Afghanistan

stato dell'Asia meridionale
Afghanistan
Afghanistan – Bandiera Afghanistan - Stemma
(dettagli) (dettagli)
لا إله إلا الله، محمد رسول الله

"Lā ʾilāha ʾillā llāh, Muhammadun rasūlu llāh" (IT) "Non c'è altro dio che Allāh e Maometto è il messaggero di Allāh"

Afghanistan - Localizzazione
Dati amministrativi
Nome completo Repubblica Islamica dell'Afghanistan
Nome ufficiale (PRD) جمھوری اسلامی افغانستان
(PS) دَ افغانستان اسلامي جمھوريت
Lingue ufficiali Dari, pashtu
Capitale Kabul  (3 678 034 ab. / stima 2015)
Politica
Forma di governo Repubblica islamica presidenziale
Presidente Ashraf Ghani
Capo dell'Esecutivo Abdullah Abdullah
Indipendenza dal Regno Unito, 19 agosto 1919
Ingresso nell'ONU 19 novembre 1946
Superficie
Totale 652 864[1] km²
 % delle acque 0%
Popolazione
Totale 33.332.025 ab. (2016[2]) (40º)
Densità 51,06 ab./km²
Tasso di crescita 2,34% (2016)[3]
Nome degli abitanti Afghani, Afgani
Geografia
Continente Asia
Confini Iran, Pakistan, Turkmenistan, Uzbekistan, Tagikistan, Cina
Fuso orario UTC+4:30
Economia
Valuta Afghani
PIL (nominale) 19 654 000[4] milioni di $ (2016) (106º)
PIL pro capite (nominale) 600 $ (2016) (168º)
PIL (PPA) 65 295 milioni di $ (2016) (104º)
PIL pro capite (PPA) 1 994 $ (2016) (177º)
Fecondità 5,22 (2016)[5]
Consumo energetico 4,14 kWh/ab. anno
Varie
Codici ISO 3166 AF, AFG, 004
TLD .af
Prefisso tel. +93
Sigla autom. AFG
Inno nazionale Sououd-e-Melli
Festa nazionale 19 agosto
Afghanistan - Mappa
Evoluzione storica
Stato precedente Flag of Taliban.svg Emirato islamico dell'Afghanistan
 

Coordinate: 34°N 66°E / 34°N 66°E34; 66

L'Afghanistan (AFI: /afˈɡanistan/, pronuncia tradizionale /afɡanisˈtan/[6]; anche trascritto come Afganistan in italiano[7]) è uno Stato di 652 864 km² e di 33 332 025 abitanti stimati nel 2016.[8] La sua capitale è Kabul. Confina a ovest con l'Iran, a sud e a est con il Pakistan, a nord con il Turkmenistan, l'Uzbekistan e il Tagikistan e con la Cina nella regione più a est della nazione (corridoio del Vacan).

Tra la caduta dei Talebani in seguito all'arrivo delle forze alleate e la riunione del gran consiglio per la stesura della nuova costituzione, l'Afghanistan veniva indicato dall'Occidente come Stato provvisorio islamico dell'Afghanistan. Con la sua nuova Costituzione il paese viene ora ufficialmente chiamato "Repubblica Islamica dell'Afghanistan". L'attuale presidente è Ashraf Ghani, in carica dal settembre 2014.

Le lingue ufficiali del paese sono il pashtu e il dari.[9]

Indice

StoriaModifica

  Lo stesso argomento in dettaglio: Storia dell'Afghanistan.

Dalle origini storiche (2000 a.C. - 650 d.C.)Modifica

Kabul, in passato nota come il "crocevia dell'Asia centrale", si trova in un punto di connessione davvero unico nel quale numerose civiltà eurasiatiche hanno interagito e spesso combattuto e che fu un importante teatro delle prime attività della storia. Attraverso le epoche, la regione oggi nota come Afghanistan è stata invasa da numerose potenze, tra cui gli Indoariani, i Medi, i Persiani, i Greci, i Maurya, l'Impero Kusana, gli Unni bianchi, i Sasanidi, gli Arabi, i Mongoli, i Turchi, i Britannici, i Sovietici e più recentemente gli Stati Uniti. Raramente però queste potenze sono riuscite a esercitare il completo controllo della regione. In altre occasioni, entità statali originarie dell'Afghanistan hanno invaso le regioni circostanti creando dei propri imperi.

Si pensa che tra il 2000 e il 1200 a.C. ondate di Arii che parlavano lingue indoeuropee abbiano dilagato nell'odierno Afghanistan, creando una nazione che prese il nome di Aryānām Xšaθra, o "Terra degli Arii".

". Si ipotizza che lo Zoroastrismo abbia avuto probabilmente origine in Afghanistan, tra il 1800 e l'800 a.C. Le antiche lingue dell'Iran orientale, come la lingua avestica, potrebbero essere state usate in Afghanistan all'incirca nello stesso periodo dell'ascesa dello Zoroastrismo. Nella zona orientale, la civiltà vedica indoariana potrebbe aver avuto una certa importanza, anche se questo deve essere ancora dimostrato definitivamente. Nella prima metà del VI secolo a.C. l'Impero Persiano soppiantò i Medi e incorporò l'Ariana all'interno dei propri confini.

