Io uccido

romanzo scritto da Giorgio Faletti
Io uccido
Titolo originaleIo uccido
AutoreGiorgio Faletti
1ª ed. originale2002
GenereRomanzo
SottogenereThriller, Noir, Giallo
Lingua originaleitaliano
AmbientazionePrincipato di Monaco
ProtagonistiFrank Ottobre
CoprotagonistiNicolas Hulot, Claude Morelli
Altri personaggiJean-Loup Verdier, Pierrot, Helena Parker, Ryan Mosse, Generale Parker, Laurent Bedon, Robert Bikjalo, dottor Cluny
Seguito daNiente di vero tranne gli occhi

Io uccido è un romanzo giallo, opera prima di Giorgio Faletti. Ha venduto più di quattro milioni di copie[1].

TramaModifica

Il romanzo è ambientato nel Principato di Monaco, descritto come un luogo tranquillo in cui non accade mai nulla.

Una sera Jean-Loup Verdier, DJ di Radio Monte Carlo, riceve durante la sua trasmissione la telefonata delirante di uno sconosciuto che si fa chiamare "Uno e Nessuno" e che preannuncia di uccidere per curare il proprio male, concludendo la telefonata con un vecchio brano musicale: fatto talmente bizzarro che viene considerato uno scherzo. Tuttavia, durante la stessa notte il pilota campione di Formula Uno Jochen Welder e la sua compagna, la campionessa di scacchi Arijane Parker, s'allontanano con la loro barca in mare aperto. A notte fonda, mentre la ragazza sta facendo un bagno, viene affogata da un sub nelle vicinanze, il quale sale poi a bordo della barca e uccide anche Jochen. Il giorno seguente la polizia rinviene i cadaveri, entrambi col volto orrendamente mutilato, e su un tavolo una frase scritta col sangue che dice "Io uccido...". Sul caso indaga il commissario di polizia Nicolas Hulot, che può contare anche sul valido aiuto dell'amico Frank Ottobre, agente dell'FBI in congedo temporaneo, dilaniato dal dolore per il suicidio della moglie. Nelle indagini intervengono anche l'ispettore Claude Morelli e il dottor Cluny, esperto psicologo, e i quattro comprendono che il brano musicale con cui s'era conclusa la telefonata durante la trasmissione radiofonica era un indizio per identificare le vittime del maniaco: il brano, intitolato "Un uomo, una donna", si riferisce proprio a Jochen Welder e ad Arijane Parker.

Contemporaneamente, iniziano dei capitoli narrati dal punto di vista dell'assassino, identificato come "l'uomo". Questi capitoli, denominati "Primo Carnevale", "Secondo Carnevale" etc., si inframezzano nella lettura di quelli regolari, e svelano pian piano dei particolari del killer, come ad esempio lo scopo delle mutilazioni ai cadaveri o la sua doppia personalità, nelle figure di Vibo, sé stesso, e Paso, un individuo misterioso.

La sera stessa, arriva la seconda telefonata a Radio Monte Carlo: il brano con cui si conclude la telefonata è una versione live di "Samba Pa Ti" ma l'agente Ottobre non comprende cosa significhi, e inoltre l'assassino si dimostra molto astuto, poiché la telefonata non viene rintracciata. La stessa notte, l'assassino s'introduce nella lussuosa abitazione del miliardario Allen Yoshida, che ha una passione morbosa per gli snuff movies, lo lega a una sedia e l'accoltella diverse volte, riprendendo la scena. Il cadavere viene poi ritrovato nella sua automobile, pure lui con il volto orribilmente mutilato e, sulla scena del crimine, la stessa scritta col sangue: "Io uccido...". Solo dopo si comprende il significato del brano musicale: la versione live era stata registrata in Giappone, e Yoshida era per metà americano e per metà giapponese, inoltre tra le canzoni di Santana ne esiste una intitolata "Soul Sacrifice", che rimanda a "Sacrifiles", il sistema operativo che aveva fatto la fortuna di Yoshida.

