Apri il menu principale
Jean-Marc Bosman
Nazionalità Belgio Belgio
Altezza 172 cm
Calcio Football pictogram.svg
Ruolo Centrocampista
Ritirato 1996
Carriera
Squadre di club1
1983-1988 Standard Liegi 86 (3)
1988-1990 RFC Liegi 25 (1)
1990-1991 Olympique Saint-Quentin 12 (1)
1991-1992 non conosciuta Saint-Denis 15 (4)
1993-1994 Olympic Charleroi 27 (2)
1995-1996 Visé 7 (1)
Nazionale
198? Belgio Belgio Under-21 20 (?)
1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Jean-Marc Bosman (Liegi, 30 ottobre 1964) è un ex calciatore belga, di ruolo centrocampista.

Il suo nome è strettamente legato alla sentenza Bosman, che nel 1995 rivoluzionò le leggi sul trasferimento dei calciatori.

CarrieraModifica

ClubModifica

Cresciuto nelle giovanili dello Standard Liegi, Bosman venne aggregato in prima squadra nel 1983, anno in cui la squadra vinse la Supercoppa del Belgio contro il Beveren. Continuò la sua carriera giocando prevalentemente nella Jupiler League (Prima divisione del campionato belga) con lo Standard Liegi e il RFC Liegi disputando anche la Coppa Uefa con entrambe le squadre per un totale di 9 presenze nella competizione europea (501 minuti in tutto)[1]. Saltato il trasferimento al Dunkerque nel 1990, Bosman fece brevi apparizioni nella Division 2, nel campionato di Riunione e nella serie minori belghe; dopo l'emanazione della sentenza non trovò più lavoro nel mondo del calcio.

NazionaleModifica

Collezionò inoltre 20 presenze con le nazionali giovanili del Belgio fino a diventare capitano della nazionale Under 21.

La sentenza BosmanModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Sentenza Bosman.

Fu al centro delle cronache per aver contestato, di fronte alla Corte di Giustizia delle Comunità Europee, il mancato trasferimento al Dunkerque, squadra militante in Division 2 (Seconda divisione del campionato francese), da parte della Federazione calcistica belga nonostante il suo contratto con il RFC Liegi fosse scaduto dal giugno 1990. Il 15 dicembre 1995 la corte gli diede ragione e questa sentenza determinò una vera rivoluzione nella regolamentazione del trasferimento dei calciatori all'interno dell'Unione europea. La corte sentenziò infatti che, in base al Trattato di Roma, un calciatore è assimilabile ad un qualsiasi altro lavoratore e che, pertanto, ha diritto alla libera circolazione nei paesi europei alla fine del contratto che lo lega ad una società di calcio.

Bosman così diventò famoso per questa contestazione tuttora conosciuta come Sentenza Bosman.

Vita privataModifica

Rimasto senza lavoro a Liegi (a suo dire causa l'ostracismo cui tutte le società di calcio belghe lo condannarono[2]), cadde nella rete dell'alcolismo[2] e venne per questo ricoverato in ospedale, da cui uscì disintossicato il 27 dicembre 2007[2]. Affermava di essere povero e di riuscire a vivere solo grazie ad un modesto sussidio statale[2]. Nel 2012 viene condannato dal Tribunale di Liegi ad un anno di carcere per violenza domestica, a causa di un'aggressione compiuta ai danni della compagna e della figlia di lei. Evita la prigione grazie alla condizionale e torna in aula un anno più tardi per non avere rispettato le misure cautelari imposte dalla giustizia, venendo così obbligato a lavorare per i servizi sociali.[3] Nel 2015 viene sospesa l'erogazione del sussidio statale[4] e Bosman fa affidamento sulle donazioni distribuite dalla FIFPro[5], con cui collabora saltuariamente.

PalmarèsModifica

ClubModifica

Competizioni nazionaliModifica

Standard Liegi: 1983
RFC Liegi: 1989-90

NoteModifica

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN481149066351265600415 · LCCN (ENn98020961 · GND (DE121096661 · WorldCat Identities (ENn98-020961