Intorno al 330 a.C. Alessandro Magno invase la regione. Dopo la breve occupazione macedone, gli stati ellenistici dei Seleucidi e della Battriana controllarono l'area, mentre i Maurya provenienti dall'India si annetterono per un certo periodo la parte sudorientale e introdussero il Buddhismo nella regione, che in seguito tornò sotto il dominio battriano.

Durante il I secolo d.C. i Kushan Tocari occuparono la regione. In seguito, l'Ariana cadde in mano a diverse tribù eurasiatiche - tra cui i Parti, gli Sciti e gli Unni, senza dimenticare i Sasanidi persiani e alcuni governanti locali come gli Shahi indù di Kabul - fino al VII secolo, quando gli eserciti degli Arabi musulmani invasero la regione.

Dal 650 d.C al 1919 d.C.Modifica

Quando nacque il califfato arabo-islamico, l'Afghanistan non era conosciuto con questo nome (assai recente) e l'area era vista come una realtà tutt'altro che omogenea, su cui gravitavano regioni come lo Zābulistān (attuale Afghanistan centrale), il Badakhshān, il Khorāsān e così via.

Il califfato inizialmente annetté nel 652 alcune parti dell'Afghanistan occidentale e in seguito, tra il 706 e il 709, conquistò quasi tutto il resto del paese, amministrando la regione con il nome di Khorasan. Con il passare del tempo gran parte della popolazione si convertì all'Islam, anche se minoranze manichee e buddhiste sono testimoniate fino a oltre l'anno 1000. L'Afghanistan diventò successivamente il centro di importanti regni locali, come quello ghaznavide (962-1050 circa), fondato da un ex-schiavo e poi governante turco originario di Ghazni, noto come Mahmud di Gazna, destinato a diventare celebre in tutto il mondo islamico per le sue campagne di conquista nell'India Nord-Occidentale. Il suo posto fu preso, verso la metà del XII secolo dai turchi Selgiuchidi (che conquistarono Baghdad nel 1055) dando forma all'ultimo grande impero dell'islam classico. Più tardi, col disgregarsi del potere selgiuchide, fu la volta dalla dinastia Ghuride (1151-1219), fondata da un altro governante locale, stavolta di estrazione tagika, Muhammad Ghori, i cui domini costituiranno in India la base del Sultanato di Delhi.

Nel 1219 la regione fu invasa dai Mongoli di Gengis Khan, che devastarono il paese e lo tennero tra varie vicende per circa un secolo. Una seconda invasione fu quella del celebre Tamerlano, alla fine del XIV secolo I suoi figli daranno origine ai floridi regni dell'era timuride tra cui spicca quello afgano di Herat che fu, a cavallo tra il XV e il XVI secolo, un centro culturale fondamentale per comprendere gli sviluppi successivi della storia letteraria (persiana e turca-chagatay), artistica (arte miniaturistica e architettura) e religiosa (misticismo sufi) del mondo islamico centro-asiatico. Successivamente l'Afghanistan entrerà nell'orbita di Babur, discendente sia di Tamerlano sia di Gengis Khan, che fondò agli inizi del Cinquecento l'Impero moghul, destinato a svilupparsi soprattutto in India. Più tardi i Safavidi persiani sfidarono il potere dei Moghul e nella prima metà del XVII secolo si impadronirono della regione. Nella prima metà del XVIII saranno scorrerie devastanti in terra d'Iran da parte di tribù afgane a por termine all'impero safavide. Quest'ultimo troverà il suo ultimo difensore nel generale Nader Shah (1730-47) che, deposto l'ultimo Safavide e proclamatosi imperatore, respingerà le tribù afgane riuscendo in seguito – grazie a un'abilissima politica di conciliazione sunnita/sciita – a ottenere la loro leale collaborazione e il controllo di gran parte dell'Afghanistan.

Lo stato-nazione afgano, così com'è oggi venne a esistere nel 1747, all'indomani della morte di Nader Shah perito in un attentato, con il formarsi di una dinastia locale. Questa darà origine all'Impero Durrani, fondato da Ahmad Shah, che condusse vittoriose campagne di conquista sino a Delhi in India. Questa tuttavia sarà tenuta per pochi anni prima che il Regno Unito ne ottenesse il controllo totale, facendone il "gioiello' dell'impero britannico. Nel 1823, alla caduta dell'Impero Durrani, lo stato afgano prese il nome di Emirato dell'Afghanistan; da allora si confronterà sino agli inizi del XX secolo con l'imperialismo britannico in una serie di epiche guerre d'indipendenza che culmineranno con la creazione del Regno dell'Afghanistan nel 1919.

Il Regno dell'Afghanistan (1919-1973)Modifica

  Lo stesso argomento in dettaglio: Regno dell'Afghanistan.

Le riforme di Amānullāh Khān e la guerra civileModifica

 
Re Amānullāh Khān, durante il Tour Europeo, qui con Mustafa Kemal Ataturk in Turchia,(1928).

Con l'ascesa del re Amānullāh Khān nel 1919 il paese riprese il controllo della propria politica estera, uscendo dalla zona di influenza del Regno Unito.

Il re operò per mettere fine al tradizionale isolamento del paese negli anni successivi alla terza guerra Anglo-Afgana: stabilì rapporti diplomatici con i paesi più importanti, e, a seguito di un viaggio in Europa e Turchia (durante il quale osservò l'operato di Ataturk), introdusse diverse riforme intese alla modernizzazione. Fu costretto ad abdicare nel gennaio 1929 dopo che una insurrezione armata guidata da Habibullah Kalakānī prese Kabul.