Ad aiutare la polizia c'è inoltre Pierrot, un adolescente autistico appassionato di musica, mascotte di Radio Monte Carlo e ammiratore del DJ Jean-Loup Verdier, e che li aiuterà a identificare le musiche scelte dall'omicida come indizio per annunciare le prossime vittime grazie alla sua straordinaria memoria musicale. Nel frattempo, giunge nel Principato di Monaco il generale statunitense Nathan Parker, alto consigliere del Presidente degli Stati Uniti e padre di Arijane, la prima vittima, assieme al suo braccio destro Ryan Mosse, per scoprire l'assassino della figlia. Il generale e Ryan Mosse fanno conoscenza con Ottobre, ma tra questi ultimi nasce subito un sentimento di odio reciproco. Si scopre inoltre che Arijane Parker aveva una sorella, Helena, una donna problematica con un figlio ancora piccolo. Intanto, Verdier confessa a Ottobre e a Hulot di voler smettere di parlare con il maniaco, ma i due agenti, insieme a Laurent Bedon, regista della trasmissione radiofonica del DJ, e Robert Bikjalo, produttore esecutivo di Radio Monte Carlo, lo convincono a continuare, convinti che prima o poi il serial killer (tra l'altro soprannominato dalla polizia "Nessuno") commetterà un errore. Arriva ben presto la terza telefonata: l'assassino annuncia l'ennesimo delitto e termina la chiamata con un altro brano musicale. La polizia cerca di capire chi possa essere la prossima vittima e ritiene trattarsi di Roby Stricker, noto playboy mantenuto dal denaro paterno; egli viene tenuto per tutta la sera sotto controllo, ma vittima designata si rivela essere invece Gregor Yatzimin, ex ballerino russo ormai cieco, il quale viene ucciso da un colpo di pistola dall'assassino dopo averlo trattato con inquietante gentilezza. La polizia lascia Stricker e raggiunge la casa della terza vittima, anch'essa col volto orribilmente mutilato, accompagnato dalla scritta "Io uccido...", e poco dopo gli agenti, capitanati da Ottobre, tornano a casa di Roby Stricker che, nel frattempo, è stato assassinato. Ottobre scopre che Stricker, prima di morire, volendo lasciare loro un messaggio, ha scritto sul pavimento con il suo sangue " ЯIAИ' " per indicare il nome del colpevole, e credendo si trattasse di Ryan Mosse, dato che li aveva visti parlare precedentemente, fa arrestare quest'ultimo.

In seguito al duplice omicidio, però, il commissario Hulot viene rimosso dall'incarico per l'inconcludenza delle indagini, ma deciderà di continuare comunque a cercare la verità da solo e, grazie a un'impercettibile traccia lasciata inavvertitamente dall'assassino nel video dell'omicidio di Allen Yoshida, ossia la copertina di un LP di un musicista jazz, riesce addirittura a scoprire l'identità di "Nessuno", ma viene subito ucciso da questi. Al funerale, dove presenzia persino il misterioso assassino, Ottobre intuisce che Hulot aveva scoperto la verità, e, spronato ancora di più dalla morte dell'amico e allo stesso tempo tenuto sotto pressione dal generale Parker, torna sul luogo dell'omicidio di Roby Stricker e riesce a comprendere cosa significasse in realtà la scritta lasciata dalla vittima, e fa quindi liberare Mosse capendo di aver sbagliato. Tornato a Radio Monte Carlo, Frank fa una sconvolgente scoperta che conferma la sua ipotesi: le telefonate del serial killer erano impossibili da rintracciare perché partivano proprio dalla sede dell'emittente stessa, tramite un dispositivo nascosto. Ai presenti Ottobre spiega quello che accadde la notte delle morti di Yatzimin e Stricker: l'assassino intendeva uccidere entrambi, ma non aveva mutilato il volto di Stricker perché durante la colluttazione gli aveva rovinato il viso e, di conseguenza, non serviva più per i suoi oscuri scopi. Ma Stricker, esperto della vita mondana del principato, conosceva il suo assassino pur non ricordandone il nome esatto, bensì il mestiere; dunque, in punto di morte, a terra e di fronte a uno specchio (scrivendo dunque al contrario), aveva tentato di comporre la scritta "ON AIR", che indica la messa in onda, e specchiata dà "ЯIAИ", senza la O che probabilmente non era arrivato a scrivere. La prova schiacciante è una testimonianza di Pierrot, la quale comprova che l'assassino è Jean-Loup Verdier. Subito la polizia s'organizza per arrestare il DJ, ma Pierrot telefona disperato al suo idolo e involontariamente gli fa capire d'essere stato scoperto.

