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Ku-Fu? Dalla Sicilia con furore

film del 1973 diretto da Nando Cicero
Ku-Fu? Dalla Sicilia con furore
Ku fu?.png
Franco contro Ki Kaka Mai, Va a Fan e Tutti Li Tui
Titolo originaleKu-Fu? Dalla Sicilia con furore
Lingua originaleItaliano
Paese di produzioneItalia
Anno1973
Durata93 min
Generecomico, azione
RegiaNando Cicero
SoggettoMarino Onorati
SceneggiaturaMarino Onorati
Casa di produzioneJuma Film
Distribuzione (Italia)Interfilm
FotografiaMario Capriotti
MontaggioDaniele Alabiso,
MusicheUbaldo Continiello
ScenografiaGiorgio Gamna
CostumiFrancesco Cuppini,
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Ku-Fu? Dalla Sicilia con furore è un film del 1973, diretto da Nando Cicero. Parodia dei film di arti marziali particolarmente in voga all'epoca, il titolo fa riferimento a Dalla Cina con furore, la locandina rimanda a Il furore della Cina colpisce ancora (entrambi con Bruce Lee nei panni del protagonista) mentre la trama ricalca, quasi scrupolosamente, quella di Cinque dita di violenza con Lo Lieh. Annunciato inizialmente con il titolo La capa più tosta di tutta la Cina!, il film è uscito per la prima volta in Italia il 30 agosto 1973 ottenendo un ottimo successo di pubblico, con un incasso che sfiorò i 900 milioni di lire.[1]

È stato distribuito anche all'estero, per esempio in Francia, con il titolo Le roi du kung fu (nel febbraio 1976), e in Grecia, dapprima intitolato Franco - Ciccio, sti hora tou karate e in seguito come Franco - Ciccio: Pio dynatoi ap' ton Bruce Lee.

TramaModifica

Il siciliano Franco è una sorta di emulo di Bruce Lee che Don Vito, cinese espulso dal suo paese perché contrabbandava riso da Palermo a Pechino, cerca di addestrare nell'arte del kung-fu con esiti disastrosi. Don Vito riceve poi la notizia che il comune di Roma ha bandito un concorso per il posto di vigile urbano che richiede la vittoria in un combattimento di arti marziali. Su suggerimento del suo maestro, Franco parte per Roma, dove sarà addestrato nella palestra di un suo amico, il maestro Kon-Chi-Lai. Giunto in città, Franco viene ospitato nella locanda gestita da Kekkor Nuto, un oste dalla testata proibita, e qui il nostro si innamorerà ricambiato della figlia di Kekkor, Unci Vuncia, ma incontrerà anche gli scagnozzi della scuola di Lho-Kon-Tè, nemico di Kon-Chi-Lai, che vuole far vincere il concorso al suo campione Attila. Per sbaragliare l'avversario, Lho-Kon-Tè fa venire da Milano tre killer, Ki Kaka Mai, Tutti Li Tui e Va A Fan, che sconfiggono tutti gli uomini di Kon-Chi-Lai mentre Franco viene cacciato dal maestro perché per paura non ha voluto affrontare i tre.

L'umiliazione spinge allora Franco dapprima a volersi vendicare del trio, ma con scarsi risultati, e poi lo fa tornare da Kon-Chi-Lai perché gli insegni qualche tecnica speciale, e il maestro gli insegnerà la Mano di Travertino. Dopo un allenamento tragi-comico, Franco sembra aver finalmente appreso la tecnica perché riesce con un colpo a far esplodere una casa (in realtà è stata opera di alcuni operai che dovevano demolirla), e quando la notizia arriva a Lho-Kon-Té questi prima cerca di corrompere Franco, senza riuscirci, e allora manda da lui il gestore di un negozio di articoli sportivi, il cavalier Strozzi, con cui Franco ha un enorme debito.

Franco non può ancora pagare, quindi Strozzi gli morde proprio la mano che Franco adopera per la sua tecnica speciale, rendendola inutilizzabile. Quando arriva il giorno del torneo, Attila vince tutti gli allievi di Kon-Chi-Lai ma per fortuna, grazie ai consigli di Unci (che gli presta la parrucca in acciaio del padre Kekkor), Franco riesce a furia di testate a sconfiggere il nemico vincendo la gara. Lho-Kon-Tè però medita vendetta e manda i suoi tre killer a vendicarsi di Franco, tuttavia stavolta sarà lui ad avere la meglio su di loro. Dopo aver sventato un'ultima minaccia, ovvero il matrimonio con la bruttissima figlia di Don Vito, che sceglie invece Kekkor, Franco può finalmente sposarsi con Unci e diventare vigile urbano a Roma.


NoteModifica

  1. ^ Franco e Ciccio Superstar", Cine70, Volume 4, Coniglio Editore, 2003.

Collegamenti esterniModifica

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