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I Guinigi furono una potente ed influente famiglia di cui si hanno notizie in lucchesia sin dal Duecento. Commercianti e banchieri, grazie alla ricchezza ed all'abilità dimostrata nelle arti del commercio, ebbero un importante ruolo politico a Lucca, in particolare in relazione al periodo della Signoria.

StoriaModifica

Già nel Duecento, la famiglia Guinigi possedeva imponenti palazzi e torri all'interno delle Mura di Lucca nonché residenze estive nelle campagne lucchesi. Al tempo dei Castracani, la famiglia Guinigi fu però costretta all'esilio e successivamente nel 1369 pagò abbondantemente per rientrare a Lucca.

In quel tempo in lucchesia si trovavano due potenti famiglie, i Forteguerri ed i Guinigi. Questi ultimi prevalsero nel 1392 in uno scontro armato che arrise ai Guinigi e che portò alla dissoluzione del potere e dei beni degli avversari. Così senza rivali autorevoli, il potere dei Guinigi aumentò sempre più, prima con Francesco Guinigi, poi con i figli. Alla morte di Francesco (1384) il potere ricadde sui suoi figli:

Albero genealogicoModifica


Filippa di Arbore Serpente
Francesco Guinigi
Antonio
Nicolao
Bartolomeo
Lazzaro
Michele
Francesco
Paolo Guinigi
Ilaria del Carretto
Ladislao
Ilaria Minor

ArmaModifica

Di rosso, alla croce d'argento, caricata di 18 ferri di lancia d'azzurro, 10 in palo, 8 in fascia.[1]

Opere artisticheModifica

La famiglia Guinigi nei secoli ha svolto il ruolo di mecenate per svariate opere artistiche in particolare a Lucca e zone limitrofe. Tra queste sono degne di nota le seguenti:

NoteModifica

BibliografiaModifica

  • Salvatore Bongi, Di Paolo Guinigi e delle sue ricchezze
  • Luigi Fiumi ed Eugenio Lazzareschi Carteggio di Paolo Guinigi
  • Isabella Gagliardi, Li trofei della croce: l'esperienza gesuata e la società lucchese tra Medioevo ed età moderna Ed. di Storia e Letteratura, 2005.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

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