La polizia si raduna intorno all'abitazione di Verdier e scopre che il DJ ha ucciso anche la scorta assegnatagli in precedenza. Poco dopo, Ottobre scopre che, in un'automobile, è stato ritrovato il corpo di Hudson McCormack, giovane avvocato statunitense contiguo ai Larkin, boss della mafia sulle cui tracce era l'agente Ottobre, prima del caso Nessuno; il suo volto è stato mutilato e nel portabagagli vi è la solita scritta "Io uccido...". Nel frattempo, il regista Laurent Bedon muore investito dopo che un ladro gli scippa una valigia colma di denaro. Ottobre riesce poi a scoprire dove si nasconde Jean-Loup Verdier: proprio in casa sua, in un rifugio antiatomico voluto dalla precedente, iperansiosa proprietaria. La polizia riesce a sfondare la porta e Ottobre entra nel rifugio, dove viene rinvenuto un corpo mummificato in una teca. Ottobre ritorna poi nel bunker, poco convinto dalla "volatilizzazione" del killer; trovato un passaggio segreto, riesce a raggiungere Verdier in una sorta di boschetto situato a ridosso di un dirupo dietro la casa, ma questi, che sembrava stesse fuggendo, sta invece cercando di salvare Pierrot, giunto lì con l'intenzione di aiutarlo ma che ora rischia di precipitare. Sul posto giunge anche Ryan Mosse con il preciso compito di uccidere "Nessuno", e Ottobre tenta inutilmente di convincerlo ad allontanarsi. Verdier attacca però Mosse e lo uccide in combattimento, lasciando a Ottobre l'onere salvare Pierrot. Verdier decide di arrendersi e di consegnarsi spontaneamente agli agenti, ponendo fine alla sua furia omicida.

Poche ore dopo, il generale Parker sta per ripartire per gli Stati Uniti, e intende portare con sé la figlia Helena e il nipote: Ottobre (innamoratosi di Helena, con la quale aveva anche iniziato una relazione) lo convince a partire da solo: aveva infatti scoperto che l'avvocato McCormack non era stato ucciso da Verdier ma da Mosse, per ordine dello stesso generale. I due avevano ottenuto informazioni segrete sulle indagini da Laurent Bedon in cambio di denaro, e avevano eliminato McCormack, che era a conoscenza dei crimini del generale Parker, protettore della famiglia Larkin, usando un modus operandi simile a quello di "Nessuno". Ottobre promette di mantenere il silenzio, ma Parker dovrà ripartirsene per gli Stati Uniti da solo.

Dopo qualche giorno, il dottor Cluny, a seguito di colloqui ed esami, spiega alla polizia e a Ottobre la storia di Jean-Loup Verdier, falso nome di Daniel Legrand, e della sua follia: figlio di un ex militare violento e folle, aveva inoltre un fratello gemello, Lucien, dal volto deforme al quale voleva molto bene, e dunque si sentiva in dovere di proteggerlo dal padre, che li educava violentemente alla guerra, insegnando loro tecniche militari. Lucien era invece visto come un mostro dal padre, facendo maturare in Daniel/Jean-Loup un profondo odio che l'aveva spinto a uccidere quest'ultimo e la governante, per poi incendiare la casa. Precedentemente, con l'intento di liberarlo dalla sua deformità, aveva ucciso anche il fratello, a cui aveva poi asportato il volto come quello delle vittime successive, che però regalava al cadavere del fratello come "maschera": non essendo riuscito a perdonarsi la morte del fratello, ne aveva sottratto il corpo e l'aveva posto in una teca nel bunker. Il solo riuscito a scoprire tutto ciò era stato proprio Nicolas Hulot, e per questo era stato eliminato.

Mentre Ottobre inizia una relazione libera con Helena Parker, però, il libro si conclude con un finale inquietante: nella sua cella, Verdier comunica ancora con lo spirito del fratello morto.

EdizioniModifica

  • Giorgio Faletti, Io uccido, Milano, Baldini&Castoldi Dalai Editore, 2011, p. 682, ISBN 978-88-6620-222-6.
  • Giorgio Faletti, Io uccido, in Romanzi e Racconti, Milano, Baldini&Castoldi Dalai Editore, 6 luglio 2015, p. 748, ISBN 978-88-6852-867-6.

Traduzioni in altre lingueModifica

  •   Francia - Je tue, traduit de l'italien par François Rosso, Paris, Flammarion, 2004.
  •   Russia - Ja ubivaju: roman, Sankt-Peterburg, Azbuka-klassika, 2005.
  •   Cina - Feiren ("L'inumano"), Shanghai, Shanghai yiwen chubanshe, 2005.
  •   Spagna - Yo mato, Traduccion de Rosa Corgatelli, Barcelona, Debolsillo, 2006.
  •   Romania - Eu ucid, Bucuresti, RAO, 2007.

NoteModifica

  1. ^ "Io sono Dio", torna Giorgio Faletti, su giorgiofaletti.net. URL consultato il 4 luglio 2014 (archiviato dall'url originale il 14 luglio 2014).

Voci correlateModifica

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