Pippo Baudo

conduttore televisivo, autore televisivo e conduttore radiofonico italiano (1936-)

Pippo Baudo, pseudonimo di Giuseppe Raimondo Vittorio Baudo (Militello in Val di Catania, 7 giugno 1936), è un conduttore televisivo, autore televisivo e conduttore radiofonico italiano.

Pippo Baudo al Salone internazionale del libro di Torino nel 2016

Tra i presentatori più iconici della televisione italiana, ha esordito nei primi anni sessanta ed è stato uno dei volti più importanti della Rai per tutti gli anni successivi, pur avendo lavorato, per brevi periodi e con scarso successo, anche su Mediaset. Nel corso della sua attività ha condotto numerose edizioni di varietà come Settevoci, Canzonissima, Domenica in, Fantastico, Serata d'onore, Novecento e il Festival di Sanremo, di cui detiene il record di conduzioni, avendolo presentato tredici volte tra il 1968 e il 2008, e di cui è stato anche direttore artistico in sette delle tredici edizioni condotte. Nei suoi programmi ha rilanciato personalità musicali come Milva, Mietta, Anna Oxa e Giuni Russo e ha avviato le carriere di personaggi come Lorella Cuccarini, Heather Parisi, Andrea Bocelli, Giorgia, Laura Pausini, Fabrizio Moro, Beppe Grillo, Barbara D'Urso e tanti altri. Parallelamente all'attività televisiva ha anche partecipato a diversi film e fiction, principalmente nei panni di sé stesso, e ha scritto alcuni brani musicali,[1][2] sfruttati soprattutto in ambito televisivo o cinematografico.

Biografia modifica

Gli inizi modifica

 
Baudo nel 1969, ai tempi di Settevoci

Nasce il 7 giugno 1936 a Militello in Val di Catania, in Provincia di Catania (oggi Città metropolitana di Catania), figlio unico dell'avvocato Giovanni Baudo (1903-1990) e della casalinga Innocenza Pirracchio (1910-1993), dove debutta sulla scena teatrale nel "Cine Teatro Tempio", proprietà dell'amico di famiglia Cavaliere Salvatore Tempi, intrattenendo il pubblico negli intervalli con prose e liriche e anche suonando il pianoforte. Diplomato al liceo classico, si laurea in giurisprudenza all'Università degli Studi di Catania. Nell'ultimo anno di liceo, assieme ai compagni di classe, mette in scena la commedia L'ex alunno di Giovanni Mosca, mentre durante il corso di studi universitari conosce Tuccio Musumeci e insieme intraprendono la strada dello spettacolo: Musumeci in qualità di comico e Baudo nelle vesti di spalla e presentatore[3]. Insieme partecipano ad uno spettacolo delle Radiosquadre allestito da Luciano Rispoli a Ragalna nel 1956, il loro debutto in TV[4]

Si interessa a vari generi di spettacolo e, sebbene consegua la laurea in legge, non eserciterà mai la professione forense. La sera prima della seduta di laurea, come lui stesso raccontò più volte in televisione, salì sul palcoscenico per presentare il concorso di bellezza «Miss Sicilia» a Chiaramonte Gulfi, in provincia di Ragusa. Ripartì all'alba dopo aver ottenuto un passaggio su un camioncino, sdraiato in mezzo a frutta e verdura, e arrivando a Catania appena in tempo per la discussione della tesi. Nel 1956 scrive e interpreta lo spettacolo di rivista 4 in matrimonio al «Teatro Argentina» di Catania[5]. L'anno dopo scrive e porta in scena Donna presente sconfitta presente..., commedia musicale in due atti[6]. A carte scoperte del '58 è il titolo proposto assieme al suo GAU (Gruppo artistico universitario)[7]. È protagonista della rivista goliardica itinerante Il Ficcanaso (dal 1957 al 1959). Alla fine degli anni cinquanta entra come pianista e cantante nell'"Orchestra Moonlight", con cui nel 1959 esordisce in televisione nel varietà La conchiglia d'oro, programma condotto da Enzo Tortora[8][9].

Anni sessanta modifica

 
Baudo, Mike Bongiorno, Corrado ed Enzo Tortora a Sabato sera (1967)

Agli inizi degli anni sessanta esordisce come conduttore televisivo per le trasmissioni Guida degli emigranti, Primo piano e Telecruciverba, oltre a delle "kermesse" musicali quali il Festival calabrese della Canzone Italiana di Vibo Valentia nel 1961, il Gran Festival di Piedigrotta nel 1962, il CantaItalia nel 1964, il Festival di Napoli nel 1963, 1965 e 1966, e Il grande beat show / Ciao amici-Lancia a Torino nel 1966[10].

Secondo una leggenda metropolitana, un evento fortuito - la bobina con la prevista puntata del telefilm Le avventure di Rin Tin Tin che non perviene in tempo per essere trasmessa il 6 febbraio di quest'ultimo anno - costringe la Rai a trasmettere la puntata pilota di Settevoci, che era stata registrata a Milano e poi giudicata «intrasmissibile» dai vertici dell'azienda. La trasmissione si rivela un successo e valse per quattro anni la riproposizione del programma, determinando il decollo improvviso della sua carriera[11].

Nel 1965, a teatro in tournée, entra nel cast di Scanzonatissimo, rivista di Dino Verde e Bruno Broccoli, con Alighiero Noschese, Antonella Steni, Elio Pandolfi[12]. Nel 1967 conduce la trasmissione Eccetera, eccetera insieme a Gino Bramieri e Marisa Del Frate e nel 1968 presenta per la prima volta il Festival di Sanremo, accanto a Luisa Rivelli; nello stesso anno è anche il conduttore di Un disco per l'estate, manifestazione che aveva già battezzato quattro anni prima e che presenterà ancora nel 1969, 1986, 1992 e 1993.

