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Hanish
جزر هانيش
Hanish.jpg
Geografia fisica
LocalizzazioneMar Rosso
Coordinate13°45′N 42°45′E / 13.75°N 42.75°E13.75; 42.75Coordinate: 13°45′N 42°45′E / 13.75°N 42.75°E13.75; 42.75
Superficie190 km²
Geografia politica
StatoYemen Yemen
GovernatoratoAl-Hudayda
Cartografia
Mappa di localizzazione: Yemen
Hanish
Hanish
voci di isole dello Yemen presenti su Wikipedia

Le isole Hanish (in arabo: جزر هانيش‎, Juzur Hānīsh), o arcipelago Zuqur Hānīsh (in arabo: زقر هانيش‎), sono un arcipelago del Mar Rosso, situato esattamente a metà strada tra le coste dell'Eritrea e dello Yemen, in prossimità dello stretto di Bab el-Mandeb.

L'arcipelago è costituito da due isole maggiori, Gebel Zuqr (o Zuqur) e Grande Hānīsh (Hānīsh al-kebīr), da un'isola minore, Piccola Hānīsh (Hānīsh al-Saghīr), e da alcuni isolotti. Per la loro importante posizione strategica, per quanto sostanzialmente disabitate, le isole Hānīsh sono state oggetto di contesa tra l'Eritrea e lo Yemen. Attualmente le isole dell'arcipelago sono sotto sovranità yemenita.

Le isole, di origine vulcanica, pur nella loro vicinza all'Africa, sono geograficamente asiatiche, trovandosi nella piattaforma continentale asiatica.

StoriaModifica

Le isole Hanish furono soggette alla dominazione turca fino al 1923, ma furono poi abbandonate. Quindi entrarono a far parte della Colonia dell'Eritrea italiana fino al 1941. In quell'anno, dopo la sconfitta delle forze coloniali italiane nella battaglia di Cheren, l'Eritrea divenne un protettorato britannico.

Durante la dominazione etiope dell'Eritrea, con la sua completa annessione nel 1962, le isole, abbandonate da decenni, ma abitate da pochi pescatori yemeniti, furono normalmente considerate parte dello Yemen. Gli interessi etiopi verso l'arcipelago riguardavano il fatto che le sue isole erano utilizzate come base dai gruppi armati indipendentisti eritrei, mentre lo Yemen le rivendicava per motivi strategici e per l'attività ittica.

In ogni caso, le isole, scarsamente rilevanti da un punto di vista dello sfruttamento del loro territorio, erano considerate strategiche per la loro posizione nel Mar Rosso, nel punto di passaggio dei traffici marittimi verso il canale di Suez, vicinissime allo stretto di Bab el-Mandeb, dal quale si accede al Golfo di Aden e quindi all'Oceano Indiano.

Con l'indipendenza del 1993, l'Eritrea rivendicò la sovranità sulle isole ormai in mano yemenita. Le due nazioni iniziarono dei negoziati circa lo status dell'arcipelago, senza trovare un accordo. Nel 1995 lo Yemen iniziò la costruzione di infrastrutture turistiche sull'isola di Hānīsh al-kabīr, la seconda dell'arcipelago e la più vicina alle coste africane. Nella disputa furono rilevanti anche questioni relative alla possibilità di sfruttamento delle risorse petrolifere in mare nella zona.

L'11 novembre 1995 il governo eritreo inviò un ultimatum allo Yemen intimando che l'isola fosse abbandonata dai civili e dalle truppe yemenite presenti (circa 200 soldati a protezione dei lavori).

Nel dicembre del 1995, col fallimento dei negoziati, truppe eritree invasero Hanish el-Chebir. Il conflitto, durato pochi giorni, tra il 15 e il 17 dicembre 1995, provocò diverse vittime da ambo le parti e circa duecento yemeniti furono fatti prigionieri.[1][2]

La questione della sovranità territoriale sulle isole, e in particolare su Hanish el-Chebir, non fu comunque risolta e fu così richiesto che fosse posta all'attenzione della Corte Permanente di Arbitrato dell'Aia.

Le parti presentarono il loro caso il 3 ottobre 1996, e la Corte depositò la sua decisione il 9 ottobre 1998. Secondo il dispositivo, che riguardava complessivamente anche altre isole del Mar Rosso il cui status non era chiaro, tutte le isole dell'arcipelago furono assegnate alla sovranità yemenita.[3] All'Eritrea furono invece assegnate altre isole prossime alla sua costa (Mohabbacah e le isole Haicoch). La Corte dispose anche che nella zona fossero mantenute le tradizioni dell'attività della pesca, garantendo l'accesso alla zona sia ai pescatori eritrei che a quelli yemeniti. Con una seconda decisione del 17 dicembre 1999, la Corte stabilì i confini marittimi tra i due Stati.[4]

Il 1º novembre 1998 l'Eritrea riconsegnò ufficialmente allo Yemen le isole precedentemente occupate.[5]

NoteModifica

  1. ^ Brian Whitaker, Clash over islands, Middle East International, 5 gennaio 1996, su al-bab.com. URL consultato il 12 settembre 2008 (archiviato dall'url originale il 7 settembre 2008).
  2. ^ International Committee of the Red Cross, Eritrea: 196 prisoners of war and 17 civilians repatriated to Yemen by the ICRC, 30 dicembre 1995., su icrc.org. URL consultato il 12 settembre 2008.
  3. ^ Permanent Court of Arbitration. Eritrea/Yemen. Award of the Arbitral Tribunal in the First Stage - Territorial Sovereignty and Scope of the Dispute, dal sito ufficiale del Consiglio Permanente di Arbitrato. (PDF), su pca-cpa.org. URL consultato il 12 settembre 2009 (archiviato dall'url originale il 23 marzo 2012).
  4. ^ Permanent Court of Arbitration. Eritrea/Yemen. Award of the Arbitral Tribunal in the Second Stage - Maritime Delimitation, dal sito ufficiale del Consiglio Permanente di Arbitrato. (PDF), su pca-cpa.org. URL consultato il 12 settembre 2008 (archiviato dall'url originale il 28 febbraio 2014).
  5. ^ BBC News, Eritrea gives up Red Sea island, 1 novembre 1998, su news.bbc.co.uk. URL consultato il 12 settembre 2008..

BibliografiaModifica