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Jonathan & Michelle

gruppo musicale italiano
Jonathan & Michelle
Paese d'origineItalia Italia
GenereBeat
Folk
Periodo di attività musicale1965 – 1969
EtichettaRi-Fi, On Sale Music, Giallo Records
Album pubblicati2

Jonathan & Michelle sono stati un duo franco-italiano di musica beat e folk.

Storia del duoModifica

Il livornese Maurizio Pracchia incontra nel 1965 a Parigi la francese Michelle Loskady: i due, appassionati di musica beat e folk americana, decidono di formare un duo proponendo alcune canzoni del repertorio di Bob Dylan, Sonny & Cher, Donovan ed altri, cominciando ad esibirsi in pubblico.

Tornati in Italia, ottengono un contratto con la Ri-Fi, e nel 1966 pubblicano il loro 45 giri di debutto, contenente due cover, Sei contento da I Got You Babe di Sonny & Cher (con il testo italiano di Gian Pieretti) e Vito Pallavicini, che però usa lo pseudonimo Calimero) e L'uomo e la donna da Donna donna, canzone della tradizione Yiddish con la musica scritta da Sholom Secunda ed il testo originale di Aaron Zeitlin (una traduzione in inglese effettuata da Arthur Kevess e Teddi Schwartz era stata incisa anche da Joan Baez nell'omonimo album e Donovan); la versione di Jonathan & Michelle è opera di Luciano Beretta e Flavio Carraresi (che usa lo pseudonimo Dunnio), mentre nello stesso anno Herbert Pagani la incideva con una traduzione più letterale effettuata da lui stesso e con il titolo Un capretto.

A questa incisione fa seguito un secondo 45 giri nello stesso anno, Ancora sempre e solo te da Just you di Sonny Bono (con il testo italiano di Vito Pallavicini) e La risposta da Blowin' in the wind (con il testo italiano di Mogol), quest'ultima incisa nello stesso periodo anche dai Kings.

Questi due 45 giri mettono in luce le caratteristiche stilistiche del duo: arrangiamenti acustici basati essenzialmente sulla chitarra (suonata da Jonathan) e doppie voci sul modello di Sonny & Cher e Simon & Garfunkel, con testi di protesta vicini alla cosiddetta Linea verde[1]; iniziano inoltre le prime apparizioni televisive, tra cui Settevoci, il programma musicale condotto da Pippo Baudo, e partecipano al Festival di Lugano.

L'anno successivo partecipano al Cantagiro 1967 con Occhiali da sole una canzone originale scritta da Luciano Beretta su musica di Flavio Carraresi (anche il retro, Ai margini del mondo, è un originale di Carraresi ed Ombretta Lalli); in realtà il primo testo di Occhiali da sole, scritto da Ombretta Lalli ed intitolato Un giorno si paga, è molto più di protesta, e probabilmente per questo motivo la casa discografica decide di sostituirlo con quello di Beretta (la versione originale della canzone verrà pubblicata solo nel 1996).

Occhiali da sole viene anche presentata dal duo, nello stesso anno, al Festival di Pesaro.

Il 1967 è anche l'anno di pubblicazione dell'album, che contiene, oltre alle sei canzoni già uscite su 45 giri, alcune reinterpretazioni, tra cui particolarmente rilevanti sono Dove andranno i nostri fiori, traduzione di Daniele Pace di Where Have All the Flowers Gone di Pete Seeger che mantiene anche in italiano il messaggio pacifista e che è cantata dalla sola Michelle; Il cavallino bianco, da Stewball (con il testo di Ombretta Lalli), L'uomo che sa, versione di Masters Of War di Bob Dylan già incisa in precedenza dall'autore della traduzione, Rudy Assuntino (e nel disco cantata dal solo Jonathan), e Mi piange il cuore, traduzione di Sergio Bardotti di J'ai le coeur gros del cantautore francese Hugues Aufray.

Alle registrazioni del disco partecipano, come musicisti, i Mat 65.

A dicembre dello stesso anno, infine, viene pubblicato l'ultimo 45 giri per la Ri-Fi, Il successo, in cui Herbert Pagani, autore del testo (su musica di Alberto Anelli) attacca il mondo musicale, in particolare le case discografiche e i produttori; il disco non ottiene molta promozione, e si rivela un flop, causando quindi la rottura con l'etichetta.

I due passano quindi alla Bravo Records, per cui pubblicano nel 1968 un nuovo disco, che però passa inosservato; la fine della relazione sentimentale tra i due porta al termine anche l'esperienza del duo, e mentre Michelle ritorna in Francia, Jonathan continua per qualche tempo l'attività come solista e pubblica per un'etichetta della Svizzera italiana (intorno al 1970) un omonimo LP di gran bella caratura: impasti elettroacustici fra tarda psichedelia e vagiti progressive lo contraddistinguono. Scompare dalle scene e non si riesce a rintracciarlo per un'intervista postuma, aneddoti... Si sparge la voce che si interessi di politica nella sua Livorno, ma si tratterebbe nella realtà di un omonimo ben più giovane. Nel 1996 Italo Gnocchi pubblica per la On Sale Music un cd antologico del duo, contenente anche alcuni inediti recuperati con l'aiuto di Claudio Scarpa e Fernando Fratarcangeli: tra questi vi è la già ricordata Un giorno si paga, Fammi vedere (traduzione di Beretta e Carraresi di There But For Fortune di Phil Ochs) ed una versione di Colours di Donovan cantata dal solo Jonathan.

DiscografiaModifica

33 giriModifica

45 giriModifica

CDModifica

CompilationModifica

  • 1995: Alto volume n°1 (Giallo Records, FS 1015/2; Jonathan & Michelle sono presenti con sei canzoni: Dove andranno i nostri fiori, Il cavallino bianco, Celine, La primavera verrà, L'uomo che sa e Mi piange il cuore).

NoteModifica

BibliografiaModifica

  • Autori Vari (a cura di Gino Castaldo), Dizionario della canzone italiana, ed. Curcio, 1990; alla voce Jonathan & Michelle
  • Ursus (Salvo D'Urso), Manifesto beat, edizioni Juke Box all'Idrogeno, Torino, 1990; alla voce Jonathan & Michelle
  • Cesare Rizzi (a cura di), Enciclopedia del rock italiano, Milano, Arcana, 1993, ISBN 8879660225. pg. 100
  • Tiziano Tarli, Beat italiano. Dai capelloni a Bandiera gialla, edizioni Castelvecchi, Roma 2005
  • Enzo Mottola, Bang Bang! Il beat Italiano a colpi di chitarra, Bastogi editrice Italiana, 2008

Voci correlateModifica