifica

Il Palazzo dei Celestini è situato accanto alla Basilica di Santa Croce e venne edificato tra il 1659 e il 1695 da Giuseppe Cino e Cesare Penna su progetto di Giuseppe Zimbalo.

 
Palazzo dei Celestini

La facciata presenta delicati disegni ornamentali accanto alle finestre e all'ingresso, con punti e festoni floreali, e costituisce un esempio di barocco sobrio, alquanto raro da vedere nella Lecce settecentesca. Un tempo sede del convento dei Celestini, il palazzo è sede del Palazzo del Governo (Prefettura) e dell'Amministrazione Provinciale.

Il Monastero dei Teatini è attiguo alla Chiesa di Santa Irene ed è un edificio barocco, sede, per diversi secoli, dei Padri Teatini. Con la soppressione degli ordini religiosi, la chiesa e il monastero furono ceduti al Comune di Lecce che si preoccupò di conservare l'apertura al culto della Chiesa affidandola a due padri teatini leccesi. Il monastero venne adibito dapprima a caserma, poi a scuola e infine ospitò alcuni uffici municipali. Dopo un accurato restauro, è utilizzato come contenitore culturale, per mostre e fiere. Famosa è la mostra dei presepi che si tiene ogni anno nel mese di dicembre.

Il Monastero dei Carmelitani è attiguo alla Chiesa del Carmine, è un edificio costruito a cavallo dei secoli XVI e XVII, per i Padri Carmelitani, giunti in città nel 1481. Gli ambienti del convento sono organizzati intorno ad un chiostro quadrangolare i cui prospetti interni mostrano i segni degli interventi ottocenteschi; ospita il Rettorato dell'Università del Salento.

Il Convento domenicano di San Giovanni D'Aymo fu fondato nella seconda metà del XIV secolo da Giovanni d'Aymo. L'edificio, ricostruito nella prima metà del Settecento da Emanuele Manieri, ospitò, dopo la soppressione degli ordini religiosi, la Manifattura Tabacchi. Dopo attenti restauri è divenuto sede dell'Accademia di Belle Arti.

Il Palazzo del Collegio dei Gesuiti è una costruzione cinquecentesca, iniziata nel 1574 dopo l'arrivo dei religiosi in città. L'edificio, caratterizzato da un ampio chiostro e dalla maestosità degli ambienti interni, subì numerosi rimaneggiamenti dopo il 1767, anno in cui fu soppresso l'ordine. Il palazzo fu sede nel corso dei decenni di un collegio-convitto di livello universitario con cattedre di medicina e di diritto e degli Uffici Giudiziari così come voluto da Giuseppe Bonaparte.

Il Convento degli Agostiniani fu fondato il 18 aprile 1649, in un'area donata ai monaci dall'Università che, dieci anni prima (13 marzo 1639) aveva deliberato di accogliere in città tale Ordine. Il monastero fu un ricco contenitore culturale in quanto, vi si svolgeva un'attiva vita culturale e religiosa. Divenne centro di una Scuola di Filosofia esistita fino al 1852 anno in cui fu trasformato in caserma; sono in corso i lavori per il recupero funzionale del complesso.

L'Ex Conservatorio di Sant'Anna, attiguo alla Chiesa di Sant'Anna, fu fondato nel 1679, per volontà del nobile leccese Bernardino Verardi. Il Conservatorio aveva la propria sede nell'antico palazzo Verardi. Nel 1764 l'edificio venne ristrutturato dall'architetto Emanuele Manieri che ne ampliò la fabbrica. Il Conservatorio venne realizzato affinché vi trovassero asilo le donne dell'aristocrazia salentina, le uniche ad avere libero accesso.

Il Chiostro dei Domenicani è architettonicamente importante nel panorama artistico–culturale del Salento. L'arrivo dei frati domenicani in Puglia durante il XIII secolo, segnò l'inizio di una presenza che divenne sempre più importante nei secoli XIV e XV. Fu proprio verso i primi anni del XV secolo che venne fondato, a Lecce, il convento dei frati Predicatori di San Domenico con bolla papale di Eugenio IV, datata al 15 giugno 1442.

Architetture militariModifica

CastelloModifica

 
Cortile del Castello

Il castello di Lecce è stato realizzato, secondo la tradizione, per volere di Carlo V per scongiurare le invasioni turche, di cui la più funesta fu, per la Terra d'Otranto, quella che nel 1480 causò il sacco di Otranto.

In realtà Carlo V ampliò e modificò un preesistente maniero, che secondo gli scavi e gli studi condotti dall'Università del Salento doveva risalire al XIII-XIV secolo. Una parte risalente a tale periodo risulta essere il torrione di forma quadrangolare detto mastio di Accardo. Gli ampliamenti del XVI secolo hanno dato al complesso una pianta quadrilatera, formata da quattro fronti bastionate, un tempo munita di fossato che venne colmato nel 1870. La fortezza presenta due porte: una orientata a nord-ovest che è quella rivolta verso la città, e l'altra sul lato opposto, che un tempo guardava la campagna. Sulla seconda porta appare lo stemma dell'imperatore asburgico, stemma che pure sormontava la prima porta ma che, poi, è stato rimosso ed allogato in un muro del cortile. L'interno è dotato di ampi ambienti che oggi ospitano manifestazioni culturali.

