Gregorio di Tours

storico, cronista ed agiografo galloromano, vescovo di Tours
San Gregorio di Tours
Gregory of Tours cour Napoleon Louvre.jpg
Statua di Gregorio di Tours di Jean Marcellin, Palazzo del Louvre - Cour Napoléon
 

Vescovo

 
Nascita538 ca.
Morte594
Venerato daChiesa cattolica
Ricorrenza17 novembre
AttributiBastone pastorale

Gregorio di Tours (Gregorius episcopus Turonensis ovvero Georgius Florentius Gregorius; Clermont-Ferrand, 538 circa – Tours, 17 novembre 594) è stato un storico, un cronista ed un agiografo gallo-romano, nonché vescovo di Tours, il che lo rese un prelato di spicco dell'area che era stata precedentemente definita Gallia dai Romani.

BiografiaModifica

Gregorio di Tours, nato a Clermont-Ferrand (nella Gallia centrale) il 30 di novembre intorno al 538 come Georgius Florentius (il nome Gregorius lo ha aggiunto in seguito in onore del suo bisnonno materno), è la nostra principale fonte contemporanea per la storia merovingia. Sebbene l'importanza storiografica di Gregorio sia legata spesso e soprattutto ai suoi Decem Libri Historiarum (I Dieci Libri delle Storie), meglio noti come Historia Francorum (Storia dei Franchi, un titolo attribuito successivamente dai cronisti), egli è noto anche per i suoi importanti resoconti dei miracoli di santi, in particolare per i quattro libri sui miracoli di san Martino di Tours, la cui tomba fu un'importante meta di pellegrinaggio nel VI secolo e gli scritti di Gregorio ebbero l'effetto pratico di promuovere questa devozione fortemente organizzata. Gregorio nacque da genitori di discendenza senatoriale, Florenzio e Armentaria, appartenenti all'alta classe della società gallo-romana, come afferma lui stesso nel suo Liber Vitae Patrum.

L'educazione di Gregorio fu, ovviamente, prevalentemente conforme agli schemi cristiani dell'epoca.

Fra il 543 ed 546 testimonia, nei suoi scritti, di una violenta epidemia di peste bubbonica che colpì la Gallia, l'Italia e la Spagna.

Nel 573 assume l'episcopato di Tours. Dei vescovi che lo precedettero, tutti, meno cinque, erano legati a lui da qualche grado di parentela. Spese gran parte della sua carriera a Tours, anche se si spostò fino a Parigi. Il mondo rude nel quale visse era la cuspide tra l'antichità morente e la nuova cultura barbarica della prima Europa medioevale. Gregorio visse anche sul confine tra la cultura Franca dei Merovingi a nord e quella gallo-romana del sud della Gallia.

A Tours Gregorio era nella miglior posizione per sentire e incontrare chiunque avesse influenza nella cultura merovingia. Da Tours, che sorge sulle importanti acque navigabili della Loira e si trovava sulla via principale che collegava la regione dei Franchi a nord e l'Aquitania con la Spagna, partivano cinque strade romane. A Tours l'influenza franca del nord e quella gallo-romana del sud trovavano il loro principale punto di contatto. Come centro del popolare culto di san Martino, Tours era luogo di pellegrinaggio, ospedale e santuario politico dove importanti leader trovavano rifugio durante le violenze e le agitazioni dei disordini merovingi.

Gregorio conobbe personalmente quattro re franchi: Sigeberto I, Chilperico I, Gontrano, e Childeberto I, oltre a numerosi altri notabili franchi.

OpereModifica

 
Gregorio di Tours, Storia dei Franchi, libri da 1 a 6, frontespizio

Dei dieci libri dell'Historia Francorum, opera straordinaria dal punto di vista etnografico, i primi quattro raccontano la storia del mondo dalla creazione, arrivando rapidamente alla cristianizzazione della Gallia, alla conversione dei Franchi, alla conquista della Gallia da parte di Clodoveo I ed alla più dettagliata storia dei re Franchi fino alla morte di Sigeberto nel 575. La seconda parte, costituita dai libri V e VI, si chiude con la morte di Chilperico avvenuta nel 584. Durante gli anni in cui Chilperico resse Tours, le relazioni tra questo e Gregorio furono tese. Il passaggio più eloquente dell'Historia è il capitolo finale del VI libro, nel quale il carattere di Chilperico viene descritto senza pietà. La terza parte dell'opera, composta dai libri settimo, ottavo, nono e decimo, conserva dei resoconti, sempre più personali, che giungono fino all'anno 591. Un epilogo venne scritto nel 594, l'anno della morte di Gregorio.

Nell'Historia Francorum sembra probabile che una delle Case Reali franche sia trattata più generosamente di altre. Gli scritti di Gregorio rivelano dei punti di vista tipici della sua posizione di vescovo: le sue opinioni sui pericoli percepiti dell'arianesimo (ancora forte tra i Visigoti) lo portano a scrivere nella prefazione alla Historia una dettagliata espressione della sua ortodossia sulla natura di Cristo. Il suo disprezzo dei pagani e degli ebrei può essere visto nel contesto dell'epoca.

