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Il kursaal (dal tedesco "sala per le cure"),[1] anche conosciuto come kurhaus ("casa di cura")[2] e kurcasino,[2] è una struttura turistica o alberghiera in grado di offrire intrattenimenti mondani e vari servizi fra cui sale da ballo, ristoranti, stabilimenti balneari e termali,[3][4] sale di lettura,[5] da gioco,[5] casinò,[5] teatri e piste da tiro a segno.[6][7]

Il Kurhaus Wiesbaden

Cenni storiciModifica

I primissimi kursaal risalgono all'Ottocento, e includono perlopiù edifici tedeschi come il Kurhaus di Wiesbaden e l'area intrattenimento del centro termale di Bad Ems, entrambi costruiti durante la prima metà del secolo.[8][9] Oltre ad aver preso piede in Germania, la moda dei kursaal attecchì in tutta Europa fra la seconda metà del secolo e i primi decenni del Novecento come confermano alcuni esempi architettonici di questo tipo situati in Belgio (il Casino-Kursaal di Ostenda),[5] Svizzera (il Casinò di Interlaken),[10] e Francia (il Kursaal de Besançon).[11] Invece, fra i kursaal collocati in Italia si possono segnalare quelli di Milano (1909), Alassio,[5] Bordighera,[5] Rapallo (1901),[5] Montecatini Terme (1906), e San Pellegrino Terme (1907).

NoteModifica

  1. ^ Kursaal, su treccani.it. URL consultato l'8 ottobre 2020.
  2. ^ a b Autori vari, Architettura e paesaggi della villeggiatura in Italia tra Otto e Novecento, FrancoAngeli, 2015, p. 389.
  3. ^ Giovanni Rimondini, Più bella e più grande di prima. Rimini, da Arturo Clari a Cesare Bianchini..., Panozzo, 2015, Il consiglio comunale del 1 marzo 1948 demolizione del kursaal.
  4. ^ Storia urbana, Edizioni 22-25, Franco Angeli, 1983, p. 208.
  5. ^ a b c d e f g Autori vari, Paesaggio costiero, sviluppo turistico sostenibile, Gangemi, pp. 139-140.
  6. ^ Gianni Pirrone, Palermo, una capitale, dal Settecento al Liberty, Electa, 1989, pp. 166-68.
  7. ^ Autori vari, Una città al cinema: cent'anni di sale cinematografiche a Torino (1895-1995), Associazione generale italiana dello spettacolo, 1996, p. 177.
  8. ^ (EN) The Kursaal, Wiesbaden, Seen from across the Lake in the Kurpark, su tate.org.uk. URL consultato l'8 ottobre 2020.
  9. ^ (DE) Georg Dehio, Handbuch der deutschen Kunstdenkmäler, Deutscher Kunstverlag, 1972, p. 60.
  10. ^ (EN) Fodor's Switzerland, Fodor, 2015, "Theater".
  11. ^ (FR) BIENVENUE AU KURSAAL DE BESANÇON, su kursaal.besancon.fr. URL consultato l'8 ottobre 2020.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

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