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Joseph Lelyveld (5 aprile 1937) è un giornalista statunitense, direttore editoriale del New York Times dal 1994 al 2001. È figlio del leader ebreo Arthur Lelyveld.

Per la testata newyorkese lavorò complessivamente per circa 40 anni, cominciando nel 1960 come semplice giornalista e diventando poi corrispondente dopo tre anni. Dopo il suo ritiro dal giornalismo, il suo posto venne preso da Howell Raines, che si sarebbe dimesso dopo solo due anni per via dello scandalo legato a Jayson Blair. Dopo le dimissioni di Raines, Lelyveld tornò provvisoriamente al suo vecchio ruolo per permettere agli editori di trovare un nuovo sostituto, che sarà poi individuato in Bill Keller. Quando era reporter del New York Times, nel 1971, ricevette il George Polk Award per i suoi servizi sull'istruzione (1971) e sugli esteri (1983. A proposito delle sue collaborazioni dall'estero, Lelyveld scrisse un libro, Move your shadow (Muovi la tua ombra) testimoniando della sua esperienza a Johannesburg, in Sudafrica, tra gli anni '60 e '80. Come corrispondente estero, ha scritto anche per il Times. Nel 1986 ottenne il Premio Pulitzer per la saggistica per il suo libro Move Your Shadow.[1]

Per la sua attività ha avuto la Laurea honoris causa in Lettere presso il CUNY Graduate center nel 2007.

Il suo libro Great Soul: Mahatma Gandhi and His Struggle with India, una biografia del Mahatma Gandhi, fu bandito dall'Assemblea legislativa dello stato indiano del Gujarat, con la motivazione che vi si adombrava una tendenza omosessuale del Mahatma.[2]

OpereModifica

(In lingua inglese, salvo diverso avviso)

NoteModifica

  1. ^ (EN) Pulitzer Prize Winners: General Non-Fiction, pulitzer.org. URL consultato l'8 marzo 2008.
  2. ^ Joseph Lelyveld si difese sostenendo che l'interpretazione di un'attribuzione di omosessualità a Gandhi nel suo libro era un errore e che lui non aveva detto altro che Gandhi conduceva vita da celibe ed era fortemente attaccato all'amico Hermann Kallenbach, cosa del tutto notoria. (EN) India state bans book hinting Gandhi had gay lover, su Google.com. URL consultato il 26 dicembre 2017.
Controllo di autoritàVIAF (EN79337924 · ISNI (EN0000 0000 8273 9562 · LCCN (ENn85098241 · GND (DE131520695
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