I regni di Mohammed Nadir Shah e Zahir ShahModifica

Il principe Mohammed Nadir Shah, un cugino di Amānullāh, a sua volta sconfisse e uccise Habibullah Kalakānī nell'ottobre dello stesso anno, e con l'appoggio delle tribù Pashtun, fu dichiarato re Nadir Shah. Abbandonò le riforme radicali del suo predecessore, a favore di un percorso più cauto verso la modernità. Nel 1933 fu assassinato da uno studente di Kabul.

Mohammed Zahir Shah (1914-2007), il figlio diciannovenne di Nadir Shah, gli successe al trono e regnò fino al 1973. Sotto il suo regno l'Afghanistan visse uno dei periodi più lunghi di stabilità. Durante questo periodo l'Afghanistan rimase neutrale. Non partecipò alla seconda guerra mondiale, né si allineò con i blocchi di potere durante la Guerra fredda.

Mentre il re si trovava in Italia, il 17 luglio 1973 il cugino del re ed ex primo ministro, Mohammed Daud Khan, organizzò un golpe incruento e scrisse la parola fine sulla monarchia in Afghanistan.

La Repubblica e le invasioni (1973-oggi)Modifica

Mohammed Daud Khan diede vita alla prima Repubblica afgana, ma il suo governo non durò molto. Infatti il Partito Democratico Popolare dell'Afghanistan (PDPA), d'ispirazione marxista-leninista, rovesciò il governo di Mohammed Daud Khan il 27 aprile 1978, con un colpo di stato, la cosiddetta Rivoluzione d'aprile, e diede vita alla Repubblica Democratica dell'Afghanistan governata dal leader del partito, Nur Mohammad Taraki. Taraki avviò una serie di riforme in senso socialista nel paese tra le quali la riforma agraria e la laicizzazione forzata della società afgana, con l'obbligo ad esempio per gli uomini di radersi la barba mentre per le donne venne riconosciuto il diritto di voto e di istruzione obbligatoria nonché imposto il divieto di indossare il burqa e di essere oggetto di scambio economico nei matrimoni combinati. Queste riforme si scontrarono fortemente con le autorità religiose locali e tribali che si opposero alle politiche di Taraki.

Nel mese di settembre 1979 inoltre Taraki venne assassinato, su ordine del suo vice primo ministro Hafizullah Amin, il quale lo sostituì alla guida del paese.

L'URSS non si fidò di Amin, sospettato di legami con la CIA, e decise di invadere il paese, anche a seguito di un aumento delle rivolte e del conseguente rischio di destabilizzazione della zona.

L'Armata rossa entrò a Kabul il 27 dicembre 1979 e mise al potere Babrak Karmal. La guerra con i mujaheddin, finanziati anche dagli Stati Uniti, fu lunga e cruenta e terminò con l'abbandono del paese da parte dei sovietici nel febbraio 1989.

 
Soldati statunitensi nel distretto di Daychopan durante un'operazione alla ricerca di guerriglieri talebani e munizioni. 4 settembre 2003.

La Repubblica Islamica dell'Afghanistan fu proclamata il 17 aprile 1992. Il fronte dei Mujaheddin si dimostrò comunque molto frammentato e disunito e ciò consentì, dal 1996 al 2001, la presa del potere da parte della fazione dei talebani, salvo che in alcuni territori settentrionali controllati dall'Alleanza del Nord dei restanti mujahidin anti-talebani, guidati dal comandante Ahmad Shah Massoud. I Talebani applicarono al paese una versione estrema della shari'a e ogni deviazione dalla loro legge venne punita con estrema ferocia. Emblematica fu la cattura dell'ultimo presidente della repubblica democratica afgana Mohammad Najibullah; venne catturato presso gli uffici dell'Onu di Kabul, dove si era rifugiato, e venne torturato, mutilato e trascinato con una jeep prima di essere giustiziato con un colpo alla testa ed esposto nei pressi del palazzo dell'Onu[10]. Altro episodio che ha fatto clamore è stata la distruzione dei Buddha di Bamiyan nel 2001.

Dopo l'attentato terroristico dell'11 settembre 2001 gli Stati Uniti decidono di invadere l'Afghanistan, dando il via all'operazione Enduring Freedom (Libertà Duratura) che si poneva come obiettivo la fine del regime dei talebani e la distruzione dei campi di addestramento e della rete di Al-Qaida, il gruppo terroristico guidato da Osama bin Laden. Vista la sproporzione di forze il regime integralista viene rovesciato in poco più di un mese, nel novembre del 2001.

Al potere si insedia Hamid Karzai, che rimane capo di stato dell'Afghanistan sino al settembre del 2014. Nel paese rimane tuttavia ancora una considerevole presenza di contingenti NATO a causa dell'instabilità politica e degli attentati terroristici di Talebani e insorti, radicati ancora nel sud-est del paese al confine con il Pakistan.

GeografiaModifica

  Lo stesso argomento in dettaglio: Geografia dell'Afghanistan.

L'Afghanistan presenta un territorio prevalentemente montuoso, nella parte nord-orientale del Paese c'è la catena montuosa dell'Hindu Kush, una delle più alte al mondo. È presente un clima molto caldo, secco e arido.