Anni settanta modifica

 
Baudo con Mita Medici durante Canzonissima (1973)

Baudo segue il modello delle figure storiche della televisione italiana come Mike Bongiorno, Corrado ed Enzo Tortora, con cui si esibisce in un celebre numero nella trasmissione Sabato sera, condotta da Mina nel 1967; proprio da Corrado, dal quale si era recato per partecipare al programma radiofonico Rosso e nero, Baudo ha poi ereditato Canzonissima, di cui presenta le edizioni 1972 e 1973, affiancato rispettivamente da Loretta Goggi e Mita Medici.

Nel 1975 è conduttore del gioco a premi Spaccaquindici, che sostituisce nel palinsesto del Secondo Programma lo storico Rischiatutto di Mike Bongiorno; lo stesso anno è alla guida del quiz domenicale abbinato alla Lotteria Italia Un colpo di fortuna accanto a Paola Tedesco e l'anno dopo è la volta di Chi?, altro quiz trasmesso all'interno della Domenica in di Corrado, in cui Baudo è affiancato da Elisabetta Virgili; nel 1977, sempre nello stesso contenitore domenicale, è la volta di Secondo voi, il suo primo programma a colori, altro quiz sempre abbinato alla Lotteria Italia, in cui lancia Jinny Steffan, Fioretta Mari, Tullio Solenghi e Beppe Grillo.

Nel 1979 conduce il varietà del sabato sera Luna Park, in cui è affiancato da Tina Turner, che vede il debutto televisivo della soubrette italo-americana Heather Parisi; nell'autunno dello stesso anno succede nuovamente a Corrado al timone di Domenica in, programma con cui Baudo arriverà alla definitiva consacrazione, conducendolo fino al 1985[13].

Anni ottanta: gli anni d'oro tra Sanremo e Fantastico modifica

Con l'avvento della televisione privata collabora all'avvio dell'emittente catanese Antenna Sicilia per la programmazione del palinsesto e presentando personalmente alcuni spettacoli tra cui, per diversi anni, il Festival della nuova canzone siciliana, Goal e I siculissimi, insieme all'amico Tuccio Musumeci. Nel 1982 presenta la kermesse musicale estiva Vota la voce, in onda su Canale 5, e dalla primavera 1983 all'anno successivo conduce per due edizioni su Rete 4, allora di proprietà della Mondadori, il gioco a premi Un milione al secondo, in onda nella prima serata del giovedì e in seguito in quella del martedì.

 
Baudo, a sinistra, insieme a Giorgio Faletti al Festival di Sanremo 1987

Dal 1984 al 1986 conduce tre edizioni di Fantastico, storico varietà del sabato sera di Rai 1, in cui tiene a battesimo showgirl come Lorella Cuccarini, Alessandra Martines, Galyn Görg e attori come Manlio Dovì, Tosca D'Aquino, Carlo Frisi, Nina Soldano, ballerini come Francesca Sposi e il mezzosoprano Cecilia Bartoli. Tutte e tre le edizioni registreranno alti ascolti, sbaragliando la concorrenza di Canale 5[14]. Alla conduzione di Fantastico, in onda nella stagione autunnale, alterna, in quel periodo, quella di Serata d'onore, varietà in onda il venerdì sera sempre su Rai 1, trasmesso nella primavera dal 1983 al 1986.

Sempre a metà anni ottanta viene posto alla guida di tre edizioni del Festival di Sanremo, negli anni 1984, 1985 e 1987: la finale di quest’ultima edizione (che vide la vittoria del trio formato da Gianni Morandi, Enrico Ruggeri ed Umberto Tozzi con il brano Si può dare di più) registrò la media di oltre 17 milioni di telespettatori, record rimasto ancora oggi imbattuto[15]. Nell'autunno del 1987 firma con la Fininvest un contratto in esclusiva di tre anni e viene nominato direttore artistico di Canale 5, iniziando a condurre il varietà Festival accanto a Lorella Cuccarini (soubrette da lui lanciata a Fantastico), in onda il venerdì sera su Canale 5. Nello stesso periodo condusse, sempre su Canale 5, anche la rubrica Tu come noi all'interno del contenitore domenicale La giostra.

Il successo di Festival però è di molto inferiore alle aspettative prefissate: nel gennaio 1988, terminata la trasmissione, Baudo decide così di rescindere il contratto in esclusiva che aveva in essere con Fininvest, pagando una cospicua penale e restando inattivo per un anno, come prevedeva una clausola del contratto in caso di rescissione. L'anno dopo rientra in Rai grazie all'intervento dell'amico Ciriaco De Mita[16], allora Presidente del Consiglio, ricominciando da Rai 2 con una nuova edizione di Serata d'onore.

Anni novanta modifica

 
Baudo (secondo da destra) con Il Trio nella miniserie parodistica I promessi sposi (1990)

Una volta ritornato alla guida di Domenica in nella stagione 1991-1992, nei primi anni novanta viene nominato direttore artistico di Rai 1 ed è in tale veste che nel 1994 idea e conduce, assieme ad altri conduttori di punta dell'azienda, il quiz Luna Park, grazie a cui riesce a risollevare dopo anni la fascia preserale della rete, superando in poco tempo negli ascolti il quiz di Canale 5 La ruota della fortuna di Mike Bongiorno, che da anni dominava quello slot orario. Sempre in questo periodo è alla guida anche di altri programmi di successo della prima serata di Rai 1 come Gran premio e Fantastico 90 (1990), Partita doppia (1992-1993), Numero Uno (1994-1995) e i varietà Papaveri e papere (1995) e Mille lire al mese (1996), questi ultimi due condotti in coppia con Giancarlo Magalli.

