Governo Piñera II

Governo Piñera II
Retrato Oficial Presidente Piñera 2018.jpg
StatoCile Cile
Capo del governoSebastián Piñera
(Rinnovamento Nazionale)
CoalizioneChile Vamos: UDI - RN - EVOP
Giuramento11 marzo 2018
Left arrow.svg Bachelet II

Il Governo Piñera II è il governo del Cile in carica dall'11 marzo 2018, dopo la vittoria di Sebastián Piñera alle elezioni presidenziali del 2017.

Le proteste del 2019-2020Modifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Proteste in Cile del 2019-2020.

Il 18 ottobre 2019, promosse l'approvazione di una legge volta ad aumentare il prezzo del biglietto della Metropolitana di Santiago del Cile con il sostegno dalla maggiornaza parlamentare conservatrice.[1] Contro la politica di governo presero avvio delle proteste sociali pacifiche, che criticò da subito con toni molto duri. Le proteste, quindi, si intensificarono, con l'assalto di strutture pubbliche e attività commerciali. I disordini provocarono tre morti.[2]

Il 20 ottobre il governo proclamò lo stato d'emergenza: decise di far intervenire l'Esercito per sedare le poteste e introdusse il coprifuoco nella capitale, vietando alla popolazione di usicre delle abitazioni dalle 21:00 alle 7:00.[2][3]

Il 28 ottobre Piñera decise di cambiare otto ministri, tentando di spostare il baricentro del governo verso posizioni meno conservatrici e più moderate, con lo scopo di assecondare le richieste dei protestanti.[1] Annunciò anche la revoca degli aumenti dei prezzi dei biglietti del trasporto pubblico.[4] Nonostante ciò le proteste antigovernative proseguirono, con episodi di vandalismo, sfociati anche in piccoli incendi in alcune delle più importanti città cilene.[1]

Nel frattempo le proteste generalizzate proseguirono e negli scontri tra protestani e forza pubblica il bilancio fu di almeno 17 morti, centinaia di feriti e migliaia di arrestati.[5] L'opposizione denunciò l'esistenza di gravi abusi da parte della forza pubblica. La stampa ed i social network documentarono l'esistenza di gravi episodi di sopraffazione da parte dell'autorità, che per reprimere le proteste divenne capace di perpretare violenze fisiche.[6][7]

Il direttore dell’Istituto nazionale per i diritti umani (Instituto Nacional de Derechos Humanos), Sergio Micco, segnalò:

«L’Istituto ha registrato testimonianze di denudamenti, torture, spari contri i civili, maltrattamento fisico e verbale, botte e ritardi della polizia nel condurre le persone detenute al commissariato, mantenendole nei furgoni, ammassate e con cattiva ventilazione, per ore»

(Sergio Micco[7])

Il 9 novembre 2019 un organismo indipendente di esperti, nominato dall'Organizzazione delle Nazioni Unite intervenne affermando:[8]

«L’alto numero di feriti e il modo in cui sono state utilizzate le armi sembrano indicare che l’uso della forza è stato eccessivo e ha violato il requisito di necessità e proporzionalità.»

«Siamo profondamente preoccupati per le notizie che ci arrivano circa gli abusi contro ragazzine e ragazzini; maltrattamenti e percosse che possono costituire fattispecie di tortura. Sono giunte altresì notizie di violenze sessuali subite da donne, uomini e adolescenti.»

ComposizioneModifica

      Rinnovamento Nazionale (RN)
      Unione Democratica Indipendente (UDI)
      Evoluzione Politica (EVOP)
      Indipendenti

Carica Titolare Partito
Presidente   Sebastián Piñera RN
Interno e Sicurezza Pubblica   Andrés Chadwick Piñera UDI
Relazioni estere   Roberto Ampuero Espinoza EVOP
Difesa Nazionale   Alberto Espina Otero RN
Finanze   Felipe Larraín Bascuñán Indipendente
Segreteria Generale della Presidenza   Gonzalo Blumel Mac Iver EVOP
Segreteria Generale del Governo   Cecilia Pérez Jara RN
Economia, Crescita e Turismo   José Ramón Valente Vias Indipendente
Sviluppo Sociale   Alfredo Moreno Charme Indipendente
Istruzione   Gerardo Varela Alfonso
Fino al 9 agosto 2018
Indipendente
  Marcela Cubillos Sigall
Dal 9 agosto 2018
UDI
Giustizia e Diritti Umani   Hernán Larraín Fernández UDI
Lavoro e Previdenza Sociale   Nicolás Monckeberg Díaz RN
Opere Pubbliche   Juan Andrés Fontaine Talavera Indipendente
Salute   Emilio Santelices Cuevas Indipendente
Edilizia e Urbanistica   Cristián Monckeberg Bruner RN
Agricoltura   Antonio Walker Prieto Indipendente
Miniere   Baldo Prokurica Prokurica RN
Trasporti e Telecomunicazioni   Gloria Hutt Hesse EVOP
Beni Nazionali   Felipe Ward Edwards UDI
Energia   Susana Jiménez Schuster Indipendente
Ambiente   Marcela Cubillos Sigall
Fino al 9 agosto 2018
UDI
  Carolina Schmidt Zaldívar
Dal 9 agosto 2018
Indipendente
Sport   Pauline Kantor Pupkin Indipendente
Donne e Eguaglianza di Genere   Isabel Plá Jarufe UDI
Culture, Arti e Patrimonio   Alejandra Pérez Lecaros
Fino al 9 agosto 2018
Indipendente
  Mauricio Rojas Mullor
Dal 9 al 13 agosto 2018
Indipendente
  Consuelo Valdés Chadwick
Dal 13 agosto 2018
Indipendente

NoteModifica

  1. ^ a b c In Cile continuano le proteste, su Il Post, 29 ottobre 2019. URL consultato il 9 novembre 2019.
  2. ^ a b "Sospese le libertà". In Cile 3 morti per le proteste. Coprifuoco e carri armati in piazza, su L'HuffPost, 20 ottobre 2019. URL consultato il 9 novembre 2019.
  3. ^ Cile, l'Esercito proclama coprifuoco totale: "Sospese le libertà". È la prima volta dai tempi di Pinochet, su Repubblica.it, 20 ottobre 2019. URL consultato il 9 novembre 2019.
  4. ^ Cile, l'Esercito proclama il coprifuoco totale. "Sospese le libertà": non succedeva dai tempi di Pinochet, su www.ilmessaggero.it. URL consultato il 9 novembre 2019.
  5. ^ Cile: 10mila arresti durante le proteste - America Latina, su Agenzia ANSA, 7 novembre 2019. URL consultato il 9 novembre 2019.
  6. ^ Cile, 20 i morti: sui social i video che mostrano le violenze dell'esercito sui manifestanti, su www.ilmessaggero.it. URL consultato il 9 novembre 2019.
  7. ^ a b Cile alla prese con proteste di massa e abusi di potere, su Osservatorio Diritti, 29 ottobre 2019. URL consultato il 9 novembre 2019.
  8. ^ Cile: proteste sociali, esperti Onu condannano "uso eccessivo della forza", su Repubblica.it, 9 novembre 2019. URL consultato il 9 novembre 2019.