MorfologiaModifica

Privo di sbocchi sul mare e prevalentemente montuoso (per l'80% ha un'altitudine compresa tra i 600 e i 700 m), il territorio è dominato dall'Hindu Kush, che taglia in due il paese: verso nord-est il sistema si salda con i massicci del Pamir e del Karakorum, mentre a sud-est si congiunge con i monti Sulayman, in cui si aprono i passi di Khyber e Bolan, vie d'accesso all'India e importanti «porte storiche» dell'Asia. Verso Nord-ovest i rilievi digradano nella pianura percorsa dal fiume Amu Darya, mentre verso sud lasciano spazio ad aree prevalentemente desertiche e ad ampi bacini palustri.

L'Hindu Kush prosegue a ovest con il massiccio del Koh-i-Baba collegato ai rilievi marginali dell'Iran; più a sud, si apre a ventaglio in una serie di catene parallele che digradano verso l'altopiano desertico del Rigestan (o Registan) e la depressione salina del Sistan.

Nell'estremità settentrionale del paese si estende una limitata area pianeggiante - la regione storica della Battria o Turkestan afgano - lambita dall'Amu Darya.

IdrografiaModifica

La maggior parte dei fiumi (Helmand, Hari Rud, Morghab) ha origine dalle catene centrali e defluisce nei bacini desertici meridionali, con la sola eccezione del Kabul, tributario dell'Indo. Sono inoltre presenti fiumi a carattere torrentizio che non sono di importante rilevanza e non sempre sono sufficienti a soddisfare il fabbisogno idrico dell'agricoltura locale.

ClimaModifica

L'Afghanistan è caratterizzato da un inverno rigido e un'estate torrida. Durante l'inverno la temperatura può scendere fino a -15°, ed è questo anche il periodo più piovoso dell'anno. L'estate è caratterizzata da un clima molto caldo e secco, meno in altitudine dove le sere sono fresche. I mesi migliori per il viaggio sono aprile, maggio e ottobre. La forte aridità che caratterizza questa regione è causata da un clima di tipo continentale, con frequenti venti secchi e forti escursioni termiche, sia diurne sia stagionali. A Kabul le temperature oscillano tra -1 (media di gennaio) e 23 °C (luglio), con appena una trentina di giorni di pioggia annui. Il paesaggio, arido e brullo, è dominato dalla steppa, sfruttata come pascolo; le ridotte aree forestali sono limitate ai versanti meridionali delle catene lungo il confine pakistano, che beneficiano dell'influsso monsonico.

PopolazioneModifica

DemografiaModifica

 
Crescita demografica dal 1961 al 2004

La popolazione afgana è di 33.332.025 abitanti stimati nel 2016[11]

La densità è di 54 abitanti per km². È distribuita soprattutto sugli altopiani e raggiunge una modesta densità. La religione prevalente è musulmana sunnita. Le lingue ufficiali sono il pashtu e il dari.[9]

EtnieModifica

Dal momento che nel paese non si effettuano più censimenti accurati da diversi decenni, non vi sono informazioni precise sulla composizione etnica della popolazione. Tuttavia, stando alle stime della Library of Congress degli Stati Uniti[12] la popolazione sarebbe così suddivisa:

Oltre trent'anni di recenti conflitti hanno spesso acuito i contrasti tra comunità, complicati anche dall'arbitraria divisione confinaria decisa dai britannici nel 1893.

ReligioneModifica

  Lo stesso argomento in dettaglio: Religioni in Afghanistan.

La religione principale dell'Afghanistan è quella musulmana a maggioranza sunnita. Sono presenti minoranze di osservanza sciita nel centro del paese e, a ovest, a ridosso del confine con l'Iran. Nel Paese la libertà religiosa è limitata. L'ordinamento islamico prevede infatti libertà di culto per i non musulmani di nascita, ma anche la pena di morte per il musulmano che si rende colpevole di apostasia. In percentuale i sunniti sono l'80%, gli sciiti il 19% e l'1% altro.[13]

LingueModifica

Diverse decine di lingue vengono parlate in Afghanistan ma quelle ufficiali sono due: il dari (una forma di persiano) e il pashto.[9] Il dari, l'idioma più diffuso, è parlato da almeno il 50% della popolazione, il pashto da circa il 35%. Le lingue di origine turca (come l'uzbeco e il turcmeno) sono parlate da circa l'11% degli afgani[12].

In particolare, nell'ambito delle 34 province dell'Afghanistan:

Nelle altre province sono pressoché diffusi entrambi gli idiomi. Sono inoltre parlati il turkmeno e l'uzbeco nelle province di Kabul, Faryab, Konduz e Baghlan, l'uzbeco nelle province di Samangan e Jowzjan, il beluci nelle province di Farah e di Nimruz, le lingue del Pamir nel Badakhshan, il Nuristani nel Nurestan, il Pashayi nella provincia di Laghman.

Ordinamento dello statoModifica

Suddivisione amministrativaModifica

L'Afghanistan è suddiviso in 34 province dette velayat:

Le province sono a loro volta suddivise in distretti. Esistono diversi distretti omonimi tra le varie province.

Città principaliModifica

  Lo stesso argomento in dettaglio: Città dell'Afghanistan.

Le città principali e le più visitate sono la capitale Kabul e Kandahar, la seconda città più visitata dopo la capitale. Il turismo nelle città è in grande crescita data la presenza di molte opere d'arte preislamica, islamica e buddhista.