Porte della città vecchiaModifica

All'origine le porte che permettevano l'ingresso in città erano quattro: Porta Napoli, che permetteva l'ingresso dalla via che giungeva dall'allora capitale del Regno Napoli; Porta Rudiae, che permetteva l'ingresso dalla via che giungeva dall'antico centro abitato di Rudiae; Porta San Biagio, che permetteva l'ingresso dalle vie che giungevano da Capo di Leuca; Porta San Martino, che permetteva l'ingresso dalla naturale via che portava al mare, ovvero San Cataldo. Nel corso degli anni e con le modifiche portate alla pianta della città quest'ultima porta fu rasa al suolo.

Porta NapoliModifica
 
Porta Napoli

Porta Napoli, o arco di Trionfo, fu eretta nel 1548 in onore dell'imperatore Carlo V come dimostrazione di gratitudine per le opere di fortificazione fatte realizzare in difesa della città. Fu realizzato nel luogo dell'antica Porta San Giusto, al di sotto della quale, secondo la tradizione, riposavano le spoglie del santo. La porta è costituita da un solo fornice affiancato da due colonne corinzie binate che sorreggono un frontone triangolare sul quale sono scolpite le insegne imperiali con trofei e panoplie. Sul fregio centrale appare, in latino, l'epigrafe dedicatoria.

Porta RudiaeModifica
 
Porta Rudiae

Poco più a sud dell'Arco di Trionfo, si trova la cosiddetta Porta Rudiae, il cui nome deriva da quello dell'antica città di origine Messapica, posta nell'odierna periferia di Lecce, nucleo primigenio della successiva città. Probabilmente, come nel caso dell'Arco di Trionfo, qui doveva essere presente una porta di origine medioevale. La porta crollò nel corso del Seicento e venne ricostruita nel 1700 per volere di un patrizio leccese. La porta è chiaramente di gusto barocco, opera di Giuseppe Cino, e venne eretta quando ormai una vera e propria funzione difensiva non era più necessaria. La facciata è dominata dalla statua di sant'Oronzo, accompagnata lateralmente dalle statue di santa Irene e san Domenico. Sulle colonne della porta sono scolpiti quattro busti raffiguranti Euippa, Malennio, Dauno e Idomeneo, nipote di Minosse e pronipote di Zeus, mitico fondatore della città.

Porta San BiagioModifica
 
Porta San Biagio

Porta San Biagio fu molto probabilmente edificata su una preesistente torre nel corso del XVIII secolo. Eretta per volontà del governatore di Terra d'Otranto Tommaso Ruffo, il suo stile è baroccheggiante. Su tale porta troneggia in alto la statua di san Biagio, lateralmente sono presenti due stemmi cittadini.

TorriModifica
Torre di Belloluogo

La torre di Belloluogo è una torre medievale costruita nel XIV secolo. Voluta da Gualtiero di Brienne, è un importante esempio di architettura militare angioina. La torre di forma cilindrica è ancora circondata dal fossato originario pieno d'acqua. Fu dimora di Maria d'Enghien, nella quale vi trascorse gli ultimi anni della vita. Di particolare interesse è una piccola cappella affrescata con scene della vita di Santa Maria Maddalena.

Torre del Parco (Turris Prati Magni)
 
Torre del Parco

La torre del Parco, situata nel cuore di Lecce, rappresenta uno dei monumenti simbolo della città del periodo medioevale e rinascimentale. Il complesso monumentale fu edificato nel 1419 ad opera del diciottenne Giovanni Antonio Orsini Del Balzo, principe di Taranto, figlio di Raimondello e di Maria d'Enghien la quale, all'epoca, si fregiava dei titoli di contessa di Lecce e regina del regno di Napoli, avendo sposato, in seconde nozze, il re Ladislao di Durazzo. La Torre, alta più di 23 metri e costruita su tre livelli, è circondata da un fossato nel quale erano allevati gli orsi, simbolo araldico della famiglia Orsini del Balzo. Il parco intorno alla Torre aveva un'estensione di oltre 40 ettari ed era ripartito in una zona pubblica e in una privata: il "Parco di Dentro", cittadella recintata comprendente la Torre e le "Stanze del Principe", e il "Parco di Fuori" che si estendeva sino alle mura urbane e che era luogo di fiere, mercati e pubblico passeggio. Nel 1434, un'ala del complesso monumentale divenne sede del Concistorium Principis, tribunale medievale presieduto da Giovanni Antonio Orsini Del Balzo. La struttura, inoltre, fu sede della zecca dove venivano coniati i cosiddetti "mali carlini", monete d'oro e d'argento. Negli anni 1458-1461 la Torre divenne carcere per alcuni prigionieri che incisero le loro “lamentazioni” (tuttora visibili) negli strombi delle saettiere nel piano inferiore della fortezza. Dopo la morte di Giovanni Antonio il complesso divenne dimora dei vari viceré spagnoli che si alternarono nel dominio di Lecce: da Ferrante Loffredo a Ferrante Caracciolo.

Monumento ai caduti della I Guerra MondialeModifica

Il monumento riporta la seguente iscrizione: "Caddero tra i prodi della guerra mondiale e l'Italia si aderse vittoriosa a più alti destini (1915-1918)". Le lastre di marmo poste alle spalle della statua riportano l'elenco dei militari caduti.

