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Capo del governo

persona a capo del governo di uno Stato

Il capo del governo è la persona a capo del potere esecutivo di uno Stato sovrano e ha normalmente il compito di presiedere il gabinetto di governo, l'organo collegiale che riunisce i ministri. A seconda della forma di governo adottata può coincidere o non coincidere con la carica di capo dello Stato.

Nelle repubbliche presidenziali e nelle monarchie assolute non esiste un capo del governo distinto dal capo dello Stato, mentre nei sistemi parlamentari, dove il capo dello Stato riveste principalmente una funzione cerimoniale e di garanzia, le due figure sono separate e il capo del governo è responsabile di fronte al Parlamento. Così anche nella repubblica semipresidenziale dove, però, il capo del governo è responsabile anche di fronte al capo dello Stato.[1]

I vari paesi hanno adottato titoli formali differenti per indicare il capo del governo nelle rispettive costituzioni. Tra i titoli più comuni vi sono quelli di "primo ministro", "presidente del Consiglio dei ministri", "cancelliere", "presidente del Governo", "ministro presidente" e "ministro di Stato". Le funzioni e le prerogative del capo del governo, a prescindere dal titolo formale con cui viene chiamato, variano ampiamente nei diversi ordinamenti costituzionali.

Denominazioni attualmente in usoModifica

La denominazione più diffusa per un capo del governo è quella di "primo ministro", utilizzata ad esempio nel Regno Unito, in Francia e nei reami del Commonwealth. Talvolta il titolo di primo ministro, insieme alla sua forma abbreviata premier, viene usato impropriamente per indicare il capo del governo anche laddove il titolo formale è un altro.

EuropaModifica

AfricaModifica

AmericaModifica

AsiaModifica

OceaniaModifica

Denominazioni utilizzate in passatoModifica

Il capo del governo nel sistema parlamentareModifica

Nel sistema parlamentare, il governo opera secondo il seguente modo:

  • Il capo del governo, solitamente il leader del partito o della coalizione di maggioranza, forma il governo che è responsabile di fronte al parlamento;
  • La piena responsabilità del governo di fronte al parlamento è ottenuta attraverso
    • La possibilità, per il parlamento, di approvare una mozione di sfiducia.
    • La possibilità di non approvare le proposte legislative del governo.
    • Il controllo su — o la possibilità di non approvare — le misure fiscali e il bilancio; il governo è impotente senza il controllo dello stato delle finanze. in un sistema bicamerale, è spesso la cosiddetta camera bassa, ad esempio la Camera dei Comuni nel Regno Unito, che esercita i maggiori poteri di controllo; in altri casi, come ad esempio in Italia e in Australia, il governo è formalmente, o convenzionalmente, responsabile di fronte ad entrambe le camere del Parlamento.

Tutti questi requisiti investono direttamente il ruolo del capo del governo. Di conseguenza, esso si muove spesso "alla giornata" nei confronti del parlamento, rispondendo alle interrogazioni parlamentari e difendendo l'operato del governo di fronte all'assemblea legislativa. In un sistema semi-presidenziale invece, questo ruolo del capo del governo non è necessario nel funzionamento del parlamento.

NominaModifica

In molti paesi, il capo del governo riceve dal capo dello Stato il compito di formare un governo sulla base dei rapporti di forza tra i partiti che siedono in parlamento. In altri stati il capo del governo è direttamente eletto dal parlamento. Molti sistemi parlamentari richiedono che i ministri siano membri del parlamento, mentre altri impediscono ai membri del parlamento di far parte del governo, a meno che essi non lascino l'incarico parlamentare.