IstituzioniModifica

Ordinamento scolasticoModifica

Il sistema di istruzione convenzionale a tutti i livelli in Afghanistan ha sofferto enormemente a seguito degli eventi di guerra, e di conflitti civili che hanno travagliato il paese, ed è attualmente in attiva ricostruzione. Il tasso di alfabetizzazione è del 28% (43% per gli uomini e 13% per le donne).

Istituzione della AUAFModifica
  Lo stesso argomento in dettaglio: Università americana in Afghanistan.

In seguito alla richiesta nel 2002 dell'allora ministro afgano della pubblica istruzione dottor Sharif Fayez, è stato organizzato in Kabul un istituto di istruzione superiore, l'Università americana in Afghanistan, con corsi di laurea considerati prioritari per le immediate necessità del paese.

Sistema sanitarioModifica

Secondo l'Indice di sviluppo umano, l'Afghanistan è il 15º paese meno sviluppato al mondo. L'aspettativa di vita media è stimata in circa 60 anni per entrambi i sessi.[14] Il paese ha uno dei più alti tassi di mortalità materna nel mondo, nonché il più alto tasso di mortalità infantile nel mondo (decessi di bambini sotto un anno d'età).[15] A dicembre 2011 il paese poteva contare su più di 3.000 ostetriche.[16] In Afghanistan, la carenza di vitamina D colpisce il 73,1% della popolazione.[17] Nel 2006 è stato comunicato che quasi il 60% della popolazione viveva a circa due ore dalla struttura sanitaria più vicina; nel 2002 era solo il 9%.[18] Gli ultimi sondaggi indicano che il 57% degli afghani affermano di poter usufruire bene o molto bene a cliniche ed ospedali.[16] La nazione possiede uno dei numeri più alti di persone affette da disabilità, con circa un milione di abitanti colpiti.[19] Circa 80.000 persone hanno perso uno o più arti; la maggioranza di queste perdite sono causate dalle mine.[20][21]

Forze armate e di poliziaModifica

  Lo stesso argomento in dettaglio: Esercito nazionale dell'Afghanistan e De Afghan Hauai Quvah.
 
Un aviere afgano armato di mitragliatrice.

Attualmente la polizia afgana (Afghan National Police) ha in organico più di 70.000 uomini ma potrebbe raggiungere gli 80.000 secondo i nuovi piani di reclutamento. L'addestramento è gestito dall'Afghanistan Police Program e impartito principalmente dall'esercito statunitense e da quello tedesco. le unità anti-narcotici sono invece addestrate dall'esercito inglese, l'elaborazione e costituzione del sistema legale è affidata a quello italiano, e la dispersione dei gruppi armati illegali alle forze armate giapponesi. Nonostante sia la polizia a mantenere ufficialmente l'ordine, qualche volta sono i comandi militari regionali a occuparsi di ciò, soprattutto nelle campagne. Nel 2003, su decisione della NATO, il mandato dell'ISAF fu esteso oltre l'area di Kabul; non ci sono perciò aree in cui siano assenti truppe internazionali, un tempo attaccate dalle milizie islamiche. Per mantenere il controllo di queste zone, sprovviste della copertura di forze di polizia afghane, è stato inviato l'esercito afghano (Afghan Melli-e Ourdou).[22]

La polizia è stata accusata di trattamento improprio nei confronti dei prigionieri e, in molte aree, non ha investigato riguardo a crimini comuni a causa della mancanza di personale e/o comunicazioni.[22]

In aggiunta alla normale polizia, la polizia di frontiera afghana si occupa del controllo dei confini terrestri del paese, mentre la Afghan Custom Police si occupa della sicurezza negli aeroporti.

Attualmente l'esercito conta 90.000 uomini ma i piani sono di portarli a 250.000 nei prossimi anni. A causa del maggior controllo internazionale, le forze armate non sono afflitte dalla corruzione tanto quanto la polizia.

È inoltre presente un servizio aereo, l'Afghan National Army Air Force, in gran parte non operativo. Recentemente sono stati visti alcuni progressi: sono stati addestrati dall'Aeronautica Militare Italiana alcuni equipaggi, per pilotare gli elicotteri Mil Mi-17 e Mil Mi-24 e gli aerei di trasporto tattico Antonov An-32. Il personale, in gran parte ancora addestrato negli anni del periodo comunista, è di 3.600 uomini, comprendenti 450 piloti (tra i quali vi sono anche alcune donne). Nel 2011 Sono stati acquistati 65 nuovi velivoli.

PoliticaModifica

  Lo stesso argomento in dettaglio: Politica dell'Afghanistan.

PresidenteModifica

L'Afghanistan ufficialmente è una repubblica islamica. L'attuale presidente, eletto il 21 settembre 2014 è Ashraf Ghani Ahmadzai, ex-ministro delle finanze nel precedente governo. Ghani succede a Hamid Karzai, primo presidente dalla caduta dei Talebani nel 2001, già Capo di Stato ad interim fra il 2001 e il 2004, poi eletto nel 2004 e riconfermato, nonostante i brogli a lui contestati, nel 2009, in seguito al ritiro del suo sfidante al ballottaggio, Abdullah Abdullah. Nato a Kandahar, Karzai proviene da una famiglia di etnia Pashtun. Il governo grazie a ciò non subisce più una forte influenza dai talebani.

