L'amore ai tempi del colera

romanzo scritto da Gabriel García Márquez
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L'amore ai tempi del colera
Titolo originaleEl amor en los tiempos del cólera
Astoria, OR, River Boat 9-1-13 (10004013695).jpg
Battello per la navigazione fluviale simile a quelli presenti nel romanzo
AutoreGabriel García Márquez
1ª ed. originale1985
GenereRomanzo
Lingua originalespagnolo

L'amore ai tempi del colera (El amor en los tiempos del cólera) è un romanzo dello scrittore colombiano Gabriel García Márquez, Premio Nobel per la letteratura pubblicato nel 1985 in lingua spagnola con una tiratura milionaria, traduzioni quasi immediate in molte altre lingue ed enorme successo di pubblico.[1] Intento dell’autore durante la lavorazione era “scrivere un romanzo del XIX secolo come si scriveva nel XIX secolo”.[2]

TramaModifica

Barranquilla, Anni Venti del XX secolo. L’anziano medico Juvenal Urbino, membro molto stimato e rispettato della comunità locale, viene chiamato a redigere il certificato di morte di Jeremiah de Saint-Amour, esule caraibico e suo amico personale, morto suicida. Ma dopo aver conosciuto e parlato con l'amante di Jeremiah, il giorno del funerale, dopo una grandiosa festa in occasione della Pentecoste, anche Juvenal perde la vita per un banale incidente domestico. Dopo le esequie e le successive visite in casa per le condoglianza, la vedova Fermina Daza rimane infine sola con Florentino Ariza, suo spasimante e fidanzato in gioventù, che le confessa di essere ancora innamorato di lei a distanza di oltre mezzo secolo di distanza e le rinnova il suo giuramento di amore perenne fattole durante il loro fidanzamento.

A metà ottocento, il giovane Florentino Ariza, figlio illegittimo di un ricco armatore di mezzi navali fluviali, cresciuto dalla sola madre merciaia e prestatrice nel retrobottega del suo esercizio, è un impiegato telegrafista con la passione per la poesia, che viene incaricato di consegnare un normale telegramma a Lorenzo Daza, formalmente un commerciante di mule appena immigrato dalla Spagna, non particolarmente specchiato riguardo ai suoi affari. Accompagnato alla porta dopo la consegna, Florentino vede di sfuggita la figlia adolescente di Lorenzo Daza, Fermina, casualmente sopraggiunta, e si innamora di lei a prima vista. Dopo numerosi timidi avvicinamenti e tempo trascorso in solitudine nei paraggi della casa e della scuola che frequenta Fermina, Florentino riesce a conoscere la ragazza e, attraverso la complicità della zia Escolastica, inizia con lei una relazione amorosa prettamente epistolare. Venutasi a scoprire la cosa tramite un'insegnante di Fermina, Lorenzo, che mira a far sposare la bellissima figlia con un uomo ben più importante e facoltoso di un telegrafista, non sopportando che l'infatuazione dei due giovani ostacoli i suoi piani di ascesa sociale intima a Florentino di non preseguire oltre le sue lettere. Ricevuto un suo pacato ma fermo rifiuto, Lorenzo si trasferisce momentaneamente con la figlia in un lontano villaggio per qualche tempo, nella speranza di farle dimenticare il Florentino. Ma il suo intento fallisce, perché la complicità dei telegrafisti in tutti gli uffici postali intermedi, fa sì che i due giovani continuino a rimanere in contatto sia durante il viaggio sia durante la momentanea permanenza nel villaggio dove si stabiliscono. Tornata a casa dopo pochi anni, Fermina Daza rincontra al mercato centrale della città Florentino, sopraggiunto per rivederla. Ma purtroppo, alla vista dell'uomo, la giovane si rende improvvisamente conto di non amarlo più e di provare ora solo sentimenti di pietà per quanto possa aver fatto illudere un uomo perbene così innamorato. Così, Fermina rompe bruscamente il fidanzamento, precipitando Florentino nello sconforto che non smette però amarla infinitamente, come prima, serbando questo suo amore senza mai venir meno.

Dopo la rottura del fidanzamento con Florentino, Fermina Daza subisce il corteggiamento del giovane dottor Juvenal Urbino, lo scapolo più ambito della città, medico di già grande fama sebbene giovane e rientrato da poco in Colombia a seguito degli studi svolti a Parigi, che la visita su richiesta del padre perché sospettata di aver contratto il colera. Dopo essersi fermamente opposta, Fermina cede al desiderio del padre di fidanzarsi perché teme di rimanere infine sola, ed accetta così di sposare Juvenal. Nel matrimonio che Lorenzo Daza aveva sperato, probabilmente più per sè stesso che per la figlia, però, non c'è amore tra i coniugi, anche se nascerà con il tempo e sopratutto, come Juvenal sostiene, con l’abitudine, sebbene subirà il tedio della vita mondana, le liti furibonde, e l’unico tradimento del marito. Finché Juvenal, una sera di Pentecoste, per recuperare ed assicurare alla sua gabbia un costoso pappagallo ammaestrato, mebro dei numerosi animali adottati nel corso degli anni da Fermina e a tratti molto malvolentieri sopportati dal marito, sale su una scala appoggiata all'albero ma il tentativo si conclude con la scivolata del supporto e la relativa rovinosa, fatale caduta a terra.

Nel frattempo, nel corso di ben Cinquantatrè anni, sette mesi ed undici giorni - notti comprese Florentino Ariza prende la decisione di farsi nome e fortuna per poter avvicinare, anche da lontano, la società altolocata frequentata dall'amata assieme al marito e poterla magari vedere e meritare infine il suo amore, una volta rimasta vedova - evento che Florentino è conscio di aspettare per poter coronare il suo sogno. Florentino si fa perciò assumere nella Compagnia Fluviale dei Caraibi, appartenente allo zio Leon XII (così chiamato in onore di Leone XII, pontefice in carica alla sua nascita) fratello di suo Padre, e sale costantemente di livello all’interno grazie alla sua laboriosità fino a raggiungere la carica più alta, irragiunta dai quattro cugini tutti morti sul lavoro, nonché dalla cugina diventata prestissimo carne da convento. Sebbene riesca così ad incontrare con più facilità Fermina, sopratutto in occasione di eventi mondani, la Donna, ormai madre di due figli e consumata dalla quotidianità vissuta assieme al suo rivale, ostenta sempre una ferrea indifferenza, senza mostrare il ricordo i giorni di quel loro amore. Ma, sebbene malinconico, Florentino ha un carattere paziente e testardo, e continua imperterrito a coltivare il sogno di poter vivere la sua vita accanto a Fermina. Cionondimeno, Florentino coltiverà, con totale discrezione, nel corso degli anni numerose storie clandestine, con le più diverse e svariate donne, ognuna delle quali gli dona esperienza che lo arricchisce ogni anno che passa.

Venuto a conoscenza del tanto atteso lutto, Florentino Ariza, dopo aver rispettosamente omaggiato il rivale ed aspettato umilmente le sue condoglianze, rimane così solo con Fermina, e ribadisce emozionatissimo la sua promessa d'amore inavverata. Fermina, irritata per quella dichiarazione fatta in casa sua dopo così breve tempo dalla scomparsa del marito, lo caccia subito, intimandogli di non farsi più vedere per tutti gli anni di vita che gli rimangono, augurandogli siano molto pochi. Nonostante questa sfuriata, mitigata molto dalla dignità della rabbia, nonché comunque da un sentimento di comprensione prestati da Fermina, Florentino non si perde d'animo e per un anno le scrive ancora lettere riuscendo a poco a poco a riconquistare la fiducia della donna. Iniziano così a vedersi per il tè del pomeriggio, ricominciano piano piano a parlare del passato, scontrandosi più volte con resistenze che ne minano il cammino ma infine, con il consenso del figlio e della nuora di Fermina, riesce ad entrare nella sua vita e ad intraprendere una crociera su un battello fluviale che risale il fiume Magdalena, seguendo l'itinerario che Florentino aveva percorso più di cinquant’anni prima. Nello splendido isolamento della suite accanto a quella del capitano, i due ultrasettantenni fanno finalmente l'amore, in un viaggio che si vorrebbe non terminare mai.

PersonaggiModifica

  • Florentino Ariza è il protagonista del romanzo. Si tratta di un uomo dal carattere malinconico, che si veste in maniera austera con un completo in velluto nero, occhiali da vista dalle lenti spesse, occhi spaventati. All'inizio della storia è impiegato telegrafista, poi intraprende la carriera all'interno della Compagnia Fluviale dei Caraibi, e ne diviene proprietario quando lo zio León XII lo nomina erede universale. Sebbene si senta sempre legato a Fermina Daza, con la quale ha avuto un rapporto amoroso di natura prevalentemente epistolare da giovane, ha diverse amanti nel corso della sua vita, attratte dal suo bisogno d'amore. Il suo cuore apparterrà solo a Fermina.
  • Tránsito Ariza è la madre di Florentino Ariza, nato da una relazione clandestina con un uomo sposato. Gestisce una merceria e un banco dei pegni. Viene descritta come una madre amorevole, che segue tutte le peripezie amorose del figlio, offrendogli la propria esperienza sentimentale e il proprio supporto. Non si sposerà mai e morirà dopo aver completamente perduto la memoria.
  • León XII è lo zio di Florentino Ariza. Ha cinque figli: quattro maschi e una femmina. I maschi muoiono tutti prematuramente, la femmina non è ritenuta adatta alla carriera manageriale. Per tale motivo, Léon XII affiderà la Compagnia Fluviale dei Caraibi al nipote Florentino.
  • Fermina Daza è la donna amata sia da Florentino Ariza sia da Juvenal Urbino. Nel libro viene tratteggiata come una fanciulla dal carattere forte, altera, testarda e orgogliosa, oltre che bellissima. Cresce senza madre, della quale trova un surrogato nella zia Escolástica, e con il padre, uomo dal carattere altrettanto imperioso, con il quale avrà sempre un rapporto contrastato. L'altro affetto familiare che ha al mondo è costituito dalla cugina e confidente Hildebranda. Crescendo diventa una donna elegante e di classe, temuta e corteggiata socialmente, osteggiata dalla suocera, ma adorata dal marito. Insieme formano una coppia solidissima e armoniosa, arbitra di ogni evento storico e mondano, filantropica e colta, ma non priva di contrasti, rappresentati perlopiù da piccole incomprensioni quotidiane e da un tradimento del dottor Urbino, che tuttavia riescono a superare a prezzo di una lontananza di tre anni. Una volta vedova, dapprima allontana e poi lascia avvicinare Florentino Ariza, complice anche il sospetto di un tradimento del defunto marito con una sua cara amica; anche nel rinnovato amore senile rimane tuttavia fedele a se stessa, al suo carattere "da mula d'oro", come la definì una volta suo padre.
  • Lorenzo Daza, padre di Fermina, ha accumulato ingenti ricchezze tramite attività commerciali quasi interamente illecite. Si oppone all'amore che Florentino prova nei confronti di Fermina, ma accetta subito con gioia la proposta del dottor Urbino, facendo ogni cosa in suo potere perché Fermina sposi il miglior partito della città. Infatti, avendo sempre avuto grandi progetti matrimoniali, e ritenendo che una ragazza come Fermina sia troppo bella per sposare un semplice telegrafista, l'allontana dal suo primo innamorato, Florentino Ariza. Si è trasferito con la bimba da un piccolo villaggio dell'entroterra alla capitale proprio per questo scopo: trasformare la figlia di un commerciante di mule in una signora dell’alta società. Diviene ricco sulla base di traffici loschi, non curandosi di infrangere la legge, in modo da avere contatti importanti. Alla fine, i suoi progetti di ascesa sociale avranno successo in quanto Fermina sposerà il dottor Urbino, ma poco dopo sarà costretto ad abbandonare la città quando si scopre la vera natura dei suoi traffici. Morirà nel suo paese natale senza rivedere la figlia.
  • Escolástica è la zia di Fermina Daza, e insieme sua confidente e custode. Quando Lorenzo Daza scopre che lei ha facilitato la relazione con Florentino, la caccia via di casa. Fermina la cercherà in vari luoghi, ma non riuscirà mai a trovarla né perdonerà il padre per averla allontanata in quanto per lei era un surrogato della figura materna.
  • Hildebranda Sánchez è la cugina di Fermina e la sua migliore amica. Si conoscono nel viaggio intrapreso da Lorenzo Daza per allontanare la figlia da Florentino, e rimarranno amiche per tutta la vita. Definisce Florentino come un uomo "brutto e triste, ma tutto amore".
  • Juvenal Urbino è il marito di Fermina Daza. Proviene da una famiglia della nobiltà cittadina. Ha studiato Medicina a Parigi, città in cui ha portato più volte la moglie. Alla sua morte le campane suonano a lutto, privilegio riservato solo alle grandi personalità.
  • Leona Cassiani è un'impiegata della Compagnia Fluviale dei Caraibi. Florentino Ariza la incontra su un tram, e riesce a farla assumere nella compagnia, dove si guadagna la fiducia sia di Florentino sia di León XII.
  • América Vicuña è una quattordicenne affidata a Florentino Ariza. Sono in rapporti di parentela, ma per un certo periodo intrattengono discutibili relazioni amorose. Dopo che lui riallaccia il rapporto con Fermina Daza, América si suicida apparentemente in seguito all'esito negativo di un esame scolastico, ma il vero motivo è la lettura della corrispondenza di Florentino.

CriticaModifica

 
Cartagena de Indias

L'amore ai tempi del colera è il primo romanzo pubblicato da García Márquez dopo il premio Nobel; mai nessuna sua opera riceverà così tante critiche da chi lo aspetta al varco, pur ottenendo un immenso successo di pubblico.[2] Nel 1983 l'autore torna a vivere in Colombia dopo un breve esilio volontario in Messico, perché non ritiene di essere al sicuro nel proprio paese.[3] Ha in progetto un nuovo quotidiano da intitolarsi El Otro, che finanzierà con i fondi del premio; ma quando tutto è pronto per iniziare, García Márquez acquista una casa a Cartagena dove vive ancora la sua famiglia, e vi si chiude per scrivere quello che chiama “il romanzo dei vecchietti”.[3] Tutto sembra avere inizio da un sogno, quello di “un romanzo in cui un vecchio di ottant'anni vive una storia di frenesia sessuale con una vecchia di settanta”.[1]

Al momento della scrittura prendono il sopravvento i ricordi personali; la prima parte del romanzo è la rievocazione del fidanzamento dei suoi genitori: il padre Gabriel Eligio García Martínez, telegrafista, si era tenuto in contatto con la futura madre dello scrittore, Luisa Santiaga Márquez Iguarán grazie alla complicità dei colleghi telegrafisti quando il padre della ragazza la porta via dalla città per allontanarla da un matrimonio osteggiato.[1] A differenza del romanzo, al ritorno di Luisa Santiaga i due si erano sposati in segreto l’11 giugno 1926. Anche Gabriel Eligio era un violinista dilettante, come Florentino Ariza.

Il viaggio finale dei due amanti rievoca le undici navigazioni dell’autore sullo stesso fiume, che negli anni Ottanta era già un fiume morto, inquinato e devastato dal disboscamento selvaggio.[1] Secondo Michael Bell questo è il suo più riuscito tentativo di scrivere un romanzo genuinamente popolare e accessibile pur conservando “la sofisticazione di un’elevata coscienza modernista”.[4] Per Grynor Rojo parla della parodia di un romanzo pre-borghese per la storia di Florentino e Fermina, e della parodia di un romanzo borghese “che contiene in sé meccanismi della propria disintegrazione” per la storia d’amore di Fermina con il marito Juvenal.[5]

Trasposizioni cinematograficheModifica

Nel 2007 il romanzo è stato adattato per il grande schermo dal regista Mike Newell già affermatosi grazie al suo lavoro con il quarto film della saga di Harry Potter. L'amore ai tempi del colera vede come protagonisti Giovanna Mezzogiorno e Javier Bardem nei ruoli di Fermina e Florentino. Alla colonna sonora del film ha collaborato la cantautrice colombiana Shakira, autrice di alcuni pezzi ed interprete di tutte le musiche.

NoteModifica

  1. ^ a b c d Note sui testi, in Gabriel García Márquez, Opere narrative, volume secondo, Meridiani Collezione, Mondadori, 2004.
  2. ^ a b Bruno Arpaia, “Barocco è il mondo”, saggio introduttivo a Gabriel García Márquez, Opere narrative, volume secondo, Meridiani Collezione, Mondadori, 2004.
  3. ^ a b Cronologia, in Gabriel García Márquez, Opere narrative, volume secondo, Meridiani Collezione, Mondadori, 2004.
  4. ^ (EN) Michael Bell, Gabriel García Márquez: Solitude and Solidarity, Londra, McMillan, 1993.
  5. ^ Grynor Rojo, “El amor, la viejez y la muerte en los tiempos del cólera”, in Crítica del exilio, ed. Pehuen, Santiago del Cile 1988

EdizioniModifica

  • Gabriel García Márquez, L'amore ai tempi del colera, edito da Arnoldo Mondadori Editore, collana Oscar classici moderni, traduzione di A. Morino, p. 376, ISBN 978-88-04-57807-9.
  • Gabriel García Márquez, L'amore ai tempi del colera, edito da Arnoldo Mondadori Editore, collana Oscar scrittori moderni, traduzione di C. M. Valentinetti, pp. 392, ISBN 978-88-04-54316-9.
  • Gabriel García Márquez, Opere narrative, volume secondo, trad. di Angelo Morino, Meridiani Collezione, Mondadori, 2004, ISBN 9788804551379.

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