 
Monumento ai caduti della I Guerra Mondiale

Edifici civiliModifica

 
Palazzo Tamborino
  • Palazzo Adorno
  • Palazzo Belli
  • Palazzo Carafa
  • Palazzo Cesarini
  • Palazzo de Simone
  • Palazzo dei Prioli
  • Palazzo dell'Antoglietta
  • Palazzo della Ratta
  • Palazzo delle Carmelitane Scalze
  • Palazzo Giugni
  • Palazzo Giustiniani
  • Palazzo Guarini
  • Palazzo Guido
  • Palazzo Lecciso
  • Palazzo Lubelli
  • Palazzo Marrese
  • Palazzo Tamborino-Episcopo
  • Palazzo Martirano
  • Palazzo Morisco
  • Palazzo Paladini
  • Palazzo Palmieri
  • Palazzo Penzini
  • Palazzo Perrone
  • Palazzo Perucino
  • Palazzo Rollo
  • Palazzo Rubichi
  • Palazzo Stabile
  • Palazzo Tamborino-Cezzi
  • Palazzo Turrisi Palumbo
  • Palazzo Tresca
  • Palazzo Vernazza
  • Palazzo Zimara
  • Palazzo Romano

Siti archeologiciModifica

Ipogeo Palmieri

L'Ipogeo Palmieri è un esempio di architettura funeraria messapica, ed è visitabile all'interno del giardino di Palazzo Guarini, lungo via Palmieri. Rinvenuta nel 1912 da un appassionato di antichità locali, la tomba apparve già priva di corredo, depredata probabilmente nel corso del XVI secolo, epoca a cui risalgono alcune iscrizioni graffite sulle pareti del corridoio d'ingresso e delle celle. L'ipogeo è composto da tre ambienti disposti intorno ad un vestibolo. Sulla base di confronti stilistici e tipologici, per la tomba, realizzata evidentemente per una famiglia locale aristocratica, è stata proposta una cronologia all'inizi del III secolo a.C.

Anfiteatro Romano

L'anfiteatro Romano è situato nella centralissima piazza Sant'Oronzo. Restano l'arena, le gradinate inferiori e parte delle mura esterne. Fu costruito in età augustea e misurava circa 102 m × 83 m e riusciva a contenere oltre 25.000 spettatori. In epoche successive fu sotterrato e sovrastato da altri edifici. Il monumento venne scoperto durante i lavori di costruzione del palazzo della Banca d'Italia, effettuati nei primi anni del Novecento. Le operazioni di scavo iniziarono quasi subito, grazie alla volontà dell'archeologo salentino Cosimo De Giorgi, e si protrassero sino al 1940; è possibile ammirare solo un terzo dell'intera struttura, in quanto il resto rimane ancora nascosto nel sottosuolo di piazza Sant'Oronzo dove si ergono alcuni edifici e la chiesa di Santa Maria della Grazia.

Teatro Romano
 
teatro Romano

Il Teatro Romano si trova in via dell'Arte della Cartapesta. Fu scoperto nel 1929, databile all'età augustea come l'Anfiteatro. La cavea di questo teatro, probabilmente riservato ai lupiensi mentre quello di piazza Sant'Oronzo veniva frequentato dai provinciali, misura 19 m di diametro. Ignorato per secoli come l'anfiteatro, ha restituito alcune statue che sono conservate presso il Museo archeologico provinciale Sigismondo Castromediano.

Parco archeologico di Rudiae

Il parco archeologico di Rudiae si trova sulla via per San Pietro in Lama e racchiude una parte dei resti dell'antica città messapica di Rudiae, distrutta nel 1147 da Guglielmo il Malo. Di rilievo è l'anfiteatro, conservato in ottime condizioni perché sotterrato, da poco oggetto di lavori per riportarlo alla luce.

PiazzeModifica

Piazza Sant'Oronzo
 
Piazza Sant'Oronzo
 
La Colonna di Sant'Oronzo

Il salotto elegante di Lecce è Piazza Sant'Oronzo, in parte occupata dall'Anfiteatro romano del I-II secolo d.C., riportato alla luce all'inizio del Novecento. Nella piazza s'innalza la colonna di Sant'Oronzo, donata dalla città di Brindisi per adornare la piazza. Di fronte alla statua si trova l'armonioso palazzetto del Sedile, antica sede del Municipio, dove il sindaco riceveva la cittadinanza. Accanto a questo edificio, sorge la chiesetta di San Marco, importante testimonianza dell'esistenza di una colonia di mercanti veneti giunti in città per praticare attività commerciali. Un'altra testimonianza artistica che si affaccia sulla piazza davanti all'anfiteatro è la chiesa di Santa Maria delle Grazie.

Piazza del Duomo
 
Piazza del Duomo di notte

È il barocco a dominare nella centrale Piazza Duomo. Questo grande cortile, poi modificato, risale al tempo del vescovo Gerolamo Guidano. Ad esso si accede attraverso i propilei, realizzati verso la fine del XVIII secolo da Emanuele Manieri, essendo stati abbattuti gli originali muri d'ingresso.

Piazza Duomo è uno dei rari esempi di "piazza chiusa". Un tempo, la sera le porte, delle quali ancora oggi sono visibili gli imponenti mozzi, venivano serrate. Che si tratti di un chiaro esempio di barocco è evidente anche dalla soluzione a dir poco teatrale della "falsa facciata". Il visitatore che entra in Piazza Duomo si trova di fronte una facciata di chiesa, che solo ad un'attenta visione si rileva "posticcia". È sufficiente varcare la soglia del portale per ritrovarsi nella navata laterale della Chiesa. La cattedrale non accoglie, dunque, il visitatore di fronte, ma si trova collocata, rispetto all'ingresso della Piazza, in modo parallelo. La soluzione scenografica venne adottata per evitare che il visitatore si trovasse di fronte ad un muro piatto e senza decori.