 
Baudo tra Claudia Koll e Anna Falchi, conduttori del Festival di Sanremo 1995

Dal 1992 al 1996 conduce, con enorme riscontro di pubblico e critica, cinque edizioni consecutive del Festival di Sanremo; nel 1994 ne viene nominato anche, per la prima volta, direttore artistico (si tratta della prima edizione del Festival in cui la conduzione e la direzione artistica vengono affidate alla stessa persona), ruolo che conserva nelle due edizioni successive. Nel 1997 esordisce a teatro, dove lavora con Garinei e Giovannini nel musical L'uomo che inventò la televisione. Lo stesso anno torna a Mediaset, ma anche questa seconda esperienza si rivela poco positiva: lo show d'esordio su Canale 5 Una volta al mese è un flop, così come il primaverile La canzone del secolo; non andrà meglio neanche con Tiramisù, varietà in onda nell'autunno di quell'anno, sebbene nell'estate 1998 egli torni a condurre Vota la voce[17]. Pertanto nel 1999 Baudo rientra a Rai 3 con la conduzione di Giorno dopo giorno, quiz pomeridiano che ripercorre gli eventi principali del XX secolo, adattato per la prima serata con il titolo di Novecento, con ben quattro edizioni all'attivo tra il 2000 e il 2010.

Anni duemila modifica

Nel 2002, dopo l'insuccesso dell'edizione precedente, viene nuovamente chiamato alla conduzione e direzione artistica del Festival di Sanremo: grazie ai buoni risultati, viene scelto per ricoprire gli stessi ruoli anche nell'edizione successiva, la quale tuttavia non riscuote lo stesso successo. Sempre nel 2003 conduce su Rai 3 il programma Cinquanta. Storia della TV di chi l'ha fatta e di chi l'ha vista, che si concluderà con un grande show in prima serata intitolato Buon compleanno TV, trasmesso dalla Rai a reti unificate il 3 gennaio 2004, giorno del cinquantesimo anniversario dall'inizio ufficiale delle trasmissioni televisive in Italia.

Nel 2005 rientra su Rai 1 con il varietà Sabato italiano[18], che però non riesce a superare gli ascolti della concorrenza di Mediaset, e presenta la decima edizione del Premio Lunezia, evento tenuto a battesimo da Fernanda Pivano e Fabrizio De André. Nello stesso anno torna per l'ottava volta alla conduzione di Domenica in, essendogli stato affidato il preserale Ieri, oggi e domani (poi 7 giorni, dall'autunno 2008), per cui verrà confermato anche nelle quattro stagioni successive con ottimi risultati: nella puntata del 13 novembre 2005, con ospiti Roberto Benigni e Claudio Baglioni, il programma viene seguito da oltre 10 milioni di telespettatori e in quella del 27 dicembre 2009 da oltre 4 milioni di telespettatori con punte del 32% di share.

Nel 2007 torna a presentare e dirigere artisticamente il Festival di Sanremo per la dodicesima volta, diventando il più presente tra i conduttori della kermesse. Nonostante le polemiche per gli elevati compensi, gli elevati ascolti ottenuti lo portano ad essere confermato in entrambi i ruoli per l'edizione successiva, che però non riscuote un grande successo: resta comunque la sua ultima. Ottiene bassi ascolti pure riproponendo in autunno Serata d'onore il sabato sera su Rai 1, venendo sconfitto dalla forte concorrenza di Maria De Filippi con il suo programma C'è posta per te.

Sempre su Rai Uno, a dicembre 2009 invece conduce il Gran Galà del Made in Italy, l'Oscar alle eccellenze italiane, scritto da Nicola Paparusso, che ottenne la medaglia di rappresentanza dal Presidente della repubblica. Il 18 dello stesso mese viene invitato a I migliori anni, lo spettacolo condotto da Carlo Conti ancora in prima serata su Rai 1, per celebrare i suoi cinquant'anni di attività televisiva, oltre che come anello di chiusura della trasmissione di rievocazione dei ricordi musicali del ventesimo secolo e del primo decennio del ventunesimo.

Anni duemiladieci modifica

 
Baudo nel 2011

Nel 2011 è di nuovo in onda su Rai 1 per condurre insieme a Bruno Vespa Centocinquanta, il programma dedicato al centocinquantesimo anniversario dell'Unità d'Italia: dopo il successo della prima puntata (con il 24% di share), la trasmissione raccoglie ascolti modesti e viene chiusa anzitempo alla quarta puntata, contraddistinta dai palesi dissapori tra i due conduttori durante la diretta.

Dopo aver condotto eccezionalmente su Italia 1 la puntata di Le Iene dell'8 marzo 2012 accanto a Ilary Blasi ed Enrico Brignano per sostituire Alessandro Gassmann, nell'autunno dello stesso anno torna in prima serata su Rai 3 con il programma on the road Il viaggio, che ripropone con una seconda edizione nell'estate 2013.

Nel biennio 2014-2015 ricopre il ruolo di giurato, insieme a Jury Chechi e Amanda Lear, a Si può fare!, talent show condotto da Carlo Conti, e approda a San Marino RTV per condurre la trasmissione Una serata sul Titano. Inoltre il 20 maggio 2014 apre lo show-evento di Laura Pausini Stasera Laura: ho creduto in un sogno e il 20 luglio 2015 conduce una puntata della rubrica estiva di Rai 1 Techetechetè.

Nella stagione 2015-2016, per la prima volta dopo oltre 50 anni di carriera, non presenta alcuna trasmissione, ma si limita a intervenire come ospite in alcuni programmi e in particolare in più occasioni al talk show di Rai 3 Ballarò. Libero dagli impegni televisivi, aumenta notevolmente il numero di partecipazioni a serate, convegni, manifestazioni, gala di beneficenza e presentazioni di libri in giro per l'Italia. Il 7 giugno 2016, in occasione del suo 80º compleanno, interviene alla prima serata dei Wind Music Awards, condotti da Carlo Conti e Vanessa Incontrada, dove viene festeggiato dal pubblico dell'Arena di Verona.

Nella stagione 2016-2017 torna a presentare Domenica in per la tredicesima e ultima volta e prende parte al programma di Rai 2 I fatti vostri con una rubrica quindicinale dal titolo Storie di televisione, all'interno della quale ripercorre la storia della Rai e dei suoi personaggi e programmi più celebri.

