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Innocenza colposa

film del 1991 diretto da Simon Moore
Innocenza colposa
Innocenza colposa.png
Una scena del film
Titolo originaleUnder Suspicion
Lingua originaleinglese
Paese di produzioneStati Uniti d'America
Anno1991
Durata90 min.
Generethriller
RegiaSimon Moore
SceneggiaturaSimon Moore
ProduttoreBrian Eastman
FotografiaVernon Layton
MontaggioTariq Anwar
MusicheChristopher Gunning
ScenografiaTony Hutchinson, Tony Reading, Beth DeSort, Stephenie McMillan
CostumiPenny Rose
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Innocenza colposa (Under Suspicion) è un film thriller statunitense del 1991 diretto da Simon Moore con protagonisti Liam Neeson e Laura San Giacomo.

TramaModifica

Nel 1957 a Brighton, Inghilterra, Tony Aaron è un poliziotto che viene radiato dalla polizia per aver provocato la morte del collega Colin. Due anni dopo, nel 1959, fa il detective privato svolgendo un lavoro fuori legge. Infatti in Inghilterra in quegli anni il divorzio viene concesso solo se uno dei coniugi viene colto in flagrante adulterio. Egli quindi, con la complicità di sua moglie Hazel, fotografa la donna in un albergo col divorziando di turno, usando una cameriera come testimone.

Una sera Tony, che è pieno di debiti e non va d'accordo con la moglie, si trova a fotografarla uccisa accanto ad un maturo e celebre pittore, Stasio. Questi voleva divorziare dalla moglie Selina, perché innamorato della propria modella, Angeline, in favore della quale aveva già fatto testamento, proprio il giorno della sua morte, lasciandole ogni suo avere, anche i preziosi quadri. Mentre Selina Stasio ha un alibi di ferro, perché si trovava ad una festa con degli amici, Angeline viene sospettata, e così pure Tony, specie dopo che viene ritrovata nell'albergo la sua pistola, usata per i due omicidi.

Tony proclama la sua innocenza e dimostra che c'è stato uno scasso nel suo ufficio perché evidentemente qualcuno vuol rovinarlo. Le indagini vengono affidate a Frank, l'unico amico che Tony abbia ancora nella polizia, e questi cerca di aiutarlo, mentre il detective si affanna a cercare prove, specie contro Angeline. La ragazza gli mostra i quadri di Stasio, che il pittore era solito siglare con l'impronta del pollice destro e Tony sa che il cadavere è stato trovato mutilato di quel dito. Intanto la polizia ricostruisce il percorso compiuto quella notte dall'assassino, che porta appunto al tetto dell'albergo, dal quale la pistola è stata gettata in un caminetto.

Frattanto fra Tony e Angeline nasce un rapporto amoroso ambiguo e la ragazza, al processo, dichiara di essere stata fuori dell'albergo la notte del delitto e di aver visto un uomo arrampicarsi sulla facciata, riconoscendo poi lo strano accendino e il tipico modo di usarlo del detective. Tony, accusato anche da un biglietto dell'avvocato Roscoe, che si è poi suicidato, viene giudicato colpevole e condannato all'impiccagione: chiede a Frank di andare ancora a perquisire la villa di Stasio, dalla quale Angeline è partita; il poliziotto vi trova, nascosto in una cassa, il pollice del pittore. Convinto dell'innocenza dell'amico, si precipita per far sospendere l'esecuzione, e, malgrado molti contrattempi, giunge a salvarlo.

Angeline viene imprigionata ma non sarà impiccata, perché donna. Tony va a trovarla, prima di partire per gli Stati Uniti, e lei gli chiede di dirle verità, così lui le sussurra, prima di lasciarla, il nome dell'omicida all'orecchio. Successivamente Selina e Tony, in America, festeggiano la riuscita del loro complotto: è stata infatti Selina ad ingaggiare, tramite Roscoe, Tony, che non solo ha ucciso la moglie e Stasio, ma ha messo il dito in casa di Angeline per farla accusare dell'omicidio e consentire a Selina di ereditare l'immensa fortuna del marito, di cui ovviamente una parte costituisce la sua ricompensa. Tony è finalmente libero dalle ristrettezze economiche in cui si è sempre dibattuto.

Collegamenti esterniModifica

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