L'architetto leccese, che si adoperò per armonizzare l'arredo urbano, realizzò, ai lati dei propilei, i palazzi gemelli che, entrambi al piano terreno, palesano arcature a bugne lisce, oggi in parte chiuse o trasformate in porte e finestre. A sinistra della piazza si erge imponente il campanile, opera di Giuseppe Zimbalo, mentre al centro la cattedrale e, in posizione più arretrata, l'episcopio. Sulla destra, infine, si trova il seminario.

Piazza Vittorio Emanuele II
 
"Il Sedile" in piazza Sant'Oronzo

Piazzetta dominata dalla chiesa di Santa Chiara e a pochissimi metri da piazza Sant'Oronzo si caratterizza per la presenza di numerosi locali.

 
Piazza Vittorio Emanuele II

Aree naturaliModifica

Parco naturale regionale Bosco e paludi di Rauccio

Il Parco naturale regionale Bosco e Paludi di Rauccio, esteso complessivamente su un'area di 625 ettari, risulta estremamente vario sotto il profilo ambientale. È situato nei pressi delle marine di Torre Chianca e Torre Rinalda.

Bacino dell'Idume

Il Bacino dell'Idume costituisce un'area di interesse paesaggistico molto rilevante. Di origine artificiale, raccoglie le acque di alcuni piccoli fiumi e presenta un'interessante vegetazione di steppa salata con Salicornia annuale.

Oasi naturalistica Bacino Costiero Acquatina

L'Oasi naturalistica Bacino Costiero Acquatina è una zona costiera umida con una superficie di 100 ettari nella marina di Frigole. Il bacino di acqua salmastra ricopre una superficie di 45 ettari e si estende per 2 km in posizione retrodunale.

Riserva naturale San Cataldo

La Riserva naturale San Cataldo, istituita nel 1977, occupa circa 28 ettari e comprende una pineta di Pino d'Aleppo.

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[25]

 

Etnie e minoranze straniereModifica

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2018 i cittadini stranieri residenti a Lecce erano 7 895. Le nazionalità maggiormente rappresentate erano:[26]

Lingue e dialettiModifica

 
La zona in cui è parlato il dialetto salentino

Il dialetto leccese è una variante del salentino e, pur esistendo delle differenze marcate tra i vari comuni, la radice resta invariata.

Il dialetto presenta un sistema a 5 vocali in posizione tonica e 3 gradi di apertura. È composto inoltre da una dittongazione metafonetica per -i e -u finali.

  • Ě>jε tranne se è preceduta da una palatale ed una dittongazione inconstante nelle forme in -mentum (ad esempio, denti diventa diènti; sentimento > sientimientu oppure sientimentu)
  • Ŏ>wε oppure Ŏ>wε>ε in iniziale di parola o ɔ preceduta da una palatale o dentale (ad esempio, morto diventa muertu ecc.)

La o lunga diventa quasi sempre u (sole>sule), tranne che a Galatina, Galatone, Sogliano Cavour, Cutrofiano, Soleto e Corigliano d'Otranto, dove può rimanere o (il sole > lu sole).
La forma uo diventa ue (fuoco>fuècu, morto>muèrtu, collo>cuèddrhu), ma talora è reso con o (fuocaia > fòcara, ma anche in alcune zone specialmente nel versante sud-orientale della provincia fuoco > focu). Queste indicazioni di massima hanno comunque numerose eccezioni. La o di gioco, ad esempio, viene resa in modo diverso a seconda se si tratta del sostantivo o del verbo: io gioco > iou sta sciocu; il gioco > lu šwecu; giocare > sciucare.

Inoltre, molte parole che finiscono con una doppia elle (ll) seguita da una vocale, con l'eccezione della u, si pronunciano rispettivamente:ddhru, ddhra, ddhre, ddhri nelle rispettive eccezioni maschile, femminile, singolare e plurale. Per esempio:martello diventa martieddhru', martelli diventa martieddhri, bella diventa beddhra, belle diventa beddhre.

ReligioneModifica

 
Sant'Oronzo di Lecce

La città è sede dell'arcidiocesi di Lecce, una sede metropolitana della Chiesa cattolica appartenente alla regione ecclesiastica Puglia. È retta dal 2 Dicembre 2017 dall'arcivescovo Michele Seccia.

La tradizione fa risalire la fondazione della diocesi di Lecce ai tempi apostolici: già nel I secolo Giusto di Corinto avrebbe predicato la fede cristiana nella città salentina convertendo Oronzo, che sarebbe poi stato consacrato vescovo dall'apostolo Paolo il quale gli avrebbe affiancato come coadiutore e successore il nipote Fortunato; Ughelli (Italia sacra, IX, col. 67) registra i nomi di altri cinque vescovi che si sarebbero succeduti fino al III secolo, ma il primo documento storico attestante la sede episcopale di Lecce risale al 1057, quando è documentato il vescovo Teodoro. Originariamente era suffraganea dell'arcidiocesi di Otranto.