Nel 2018 pubblica la sua autobiografia Ecco a voi. Una storia italiana, scritta con Paolo Conti ed edita da Solferino, e torna un ultima volta a condurre Sanremo Giovani in coppia con Fabio Rovazzi: l'aveva già presentato nel 1993, 1994, 1995 e 2001, rispettivamente insieme a Elisabetta Ferracini, Gloria Zanin, Luana Ravegnini e Vanessa Incontrada.

Nel 2019 viene celebrato con uno show-evento in onda il 7 giugno in prima serata su Rai 1 dal titolo Buon compleanno... Pippo, in cui Baudo festeggia 83 anni di età e 60 di carriera televisiva: alla serata prendono parte numerosi ospiti, tra i quali Al Bano e Romina Power, Ficarra e Picone, Fiorello, Jovanotti, Laura Pausini e Lorella Cuccarini. Il 4 novembre dello stesso anno è ospite della prima puntata dello show Viva RaiPlay!, in onda eccezionalmente in access su Rai 1.

Anni duemilaventi modifica

Nel 2020, il 14 giugno, in occasione degli 84 anni compiuti una settimana prima, prende parte all'iniziativa Domenica con... su Rai Storia, per la quale diventa simbolicamente direttore di rete per un giorno, realizzando e firmando un palinsesto ad hoc che ha coperto la programmazione del canale dalle ore 9:00 alla mezzanotte successiva.

Nel 2021 è giudice per il Premio TIM ad Amici di Maria De Filippi. Dal 27 luglio al 10 agosto dello stesso anno, per tre martedì, approda in prima serata su Rai 3 come commentatore insieme ad Antonio Di Bella de La grande opera all'Arena di Verona, un ciclo di appuntamenti speciali per accompagnare il pubblico televisivo dentro l'Arena di Verona e vivere in prima fila la grande opera. Il 16 ottobre partecipa alla prima puntata della sedicesima edizione di Ballando con le stelle - in qualità di "ballerino per una notte" - e il 18 dicembre alla terza ed ultima puntata del varietà musicale di Claudio Baglioni Uà - Uomo di varie età.

Nel 2023 torna in video attraverso alcuni videomessaggi: due al TG2 in occasione del suo 87º compleanno (7 giugno) e nel ricordo dell'amico Toto Cutugno all'indomani della scomparsa (23 agosto), e altri quattro su Rai 1 per salutare le ospitate di Cecilia Bartoli a La volta buona (27 settembre), Brigitte Nielsen (24 settembre), Laura Pausini (26 novembre) e Vincenzo Mollica (10 dicembre) a Domenica in.

Nel 2024 appare in videocollegamento a Rischiatutto 70 (3 gennaio) e La Tv fa 70 (28 febbraio), trasmissioni celebrative dei settant'anni della Rai.

Vita privata modifica

Piuttosto riservato sulla sua vita privata[19], Baudo vive da anni a Roma[20][21].

Vita sentimentale e figli modifica

Baudo ha avuto cinque compagne e due figli. Da Mirella Adinolfi ha avuto Alessandro, nato nel 1962 e riconosciuto dal presentatore nel 1996 dopo una breve vicenda legale, mentre nel 1970 dal matrimonio con Angela Lippi ha avuto Tiziana, oggi sua segretaria e assistente. È inoltre nonno di Nicholas e Nicole (2010), figli gemelli di Tiziana, e di Sean (1990), figlio di Alessandro; Sean a sua volta nel 2010 lo ha reso bisnonno.

Dopo una relazione di sette anni con Alida Chelli e una più breve con Adriana Russo, il 18 gennaio 1986 Baudo ha sposato la cantante lirica Katia Ricciarelli, da cui si è separato nel 2004 per poi divorziare nel 2007. Durante la relazione con Katia Ricciarelli, quando quest'ultima era in attesa di un bambino all'inizio della relazione, Pippo la convinse ad abortire in quanto, secondo lui, era troppo presto per un figlio.[22][23]

Altre notizie modifica

Pippo Baudo è stato direttore artistico e Presidente del Teatro Stabile di Catania, nonché direttore artistico della Rai. La costante presenza televisiva e il notevole successo di quasi tutti i suoi programmi gli hanno valso l'appellativo di "Super Pippo". Nel 2005 declina l'invito a candidarsi con il centrosinistra a presidente della regione siciliana per le elezioni del 2006[24], candidatura che sarà poi accettata da Rita Borsellino (sorella del magistrato Paolo, ucciso da Cosa nostra, la quale perderà la competizione elettorale contro il candidato di centrodestra Salvatore Cuffaro). Nel 2012 il centrosinistra siciliano offre nuovamente a Baudo la candidatura alla presidenza regionale in vista delle elezioni anticipate dell'autunno dello stesso anno, ma il conduttore catanese rifiuta per la seconda volta[25] (al suo posto verrà scelto Rosario Crocetta, che risulterà eletto presidente).

Talent-scout di lungo corso, ha scoperto tra gli altri Al Bano, Beppe Grillo, Tullio Solenghi, Heather Parisi, Barbara D'Urso, Patrizia Rossetti, Eros Ramazzotti, Lorella Cuccarini, Laura Pausini, Andrea Bocelli, Giorgia, Irene Grandi, Michelle Hunziker, Gigi D'Alessio, Anna Tatangelo, Fabrizio Moro e Bianca Guaccero. Fu lui a scoprire le doti di soubrette di Loretta Goggi, sebbene quest'ultima fosse già celebre come attrice di sceneggiati televisivi. Ha però riconosciuto di aver commesso l'errore di scartare Fiorello a un provino[26][27].

Quando Baudo viene parodiato durante spettacoli comici o in vignette, gli viene spesso fatta pronunciare la frase "L'ho inventato io..." in riferimento ai tanti attori, comici, cantanti e showgirl di successo che il presentatore ha introdotto al mondo dello spettacolo nel corso degli anni[28].

