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Intervenire ad ogni costo? Negoziati umanitari. L'esperienza di Medici senza frontiere è un libro edito da Cooper edizioni a cura di Claire Magone, Michaël Neuman e Fabrice Weissman Cooper.

La pubblicazione ripercorre l'evolversi delle ambizioni di MSF, gli ostacoli incontrati e le manovre politiche che hanno o non hanno permesso di superarli e intende contribuire al dibattito sulle pratiche e gli obiettivi dell'azione umanitaria contemporanea. Contestando l'idea di una contrazione dello spazio umanitario, dimostra che la libertà di azione delle ONG è frutto talvolta di un compromesso tra i loro interessi e gli interessi del “potere” locale. Nel corso di questi negoziati, gli obiettivi umanitari possono stravolgersi fino a diventare irriconoscibili. Da qui la domanda di fondo di quest'opera: è possibile parlare di un “compromesso accettabile”?

Intervenire ad ogni costo?
AutoreA cura di Claire Magone, Michaël Neuman, Fabrice Weissman Cooper
1ª ed. originale2011
GenereSaggio
Lingua originaleinglese
Ambientazionedall’Afghanistan alla Somalia, dal Myanmar all’Etiopia, dallo Yemen al Pakistan

ContenutoModifica

Attraverso casi studio specifici, dall'Afghanistan alla Somalia, dal Myanmar all'Etiopia, dallo Yemen al Pakistan, dalle catastrofi naturali alle emergenze complesse, il libro – curato dalla Fondazione Crash (Centre de Réflexion sur l'Action et les Savoirs Humanitaires) di MSF a Parigi - esamina i compromessi fatti da MSF per accedere alle popolazioni bisognose di cure mediche, i successi e i fallimenti.

«È molto difficile e rischioso 'svelare' talune scelte che abbiamo compiuto negli scenari più delicati in cui abbiamo deciso di lavorare» dichiara Kostas Moschochoritis, Direttore generale di MSF Italia «ma crediamo che aprire una discussione sui limiti e le sfide dell'azione umanitaria sia quanto mai necessario. Solo se siamo onesti con noi stessi rispetto ai nostri successi e agli errori commessi possiamo migliorare e rendere ancora più efficace la nostra azione».

Nella prima parte del libro vengono presentati i casi che appartengono alla storia recente di MSF per mostrare cosa produce l'incontro tra gli interessi, a volte divergenti e a volte convergenti, di MSF e dei suoi interlocutori: movimenti politico-militari che utilizzano l'aiuto umanitario per stabilire la propria legittimità locale e internazionale, Stati che cercano di isolare o consolidare un regime straniero, militari che rifiutano qualsiasi distinzione tra combattenti e non combattenti, autorità più preoccupate delle conseguenze politiche di un'epidemia che del suo impatto sulla salute o movimenti di attivisti che difendono un progetto di riforma della loro società. Nella seconda parte viene spiegata l'evoluzione delle scelte di MSF in base alle sue esperienze, ma anche alle ideologie connesse a quarant'anni di guerre, di salute pubblica e di catastrofi naturali.

Alcuni datiModifica

Nel 2010, MSF ha curato più di 7.500.000 di persone, effettuato più di 58.000 interventi chirurgici, assistito 10.000 donne vittime di violenza sessuale, aiutato a nascere più di 150.000 bambini e vaccinato oltre 1.300.000 di persone contro la meningite. MSF offre le sue cure in maniera totalmente gratuita. Può intervenire in modo rapido, efficace e indipendente grazie ai suoi sostenitori che permettono di operare dove il suo intervento è più urgente e indispensabile. L'87% dei fondi con i quali finanzia i suoi progetti provengono da donatori privati e aziende e questo garantisce a MSF la massima indipendenza da ogni potere politico o economico. 3.000 operatori internazionali, tra cui 338 italiani, e circa 25.000 operatori locali lavorano negli angoli più remoti degli oltre 60 paesi in cui MSF opera, intervenendo in tutti gli scenari di crisi, senza discriminazione di etnia, religione, ideologia politica[1].

CitazioniModifica

  • "La libertà di azione di MSF non si basa su uno spazio di sovranità giuridico-morale di cui occorrerebbe proclamare l'esistenza per ottenerne il riconoscimento."
  • "È quando MSF trova motivi di intervento in ordini di giustificazioni (pace, stabilità, giustizia, crescita, ecc.) diversi dal suo che corre il rischio di trasformare un compromesso onesto in compromissione."
  • "Così come il terremoto in Pakistan mette in evidenza l'esistenza di una politica della catastrofe, si può anche parlare di diplomazia della catastrofe, nel senso che il momento particolare dell'emergenza permette agli Stati di manifestare scelte strategiche con poca spesa."
  • "Gli oggetti del negoziato non hanno un cursore incorporato che permetta di trovare una linea rossa da non superare, ma possiedono delle dinamiche che richiedono una capacità di revoca dei compromessi, accettabili solo perché temporanei."

