Henri Gouhier

filosofo francese

Henri Gouhier (Auxerre, 5 dicembre 1898Parigi, 31 marzo 1994) è stato un filosofo e storico della filosofia francese.

Henri Gouhier è uno storico di ispirazione cristiana. Era particolarmente interessato a Descartes e il cartesianesimo, la metafisica e lo spiritualismo francese.

Il suo ampio lavoro ha ispirato il teologo gesuita Henri de Lubac quando scrisse nel 1944, in piena guerra mondiale, Le Drame de l'humanisme athée.

BiografiaModifica

Henri Gaston Gouhier è nato a Auxerre, Yonne,[1] da Hélène François e da Joseph Gouhier, agente d'affari.

I primi studi vengono compiuti nel collegio di Auxerre, poi dal 1919 al 1922 nella École normale supérieure; quindi continua nella Facoltà di Lettere di Parigi.

Ottiene l'idoneità all'insegnamento nel 1921 e dal 1925 al 1928 è professore di Filosofia al liceo di Troyes. Non abbandona comunque gli studi di perfezionamento universitario e, dopo essersi diplomato nel 1923 in Scienze religiose alla École Pratique des Hautes Etudes, nel 1926 consegue il Dottorato in Lettere.

Nel 1929 gli viene assegnato un incarico universitario e nel 1933 è Ordinario di Filosofia e Scienze dell'educazione;[2] nel 1936 è chiamato alla Facoltà di Lettere dell'Università di Lille dove rimane per dodici anni fino a quando, nel 1940 lo si trova docente presso l’Università di Bordeaux.

Nel 1941 viene chiamato alla Sorbona ad occupare la cattedra di Filosofia presso la Facoltà di Lettere; vi rimane fino al 1968 con vari incarichi: dal 1941 al 1945 tiene l'insegnamento di Storia della filosofia moderna, dal 1948 al 1968 è titolare della cattedra di Storia del pensiero religioso in Francia dal secolo XVI in poi. In questi anni, tra il 1949 e il 1951, viene invitato in America dove tiene dei corsi presso l'Istituto franco-canadese dell’Università di Montréal e in quella del Quebec.

Dal 1938 al 1958 è membro del Consiglio Superiore della Ricerca Scientifica. Nel 1953 è a Ginevra dove tiene delle conferenze alla Fondazione Marie Gretler; dal 1956 al 1968 è membro del Comitato consultivo delle Università in Francia e per di più fa parte del Consiglio dell'Insegnamento Superiore. Tra il 1964 e il 1965 insegna all'Università di Lovanio; in seguito si sposta a tiene corsi e conferenze in Jugoslavia, in Cecoslovacchia, nel Belgio, nei Paesi Bassi, presso gli Istituti di Gand e d'Amsterdam.

Il 19 giugno del 1961 viene eletto membro titolare dell'Accademia delle Scienze Morali e Politiche. Nel 1970 ne diventerà Presidente, dopo un anno di vicepresidenza.

Nel 1966, per l'insieme della sua opera letteraria, riceve il Gran premio di letteratura dell'Accademia francese. Nel 1970 viene nominato membro associato dell'Accademia reale di scienze, lettere e belle arti del Belgio. Nel 1974 entra anche nel Consiglio superiore di lettere mentre, grazie alla sua attività di critico teatrale, il sindacato della critica drammatica e musicale lo nomina Presidente onorario. L'Università di Ginevra nel 1975 gli conferirà la laurea honoris causa, fatto che si ripeterà a cinque anni di distanza anche presso l'Università di Roma. Il 15 febbraio 1979 gli viene offerta la Presidenza dell’Académie française, carica fino ad allora occupata da Étienne Gilson; nel 1981 l'Accademia dei Lincei lo invita a fare parte del suo consesso in qualità di Membro straniero.

Si sposò nel 1928 con Moyse Marianne (1903-1948) e nel 1950 con Marie Louise Dufour, dal cui matrimonio nascerà una figlia di nome Hélène.[3]

Gouhier ha supervisionato la tesi di laurea del famoso sociologo Pierre Bourdieu[4].

Premi letterariModifica

Nel 1959 il Grand Prix d'Académie, nel 1962 il premio Lecomte de Nouy, nel 1966 il Grand Prix della letteratura, che gli viene attribuito dall'Accademia Francese[5] ed infine nel 1976 anche la città di Parigi gli conferirà il Premio letterario della città; nel 1988 viene insignito del Premio mondiale Cino Del Duca.

OpereModifica

  • La pensée religieuse de Descartes (1924);
  • La vocation de Malebranche (1926)
  • La Vie de Auguste Comte (1931 ; ristampa: Vrin, Paris, 1997)
  • La jeunesse d'A. Comte et la formation du positivisme (3 vol., 1933-41);
  • La philosophie et son histoire (1944);
  • Les conversions de Maine de Biran (1947);
  • L'histoire et sa philosophie (1952);
  • Le théâtre et l'existence (1952);
  • L'ceuvre théâtrale (1958);
  • La pensée métaphysique de Descartes (1962);
  • Benjamin Constant (1967);
  • Les méditations métaphysiques de J.-J. Rousseau (1970; trad. it. 1977);
  • Cartésianisme et augustinisme au XVIIe siècle (1978);
  • Rousseau et Voltaire. Portraits dans deux miroirs (1983);
  • Blaise Pascal, conversion et apologétique (1986);
  • Bergson dans l'histoire de la pensée occidentale (1989);
  • Trois essais sur Étienne Gilson (1992).

OnorificenzeModifica

  Commendatore dell'Ordine della Legion d'onore
  Grand'ufficiale dell'Ordine nazionale al merito
  Commendatore dell'Ordre des arts et des lettres

NoteModifica

  1. ^ Le notizie sulla sua vita vengono dallo stesso autore pubblicate in una pagina preposta al suo articolo Pour une histoire historique de la philosophie, in Philosophes critiques d'eux-mêmes, Bern, Frankfurt am Main, Las Vegas, 1978, pp. 133-144. Al filosofo viene dedicata una colonna da Joseph Verdt in Denis Huisman, Dictionnaire des philosophes, Paris, 1984, p. 1075.
  2. ^ Aveva già pubblicato un volume di Storia della Pedagogia, il Manuel de pédagogie, opera scritta nel 1930 in collaborazione con René Hubert.
  3. ^ Le precedenti notizie sulla vita e carriera di Henri Gouhier sono state tratte dal volume di Armando Girotti, Henri Gouhier e la sua storia storica della filosofia, Unipress, Padova 1990, pp. 5-7.
  4. ^ Derek Robbins, "Pierre Bourdieu, 1930-2002," Theory, Culture & Society 19:3 (2002)
  5. ^ Grand Prix de Littérature, su academie-francaise.fr. URL consultato il 9 gennaio 2020.

BibliografiaModifica

  • Armando Girotti, Henri Gouhier e la sua storia storica della filosofia, Unipress, Padova 1990

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