Controversie modifica

 
Baudo nel 1999
  • Nel 1986 Beppe Grillo venne cacciato dalla RAI per una battuta su Bettino Craxi durante Fantastico 7[29]. In seguito a tale battuta, Pippo Baudo viene richiamato dalla RAI in quota PSI[30].
  • Baudo passò alla Fininvest nell'autunno del 1987, rimanendovi per pochi mesi, a seguito di un'accesa polemica con l'allora presidente della RAI Enrico Manca, che il 6 gennaio 1987, durante il finale di stagione di Fantastico 7, definì il conduttore catanese «nazional-popolare» per poi aggiungere «e non lo si prenda come un complimento»[31], commento a cui Baudo rispose sarcasticamente dicendo che da lì in avanti si sarebbe sforzato «di fare programmi regionali e impopolari»[31]. In seguito a questa vicenda, Biagio Agnes ha preso posizione esprimendo la sua ferma deplorazione per l'uso improprio che è stato fatto dei microfoni della RAI, precisando che il successo della trasmissione non costituisce motivo per il conduttore di utilizzare la trasmissione per polemiche nei confronti né del presidente della RAI né di qualsiasi altra persona. Il vicepresidente della RAI Leo Birzoli ha dichiarato che Enrico Manca non si è comunque sentito offeso dalle parole dette da Pippo Baudo ed anzi gli ha augurato di continuare la collaborazione con la RAI. Il 7 gennaio successivo, nei telegiornali RAI, andarono in onda due servizi riguardanti questa polemica, uno curato dalla giornalista Lilli Gruber sul TG2 e l'altro sul TG1[32].
  • Nel gennaio 1988 decise di recedere dal contratto in esclusiva che aveva in corso con Fininvest, pagando una cospicua penale: infatti cedette a Silvio Berlusconi un palazzo nel centro di Roma, sede attuale di Medusa Film e del TG5, come dichiarato nel 2015 in un'intervista al Grand Hotel Chiambretti.
  • Il 2 novembre 1991 subì un attentato dinamitardo che distrusse completamente la sua villa di Santa Tecla in Sicilia[33], compiuto da Cosa nostra come ritorsione per averne parlato male durante una commemorazione del magistrato Rocco Chinnici, fondatore del pool antimafia e vittima di Cosa nostra nel 1983: Baudo venderà la villa anni dopo[34][35]. L'allora deputato della Rete Claudio Fava commenterà all'indomani dell'attentato: «Baudo è figlio dei suoi tempi e della sua città. Silenzioso e spregiudicato, si è sempre mostrato abilissimo a ritagliarsi amicizie politiche e imprenditoriali. L'attentato fa capire che qualche cosa sta accadendo [...] che a Catania non esistono più intoccabili.» Infuriato, Baudo risponderà nel corso di una conferenza stampa convocata dall'amico e direttore de La Sicilia Mario Ciancio Sanfilippo: «Claudio Fava mi ha rotto il cazzo [...] ha detto delle cose offensive delle quali deve vergognarsi. Ha detto che sono rampante e aggressivo, deve dimostrarmi cosa vuol dire il mio essere rampante e in cosa si concretizza la mia aggressività... sul mio nome non si discute»[36].
  • Nel luglio 2004 fu protagonista di una lite con la Rai, culminata con il suo licenziamento[37].
  • Nel 2011, durante una puntata di Centocinquanta, Claudio Donat Cattin considera un comportamento allucinante lo sputo di Pippo Baudo nei suoi confronti[38][39].
  • Come ospite nella puntata del 24 marzo 2015 di Ballarò ebbe un duro confronto con il segretario della Lega Nord Matteo Salvini sul tema dell'immigrazione e della politica del Mezzogiorno, accusando il politico lombardo di presentarsi nelle regioni meridionali solo per fini elettorali[40].
  • Il 7 gennaio 2018, intervistato da Fabio Fazio nel corso della trasmissione Che tempo che fa, ha ammesso di aver chiesto e ottenuto direttamente dal Presidente della Repubblica Sandro Pertini l'onorificenza di Commendatore[41] per il padre Giovanni[42], sebbene questa onorificenza venga concessa per «[...] ricompensare benemerenze acquisite verso la Nazione nel campo delle lettere, delle arti, della economia e nel disimpegno di pubbliche cariche e di attività svolte a fini sociali, filantropici e umanitari, nonché per lunghi e segnalati servizi nelle carriere civili e militari»[43].

Procedimenti giudiziari modifica

Concussione sulle vendite modifica

Nel maggio 1996, accusato di avere richiesto compensi personali extra per interpretare in modo più convincente le telepromozioni pubblicitarie, tra cui quelle del Festival di Sanremo[44], di Numero Uno, di Luna Park e di Partita Doppia[45], Pippo Baudo venne indagato dal Tribunale di Milano[46]. L'accusa in questione fu quella di concussione per avere incassato circa un miliardo di lire in nero da diverse ditte, tra cui la Sperlari e la Barilla[45]. Baudo venne accusato, oltre che per concussione, anche per associazione a delinquere e altri reati[47]. Con lui furono anche indagate Mara Venier e Rosanna Lambertucci.[48]

Nel settembre 1998 Baudo patteggiò la pena di un anno e nove mesi per concussione, frode fiscale, falso in bilancio ed evasione fiscale, dopo avere risarcito il fisco e le aziende danneggiate[49]. La pena di un anno e nove mesi venne comunque sospesa con la condizionale.

Altre vicende giudiziarie modifica

  • Nel novembre 2013 è stato citato al tribunale di Pistoia per aver detto durante la trasmissione Il viaggio che l'ex sindaco di Montecatini si è separato dalla moglie e ha sposato una donna di origini russe[50].
  • Nel settembre 2016 venne indagato per diffamazione nei confronti di Federica Gagliardi, arrestata per traffico di droga[51].
  • Nel novembre 2018 venne condannato a versare al fisco 257 000 euro a titolo di Irpef e Ilor per l'anno d'imposta 1996[52].

