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Himantoglossum robertianum

specie di orchidea
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Orchidea di Robert
Barlia robertiana (Loisel.) Greuter.jpg
Himantoglossum robertianum
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Divisione Magnoliophyta
Classe Liliopsida
Ordine Orchidales
Famiglia Orchidaceae
Sottofamiglia Orchidoideae
Tribù Orchideae
Sottotribù Orchidinae
Genere Himantoglossum
Specie H. robertianum
Classificazione APG
Ordine Asparagales
Famiglia Orchidaceae
Nomenclatura binomiale
Himantoglossum robertianum
(Loisel.) P. Delforge
Sinonimi

Bas.: Orchis robertiana
Loisel.
Orchis longibracteata
Biv.
Loroglossum longibracteatum
(Biv.) Moris ex Ardoino
Himantoglossum longibracteatum
(Biv.) Schlechter
Barlia longibracteata
(Biv.) Parl.
Barlia robertiana
(Loisel.) Greuter

L'orchidea di Robert (Himantoglossum robertianum (Loisel.) P. Delforge) è una pianta appartenente alla famiglia delle Orchidaceae. Il suo nome è un omaggio al botanico francese Gaspard Nicolas Robert (1776-1857).

DescrizioneModifica

È una pianta alta da 20 a 50 cm.
Perenne tuberosa, con due organi sotterranei ovoidi.
Le foglie sono ovali o ellittiche e di colore verde chiaro.
L'infiorescenza, densa e cilindrica, porta numerosi fiori, grandi e profumati, di colore verde-violaceo.
Il labello, trilobato, è di colore rosa violaceo con macchie porporine centrali; I lobi laterali, allungati e sottili, sono a forma di braccia ripiegate verso il centro del labello mentre il lobo mediano è a sua volta diviso in due lobi generalmente divaricati.
Lo sperone, conico e più breve dell'ovario, è rivolto in basso.
Fioritura precoce (dicembre-aprile).

Distribuzione e habitatModifica

Distribuzione: Steno-mediterranea.
È una specie piuttosto diffusa in Italia.

L'habitat prediletto comprende prati, sottobosco, incolti e margini delle strade

RiproduzioneModifica

Si riproduce per impollinazione entomofila ad opera di diversi imenotteri apoidei tra cui Bombus hortorum e Xylocopa violacea[1].
B. robertiana non produce nettare, ma in compenso ospita numerose colonie dell'afide Dysaphis tulipae, la cui melata si accumula nello sperone dei fiori, fungendo da attrattiva per gli insetti [2].

In rari casi può ricorrere all'autoimpollinazione.

NoteModifica

  1. ^ Vicidomini S. & Pignataro C., Biologia degli Xylocopini Latreille 1802 (Hymenoptera: Apidae): rassegna dei dati sul foraggiamento sulle Orchidaceae (Monocotyledones) (PDF), in Il Naturalista Campano 2005; 4: 1-3.
  2. ^ D'emerico S., Di Palma A., Medagli P., Porcelli F, La complessità dell'impollinazione delle orchidee in Puglia, in Atti del Convegno: La Flora e la vegetazione spontanea della Puglia nella scienza, nell'arte e nella storia. Bari, 22-23 maggio 1993.

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

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