ParlamentoModifica

Il Parlamento è bicamerale: la camera bassa (Wolesi Jirga, Camera del popolo) è composta da 249 membri (dei quali almeno 64 devono essere donne e 10 sono eletti dai nomadi Kuchi) e i membri, ognuno in carica per 5 anni, sono eletti su base distrettuale, a suffragio universale; la camera alta (Mesherano Jirga, Camera degli anziani) è invece composta da 102 membri, un terzo dei quali eletti da consigli distrettuali per 3 anni, un terzo eletti da consigli provinciali per 4 anni e un terzo nominati dal Presidente per un mandato di 5 anni. La camera bassa ha la responsabilità di scrivere e ratificare le leggi e di approvare le azioni del Presidente, mentre la camera alta svolge una funzione prevalentemente consultiva, oltre ad avere in alcuni casi potere di veto.

EconomiaModifica

L'economia afgana, una tra le più povere del pianeta, risente del regime talebano, ed è stata profondamente sconvolta dall'inizio dell'ultima guerra ma anche dalle guerre che l'hanno preceduta. La produzione di cereali sia per molti contadini sia per gli insorti, principalmente nelle regioni settentrionali, sono a conduzione familiare (chiamata sussistenza). I "lavoratori" erano sottopagati e eventualmente umiliati in pubblico per demolirne lo spirito per rendere più efficiente la produzione. Le strade che transitano a Salang e a Tang-e Gharu ebbero un ruolo strategico nei recenti conflitti, l'uso estensivo da parte di veicoli militari ha lasciato le strade in cattive condizioni, diversi ponti bombardati non sono stati ricostruiti, di frequente le strade vengono chiuse a causa dei conflitti nell'area con grave danno al transito di beni di primaria necessità, attrezzature di emergenza e materiali per la ricostruzione destinati all'intero paese.

Attività estrattivaModifica

Fin dagli anni settanta sono state fatte ricerche in ambito minerario, che hanno condotto all'elaborazione di mappe dettagliate sulla composizione del sottosuolo afgano da parte di geologi sovietici. Tuttavia non fu possibile all'epoca avviare attività estrattive a causa delle enormi problematiche politiche del paese. Sono attive miniere di modeste dimensioni, a carattere artigianale, con manodopera familiare. Nel 2004 tecnici statunitensi hanno approfondito le ricerche sovietiche, avvalendosi di attrezzature più sofisticate e coprendo più di 2/3 del territorio afgano. I risultati ottenuti hanno portato a concludere che il Paese è ricco di ferro e rame, con riserve di rilevanza assoluta di niobio e litio. Presenti anche giacimenti auriferi nei pressi di Kabul. Il Paese potrebbe quindi diventare un attore economico molto rilevante a livello mondiale per tali materiali.

La questione della ferroviaModifica

 
Ferrovia in costruzione dal confine Uzbeko a Mazar-i Sharif, immagine ripresa da un elicottero americano.

Posto al crocevia centrale asiatico il paese non ha mai avuto ferrovie. Il fatto è emblematico, dato che tutti i paesi confinanti con l'Afghanistan ne hanno; tale fatto ha costituito un problema più che un vantaggio.

Infatti i paesi confinanti si affacciano all'Afghanistan con i loro sistemi ferroviari, diversi per scartamento e caratteristiche. Alla frontiera Nord i paesi della Ex Unione Sovietica adottano lo scartamento largo russo di 1520 mm. A est la Cina adotta lo scartamento standard di 1435 mm. A Sud il Pakistan adotta lo scartamento largo indiano di 1676 mm; mentre a ovest l'Iran adotta lo scartamento standard di 1435 mm, come la Cina.

Tutti i paesi confinanti hanno fatto forti pressioni affinché fosse adottata una estensione del loro scartamento nel paese, costituendo tale fatto una evidente testa di ponte privilegiata, utilizzabile per il condizionamento economico del paese, e per favorire i loro commerci. Per tale motivo le pressioni furono sempre eluse e respinte.

Attualmente è stato completato un tratto ferroviario di 75 chilometri, sotto assistenza statunitense che dalla cittadina afghana di frontiera con L'Uzbekistan, Hairatan penetra verso Sud fino alla cittadina di Mazar-i Sharif, con prevista estensione fino a Herat. Il tratto quindi è connesso con la rete dell'Uzbekistan, e adotta lo scartamento largo russo di 1520 mm, in uso in Uzbekistan; il tratto costituirà la prima parte del possibile asse ferroviario settentrionale dell'Afghanistan, con connessione frontaliera settentrionale.

In seguito alla costruzione di questa ferrovia si è verificata un storica apertura di dialogo tra il Governo iraniano ed il Governo afghano, per la costruzione di un tratto ferroviario di 191 chilometri tra Khaf, Iran ed Herat, Afghanistan, provenendo da ovest, e collegando il sud-ovest dell'Afghanistan con l'Iran settentrionale. Il finanziamento è in gran parte a carico del governo iraniano e in parte a carico del governo afghano, Il finanziamento della ferrovia è supportato da un gruppo di banche asiatiche. Il tratto ferroviario è a binario unico a scartamento standard, come è quello iraniano.[23]

AmbienteModifica

L'ambiente è prevalentemente montuoso e arido, povero di foreste e desertico.