Programmi televisivi modifica

Filmografia modifica

Cinema modifica

Televisione modifica

Teatro modifica

  • 4 in matrimonio - rivista di Pippo Baudo (1956)
  • Donna presente sconfitta presente... - commedia musicale in due atti di Pippo Baudo (1957)
  • A carte scoperte - rivista (1958)
  • Il Ficcanaso, con Pippo Baudo, Tuccio Musumeci, Antonella D'Oro, Annamaria Fabris - rivista (1957-'59)
  • Scanzonatissimo di Dino Verde e Bruno Broccoli, con Alighiero Noschese - rivista (1965)
  • L'ora della fantasia (1971-1972)
  • Alle 9 sottocasa (1976)
  • L'uomo che inventò la televisione (1997)
  • Sistina Story (2014)

Radio modifica

  • Applausi... a (Radio Rai, 1961)
  • Gran Galà (Radio Rai, 1961)
  • Il mondo del varietà (Radio Rai, 1961)
  • Viaggio Azzurro (Radio Rai, 1961)
  • Motivi di Festa (Radio Rai, 1962-1964)
  • Musica all'aria aperta (Radio Rai, 1962)
  • Domenica Insieme (Radio Rai, 1962-1965)
  • Festival della canzone napoletana (Radio Rai, 1963, 1965-1966)
  • Un anno in parata (Radio Rai, 1964)
  • Caccia grossa (Radio Rai, 1965-1966)
  • Carnet d'estate (Radio Rai, 1965)
  • Carnet d'autunno (Radio Rai, 1965)
  • Ma voi capirete... (Radio Rai, 1967) - Radiocommedia
  • Le sette belle (Radio Rai, 1968)
  • Caccia alla voce (Radio Rai, 1968-1970)
  • Juke Box (Radio Rai, 1968)
  • Riusciranno gli ascoltatori a seguire questo nostro programma senza addormentarsi prima della fine? (Radio Rai, 1969)
  • Baudo... settete! (Radio Rai, 1970)
  • Braccio di Ferro (Radio Rai, 1971)
  • Bellissime (Radio Rai, 1970-1972)
  • Jockey Man (Radio Rai, 1971-1972)
  • Un complesso per telefono (Radio Rai, 1972)
  • Settimana corta (Radio Rai, 1973)
  • Ragazzi organizzatevi (Radio Rai, 1974)
  • Voi ed io, (Radio Rai, 1974-1975)
  • Musiche da Venezia (Radio Rai, 1975)
  • Il Domenicone (Radio Rai Sicilia, 1976)
  • Miss Italia (Radio Rai, 1976)
  • Oh che peccato quanto mi dispiace (Radio Rai Sicilia, 1977)
  • Stadio quiz, (Radio Rai, 1978-1979)
  • Permette cavallo? (Radio Rai, 1982)
  • Questa è l'arena: qui è nata Maria Callas (Radio Rai, 1986)

Discografia modifica

Album modifica

Singoli modifica

Brani scritti per altri artisti modifica

Pubblicità modifica

Partecipazione a Carosello modifica

Pippo Baudo ha partecipato a numerose serie di sketch della rubrica pubblicitaria televisiva Carosello:[53]

Testimonial negli Spot modifica

  • Nel 1979 è testimonial dei Surgelati Althea, per i quali incide anche il 33 giri Pippo Baudo presenta le ricette in musica
  • Dal 1985 al 1986 è testimonial per stampa e tv delle Pagine Gialle
  • Dal 1989 al 1997 è testimonial per stampa e tv del Caffè Kimbo
  • Nel 1990 è testimonial delle Bibite Tomarchio Naturà
  • Nel 1991 è testimonial dei Supermercati Sma
  • Dal 2001 al 2002 è testimonial della Campagna pubblicitaria per l'introduzione dell'Euro. Regia di Gabriele Muccino
  • Dal 2003 al 2006 è testimonial dell'Acqua minerale Santa Croce
  • Nel 2006 è testimonial con Claudio Amendola ed Elisabetta Gregoraci della 3 Italia.
  • Dal 2006 al 2009 è testimonial del Caffè Palombini
  • Nel 2018 è testimonial della REA (Radiotelevisioni Europee Associate) per la Manifestazione a Roma in favore delle Radio e Tv Locali[54]
  • Nel 2020 è testimonial di A Catania turismo è... per l'Università degli Studi di Catania

Libri modifica

  • Secondo voi. Il libro dei perché, a cura di, Milano, Sperling & Kupfer, 1977.
  • Secondo voi. Manuale dei 1000 quiz televisivi. 50 anni di cronaca, politica, storia, sport, spettacoli Radio-TV, musica, letteratura, arte, scienze, con Adolfo Perani, Torino, PEA, 1977.
  • Il sorridivacanza. Pretesti da sorriso selezionati da Pippo Baudo, Milano, Rusconi, 1977.
  • Un anno in...sieme, con Giorgio Cajati, Milano, A. Mondadori, 1984.
  • Intervista col successo, Trento, Reverdito, 1987. ISBN 88-342-0174-4
  • La mia TV. Quarant'anni di televisione italiana, Torino, La Stampa, 1996. ISBN 88-7783-102-2
  • In scena - Conversazione con Tuccio Musumeci, di Santino Mirabella, prefazione di Pippo Baudo, Flaccovio Editore, Palermo, 2011. ISBN 88-7804-302-8, ISBN 978-88-7804-302-2
  • I politici e il controllo della televisione, con un'intervista a Pippo Baudo, di Gennaro Pesante, Historica Edizioni, Cesena 2016. ISBN 978-88-99241-67-4
  • Ecco a voi. Una storia italiana, con Paolo Conti, Milano, Solferino, 2018. ISBN 978-88-282-0066-6

