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Jill Abramson

giornalista statunitense
Jill Ellen Abramson

Jill Ellen Abramson (New York, 19 marzo 1954[1]) è una giornalista e saggista statunitense, la prima donna a dirigere, dal settembre 2011 a maggio 2014,[2] il New York Times nei 160 anni di storia del giornale.[3]

Entrata a far parte del New York Times nel 1997, lavorando come direttore dell'ufficio di Washington e redattore capo prima di essere nominata alla direzione esecutiva, in precedenza aveva lavorato per Time (1973–1976), The American Lawyer (1977–1986) e The Wall Street Journal (1988–1997).[4] Nel 2012 era stata classificata al quinto posto nella lista di Forbes delle donne più potenti.[5][6] Nel marzo 2016 è assunta come editorialista politica per il Guardian US.[7].

BiografiaModifica

Nata a New York in una famiglia ebraica (il padre, Norman L. Abramson, è presidente degli Irish Looms Associates, importatori tessili di New York, la madre si chiama Dovie), consegue il diploma alla Ethical Culture Fieldston School nel Bronx e in seguito si laurea con lode in Storia e letteratura presso l'Università di Harvard nel 1976.[8]

Mentre studia ad Harvard, si occupa di arte scrivendo per The Harvard Independent e lavora alla rivista Time dal 1973 al 1976. Successivamente fa per quasi un decennio il reporter di The American Lawyer. Nel 1986 è nominata caporedattore di Legal Times a Washington, DC, e ci resta due anni. Dal 1988 al 1997 è reporter senior presso l'ufficio di Washington del Wall Street Journal per poi diventare vice capo dell'ufficio.[8] Entra a far parte del New York Times nel 1997, diventando il responsabile dell'ufficio di Washington nel dicembre 2000. Ricopre quel ruolo nel turbolento periodo della primavera del 2003 durante la corsa verso la guerra in Iraq e lo scandalo di Jayson Blair, un giornalista coinvolto in una vicenda di plagio e che porterà alle dimissioni del direttore esecutivo Howell Raines e dell'amministratore delegato Gerald Boyd.

Nel 1995 Abramson e la sua collega del Wall Street Journal, Jane Mayer, scrivono a quattro mani Strange Justice: The Selling of Clarence Thomas, un libro di 400 pagine che illustra dettagliatamente le audizioni del giudice Clarence Thomas, coinvolto in una storia di molestie che all'epoca ha spaccato gli Stati Uniti. Nel 2000 insegna alla Princeton University, nel 2001 è eletta Fellow dell'American Academy of Arts and Sciences, nel 2010 lavora per sei mesi nel sito web del New York Times, nel settembre 2011 è nominata alla direzione del NYT in sostituzione di Bill Keller che si è dimesso perché vuole fare lo scrittore a tempo pieno.

Nel maggio 2012 riceve una laurea ad honorem alla cerimonia di premiazione di Fairleigh Dickinson, nell'aprile 2013 è oggetto di un profilo fortemente critico in Politico, scritto da Dylan Byers e intitolato "Turbulence at the Times", in cui persone anonime del Times la definiscono "impossibile" e "molto, molto impopolare".[9] Il 14 maggio 2014 Abramson è licenziata dalla direzione del Times, subentra al suo posto Dean Baquet.[10]

Nel 2018, in un periodo in cui si parla spesso di "fake news", Abramson dichiara in un'intervista a un giornale italiano, la Repubblica, che "il giornalismo di qualità è l'unica cosa che può inchiodare il potere alle sue responsabilità. La verità è il miglior disinfettante contro gli abusi, di qualunque tipo. La democrazia dipende da questo".[11]

Vita privataModifica

Si sposa nel 1981 con un compagno di Harvard, Henry Little Griggs III, figlio di un produttore della NBC News: sarà presidente della Triad, società di pubbliche relazioni politiche. Due i figli.[8]

Nel maggio 2007 Abramson è investita da un camion sulle strisce pedonali vicino alla sede del New York Times, a Manhattan. Riporterà le fratture dell'anca e del femore, in seguito farà causa al conducente e proprietario del camion.[8] Nel 2010 si spezza un polso a Yellostone.

Abramson ha quattro tatuaggi sul corpo che dirà, "raccontano la mia storia". Un gettone della metropolitana di New York City sulla spalla destra per ricordare il suo ritorno a New York dopo avere vissuto a Washington, la lettera "H" ripetuta due volte per ricordare una l'Università di Harvard e l'altra suo marito, Henry, infine sulla schiena la lettera "T" nel carattere gotico del logo del New York Times.[12] Abramson ha raccontato per la prima volta del suo tatuaggio del New York Times in uno spettacolo di New York meno di un mese prima di essere licenziata dal giornale.[13]

OpereModifica

  • con Jane Mayer, Strange Justice: The Selling of Clarence Thomas, New York, Houghton Mifflin, 1994. ISBN 978-0-395-63318-2
  • Where They Are Now: The Story of the Women of Harvard Law 1974, New York, Doubleday, 1986. ISBN 978-0-385-19432-7, OCLC 12314642
  • The Puppy Diaries: Raising a Dog Named Scout, New York, Times Books, 2011

NoteModifica

  1. ^ Abramson, Jill, in Current Biography Yearbook 2011, Ipswich, MA, H.W. Wilson, 2011, pp. 4–8, ISBN 978-0-8242-1121-9.
  2. ^ Editoria: lascia Abramson, direttrice Nyt, in ANSA.it, 14 maggio 2014. URL consultato il 15 maggio 2014.
  3. ^ (EN) Peter Preston, Jill Abramson's achievement is historic but Times can't stay stuck in past, su The Guardian, 6 giugno 2011. URL consultato il 6 giugno 2011.
  4. ^ (EN) Jill Abramson, in New York Times. URL consultato il 24 ottobre 2013.
  5. ^ (EN) Forbes most powerful women, su forbes.com.
  6. ^ (EN) Ruth Eglash, Jewish women who rule! (according to Forbes), in Jpost, 28 agosto 2012. URL consultato il 10 settembre 2013.
  7. ^ (EN) Guardian US appoints Jill Abramson as political columnist, in Guardian. URL consultato il 16 ottobre 2016.
  8. ^ a b c d (EN) Dylan Byers, Everything You Ever Wanted to Know About Jill Abramson, in Adweek, 2 giugno 2011. URL consultato il 6 giugno 2011.
  9. ^ (EN) Joe Coscarelli, Politico Made Jill Abramson Cry, in New York magazine, 31 luglio 2013. URL consultato il 5 settembre 2015.
  10. ^ (EN) Ravi Somaiya, In First Public Remarks After Firing, Jill Abramson Talks of Resilience, in The New York Times, 19 maggio 2014. URL consultato il 12 giugnoJune 2014.
  11. ^ Anna Lombardi, Jill Abramson, l'altra metà del giornalismo, la Repubblica, 19 marzo 2018
  12. ^ (EN) Eric Brown, What's Next For Jill Abramson's New York Times 'T' Tattoo?, in International Business Times, 14 maggio 2014. URL consultato il 15 maggio 2014.
  13. ^ (EN) J.K. Trotter, New York Times executive editor Jill Abramson tells Employee of the Month host Catie Lazarus* that she has two back tattoos, in Gawker, 15 aprile 2014. URL consultato l'11 agosto 2014 (archiviato dall'url originale il 12 agosto 2014).

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Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN43266284 · ISNI (EN0000 0000 8122 0742 · LCCN (ENn85073593 · GND (DE13892208X · WorldCat Identities (ENn85-073593