RecensioniModifica

«Questo libro affascinante e puntuale, basato sul racconto di casi studio, mette in evidenza i vincoli, passati e presenti, della fiera tradizione di MSF di 'parlare' in nome delle vittime di catastrofi. Tale tradizione è oggi in pericolo - in parte da contratti 'bavaglio' imposti dai governi dei Paesi ospitanti e in parte a causa dei timori che le dichiarazioni pubbliche possono legittimare interventi militari occidentali e azioni penali internazionali, quindi anche mettere a rischio la neutralità di MSF e la sicurezza. Fornendo un’avvincente 'Inside Story', questo libro mette in luce in maniera costante l'importanza di 'parlare' ed esemplifica la tradizione auto-critica di MSF e il suo dissenso interno. In un'epoca di cautela, pubbliche relazioni e autopromozione, è una lettura essenziale»

(David Keen, Professor of Conflict Studies, London School of Economics and Political Science)

«Contestando l'idea della riduzione dello "spazio umanitario", il libro mostra come la libertà d'azione delle Organizzazioni non governative sia il prodotto di un compromesso tra i loro interessi e quelli dei vari poteri. In queste negoziazioni, gli obiettivi delle organizzazioni umanitarie possono compromettersi fino a diventare inaccettabili. Da qui la domanda che corre lungo tutto il libro: qual è un compromesso accettabile? Assassinii, rapimenti, espulsioni, restrizioni o divieti di movimento, silenzio imposto : ecco alcuni degli ostacoli che incontrano le Ong che cercano di portare soccorso alle popolazioni vittime di guerre, epidemie o catastrofi naturali»

(Repubblica - http://www.repubblica.it/solidarieta/2011/11/24/news/convegno_medici_senza_frontiere-25521669/)

«Per molti commentatori “l’età dell’oro” dell’intervento umanitario è finita. La Guerra al Terrore e la nascita di stati più forti nel Sud del mondo ha ridotto lo spazio di manovra delle organizzazioni umanitarie. I governi occidentali stanno ancora una volta costruendo delle alleanze internazionali senza prospettiva futura per la propria sicurezza nazionale. Basandosi sulla propria storia personale e sulle esperienze più recenti, in questo libro MSF analizza i suoi interventi in queste nuove realtà. Il risultato è una valutazione leggibile e impegnativa di quello che significa oggi, in un mondo alla ricerca di nuovi equilibri, essere un attore umanitario. Con un’umiltà rassicurante, esplora la sottile linea su cui si muovono le organizzazioni umanitarie, tra il salvare vite umane e il supportare gli oppressori. Questo libro, coraggioso e ricco di informazioni, conferma ancora una volta come MSF pensa e agisce"»

(Mark Duffield - Professore di Politiche dello Sviluppo e Direttore del Global Insecurities Centre, Università di Bristol)

«Grazie a MSF. Dove avremmo mai potuto trovare tanto candore e autocritica? In questo libro, sono descritti in maniera lucida i dilemmi che le organizzazioni umanitarie affrontano in un mondo caotico, e di come riescano, a volte, a mantenere integri i propri principi. Speriamo che le altre associazioni umanitarie facciano la stessa attenzione»

(Peter Gill - Giornalista e autore di "Famine and Foreigners: Ethiopia since Live Aid")

«Questo libro è molto prezioso. Mostra il modo di pensare di una delle più grandi organizzazioni umanitarie al mondo, mentre lotta per salvare e proteggere le vite umane. Lo stile di quest’opera è eccezionale per la sua franchezza e la pubblica autocritica. A questo proposito, rompe gli indugi e si rivela come un movimento umanitario riflessivo che non ha paura di imparare in pubblico. Questa onestà e l’analisi delle storie umanitarie di cui parla, fanno del libro un importante punto di riferimento per gli studi umanitari, delle relazioni internazionali e delle teorie organizzative. E, naturalmente, continuerà ad affascinare chi è già colpito dall’aura particolarmente mistica di MSF»

(Dr Hugo Slim, Oxford Institute of Ethics, Law and Armed Conflict, University of Oxford)

«È un libro realistico: l’arte di agire in situazioni impossibili e conservare la propria reputazione e la capacità di fornire sollievo nelle prossime crisi, in un altro paese. Attraverso sette casi di studio e una moderna azione umanitaria, questa collezione di saggi rappresenta un punto di vista maturo di MSF sul mondo. È scomparso il piglio presuntuoso “dei principi a qualsiasi prezzo”, ed è stato sostituito da un approccio più pragmatico focalizzato sulla necessità di alleviare le sofferenze altrui, consapevole della necessità dei compromessi, e in grado di scegliere il percorso migliore per raggiungere gli obiettivi»

(Dr. Peter Walker, Direttore del Feinstein International Center, Tufts University)

NoteModifica

  1. ^ Un anno con MSF - Rapporto delle attività 2010

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica