Gosvinta

Gosvinta (525 ca. - 589) fu regina dei Visigoti. Moglie di due re, Atanagildo e Leovigildo, professò la fede ariana per tutta la vita e non vi rinunciò malgrado la conversione del regno visigotico al cattolicesimo. Probabilmente questo rifiuto le procurò la morte per avvelenamento a Toledo, città che aiutò a far diventare la capitale di un regno già consolidato e in espansione.

Gosvinta visse da protagonista uno dei periodi più importanti della storia di Europa contribuendo, da regina, ad affrontare le sfide della convivenza dei Visigoti con patrizi iberico-romani, Svevi nella penisola iberica, Franchi e Burgundi in Gallia, Vandali in Nordafrica.

BiografiaModifica

Gosvinta nacque intorno al 525 in luogo non conosciuto da una famiglia aristocratica visigota. Il suo nome deriva forse dall'unione delle parole altogermaniche "gaus", che potrebbe significare "risonante" e swint, "potente". Ma potrebbe essere una contrazione di Gondesvinta, dove "gund" significherebbe "combattente".

Si ritiene possibile che Gosvinta fosse accolta nella sua giovinezza alla corte di Teudi, sovrano di origine ostrogotica che succedette a Amalarico, e che presso quella corte vi si combinasse il suo matrimonio con il futuro re Atanagildo. Le nozze tra Gosvinta e Atanagildo furono celebrate verso il 545. Gli sposi si trasferirono in Betica (l'odierna Andalusia) e Gosvinta ebbe due figlie, Galesvinta e Brunechilde, ma è probabile, come spesso accadeva in quei tempi, che vi fossero stati altri discendenti, morti in tenera età.

Atanagildo nel 552 si ribellò al re Agila e diede inizio ad una guerra civile che si protrasse per tre anni e si concluse con la sua conquista del trono e l'eliminazione di Agila. Gosvinta era ora regina dei Visigoti (555). Atanagildo sancì una alleanza con i Franchi unendo la figlia Brunechilde con Sigeberto di Austrasia nel 566. In seguito a questo, Chilperico, fratello di Sigeberto, chiese in sposa l'altra figlia di Gosvinta, Galesvinta (o Galsuinda, o Galsuinta, o Galsvinda).

Atanagildo muore nel 568, Leogivildo rimase unico sovrano dei Visigoti nel 573. Leogivildo era vedovo, Gosvinta accetta di sposarlo, da regina, nel periodo delle lotte di successione ad Atanagildo, legittimando la sua dignità regia. Leogivildo viene considerato il più grande sovrano della Spagna visigotica, morì nel 586 lasciando Gosvinta vedova una seconda volta. Recaredo, figlio di prime nozze di Leogivildo, che aveva governato insieme al padre prima della sua morte, venne incoronato nuovo re dei Visigoti senza incontrare opposizione alcuna.

Secondo Giovanni di Biclaro, nel 587 Recaredo si convertì al Cattolicesimo segnando un momento fondamentale per la storia religiosa della penisola iberica e per il futuro dei Visigoti. Gosvinta, che non rinunciò mai alla sua fede ariana, mise in atto manovre a favore degli oppositori ariani di Recadero. Per questo fu "arrestata e, risultata colpevole di tradimento, muore strangolata a Toledo il 24 novembre", probabilmente del 588.

BibliografiaModifica

Fonti primarieModifica

Letteratura storiograficaModifica

  • Yolanda Godoy, Gosvinta, La regina dei Visigoti, Milano, Jaca Book, 2004.