ArteModifica

L'arte preislamica del territorio afgano va inquadrata nella storia dell'arte delle grandi formazioni storico-culturali succedutesi nell'area: achemenide, greco-battriana, partica, sasanide e infine islamica. L'arte islamica fornisce certamente il motivo dominante del paesaggio artistico del paese, che peraltro ha subito danni notevolissimi a causa degli eventi bellici relativi a diverse invasioni recenti (russo-sovietica e euro-americana) e all'endemica guerra civile tra fazioni e tribù rivali. Nel paese sono ancora notevoli i resti di arte buddhista, tra cui sono da ricordare le gigantesche statue dei cosiddetti "Buddha di Bamiyan", divenuti tristemente celebri a causa del brutale cannoneggiamento subito a opera di estremisti religiosi (Talebani) islamici e ora fatti oggetto di progetti di restauro in cui sono coinvolti importanti istituzioni internazionali.

Letterature afganeModifica

Le principali lingue, persiano e pashto, parlate nel paese si collegano a due distinte tradizioni letterarie di cui senza dubbio la più vasta e prestigiosa è quella che si innesta nella letteratura persiana. Quest'ultima è fenomeno internazionale che storicamente oltrepassò i confini delle aree iraniche sia a ovest, in direzione dell'area turco-ottomana, sia a est, verso l'India dei Moghul. L'area afgana ha prodotto dal Medioevo a oggi innumerevoli poeti e scrittori di lingua persiana tra cui spiccano in particolare tre autori mistici considerati vere e proprie glorie nazionali (benché rivendicati con altrettanto ardore dall'Iran), ovvero: Abd Allah Ansari di Herat 1088 m, grande mistico e santo sufi, Sana'i di Ghazna 1151 m autore di poemi mistici e, infine, Rumi di Balkh 1273 m, considerato in tutto il mondo persofono il maggiore poeta mistico dell'intera ecumene musulmana.

La letteratura afgana in pashto, pur quantitativamente notevole e in grande crescita nell'ultimo secolo, ha sempre avuto un significato e una importanza essenzialmente locali, risentendo l'influenza sia della letteratura persiana sia delle contigue letterature dell'India. Da ricordare infine che le altre lingue parlate da piccole minoranze (uzbeko, turkmeno, baluchi) si collegano a distinte letterature che hanno tuttavia i loro centri principali oltre confine.

Entrambe le letterature principali, dalla seconda metà dell'Ottocento, si sono mostrate sensibili ai generi (romanzo, teatro), ai movimenti e agli stilemi importati dall'Europa. A partire dalle note vicende belliche che, dagli anni settanta del Novecento in poi, hanno visto l'Afghanistan preda di guerre civili e invasioni straniere, si è pure sviluppata un'ampia letteratura della diaspora, ove emergono scrittori e scrittrici (per tutti si può ricordare l'ormai celeberrimo Khaled Hosseini tradotto in ogni lingua del globo) che si esprimono sempre più spesso in lingue europee toccando i temi delicati della guerra, dell'emigrazione, della differenza, delle relazioni intertribali e interreligiose.

  • A. Pagliaro, A. Bausani, La letteratura persiana, Sansoni-Accademia, Firenze-Milano 1968
  • A. Bausani, Le letterature del Pakistan e dell'Afghanistan, Sansoni-Accademia, Firenze-Milano 1968

CulturaModifica

SportModifica

Negli ultimi anni, le squadre sportive afghane ottengono titoli sempre più celebri in occasione degli eventi internazionali. La squadra di basket dell'Afghanistan ha vinto il primo posto al South Asian Games del 2010. Nello stesso anno, la squadra di cricket del paese ha vinto l'ICC Intercontinental Cup 2009-10.[24] Nel 2012, la squadra 3x3 di basket del paese ha vinto la medaglia d'oro agli Asian Beach Games del 2012,[25] mentre nel 2013 la squadra di calcio dell'Afghanistan ha vinto la Coppa della federazione calcistica dell'Asia meridionale. Altri sport popolari in Afghanistan includono la pallacanestro, la pallavolo, il taekwondo, e il bodybuilding.[26] Attualmente sono in costruzione diversi stadi.[27]

