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L'Heuaktion (letteralmente dal tedesco, "raccolta di fieno")[1] è stata un'operazione condotta da parte della Germania nazista durante la seconda guerra mondiale: da 40.000 a 50.000 bambini polacchi, di età compresa tra i 10 e i 14 anni, furono rapiti dalle forze di occupazione tedesche e trasportati in Germania come schiavi.[2] Il termine "heuaktion" è un acronimo che sta per: senza patria, senza genitori e senzatetto (Heimatlos, elternlos, unterkunftslos), da cui si ricava "heu", che in tedesco vuol dire fieno, e quindi "heuaktion", ovvero "operazione fieno").[3]

Dopo l'arrivo in Germania, i bambini furono consegnati all'Organizzazione Todt, dove lavorarono per gli aerei Junkers. L'intenzione del sequestro di massa è stata quella di fare pressione sulle popolazioni adulte dei territori occupati per registrarsi come lavoratori del Reich, e di indebolire la "forza biologica" delle aree dell'Unione Sovietica che la Germania aveva invaso.[4]

ContestoModifica

Alfred Rosenberg, capo del Ministero del Reich per i Territori occupati dell'Est, temendo che la scelta dei bambini più piccoli sarebbe stata vista come un mero rapimento, propose il rapimento di bambini più grandi, dai 15 ai 17 anni.[5] Tuttavia, le azioni della 9. Armee tedesca lo indussero a consentire il rapimento dei bambini più piccoli.[4]

I bambini furono trasferiti in campi speciali chiamati Kindererziehungslager, dove furono posti i bambini polacchi adatti alla germanizzazione. I bambini considerati invece razzialmente inadatti furono inviati ai lavori forzati o nei campi di concentramento come quello di Auschwitz, dopo la distruzione dei loro certificati di nascita.[6][7]

I bambini furono rapiti dal Gruppo d’armate Centro e dalla 2. Armee, il cui Capo di Stato Maggiore, Henning von Tresckow, firmò il 28 giugno del 1944 l'ordine del rapimento.[8]

L'operazione raggiunse il suo apice nel 1944, ma a causa dell'esito della guerra i rapimenti non furono completamente realizzati.[9]

Nel dopoguerraModifica

Il processo di Norimberga classificò il rapimento dei bambini come parte del programma sistematico nazista di genocidio.[10]

NoteModifica

  1. ^ (EN) Hannes Heer, Klaus Naumann, Heer Naumann, War of Extermination: The German Military in World War II, Berghahn Books, 2004, pp. 139, ISBN 1571814930. URL consultato il 20 maggio 2015.
  2. ^ (PL) Roman Hrabar (1960), Hitlerowski rabunek dzieci polskich (1939-1945), pag. 99.
  3. ^ (EN) Wendy Lower, Nazi empire-building and the Holocaust in Ukraine, UNC Press Books, 2005, p. 117, ISBN 978-0-8078-2960-8.
  4. ^ a b (EN) Lynn H. Nicholas, Cruel World: The Children of Europe in the Nazi Web p. 351, ISBN 0-679-77663-X
  5. ^ (EN) Traduzione del documento 031-PS Archiviato il 19 maggio 2008 in Internet Archive.
  6. ^ (EN) HITLER'S PLANS FOR EASTERN EUROPE Archiviato il 27 maggio 2012 in Archive.is.
  7. ^ (DE) Bruno Wasser Himmlers Raumplanung im Osten: Der Generalplan Ost in Polen 1940-1944 (Stadt, Planung, Geschichte), pag. 221
  8. ^ (EN) Men of 20 July and the War in the Soviet Union Christian Gerlach in War Of Extermination: The German Military In World War II pag. 139
  9. ^ (DE) "Herrenmensch" und "Bandit" Deutsche Kriegsführung und Besatzungspolitik als Kontext des sowjetischen Partisanenkrieges(1941-44)Timm C. Richter pag. 106
  10. ^ (EN) NUERNBERG MILITARY TRIBUNAL Volume V, Page 89

Voci correlateModifica

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