DimissioniModifica

In un sistema parlamentare, il capo del governo può essere rimosso dalla carica nei seguenti casi:

  • Dimissioni in seguito a:
    • una sconfitta nelle elezioni
    • la perdita della leadership nel suo partito.
    • la mancata approvazione da parte del parlamento di una questione di fiducia o l'approvazione di una mozione di sfiducia (in casi del genere il capo del governo può chiedere al Capo dello Stato lo scioglimento del parlamento per tentare di riottenere l'appoggio popolare attraverso le elezioni anticipate).
  • Morte. In questo caso, viene nominato un capo del governo provvisorio fino alla nomina di un nuovo capo del governo.

Posizione all'interno del governoModifica

Le costituzioni differiscono nella gamma e negli scopi dei poteri gestiti dal capo del governo. Alcune costituzioni più vecchie (ad esempio quella australiana del 1900 e quella del Belgio del 1830, non fanno menzione del ruolo del primo ministro, carica che si è affermata successivamente de facto senza un riconoscimento costituzionale formale. Alcune costituzioni descrivono il primo ministro come primus inter pares (primo tra pari): esempi di ciò sono la costituzione della Finlandia e quella attuale del Belgio. Altri stati, indicano il primo ministro come la figura centrale e predominante all'interno del governo; il Taoiseach dell'Irlanda, ad esempio, può decidere da solo se e quando sciogliere il parlamento, in contrasto con altri paesi dove una decisione del genere è presa collettivamente dall'intero governo.

In molti paesi, uno degli effetti del processo di personalizzazione della politica[2] è stato quello di rendere il primo ministro sempre più una figura "semi-presidenziale"; ciò è dovuto in parte all'attenzione particolare dei mass media verso i leader politici piuttosto che sulla cronaca parlamentare e in parte alla crescente centralizzazione del potere nelle mani del primo ministro. Accuse di questo tipo sono state mosse verso due recenti primi ministri britannici, Margaret Thatcher e Tony Blair; verso il primo ministro del Canada Pierre Trudeau, e verso il Cancelliere della Germania Ovest (e successivamente della Germania unita) Helmut Kohl.

Residenza ufficialeModifica

Al capo del governo viene spesso assegnata una residenza ufficiale, in maniera simile a quanto accade per il capo dello Stato.

Alcuni esempi di residenze ufficiali dei capi del governo sono:

Vedi anche residenza ufficiale per una lista più completa.

Il nome della residenza è spesso usato come metonimia o titolo alternativo per indicare "il governo": ad esempio una frase del tipo "Palazzo Chigi ha deciso" è da interpretarsi come "Il Governo italiano ha deciso".

Allo stesso modo, i capi del governo di entità federali di livello subnazionali possono avere a disposizione una residenza ufficiale. Ciò rappresenta spesso le aspirazioni indipendentiste, o quantomeno autonomiste, di governi regionali o provinciali. Un esempio è, in Belgio, la residenza ufficiale del presidente-ministro della Comunità Fiamminga di lingua olandese ossia l'Hotel Herrera a Bruxelles e quella del presidente-ministro della Regione Vallone di lingua francese ossia l'Élysette (un diminutivo in francese dell'Eliseo, il palazzo presidenziale francese) a Namur.

In ogni modo, le residenze dei capi di governo sono solitamente più piccole di quelle dei capi di Stato, anche nel caso in cui quest'ultima sia una carica prettamente cerimoniale, a meno che le due figure siano combinate come accade per:

NoteModifica

  1. ^ Un esempio è la Quinta Repubblica francese (in vigore dal 1958), dove il Président de la République nomina un primo ministro che può governare con la fiducia dell'Assemblea Nazionale. Quando l'opposizione controlla l'Assemblea Nazionale, il Presidente è costretto a scegliere un primo ministro appartenente all'opposizione; in questa situazione, detta coabitazione, il primo ministro controlla la politica interna e il Presidente si occupa delle relazioni con l'estero, ma i due sono comunque tenuti a collaborare.
  2. ^ F. Venturino, La personalizzazione della politica italiana. Il ruolo dei leader nelle elezioni del 1996, « Riv. it. di sc. pol. », 2000.

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

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