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Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando il film omonimo diretto da Giuliano Montaldo, vedi Gott mit uns (Dio è con noi).
Gott mit uns al Völkerschlachtdenkmal
Incisione sulla fibbia delle cinture dell'esercito tedesco durante la prima guerra mondiale che contiene il motto Gott mit uns

Gott mit uns (in italiano: Dio con noi) era il motto dell'Ordine Teutonico; dopo la caduta dello Stato dei cavalieri teutonici, divenne quello dei re di Prussia, fino a divenire motto degli Imperatori tedeschi.

OrigineModifica

Il concetto era già presente nel libro di Giuditta[1]. Esso fu, in epoca storica, urlo di battaglia romano, Deus nobiscum; fu utilizzato anche dalle truppe di Bisanzio, in questo propiziato dal cesaropapismo ivi dominante.

Tutta la contrapposizione cristiana all'espansione islamica si valse del medesimo concetto[2], anche al di fuori di una proclamazione dell'autorità religiosa centralizzata (vedasi il grido Deus lo volt di Pietro l'Eremita). Ciò portò, nei secoli, la teologia cristiana ad interrogarsi sullo stesso concetto di guerra giusta e sui limiti entro i quali possa essere invocato l'uso della forza tra le nazioni[3].

Utilizzo in GermaniaModifica

Entrata nella simbologia bellica europea attraverso le Crociate, la divinità era invocata sulle insegne dell'Ordine Teutonico; esso comparve anche durante la guerra dei trent'anni, usato da Gustavo II Adolfo di Svezia.[4]

Dopo essere stato motto ufficiale degli elettori di Prussia nella campagna di Germania del 1813, accompagna la dinastia degli Hohenzollern fino alla loro ascesa alla guida del Reich tedesco.[5] Terminato il conflitto e decaduta la monarchia, il piccolo esercito della neonata Repubblica di Weimar, la Reichswehr, mantiene il motto sulle fibbie dei cinturoni e al centro viene inserita l'aquila, simbolo della Germania.

Con l'avvento del Nazismo (1933), la fibbia rimane inalterata fino al 1936, quando, al posto dell'aquila di Weimar, viene inserita un'aquila in posizione di riposo, che ha negli artigli una svastica, lasciando inalterato il motto dell'esercito prussiano: sebbene avvenisse per non accentuare i già forti dubbi della classe degli ufficiali tedeschi verso il regime, tale motto entrò a far parte del «tragico apparato nazifascista, e della seduzione operata sui cristiani attraverso il "Dio con noi" per farli collaborare alla Shoah»[6].

Dopo il conflitto, la fibbia non riporterà più tale motto, sostituito da quello della Repubblica Federale Tedesca, e l'aquila della Repubblica di Weimar farà nuovamente la sua comparsa.

Altri utilizzi in diverse realtà geograficheModifica

Il motto, in cirillico (Съ нами богъ!), fu utilizzato anche dall'Impero Russo.

Il medesimo contenuto, sostanzialmente, si riscontra nei seguenti motti di corpi militari o paramilitari:

NoteModifica

  1. ^ «La cultura ebraica antica identificava l’attività della guerra con l’appartenenza religiosa, per cui i fedeli erano l’esercito e Javhè il condottiero», secondo Antonio Riccio, Il pensiero religioso sulla guerra e la violenza politica. Mutamenti storico-culturali, Oikonomia, 2004.
  2. ^ D. Hanson, Massacri e Cultura. Le battaglie che hanno portato la civiltà occidentale a dominare il mondo, Garzanti, 2002, pp. 299-300.
  3. ^ Papa Francesco ha in proposito ammonito a non correre il rischio di "credere in un dio più rigoroso che misericordioso, un dio che sconfigge il male con la potenza piuttosto che col perdono. Non è così, Dio salva con l’amore, non con la forza; proponendosi, non imponendosi": Francesco all'Angelus: con Dio nessun peccato ha l’ultima parola, Vatican News, 15 settembre 2019.
  4. ^ (EN) John Haldon, Warfare, State and Society in the Byzantine World, Taylor & Francis, Inc., 1999, 24, ISBN 978-1-85728-495-9. URL consultato il 24 luglio 2009.
  5. ^ Zum Virchowschen Gepäck, vgl. die Denkschrift über eine zweckmäßig erscheinende Trageweise des Infanterie-Gepäcks oder über die Nothwendigkeit: die zu tragende Last dem Baue des Körpers gemäß zu vertheilen.
  6. ^ Milena Santerini, Un'alleanza che fermi l'odio e liberi la fede da usi impropri, Avvenire, 14 settembre 2019.
  7. ^ Parole der Fallschirmjäger, su u-berg.at.
  8. ^ klick-nach-rechts.de, http://www.klick-nach-rechts.de/gegen-rechts/2001/02/heldengedenken.htm.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica