Apri il menu principale
Impronte degli dei
Titolo originaleFingerprints of the Gods: The Evidence of Earth's Lost Civilization
AutoreGraham Hancock
1ª ed. originale1995
Generesaggio
SottogenereArcheologia misteriosa
Lingua originaleinglese

Impronte degli dei è un libro scritto da Graham Hancock.

TramaModifica

Il libro costituisce un'indagine semi-scientifica atta a dimostrare che alcuni siti archeologici terrestri (Piramidi di Giza, Angkor Wat in Cambogia ed altri), che per quanto ci dicono l'archeologia e l'egittologia ortodossa sono stati edificati qualche migliaio di anni fa, siano in effetti molto più antichi. Ad esempio le Piramidi d'Egitto e la Sfinge non sarebbero state edificate circa 4.500 anni fa, cioè nel 2.500 a.C. ai tempi dei faraoni della IV dinastia, come oggi comunemente accettato, ma nel 10.500 a.C., cioè 12.500 anni fa ai tempi dell'ultima glaciazione.

A sostegno di queste tesi le indagini eseguite dai geologi Robert Schoch e John Anthony West, che nel 1996, incaricati di studiare i segni di corrosione sulla Sfinge, hanno concluso che essi potessero risalire a circa 7.000 anni fa, quando ancora l'Egitto non era arido come adesso[1]. Meno scientifiche le indagini eseguite utilizzando il software Skyglobe, secondo le quali la costellazione che la Sfinge riprodurrebbe, ossia il Leone, non sarebbe stata visibile da Gizeh nel periodo della presunta edificazione della Sfinge intorno al 2.500, bensì nel 10.500 a.C.

Analoghi ragionamenti sono fatti per il monastero di Angkor Wat o le statue dell'isola di Pasqua, come dire che alcuni siti terrestri sarebbero lo specchio in cielo di quello che i loro costruttori vedevano nel 10.500 a.C. (la costellazione di Orione per le piramidi, la costellazione del drago per Angkor Wat e via dicendo). Infatti Lo specchio del cielo sarà il titolo italiano di uno dei successivi libri di Hancock, che tratterà gli stessi temi[2].

Nel libro si ipotizza anche che una civiltà evoluta, estintasi appunto 10.500 anni fa ai tempi dell'ultima glaciazione (l'Atlantide di cui parlava anche Platone), fosse in qualche modo sopravvissuta e con le sue conoscenze sarebbe stata la sola in grado di costruire le Piramidi e gli altri monumenti in questione. Questa teoria è ripreso nel film hollywoodiano 10.000 A.C. dal regista Roland Emmerich, che si ispirerà ad Hancock anche per la realizzazione di 2012, come ammette negli extra del blu-ray.

NoteModifica

Voci correlateModifica