Onorificenze modifica

«Di iniziativa del Presidente della Repubblica»
— 21 luglio 2021[56][57]
— 27 luglio 2013[58]
— 17 ottobre 2003[59]
Cittadinanza onoraria della città di Sori
— 1º marzo 2002[60]

Riconoscimenti modifica

Telegatti modifica

Premio Regia Televisiva modifica

Note modifica

  1. ^ Cose che forse non sapete su Pippo Baudo, in Il Post, 7 giugno 2016. URL consultato il 13 marzo 2020 (archiviato il 14 febbraio 2018).
  2. ^ Barbara Marinello, Pippo Baudo chi è carriera e vita privata del presentatore, in Meteo week, 13 febbraio 2020. URL consultato il 13 marzo 2020 (archiviato il 24 maggio 2020).
  3. ^ Santino Mirabella, In scena - conversazioni con Tuccio Musumeci, Palermo, Flaccovio, 2011, pp. 20-26
  4. ^ Mariano Sabatini nel suo libro Ma che belle parole! Luciano Rispoli. Il fascino discreto della radio e della Tv edito da Vallecchi Firenze (2022).
  5. ^ Cfr. Archivio storico digitale "La Sicilia", Catania, 30 agosto 1956, p. 5.
  6. ^ Cfr. La Sicilia, Catania, 31 agosto 1957, p. 5.; e 31 dicembre 1957, p. 9.
  7. ^ Cfr. La Sicilia, Catania, 24 dicembre 1958, p. 4.
  8. ^ Cfr. La Sicilia, Catania, 19 settembre 1959, p. 5.
  9. ^ Pippo Baudo: "Iniziai suonando e sognando jazz" - Spettacoli, su il Resto del Carlino. URL consultato il 13 agosto 2022 (archiviato il 28 settembre 2021).
  10. ^ Tiziano Tarli, Beat italiano - Dai capelloni a Bandiera Gialla, Milano, Castelvecchi, 2005.
  11. ^ Giancarlo Leone, Il programma che lanciò Pippo Baudo, su maridacaterini.it, 4 gennaio 2014. URL consultato il 31 gennaio 2020 (archiviato l'11 gennaio 2014).
  12. ^ Walter Veltroni, Veltroni intervista Pippo Baudo: «Non rimpiango niente (anzi, due cose)», su corriere.it, 31 maggio 2019. URL consultato il 1º dicembre 2021.
  13. ^ Micol Pedretti, I LOVE 80: 101 Cose da Sapere sui Magici Anni Ottanta. Speciale Paninari (con le foto originali del periodo), su books.google.it, HOW2 Edizioni, 24 giugno 2015. URL consultato il 31 gennaio 2020 (archiviato il 25 settembre 2018).
  14. ^ Massimiliano Lenzi, La tv nazionalpopolare che ci Manca, su IL TEMPO.it, 7 luglio 2011. URL consultato il 31 gennaio 2020 (archiviato il 4 febbraio 2016).
  15. ^ Hit, Ascolti Story, dalle origini ai giorni nostri: 1987-1988-1989, su tvblog.it, 27 ottobre 2015. URL consultato il 31 gennaio 2020 (archiviato il 30 novembre 2015).
  16. ^ Paolo Conti, Baudo: per la Rai diedi un palazzo a Berlusconi, su CORRIERE DELLA SERA.it, 2 agosto 2004. URL consultato il 31 gennaio 2020 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2014).
  17. ^ Vota la voce, su massimoemanuelli.com. URL consultato il 1º febbraio 2020 (archiviato il 2 ottobre 2008).
  18. ^ Baudo: il mio Sabato italiano show all'insegna dell'eleganza, su Archivio - la Repubblica.it. URL consultato il 1º marzo 2016 (archiviato il 6 marzo 2016).
  19. ^ Tancredi L, Pippo Baudo: chi c'è dopo Katia Ricciarelli? Ecco le voci, su Formatonews, 3 gennaio 2022. URL consultato il 7 marzo 2022.
  20. ^ Intervista e foto di Gianfranco Gramola, Pippo Baudo (presentatore), su intervisteromane.net, 18 aprile 2004. URL consultato il 1º febbraio 2020 (archiviato il 17 novembre 2015).
  21. ^ Aldo Cazzullo, «Amico di Latteri ma voto Borsellino», su CORRIERE DELLA SERA.it, 23 novembre 2005. URL consultato il 1º febbraio 2020 (archiviato dall'url originale il 17 novembre 2015).
  22. ^ Katia Ricciarelli e il racconto di quando abortì il figlio di Pippo Baudo: perché lo fece e la reazione di lui, su The Social Post, 23 luglio 2022. URL consultato il 21 agosto 2022.
  23. ^ Katia Ricciarelli e quella decisione amara: 'Pippo mi fece abortire', su Tiscali Spettacoli. URL consultato il 21 agosto 2022.
  24. ^ Presidenza regione Sicilia: Baudo rinuncia, su CORRIERE DELLA SERA.it, 8 ottobre 2005. URL consultato il 1º febbraio 2020 (archiviato dall'url originale il 23 marzo 2014).
  25. ^ Pippo Baudo: "Il Pd voleva candidarmi in Sicilia, ma io ho detto di no", su QUOTIDIANO.NET, 3 agosto 2012. URL consultato il 1º febbraio 2020 (archiviato il 6 agosto 2012).
  26. ^ Calogero Latino, 'Ho preso una cantonata...': Pippo Baudo, la confessione clamorosa sul conterraneo Rosario Fiorello, su KontroKultura, 29 aprile 2019. URL consultato il 1º febbraio 2020 (archiviato il 27 dicembre 2019).
  27. ^ Pippo Baudo a "Vieni da me" con Caterina Balivo: "A un provino scartai Fiorello", su Corriere dell'Umbria.it, 24 dicembre 2019. URL consultato il 1º febbraio 2020 (archiviato il 26 dicembre 2019).
  28. ^ L'ho inventato io! Pippo Baudo ha inventato tutto (archiviato dall'url originale il 23 marzo 2014). video de Le Iene
  29. ^ Dieci video cult che sarebbero diventati virali se fosse esistito YouTube, su Corriere della Sera, 28 dicembre 2014. URL consultato il 7 marzo 2022.
