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Howard Schultz nel 2019

Howard Schultz (New York, 19 luglio 1953) è un imprenditore statunitense. È noto per essere stato amministratore delegato di Starbucks.

Indice

L'attività imprenditoriale presso StarbucksModifica

È considerato come il soggetto che diede un significativo incremento agli utili di Starbucks, nonché alla sua internazionalizzazione. L'idea di come strutturare ogni singolo punto di vendita di Starbucks, gli venne durante un viaggio effettuato a Milano in cui entrò in contatto con la tradizione del bar italiano come punto di incontro.[1]

L'infanziaModifica

Cresciuto nelle case popolari di Brooklyn, Schultz ha vissuto un'infanzia povera: un infortunio, infatti, immobilizzò il padre, autista di camion senza assicurazione sanitaria, privando la famiglia del reddito. Entrato alla Northern Michigan University grazie a una borsa di studio conquistata per meriti sportivi, Schultz decide in un secondo momento di non giocare a football per mantenersi all'università, ma di sottoscrivere un prestito d'onore e, per vivere, fa diversi lavori fra cui quello di barista.

Il GiornaleModifica

Dopo un posto di lavoro in Xerox, dove diventa un esperto di vendite, rientra a New York. Tre anni più tardi, accetta di lavorare per Hammarplast, una società di prodotti di un'azienda svedese di cui diventerà vice presidente e general manager alla guida del team di venditori. Lavorando per Hammarplast Schultz entra in contatto con Starbucks: la piccola torrefazione di Seattle, infatti, ha catturato la sua attenzione con un ordine di grosse dimensioni per caffettiere all'americana. Dopo un viaggio di lavoro a Milano, dove Schultz ha potuto notare il rapporto personale fra i baristi della città e i propri clienti, viene folgorato dall'idea di replicare qualcosa di simile. Così Schultz prova a convincere i fondatori di Starbucks a trasformare la torrefazione in un caffetteria di ispirazione italiana, ma i proprietari declinano. È così che decide di perseguire l'idea in proprio con l'insegna “Il Giornale”, ma ha bisogno di 1,6 milioni di dollari per far decollare la formula. L'anno successivo, dunque, l'aspirante imprenditore è impegnato a raccogliere fondi: “Ho parlato con 242 persone e 217 mi hanno detto di no. È veramente sconfortante sentirsi dire così tante volte che la propria idea è qualcosa in cui non vale la pena di investire”. [2]

L'acquisizione di StarbucksModifica

Nell'agosto del 1987, dopo due anni di attività, Il Giornale acquisisce le caffetterie Starbucks per 3,8 milioni di dollari e Schultz ne diventa amministratore. Cinque anni più tardi, con una catena di 165 caffetterie, Starbucks sbarca a Wall Street e chiude l'anno con un giro d'affari da 93 milioni di dollari. Uno dei più importanti motivi del suo successo è che viene considerata dal proprio pubblico una sorta di “third home“, ossia una “terza casa”. Un luogo di completo relax, d'evasione, l'alternativa perfetta al caffè tra le mura domestiche e quello di corsa tra una riunione lavorativa e l'altra. [3]

Abbandono e rientroModifica

Nel 2000 Schultz lascia la guida del gruppo, ma solo per rientrarvi nel 2008 preoccupato dalla perdita del valore azionario del gruppo. [4] A fine 2016 lascia il ruolo di amministratore delegato del gruppo[5] e nel giugno 2018 annuncia che lascerà anche il ruolo di presidente.[6]

NoteModifica

  1. ^ www.mhhe.com
  2. ^ [1]
  3. ^ [2]
  4. ^ [3]
  5. ^ (EN) Howard Schultz to Step Down as Starbucks Chief Next Year, su nytimes.com. URL consultato il 17 giugno 2018.
  6. ^ (EN) Howard Schultz to Step Down as Starbucks Executive Chairman, su nytimes.com. URL consultato il 17 giugno 2018.

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN57474240 · ISNI (EN0000 0001 1649 9529 · LCCN (ENno97052539 · GND (DE107192656X · BNF (FRcb16544722w (data) · NDL (ENJA00681622 · WorldCat Identities (ENno97-052539
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