Nel 1960 la diocesi divenne immediatamente soggetta alla Santa Sede. Lecce è stata elevata al rango di arcidiocesi metropolitana con decreto della Congregazione per i vescovi del 20 ottobre 1980.

Santi di LecceModifica

SanitàModifica

CulturaModifica

IstruzioneModifica

Scuole secondarie di secondo gradoModifica

  • istituto tecnico professionale St. "A. De Pace"
  • polo professionale "L. Scarambone-Marconi"
  • liceo artistico e coreutico "Ciardo-Pellegrino"
  • istituto professionale tecnico agrario alberghiero St. "G. Presta- Columella"
  • istituto T. T. E. St. "Galilei-Costa"
  • istituto T. E. St. "F. Calasso"
  • istituto T. E. St. "A. Olivetti"
  • istituto T.E. T. St. "Grazia Deledda"
  • istituto tecnico industriale "E. Fermi"
  • liceo classico e Musicale "Giuseppe Palmieri"
  • liceo classico, Linguistico, Scientifico e delle Scienze Umane "Virgilio-Redi"
  • liceo scientifico " Giulietta Banzi Bazoli"[28]
  • Liceo scientifico "C. De Giorgi"
  • liceo linguistico e delle Scienze Umane "P. Siciliani"
  • conservatorio musicale "T. Schipa"
  • liceo paritario Marcelline (liceo scientifico, liceo linguistico e liceo classico)
  • liceo classico paritario "Giovanni Paolo II"

UniversitàModifica

Lecce è la sede dell'Università del Salento, già Università di Lecce, su cui è imperniato l'intero sistema dell'università e ricerca del Salento. L'università del Salento ha alcune succursali anche nella provincia di Brindisi. Di particolare interesse risulta il Parco Scientifico e Tecnologico Ionico-Salentino (PASTIS) presso Mesagne, compartecipato dall'Università del Salento, che possiede anche la strumentazione utile per il metodo del carbonio-14.

RicercaModifica

Laboratorio Nazionale di Nanotecnologie

Nell'ambito dell'ISUFI opera il National Nanotechnologies Laboratory (NNL), centro di eccellenza a livello internazionale sulle nanotecnologie, che ha ricevuto riconoscimenti di varia natura, tra cui la visita ufficiale del Presidente della repubblica italiana Giorgio Napolitano il 15 settembre 2006. Il laboratorio segue linee di ricerca sia di tipo fondamentale, che di tipo fortemente applicato, grazie alle partnership con le multinazionali tecnologiche residenti presso di esso (STMicroelectronics, Agilent Technologies, TechInt, Alenia Marconi System), che realizzano i loro programmi di formazione e reclutamento post laurea in collaborazione con l'ISUFI.

Dhitech

Il Distretto tecnologico regionale High Tech, con sede a Lecce, è una società consortile finalizzata alla competitività e all'innovazione nella ricerca scientifica. Comprende il Laboratorio Nazionale di Nanotecnologie e svolge ricerca su nanotecnologie, materiali avanzati, innovazione digitale e tecnologie di informazione e comunicazione (ICT), affiancando ricercatori universitari a quelli di aziende tecnologiche italiane e non. Tra i soci figurano l'Università del Salento, il Consiglio Nazionale delle Ricerche, AVIO S.p.A., Engineering Ingegneria Informatica S.p.A., Fiamm S.p.A., Leuci S.p.A. e STMicroelectronics.

Istituti territoriali del CNR

A Lecce sono presenti alcuni Istituti e articolazioni territoriali di Istituti del Consiglio Nazionale delle Ricerche: l'Istituto per i beni archeologici e monumentali e le sezioni dell'Istituto di scienze delle produzioni alimentari, dell'Istituto per la microelettronica e microsistemi, dell'Istituto di fisiologia clinica e dell'Istituto di scienze dell'atmosfera e del clima.

MuseiModifica

MediaModifica

StampaModifica

RadioModifica

  • Radio Rama
  • Radio Flo
  • Rete 8
  • Radio 5 (Ex Radio 5 Network di Martina Franca)
  • WAU che Radio! Web Radio Uni Salento

TelevisioneModifica

TeatroModifica

Il principale teatro è il teatro Politeama Greco è teatro di tradizione, con una capienza di circa 1 000 posti, seguito dal teatro Paisiello. Il Teatro Politeama Greco, dichiarato Bene di valore storico-artistico vincolato ai sensi della legge n. 1089 del 1939, è sede della Stagione lirica Tradizionale (solitamente tra febbraio e marzo) oltre alla Stagione Teatrale che comprende anche spettacoli di prosa e balletti ed alla Stagione concertistica, nonché a spettacoli di musica leggera.

Il Paisiello, che ha una stagione di prosa, fu dedicato al musicista tarantino Giovanni Paisiello e costruito nel 1758, in stile barocco da Oronzo Bernardini.

Presente poi il teatro Koreja, con una compagnia teatrale che presenta lavori legati al teatro d'innovazione e l'Astràgali Teatro[31] nato nel 1981 e che dal 2012 è sede del Centro Italiano dell'International Theatre Institute[32] dell'UNESCO.

Altri teatri sono il teatro Apollo, il teatro Don Bosco e il teatro Antoniano.

CinemaModifica

Almeno tredici (tra film e serie televisive) sono stati girati, in tutto o in parte, nella città di Lecce[33].

In ordine di data di uscita, i titoli ed i registi:

CucinaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Cucina salentina.