  30. ^ Baudo replica agli "insulti personali" di Beppe Grillo, su Today, 26 novembre 2013. URL consultato il 7 marzo 2022.
  31. ^ a b Manca: «Baudo, con lui lite storica ma poi ci ridemmo su», in la Repubblica, 5 luglio 2011. URL consultato il 5 ottobre 2017 (archiviato il 16 agosto 2016).
  32. ^ BLOB SPECIALE PIPPO BAUDO Schegge 1989. URL consultato il 7 marzo 2022.
  33. ^ LA MAFIA AVEVA AVVERTITO BAUDO - la Repubblica.it, su Archivio - la Repubblica.it, 6 novembre 1991.
  34. ^ BAUDO VENDE LA VILLA DELL'ATTENTATO - la Repubblica.it, su Archivio - la Repubblica.it, 27 dicembre 1996.
  35. ^ Baudo choc: "Fui vittima di un regolamento di conti mafioso", su TODAY, 21 maggio 2015. URL consultato il 1º febbraio 2020 (archiviato il 25 ottobre 2015).
  36. ^ L'IRA DI PIPPO BAUDO 'NON HO AMICI MAFIOSI' - la Repubblica.it, su Archivio - la Repubblica.it, 5 novembre 1991. URL consultato il 21 ottobre 2021.
  37. ^ Maria Volpe, L'anno nero di Pippo. Ora è in crisi con Katia, su Corriere della Sera, 13 agosto 2004. URL consultato il 30 novembre 2017 (archiviato dall'url originale il 1º febbraio 2020).
  38. ^ BAUDO E LA TV DEGLI SPUTI - la Repubblica.it, su Archivio - la Repubblica.it, 13 marzo 1997.
  39. ^ «Baudo? Non lo perdonerò mai» - Corriere della Sera, su corriere.it, 12 aprile 2011. URL consultato il 7 marzo 2022.
  40. ^ Pippo Baudo e Matteo Salvini, rissa a Ballarò: «Vai in Sicilia solo per i voti». «Ma se tu...», 25 marzo 2015. URL consultato il 5 ottobre 2017 (archiviato dall'url originale il 5 ottobre 2015).
  41. ^ Pippo Baudo ammette di aver chiesto un'onorificenza al presidente Pertini., su quirinale.it. URL consultato il 13 gennaio 2018 (archiviato il 14 gennaio 2018).
  42. ^ Mauro Castelli, Pippo Baudo: "Sono stato un testimone privilegiato del lungo cambiamento italiano", su Economia Italiana.it, 10 dicembre 2018. URL consultato il 1º febbraio 2020 (archiviato il 1º febbraio 2020).
    «Un padre (di Pippo Baudo) peraltro amato e rispettato, per il quale aveva chiesto e ottenuto, dall'allora presidente della Repubblica Sandro Pertini, l'onorificenza di Commendatore»
  43. ^ Cenni storici dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana, su Presidenza della Repubblica. URL consultato il 1º febbraio 2020 (archiviato il 14 luglio 2016).
  44. ^ MANI PULITE: PIPPO BAUDO COINVOLTO INCHIESTA SANREMO, su www1.adnkronos.com, 9 maggio 1996. URL consultato il 13 dicembre 2018 (archiviato il 14 dicembre 2018).
  45. ^ a b MANI PULITE: PIPPO BAUDO INDAGATO PER CONCUSSIONE, su www1.adnkronos.com, 9 maggio 1996. URL consultato il 13 dicembre 2018 (archiviato il 14 dicembre 2018).
  46. ^ Cinzia Sasso, Venti mesi a Pippo Baudo, su Archivio - la Repubblica.it, 19 settembre 1998. URL consultato il 13 dicembre 2018 (archiviato il 2 aprile 2019).
  47. ^ BAUDO: COSTANZO, PER CHI LAVORA IN TV ACCUSE COME MACIGNI, su www1.adnkronos.com, 3 giugno 1996. URL consultato il 13 dicembre 2018 (archiviato il 14 dicembre 2018).
  48. ^ TG1 notte - raiuno - 11 novembre 1996 (minuto 12:11), su youtube.com.
  49. ^ Paolo Foschini, Inchiesta telepromozioni Baudo patteggia la pena, su Corriere della Sera, 12 novembre 1998. URL consultato il 1º febbraio 2020 (archiviato dall'url originale il 14 luglio 2014).
  50. ^ Montecatini, battuta sull'ex sindaco Pippo Baudo in tribunale, su la Repubblica – Firenze.it, 7 novembre 2013. URL consultato il 24 settembre 2016 (archiviato il 12 novembre 2013).
  51. ^ Pippo Baudo rischia il processo per diffamazione, su today.it, 19 settembre 2016. URL consultato il 24 settembre 2016 (archiviato il 26 ottobre 2016).
  52. ^ Niente condono, Pippo Baudo dovrà versare al Fisco 257 mila euro, su AGI - Agenzia Giornalistica Italia, 22 novembre 2018 (archiviato il 15 dicembre 2018).
  53. ^ Marco Giusti, Il grande libro di Carosello, II edizione, Sperling e Kupfer, ISBN 88-200-2080-7
  54. ^ In merito alle Misure di sostegno per le tv-radio locali con DPR 23 agosto 2017, n. 146, "Regolamento concernente i criteri di riparto tra i soggetti beneficiari e le procedure di erogazione delle risorse del Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione in favore delle emittenti televisive e radiofoniche locali".
  55. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato..
  56. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato..
  57. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato..
  58. ^ Sito web di Cronachemaceratesi.it: dettaglio decorato..
  59. ^ Sito web di Pachinoglobale.net: dettaglio decorato..
  60. ^ Sito web dell'Adnkronos: dettaglio decorato..

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