Isacco di Seleucia-Ctesifonte

arcivescovo siro

Isacco (in siriaco Mār Isḥāq; ... – circa 410 o 411) è stato un arcivescovo siro, metropolita di Seleucia-Ctesifonte e catholicos della Chiesa d'Oriente[1].

Isacco
vescovo della Chiesa d'Oriente
Incarichi ricoperti
 
Deceduto410 o 411
 

Biografia modifica

Secondo il Chronicon ecclesiasticum di Barebreo, Isacco era originario di Kaskar nella regione di Beth Aramaye, discendente da una nobile famiglia imparentata con il vescovo Toumarsa di Seleucia-Ctesifonte (ca. 363 – ca. 368). Cinque anni dopo la consacrazione episcopale di Qayyuma, successore di Toumarsa, fu conclusa la pace tra i Bizantini e i Persiani, ed in questa occasione Maruta di Martiropoli (Mayperqiṭ) fu inviato in Persia come ambasciatore per porre fine alle persecuzioni contro i cristiani. Alla sua presenza il vescovo Qayyuma dette le dimissioni e fu eletto al suo posto Isacco quale nuovo vescovo di Seleucia-Ctesifonte.[2]

Altre informazioni sulla vita di Isacco sono contenute negli atti del concilio della Chiesa d'Oriente celebrato nel 424[3]. Secondo questi atti, Isacco avrebbe restaurato l'autorità del metropolita di Seleucia-Ctesifonte dopo 22 anni di sede vacante grazie al credito di cui godeva presso il re Yazdgard I. L'invidia di altri vescovi persiani e le calunnie di cui fu oggetto, furono la causa della sua prigionia. In questo contesto si inserisce l'appello ai "padri occidentali" (ossia bizantini) e l'arrivo in Persia di Maruta, che negoziò la liberazione di Isacco e la riforma della Chiesa persiana con la convocazione di una grande assemblea conciliare a Seleucia-Ctesifonte nel 410.[4]

Il concilio di Seleucia-Ctesifonte del 410 fu l'evento più importante del pontificato di Mar Isacco. Fu celebrato nella capitale persiana nei mesi di gennaio o febbraio di quell'anno. L'assemblea riconobbe a Isacco e ai suoi successori il titolo di "catholicos e gran metropolita"; inoltre il concilio organizzò per la prima volta la Chiesa dell'impero persiano in province ecclesiastiche.

Mar Isacco morì alla fine dello stesso anno 410 o agli inizi del 411, nel dodicesimo anno di regno di Yazdgard I.

Note modifica

  1. ^ L'insieme delle diocesi poste ad Est dell'impero romano che rientravano nella giurisdizione del Patriarcato di Antiochia.
  2. ^ Labourt, op. cit., pp. 90-91.
  3. ^ Era regnante il metropolita Dadisho I.
  4. ^ Synodicon orientale, pp. 285-298; vedere in particolare le pagine 292-293.

Bibliografia modifica

Collegamenti esterni modifica

  • (EN) Lucas Van Rompay, Isḥaq , Gorgias Encyclopedic Dictionary of the Syriac Heritage, Electronic Edition