EventiModifica

In città si svolgono molte manifestazioni tra cui alcune di notevole spessore culturale.

 
Le statue dei Santi Oronzo, Giusto e Fortunato intronizzati nella Cattedrale durante i giorni di festa e portati in processione il 24 Agosto.
 
Luminarie di Sant'Oronzo nel 2012
 
Luminarie di Sant'Oronzo nel 2017
Festa dei santi patroni Oronzo, Giusto e Fortunato
Festa principale della città. I festeggiamenti per i santi patroni durano tre giorni (dal 24 al 26 agosto). La manifestazione religiosa tocca il suo apice durante la processione per le vie del centro storico, il 24 agosto. La processione comincia uscendo dalla Cattedrale in Piazza Duomo, percorre i punti nevralgici del centro storico, passa trionfante in piazza Sant'Oronzo decorata da imponenti luminarie e si conclude rientrando nuovamente in Cattedrale. I restanti giorni sono caratterizzati da concerti, manifestazioni teatrali, eventi in piazza e tutta la città e dal Luna Park in Piazzale dello Stadio. I tre giorni di festa si chiudono poi in un tradizionale spettacolo pirotecnico.
Fiera di Sant'Oronzo
Il 26 agosto si tiene a Lecce, precisamente nella frazione marina di Frigole, la tradizionale fiera del bestiame e degli attrezzi agricoli.
Fiera dei presepi e dei pupi
Questo antico mercato popolare di merci varie legate ai presepi si svolge dall'8 al 24 del mese di Dicembre nel centro storico di Lecce. Offre ai visitatori e ai turisti le tradizionali statuine e figure del presepe di produzione artigianale in cartapesta, pietra leccese e terracotta. Fino a pochi anni fa la mostra aveva inizio il giorno 13 Dicembre, ricorrenza di Santa Lucia e quindi tale fiera è nominata dai leccesi anche "Fiera di Santa Lucia"[34]
Mercatino dell'antiquariato
Ogni ultima domenica del mese si svolge in Via XX Settembre, nelle vicinanze dell'ospedale vecchio, un mercatino che conta un centinaio di operatori.
Piano Festival di Miami in Lecce
Si svolge dal 2003, con cadenza biennale, nell'ultima settimana di giugno fino al 4 luglio, in teatri e luoghi storici di Lecce. Pianisti e appassionati danno vita a una fitta serie di concerti tra il classico (recital solistici) e lo spettacolare (nel concerto conclusivo dell'edizione 2007 sedici pianoforti erano suonati da trentuno pianisti).
Festival del cinema europeo
Il Multisala Massimo di Lecce ospita annualmente in Primavera il Festival del Cinema Europeo, riconosciuto dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali come manifestazione d'interesse nazionale (membro del Coordinamento Europeo dei Festival del Cinema e dell'Associazione Festival Italiani di Cinema), ideato e organizzato dall'Associazione Culturale "Art Promotion".
Premio Internazionale Mediterranea
Dal settembre 2013, il Museo Archeologico Faggiano, ospita questa Mostra Internazionale di Fotografia, Pittura, Poesia e Scultura.

Geografia antropicaModifica

Suddivisioni amministrativeModifica

Circoscrizione Denominazione Popolazione
I Centro - Mazzini - Leuca - Parte Santa Rosa 23.447 ab.
II Parte Santa Rosa - Parte Stadio 28.962 ab.
III Parte Stadio - Leuca - Parte Ferrovia 17.552 ab.
IV Parte Ferrovia - Rudiae 21.103 ab.
V Litorale 3.741 ab.

LitoraleModifica

Il territorio di Lecce si affaccia sul Mare Adriatico per circa 20 km. La costa si presenta bassa con lunghi tratti sabbiosi e paludosi, lungo i quali sono presenti dune secolari ricoperte da macchia mediterranea; questo ecosistema risulta compromesso a causa dell'abusivismo edilizio. Lungo tutta la costa sono presenti alcune fortificazioni, costruite nel XVI secolo per far fronte alle incursioni dei saraceni.

Torri costiere da nord a sud

Le località marittime che costituiscono frazione di Lecce sono: San Cataldo, Frigole, Torre Chianca, Spiaggiabella e Torre Rinalda.

EconomiaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Economia della Puglia.

L'economia della città di Lecce si basa essenzialmente sull'agricoltura, sull'artigianato (cartapesta, intaglio),[35] sull'agroalimentare (in particolare olivicultura e viticultura), sull'edilizia, sui servizi (settore terziario) e sul turismo. La città risulta la più visitata dai turisti in Puglia[36]. Nel 2010 il capoluogo salentino è stato inserito (unica città italiana) nella lista "Best in travel 2010" di Lonely Planet, figurando tra le 10 città mondiali più belle da visitare[37]. Il settore tessile e quello calzaturiero, che avevano avuto notevole sviluppo, stanno risentendo della crisi globale e sono in difficoltà, anche se mostrano una notevole ripresa. Significativa la presenza di attività metalmeccaniche, con, fra gli altri, uno stabilimento della Fiat (CNH - Case New Holland) e i suoi partner nel movimento terra, e con il relativo indotto. A Lecce inoltre è situata la più grande industria di sigarette in Italia, quella delle MS, di proprietà della British American Tobacco.

