Insurrezione islamica nelle Filippine

Insurrezione islamica nelle Filippine
parte della guerra fredda, della guerra al terrorismo, della disputa del Borneo del Nord e del conflitto civile nelle Filippine
PMC BAlikatan Exercise.jpg
Truppe filippine e statunitensi impegnate in addestramenti militari
Data29 marzo 1969 - in corso
Luogosud delle Filippine
Schieramenti
Filippine Filippine

Sostenute da:


International Monitoring Team

MNLF flag.svg Fronte di Liberazione Nazionale Moro (MNLF)
Flag of the Moro Islamic Liberation Front.svg Fronte di Liberazione Islamico Moro (MILF)
Miliziani di Ampatuan
Organizzazione di Resistenza e Liberazione Moro (MRLO)

Sostenuti in passato da:

Flag of Jihad.svg Movimento di Rajah Sulaiman
AQMI Flag.svg Khalifa Islamiyah Mindanao
  • Flag of Jihad.svg Combattenti per la Libertà del Bangsamoro Islamico (BIFF)
  • Flag of Jihad.svg Jemaah Islamiyah (JI)
  • Flag of Jihad.svg Fazioni dell'MILF
  • Flag of Jihad.svg Altri gruppi dell'MILF

    • Flag of Jihad.svg Giustizia per il Movimento Islamico

    AQMI Flag.svg Stato Islamico dell'Iraq e del Levante
    AQMI Flag.svg Abu Sayyaf


    Sostenuti da:

    Comandanti
    Effettivi
    125 000 soldati (2012)[4]MNLF flag.svg 15,000[4]
    Flag of the Moro Islamic Liberation Front.svg 11,000[4]
    Ribelli e insorti: ignoto
    Abu Sayyaf: 400 miliziani[4]
    Perdite
    Casualità dell'Operation Enduring Freedom: 2002–2010: 572 soldati filippini
    18 soldati statunitensi (dal 2002)
    Ignoto
    Voci di rivolte presenti su Wikipedia

    L'insurrezione islamica nelle Filippine è una rivolta etnica separatista in corso nelle Filippine, iniziata nelle province meridionali del paese.

    Il conflitto iniziò nel 1969, a causa di dissidi tra il governo filippino e gruppi islamici di ribelli di etnia moro.[5] La rivolta fu scaturata da un presunto avvenimento, il massacro di Jabidah, dove sarebbero rimaste uccise una sessantina di persone di etnia moro, le quali si sarebbero dovute infiltrare nella regione di Sabah per via delle reclamazioni filippine sul territorio. Sebbene l'evento non sia mai stato verificato ufficialmente, il rivoluzionario Nur Misuari diede conseguentemente vita al Fronte di Liberazione Nazionale Moro (MNLF) e dichiarò guerra al Presidente Ferdinand Marcos, con lo scopo di ottenere l'indipendenza dell'intera regione di Mindanao. Nel corso dei decenni successivi l'MNLF si scisse in alcuni sottogruppi dalle diverse ideologie, tra cui il Fronte di Liberazione Islamico Moro (MILF), un'armata che richiese invece lo stabilimento di uno Stato Islamico nelle Filippine. L'attività dei gruppi separatisti è il proseguimento di una lunga ribellione da parte dell'etnia moro, originatasi nel 1899 per contrastare il dominio statunitense nel territorio filippino. Sin da allora le forze ribelli si sono scontrate con il governo locale, avente base a Manila.

    Le cifre esatte delle vittime variano da fonte a fonte. Ciò nonostante, secondo stime dell'Uppsala Conflict Data Program sarebbero state uccise almeno 6 015 persone tra il 1989 ed il 2012 a seguito dei conflitti armati tra il governo e le forze dell'ASG, BIFF, MILF ed MNLF.[6]

    NoteModifica

    1. ^ Moshe Yegar, Between Integration and Secession: The Muslim Communities of the Southern Philippines, Southern Thailand, and Western Burma/Myanmar, Lexington Books, 1º gennaio 2002, pp. 258–, ISBN 978-0-7391-0356-2.
    2. ^ Andrew Tian Huat Tan, Security Perspectives of the Malay Archipelago: Security Linkages in the Second Front in the War on Terrorism, Edward Elgar, 1º gennaio 2004, ISBN 978-1-84376-997-2.
    3. ^ Shanti Nair, Islam in Malaysian Foreign Policy, Routledge, 11 gennaio 2013, pp. 67–, ISBN 978-1-134-96099-6.
      «Mustapha was directly implicated in the provision of training facilities for separatist Moro guerrillas as well harbouring Moro Muslim refugees in Sabah due to his ethnic connection.».
    4. ^ a b c d Lisa Huang, Victor Musembi e Ljiljana Petronic, The State-Moro Conflict in the Philippines (PDF), Carleton, 21 giugno 2012. URL consultato il 29 settembre 2015 (archiviato dall'url originale il 29 settembre 2015).
    5. ^ The CenSEI Report (Vol. 2, No. 13, April 2-8, 2012), su scribd.com. URL consultato il 26 gennaio 2015.
    6. ^ Database - Uppsala Conflict Data Program (UCDP) – Philippines, Uppsala Conflict Data Program. URL consultato l'8 marzo 2015 (archiviato dall'url originale il 3 giugno 2013).

    Collegamenti esterniModifica