Alla fine del mondo antico il cristianesimo, che aveva fatto della parola il suo principale strumento di accesso al sacro, cambia registro. Di qui l’importanza dell’agiografia, ovvero della testimonianza della vita di uomini straordinari che in virtù non della loro sapienza, ma dell’assolutezza della loro fede, sono capaci di compiere atti che nella maggior parte dei casi si configurano come miracoli. La presenza di Dio è mediata dai santi, nella maggior parte dei casi rappresentati dalle loro reliquie, che vengono custodite e venerate dalla comunità. I santi di Gregorio di Tours sono in grado di rispondere a ogni emergenza e vengono associati con ogni manifestazione benefica del sacro. Ne consegue che il cristianesimo di cui Gregorio è testimone è legato a un mondo naturale che ha recuperato non poco della sua magia. Degli otto Miraculorum libri di Gregorio, scritti in un latino che sembra avere ormai conservato sostanzialmente solo due casi, ben quattro sono dedicati a san Martino, suo predecessore come vescovo di Tours, uno dei primi santi non martiri, la cui figura avrebbe raggiunto una popolarità universale. L’elenco dei miracoli di san Martino si snoda in una narrazione realistico-simbolica che possiede molteplici motivi di interesse: anzitutto quello peculiarmente religioso, per il significato quasi liturgico delle ripetute sequenze miracolistiche; e poi medico, per la descrizione di tutte le malattie conosciute all’epoca (da cui i miracolati guarivano); e infine storico-sociale, perché mostra come la Chiesa guadagnasse adepti contrastando la schiavitù: molti dei miracolati venivano infatti liberati, oltre che dalle malattie, dalla condizione di schiavi (con il monastero che pagava un riscatto al padrone).


BibliografiaModifica

EdizioniModifica

È disponibile presso la versione digitale dei Monumenta Germaniae Historica (sezione Scriptores rerum Merovingicarum) la consultazione online e il download delle opere gregoriane (MGH SS rer. Merov.: Gregorii Turonensis Opera. Teil 1: Libri historiarum X MGH SS rer. Merov.: Gregorii Turonensis Opera. Teil 2: Miracula et opera minora). Restano utili fonti di riferimento il Corpus Scriptorum Latinorum (CSL: Gregorius Turonensis) e la Bibliotheca Augustana (bibliotheca Augustana).

  • Historiarum libri decem ovvero Historia Francorum
  • Liber in gloria martyrum
  • Liber de passione et virtutibus sancti Iuliani martyris
  • Libri quattuor de virtutibus sancti Martini episcopi
  • Liber vitae patrum
  • Liber in gloria confessorum
  • De cursu stellarum ratio


  • Gregorio di Tours, Storia dei Franchi. I Dieci Libri delle Storie, a cura e con la trad. riveduta di Massimo Oldoni, 2 volumi, Collana Nuovo Medioevo n.55, Napoli, Liguori Editore, 2001, ISBN 978-88-207-2789-5. [la prima edizione apparve nel 1981 nella Collezione Scrittori greci e latini della Fondazione Valla]
  • Gregorio di Tours, I sette dormienti. Una leggenda tra Oriente e Occidente, a cura di Guido Avezzù, Collana Le api, Milano, Medusa Edizioni, 2002, ISBN 978-88-881-3034-7.
  • Gregorio di Tours, I miracoli di san Martino, A cura e con la traduzione di Silvia Cantelli Berarducci, Collezione I Millenni, Torino, Einaudi, 2020, ISBN 978-88-062-3389-1.


StudîModifica

  • Johann Wilhelm Loebell, Gregor von Tours und seine Zeit, Brockhaus, Leipzig (1839, prima edizione: online) 1869 (seconda edizione: online).
  • Gabriel Monod, Études critiques sur les sources de l’historie mérovingienne, Librairie A. Franck, Paris 1872 online.
  • Gustavo Vinay, Senso e non-senso nella storia dei Franchi di Gregorio di Tours, in Alto Medioevo Latino, Napoli 1978, ed. Guida.
  • Peter Brown, Il culto dei santi. L’origine e la diffusione di una nuova religiosità, trad. it. [di The Cult of the Saints, London 1981], Einaudi, Torino 1983 (Einaudi Paperbacks, 144).
  • Walter Goffart, The Narrators of Barbarian History (A. D. 550-800). Jordanes, Gregory of Tours, Bede and Paul the Deacon, University of Notre Dame Press, Notre Dame (Indiana) 20052 [rist. 2009] (Publications in Medieval Studies). Prima edizione presso Princeton University Press, Princeton (N.J.) 1988.
  • Albrecht Diem, Gregory’s Chess Board: Monastic Conflict and Competition in Early Medieval Gaul, in Compétition et sacré au haut Moyen Âge: entre médiation et exclusion, sous la direction de Philippe Depreux, François Bougard et Régine Le Jan, Brepols, Turnhout 2015 (Haut Moyen Âge, 21), pp. 165–191.
  • Martin Heinzelmann, Gregory of Tours. History and Society in the Sixth Century, translated by Christopher Carroll, Cambridge University Press, Cambridge 2001 [edizione originale tedesca: Gregor von Tours (538-594). „Zehn Bücher Geschichte“. Historiographie und Gesellschaftkonzept im 6. Jahrhundert, Wissenschaftliche Buchgesellschaft, Darmstadt 1994].
  • Reinhold Kaiser, Das römische Erbe und das Merowingerreich, R. Oldenbourg Verlag, München [1993] 20043 (Enzyklopädie deutscher Geschichte, 26).
  • The World of Gregory of Tours, edited by Kathleen Mitchell and Ian Wood, Brill, Leiden – Boston – Köln 2002 (Cultures, beliefs and traditions, 8).
  • A Companion to Gregory of Tours, edited by Alexander Callander Murray, Brill, Leiden 2016 (Brill's Companions to the Christian Tradition, 63).
  • Antonio Serra, L'ingenium artis di Gregorio di Tours. Preliminari d'indagine, in «Invigilata Lucernis» 32 (2010), pp. 157-175.
  • Raymond Van Dam, Saints and Their Miracles in Late Antique Gaul, Princeton University Press, Princeton 1993.
  • Ian N. Wood, Gregory of Tours, Headstart History, Bangor (GB) 1994.


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