Lecce è un importante snodo per l'economia salentina e si pone fra le aree più dinamiche del Mezzogiorno d'Italia. Secondo il Sole 24 Ore la provincia di Lecce si colloca, nella classifica stilata per quantificare il benessere economico del 2009, al 44º posto, ben al di sopra di tante altre provincie settentrionali e al terzo posto tra quelle meridionali.[38].

Infrastrutture e trasportiModifica

StradeModifica

La città è circondata da un anello tangenziale, con caratteristiche di superstrada. La mobilità verso nord è assicurata dalla superstrada Brindisi-Lecce, che prosegue per Bari integrandosi con la Strada statale 16 Adriatica e con la SS 379, godendo così di ottimi collegamenti con la rete autostradale. Verso sud si diramano due importanti arterie salentine con caratteristiche di superstrada: la Strada statale 101 Salentina di Gallipoli e la Strada statale 16 Adriatica nel tratto Lecce-Maglie. Inoltre è possibile raggiungere Taranto attraverso la Strada statale 7 Via Appia.

 
Tram al capolinea di piazza Sant'Oronzo, in una cartolina dei primi anni Dieci (non più presente)

Lungo la strada comunale di collegamento fra strada provinciale 364, fra il 1898 ed il 1933 correva la tranvia elettrica Lecce-San Cataldo, che collegava il capoluogo del Salento con il litorale adriatico; la sua costruzione rappresentò l'occasione per il rilancio delle contrade del litorale.

FerrovieModifica

I collegamenti ferroviari verso nord sono assicurati dalla stazione delle Ferrovie dello Stato, parte del circuito Centostazioni. La stazione di Lecce è un importante snodo ferroviario della Puglia, punto finale della storica Ferrovia Adriatica. Inoltre, il servizio locale è garantito dalle Ferrovie del Sud Est.

AeroportiModifica

L'aeroporto di Lecce-San Cataldo, posto 6 km a est dal centro urbano, è un aeroporto civile privato, non aperto al traffico commerciale. L'aeroporto di Lecce-Galatina, in realtà sito nei territori comunali di Galatina e Lequile, è affidato all'Aeronautica militare e pertanto chiuso all'aviazione civile.

L'aeroporto commerciale di riferimento per la città è pertanto l'Aeroporto Internazionale del Salento di Brindisi, sito a circa 35 km da Lecce, i collegamenti da e per il quale avvengono a partire dall'Airport City Terminal di Lecce.

FiloviaModifica

A Lecce è stata costruita una rete filoviaria composta da quattro singole linee per un totale di 28 km. I mezzi usati sono i Van Hool A330T[39].

AmministrazioneModifica

SportModifica

CalcioModifica

 
Manifesto celebrativo per il centenario dell'Unione Sportiva Lecce, affisso in città nel 2008.

La principale società di calcio della città è l'Unione Sportiva Lecce. I colori della squadra, di scena allo Stadio Via del Mare di Lecce, richiamano quelli della provincia, il giallo e il rosso. Con 16 campionati di Serie A disputati (il primo nel 1985-86), è la seconda società della Puglia per numero di stagioni trascorse nelle prime due serie professionistiche.

Lecce è la città natale dei calciatori Sergio Brio, Franco Causio, Marco Materazzi, Francesco Moriero, Pasquale Bruno, Mimmo Renna, Aldo Sensibile, Gianluca Petrachi, Ezio Candido e Antonio Conte.

La principale squadra di calcio femminile è l'A.S.D. Salento Donne, che milita nel campionato nazionale di Serie B.

CiclismoModifica

Lecce è stata più volte arrivo di tappa del Giro d'Italia:

RugbyModifica

Le principali squadre di rugby della città sono il CUS Lecce Rugby, con sede nel capoluogo salentino, e l'ASD Salento Rugby, con sede a Lecce e ad Aradeo. Entrambe le società, dilettantistiche, sono affiliate alla FIR.

Football americanoModifica

Nel football americano è presente dal 2007 (anno della fusione tra i sanvitesi Dragons San Vito e i leccesi Spiders Salento, fondati l'anno precedente) la squadra dei Dragons Salento, che milita nel campionato CIF9.