TradizioniModifica

NoteModifica

  1. ^ Calendario Atlante De Agostini 2012, Novara, De Agostini, 2011, p. 302.
  2. ^ The World Factbook, Central Intelligence Agency, p. Afghanistan. URL consultato il 3 gennaio 2017.
  3. ^ (EN) Population growth rate, su CIA World Factbook. URL consultato il 3 gennaio 2017.
  4. ^ [1]
  5. ^ cia.gov, https://www.cia.gov/library/publications/the-world-factbook/geos/af.html .
  6. ^ Luciano Canepari, Afghanistan, in Il DiPI – Dizionario di pronuncia italiana, Zanichelli, 2009, ISBN 978-88-08-10511-0.
  7. ^ Vedi ad es. Afganistan - Ultime notizie su Afganistan - Argomenti del Sole 24 Ore; allo stesso modo per l'aggettivo esistono le forme "afgano" e "afghano", ma in questo caso è più comune la forma senza "h" (vedi afgano, in Treccani.it – Vocabolario Treccani on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011.) malgrado "gh" traslitteri in modo più appropriato l'originale fonema della ghayn, suono fricativo della "g" aspra italiana, cioè /ɣ/.
  8. ^ The World Factbook, Central Intelligence Agency, p. Afghanistan. URL consultato il 3 gennaio 2017.
  9. ^ a b c Afghanistan Constitution - Article 16 Languages, servat.unibe.ch. URL consultato il 30 novembre 2012.
  10. ^ "Ora a Kabul comanda solo il Corano"
  11. ^ The World Factbook — Central Intelligence Agency, su www.cia.gov. URL consultato il 3 gennaio 2017.
  12. ^ a b Library of Congress – Federal Research Division Country Profile: Afghanistan,2008
  13. ^ The World Factbook, Central Intelligence Agency, p. Afghanistan. URL consultato il 3 aprile 2014.
  14. ^ Afghanistan, World Health Organization (WHO). URL consultato il 6 luglio 2013 (archiviato dall'url originale il 26 ottobre 2013).
    «Life expectancy at birth m/f (years) 59/61».
  15. ^ Afghanistan, su The World Factbook, CIA. URL consultato il 5 settembre 2015.
  16. ^ a b Tom A. Peter, Childbirth and maternal health improve in Afghanistan, Christian Science Monitor, 17 dicembre 2011. URL consultato il 12 gennaio 2012 (archiviato dall'url originale il 31 dicembre 2013).
  17. ^ MY Yakoob, RA Salam, FR Khan e ZA Bhutta, Vitamin D supplementation for preventing infections in children under five years of age., in The Cochrane database of systematic reviews, vol. 11, 9 novembre 2016, pp. CD008824, DOI:10.1002/14651858.CD008824.pub2, PMID 27826955.
  18. ^ Health, United States Agency for International Development (USAID). URL consultato il 20 ottobre 2010 (archiviato dall'url originale il 29 settembre 2013).
  19. ^ Anne-Marie DiNardo, LPA/PIPOS, Empowering Afghanistan's Disabled Population – 31 Marzo 2006, Usaid.gov, 31 marzo 2006. URL consultato il 19 maggio 2012 (archiviato dall'url originale l'8 maggio 2004).
  20. ^ Richard Norton-Taylor, Afghanistan's refugee crisis 'ignored', in Guardian (London), 13 febbraio 2008. URL consultato il 19 maggio 2012 (archiviato dall'url originale il 15 dicembre 2010).
  21. ^ "Afghanistan: People living with disabilities call for integration Archiviato il 20 settembre 2011[Date mismatch] in Internet Archive.
  22. ^ a b Il testo originale proviene dal profilo sull'Afghanistan (febbraio 2005) (EN) monitorato nell'ambito del progetto monitoraggio del Library of Congress Country Studies
  23. ^ ccii.it, http://www.ccii.it/newspagetxt.asp?idnews=1016 .
  24. ^ 2009–10 Intercontinental Cup Archiviato il 24 febbraio 2013[Date mismatch] in Internet Archive. al CricketEurope
  25. ^ A Chronological History of Sports in Afghanistan al Afghanistan Online
  26. ^ Sports, su Pajhwok Afghan News, pajhwok.com. URL consultato il 14 settembre 2011 (archiviato dall'url originale il 9 febbraio 2014).
  27. ^ Javed Hamim Kakar, All provinces to have cricket grounds: minister, su Pajhwok Afghan News, pajhwok.com, 11 ottobre 2010. URL consultato il 14 settembre 2011 (archiviato dall'url originale il 30 dicembre 2013).

BibliografiaModifica

  • M. Stefanini, Avanzo di Allah, cuore del mondo. Il romanzo dell'Afghanistan, Guerini e Associati, Milano 2002
  • A. Rashid, Talebani. Islam, petrolio e il grande scontro in Asia Centrale, Feltrinelli, Milano 2002
  • M. Braghero, Afghanistan. La cultura come sfida per la ricostruzione, EGA-Ed. Gruppo Abele, 2006
  • M. Guerrini, Afghanistan. Profilo storico di una cultura, Jouvence, Roma 2006
  • M.Guerrini, "Afghanistan passato e presente", Jouvence, Milano 2014
  • M. Papa, Afghanistan. Tradizione giuridica e ricostruzione dell'ordinamento tra Shari'a, consuetudini e diritto statale, Giappichelli, Bologna 2006
  • E. Giordana, Afghanistan. Il crocevia della guerra, Ed. Riuniti, Roma 2007
  • E. Giunchi, Afghanistan, Stato e società nel cuore dell'Asia, Carocci, Roma 2007
  • C. Bertolotti. Shahid. Analisi del terrorismo suicida in Afghanistan. ed. Franco Angeli, Milano 2010.
  • C. Bertolotti, Il ruolo delle potenze regionali sulla politica di sicurezza dell'Afghanistan post-nato, ed. CeMiSS, 2012.
  • S. Coll, La guerra segreta della CIA. L'America, l'Afghanistan e Bin Laden dall'invasione sovietica al 10 settembre 2001, BUR-Rizzoli, Milano 2008
  • E. Giordana, Diario da Kabul. Appunti da una città sulla linea del fronte, ObarraO, Milano, 2010
  • M. Renna, Ring Road - Sei mesi con gli alpini in Afghanistan, Ed. Ugo Mursia, Milano 2011
  • V. Pellizzari, In battaglia, quando l'uva è matura. Quarant'anni di Afghanistan, Laterza, Roma-Bari, 2012. ISBN 978-88-420-5572-3
  • il cacciatore di aquiloni di Khaled Hosseini

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica