L'isola misteriosa e il capitano Nemo

film del 1973 diretto da Juan Antonio Bardem e Henri Colpi
L'isola misteriosa e il capitano Nemo
L'isola misteriosa e il capitano Nemo.jpg
I naufraghi giungono sul Nautilus
Titolo originaleL'isola misteriosa e il capitano Nemo
La isla misteriosa
L'île mystérieuse
Paese di produzioneSpagna, Italia, Francia
Anno1973
Durata120 min (Spagna)
97 min (Italia)
Rapporto1,66:1
Genereavventura
RegiaJuan Antonio Bardem, Henri Colpi
SoggettoJules Verne
SceneggiaturaJacques Champeaux, Juan Antonio Bardem, Monica Venturini
ProduttoreJacques Bar
Casa di produzioneFilmes Cinematografica
Cité Films
Copercines
Distribuzione in italianoTitanus
FotografiaEnzo Serafin
MontaggioAntonio Gimeno, Paul Cayatte
MusicheGianni Ferrio
ScenografiaJosé Luis Galicia, Jaime Pérez Cubero
CostumiLeón Revuelta
TruccoEmilio Puyol
Interpreti e personaggi

L'isola misteriosa e il capitano Nemo è un film del 1973 diretto da Juan Antonio Bardem e Henri Colpi.

TramaModifica

ProduzioneModifica

CriticaModifica

«[...] è un bell'esempio di cinema guastatore, appeso soltanto per il titolo a un'opera letteraria. Inutile stendere l'inventario delle cose soppresse o aggiunte o alterate o cambiate di posto o in qualche modo sciupate; è meglio parlare del fumettone originale, dove il capitano Nemo, che compare quasi subito (si capisce, è Omar Sharif), si annunzia come un antesignano di James Bond nel campo della radioattività, e spoglio d'ogni dolcezza e gravità soprannaturale, riesce nel totale alquanto spigoloso, atrabiliare e antipaticuccio. Del resto nessuno dei cinque naufraghi è simpatico, nemmeno il cane Top, né poi lo scimpanzé, né da ultimo l'aggiunto Ayrton, l'ex pirata, tutti accomunati da un tocco approssimativo e scorbutico, quale appunto richiede la psicologia attivistica del fumetto. E sebbene si parli di uomini costretti a rifare in solitudine il cammino del progresso umano movendo dall'età del ferro, quel cammino è così sommario che l'interesse didascalico è nullo; e nel film non si sente né il tempo che passa né la pazienza che vince, ma soltanto una casuale combinazione di fatti strani in un immane teatro di posa all'aperto [...]»

(Leo Pestelli su La Stampa del 10 aprile 1973[1])

NoteModifica

Collegamenti esterniModifica

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