NoteModifica

  1. ^ tuttitalia.it
  2. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2018.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  4. ^ Luciano Canepari, Lecce, in Il DiPI – Dizionario di pronuncia italiana, Zanichelli, 2009, ISBN 978-88-08-10511-0.
  5. ^ Derivante da τούς Λουππίους (tùs Luppìus), forma accusativa nata da un ipotetico nominativo maschile plurale οἱ Λούππιοι (oi Lúppioi), nome degli abitanti successivamente passato a nome della città. Cfr.: Gerhard Rohlfs, Toponomastica Greca nel Salento (PDF), su emeroteca.provincia.brindisi.it, 1964, p. 15. URL consultato l'8 giugno 2018 (archiviato dall'url originale il 1º agosto 2017).
  6. ^ Puglia, sapere.it.
  7. ^ Matera2019, Lecce sarà capitale italiana della cultura 2015, in Nuovo Quotidiano di Puglia, 6 novembre 2014. URL consultato il 22 febbraio 2015.
  8. ^ Puglia, turismo da record: la sorpresa sono le città, in La Repubblica, 14 agosto 2016. URL consultato il 17 gennaio 2017.
  9. ^ Descrizione geologica e idrografica della provincia di Lecce, Lecce 1922;
  10. ^ Copia archiviata, su iltaccoditalia.info. URL consultato il 24 maggio 2012 (archiviato dall'url originale il 6 febbraio 2015). Casalabate, firmato il passaggio a Trepuzzi e Squinzano
  11. ^ http://climaintoscana.altervista.org/italia/stazioni-wmo/lecce-galatina
  12. ^ Copia archiviata (PDF), su clima.meteoam.it. URL consultato il 25 maggio 2012 (archiviato dall'url originale il 12 gennaio 2014). Tabelle climatiche 1971-2000 dall'Atlante Climatico 1971-2000 del Servizio Meteorologico dell'Aeronautica Militare
  13. ^ http://www.tutiempo.net/clima/Lecce/01-1979/163320.htm Temperature minime del gennaio 1979 a Lecce Galatina: -9,0 °C il 4 gennaio
  14. ^ http://www.eurometeo.com/italian/climate/city_LIBN/id_Tmax/meteo_lecce%20italia Medie climatiche
  15. ^ Dizionario di toponomastica, Torino, UTET, 1990, p. 410, ISBN 88-02-07228-0.
  16. ^ Storia di Lecce con documenti inediti, Lecce 1910; G. Palumbo, Lecce
  17. ^ Giambattista Vico, Premessa alla traduzione della Sifilide di Fracastoro fatta da Pietro Belli in Opere di Giambattista Vico illustrate da Giuseppe Ferrari, vol. 4, Napoli, presso Giuseppe Jovene Libraio Editore, 1840, parte I: scritti scientifici, pag. 120.
  18. ^ Saggio storico della città di Lecce, Lecce 1807
  19. ^ Il barocco a Lecce e nel Salento, edito da De Luca Editori d'Arte, 1995
  20. ^ Lecce sacra, ove si tratta delle vere origini, e fondazioni di tutte le chiese, monasteri, cappelle, spedali, e altri luoghi sacri della città di Lecce di Infantino G. Cesare edito da Forni, 2005
  21. ^ Catholic.org Basilicas in Italy
  22. ^ Da GCatholic.org
  23. ^ GCatholic.org Basilicas in Italy
  24. ^ [1] Visita virtuale della chiesa
  25. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  26. ^ Dati Istat, su demo.istat.it.
  27. ^ Ospedali a Lecce, su corrieredelmezzogiorno.corriere.it. URL consultato il 22 aprile 2018.
  28. ^ Sito internet del "Liceo Banzi" Lecce, su liceobanzi.gov.it.
  29. ^ Museo del Teatro Romano
  30. ^ LeccePrima, su lecceprima.it.
  31. ^ Astràgali Teatro, su astragali.org.
  32. ^ International Theatre Institute - Centro Italiano, su iti-italy.org.
  33. ^ Schede film tratte da Apulia film commission
  34. ^ Fiera dei pupi, su leccenelsalento.it.
  35. ^ Atlante cartografico dell'artigianato, vol. 3, Roma, A.C.I., 1985, p. 11.
  36. ^ I numeri della destinazione La Puglia nell’economia turistica globale, su agenziapugliapromozione.it.
  37. ^ Città da mettere in agenda: la top ten del 2010 - Lonely Planet
  38. ^ [2].
  39. ^ http://www.mobilitytech.it/portal/page/categoryItem?contentId=84739[collegamento interrotto]

BibliografiaModifica

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  • La Puglia tra medioevo ed età moderna. Città e campagna, in Civiltà e culture in Puglia vol. 3, Milano 1981.
  • G. Arditi, Corografia fisica e storica della Provincia di terra d'Otranto, Arnaldo Forni, Bologna, 1979
  • P. Arthur - A. Bramato - P. Tagliente - B. Vetere, Medioevo e Rinascimento al Castello Carlo V di Lecce, Congedo Editore, Galatina, 2003
  • M. Bernardini, Lupiae, Centro Studi Salentini, Lecce 1959
  • Pellegrino Bruno - Confessore Ornella, Breve storia di Lecce, Pacini Editore, 2009
  • Salento. Architetture antiche e siti archeologici - Edizioni del Grifo, 2008
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  • F. D'Andria (ed.), Lecce romana e il suo teatro, Galatina, 1999
  • R. Gorgoni, L'oratorio della peste. Il segreto di Lecce, romanzo, Besa, 2005
  • V. L'Abbate (a cura di), Società, cultura, economia nella Puglia medievale, Bari 1985.
  • L. A. Montefusco, Le successioni feudali in Terra d'Otranto, Istituto Araldico salentino, Lecce, 1994
  • V. Perrera, Il custode delle reliquie, romanzo, Ananke, 2010
  • F. Piccarreta – G. Ceraudo, Manuale di aerofotogrammetria archeologica – metodologia, tecniche e applicazioni, EdiPuglia, Bari, 2000
  • C. D. Poso, Il Salento normanno. Territorio, istituzioni, società, Itinerari di ricerca storica, Galatina, 1988
  • Francesco Maria Pratilli, La Puglia romana: un paesaggio pietrificato, in Quaderni dell'Archivio Storico Pugliese XXI, Bari 1982.
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  • M.M. Rizzo - B. Pellegrino - B. Vetere, Storia di Lecce (vol. III. - Dall'Unità al secondo dopoguerra), Laterza, 1992
  • Ermanno Inguscio, Pietro Marti (1863-1933). Cultura e Giornalismo in Terra d'Otranto, Fondazione Terra d'Otranto, Nardò, 2013.

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