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Catholicos

titolo dato al capo di alcune Chiese che storicamente si sono sviluppate fuori dell'Impero romano

Il titolo ecclesiastico di Catholicos, derivato dalla parola greca καθολικός (katholikós, che significa "universale, generale",[1] è dato al capo di alcune chiese che storicamente si sono sviluppate fuori dell'Impero romano; corrisponde al titolo di patriarca usato nelle chiese sorte all'interno dei confini di tale Impero.

OrigineModifica

Prima ancora che fosse adottato all'interno del cristianesimo, esisteva come titolo civile all'interno dell'Impero romano: il Catholicos, infatti, era il funzionario governativo la cui giurisdizione si estendeva su una vasta area. Anche il funzionario che svolgeva l'incarico di tesoriere poteva assumere questo titolo.
Col passare del tempo, questo titolo si diffuse anche al di fuori dell'Impero romano e venne adottato nell'Impero persiano per indicare i vertici dell'amministrazione civile.

Le Chiese cristiane (soprattutto quelle al di fuori dell'Impero) cominciarono ad utilizzare il termine Catholicos, per indicare il vescovo con autorità generale o universale, non limitata alla propria diocesi.

Nel 315, dieci anni prima del Concilio di Nicea I, Papa bar Aggai, vescovo di Seleucia-Ctesifonte (310 - c.329), volle imporre il primato della sua sede, capitale persiana, sugli altri vescovati dell'Impero persiano e adottò il titolo di Catholicos d'Oriente.[2] Nonostante la resistenza di alcune sedi, questa pretesa fu accettata pienamente dal primo concilio di tutta la Chiesa d'Oriente (ossia persiana), il Concilio di Seleucia-Ctesifonte (410), nel suo canone XII:[3] "Accettiamo ben volentieri e riceviamo l'ordine imposto da Yazdgard, Re dei re, su tutti i vescovi di queste terre d'Oriente e su quelli che verranno dopo di noi, di obbedire in tutte le cose giuste e prescritte al vescovo, catholicos, arcivescovo, metropolita di Seleucia e Ctesifonte, fino alla venuta di Cristo, cioè a tutti i vescovi che siederanno sul trono sublime di tale chiesa".[4]

Dalla metà del XIII secolo, per alcuni titolari della Chiesa fu usato anche il termine Catholicos, ma ciò avvenne solo sporadicamente. Il titolo di Catholicos continuò ad essere in uso per altre chiese autocefale al di fuori dell'Impero romano: la Chiesa armena e la Chiesa georgiana.

OggiModifica

Nel mondo, le Chiese cristiane al cui vertice è posto un Catholicos sono sette:

Di queste chiese, l'ultima è autonoma in dipendenza dalla Chiesa ortodossa siriaca, non autocefala.

MaphrianModifica

Maphrian (Maphryono) deriva dal termine siriaco aphri ("rendere fruttuoso", o "ciò che dà fecondità"). È il titolo che il patriarca miafisita Attanasio I Gammolo, con sede nell'Impero romano, diede al vescovo di Tikrit, centro principale miafisita nell'Impero persiano. Il detentore del titolo di Maphrian divenne il numero due della gerarchia della Chiesa ortodossa siriaca, avente la prerogativa di ordinare[ordinare o consacrare?] il patriarca.[5]

Il primo mafrianato, chiamato Mafrianato dell'Est o Mafrianato di Tigrit, nacque nel 628 per dare alla Chiesa ortodossa siriaca una gerarchia ecclesiastica nell'impero sasanide e legittimare la titolarità dei possedimenti terrieri al di fuori del territorio dell'impero romano.
Il titolo di Mafrian fu tuttavia utilizzato per la prima volta nel XII secolo. Nel 1156 la sede dell'autorità fu trasferita a Mosul.[6] Dal 1495 al 1844 il titolo spettò ai Patriarchi di Tur Abdin, restando non chiaro quale tipo di giurisdizione esercitassero realmente. [5] Nel 1860, la sua[Di chi? del Patriarca di Tur Abdin?] giusidizione fu abolita a seguito del numero decrescente di ortodossi al di fuori della regione di Tur Abdin, divenendo per lungo tempo una sede titolare.[5] Baselios Isḥaq Jbeir fu tre anni dopo l'unico siriaco cattolico ad ottenere questo titolo, ormai reso onorifico.

La formazione della Chiesa ortodossa siriaca del Malankara (in India) segnò nel 1912 la rinascita di un mafrianato, una chiesa autocefala, che fu riconosciuta dal regnante Patriarca di Antiochia solamente nel 1958.
Nel 1975 tale chiesa decise di scindersi dalla Chiesa cristiana siriaca giacobita. Da allora in India convissero due mafrianati, sebbene il titolo in uso fosse quello di Catholicos.[5]

Il titolo è considerato di pari grado a quello di Catholicos, del quale negli ultimi secoli è stato sostanzialmente un sinonimo. Sotto l'autorità del Mafrain dell'Est furono poste le seguenti diocesi:

  • Diocesi di Maʿdan
  • Diocesi di Arzun
  • Diocesi di Segestan
  • Diocesi di Herat
  • Diocesi di Adarbaigan
  • Diocesi di Beth Nuhadra
  • Diocesi di Beth Ramman
  • Diocesi di Beth Waziq
  • Diocesi di Gazarta d'Beth Zabdai
  • Diocesi di Shahrzur
  • Diocesi di Karma
  • Diocesi di Gumal
  • Diocese di Shigar
  • Diocese di Peroz-Shabur
  • Diocese di Mar Mattai
  • Diocese di Beth Arbaye.

NoteModifica

  1. ^ p. 946 Lorenzo Rocci, Vocabolario greco-italiano, Società editrice Dante Alighieri, 1993 (data di fine stampa).
  2. ^ Alban Butler, Paul Burns, Butler's Lives of the Saints (A&C Black 1998), p. 39
  3. ^ E. Yarshater, The Cambridge History of Iran: The Seleucid, Parthian and Sasanian Periods (Cambridge University Press 1983), p. 931
  4. ^ Jean Baptiste Chabot, Synodicon orientale ou recueil de synodes nestoriens (Paris: Imprimerie Nationale, 1902), p. 266
  5. ^ a b c d George A. Kiraz, "Maphrian", in Sebastian Paul Brock, Aaron M. Butts, George A. Kiraz and Lucas Van Rompay (eds.), Gorgias Encyclopedic Dictionary of the Syriac Heritage (Gorgias Press, 2011 [online 2018]).
  6. ^ Hidemi Takahashi, "Maphrian", in Oliver Nicholson (ed.), The Oxford Dictionary of Late Antiquity (Oxford University Press, 2018), p. 957.

FontiModifica

Voci correlateModifica