Jules Verne

scrittore francese
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«Maestro, quanti sogni avventurosi / sognammo sulle trame dei tuoi libri! / La Terra il Mare il Cielo l'Universo / per te, con te, poeta dei prodigi, / varcammo in sogno oltre la Scienza.»

(Guido Gozzano, In morte di Giulio Verne)
Jules Verne ritratto dall'amico fotografo Nadar

Jules Gabriel Verne, spesso italianizzato in Giulio Verne (Nantes, 8 febbraio 1828Amiens, 24 marzo 1905), è stato uno scrittore francese. Tra i più importanti autori di storie per ragazzi, con i suoi romanzi scientifici è considerato, assieme a H. G. Wells, il padre della moderna fantascienza.[1][2][3][4] Giunse al successo nel 1863, quando si dedicò proprio al racconto d'avventura.

Tra le sue numerosissime opere, note in tutto il mondo, vi sono romanzi come Viaggio al centro della Terra, Dalla Terra alla Luna, L'isola misteriosa, Ventimila leghe sotto i mari e Il giro del mondo in ottanta giorni, con alcuni di questi che sono poi divenuti anche film di successo. Con i suoi racconti ambientati nell'aria, nello spazio, nel sottosuolo e nel fondo dei mari, ispirò scienziati e applicazioni tecnologiche delle epoche successive. Verne è anche uno degli autori più letti in lingua straniera.[5]

BiografiaModifica

GioventùModifica

 
Firma autografa di Verne

Jules Verne nasce l'8 febbraio 1828 a Nantes, città portuale della Francia occidentale. Figlio di Pierre Verne e di Sophie Allote de la Fuÿe, borghesi, Jules fu il primo di cinque fratelli. Gli altri quattro erano Pierre Paul, nato nel 1829, Anna, nata nel 1836, Mathilde, nata nel 1839 e Marie, nata nel 1842.

Nel 1839, a 11 anni, fuggì di casa, imbarcandosi su una nave diretta nelle Indie; il padre magistrato lo ritrovò immediatamente a Paimbœuf nei Paesi della Loira. La fuga nelle Indie era motivata dal desiderio di regalare a sua cugina Carolina, di cui era follemente innamorato, una collana di coralli.

Studiò retorica e filosofia al liceo di Nantes. Scrisse dei poemi e due tragedie in versi. Il giovane Verne visse, per via della sua vocazione letteraria, un contrasto intenso con il padre, un avvocato che avrebbe voluto tramandare la professione. Per questo, non di propria volontà, concluso il liceo partì per Parigi, dove portò a termine gli studi di giurisprudenza. Arrivò a Parigi in un periodo di grandi disordini. Cacciato nel febbraio del 1848 re Luigi Filippo, era stato istituito il governo provvisorio della Seconda Repubblica francese ed in città erano state di nuovo innalzate le barricate.

Nella capitale, oltre a stringere amicizie con molte persone in vista, trascorse molto tempo nei circoli letterari (dove ebbe modo di conoscere Alexandre Dumas) e nella Biblioteca nazionale, informandosi e documentandosi - trascrivendo una infinità di appunti - su casi scientifici e storici.

Inizio della carriera letterariaModifica

 
Jules Verne intorno al 1856

Intorno al 1848 iniziò, assieme a Michel Carré, a scrivere libretti per operette.

Per alcuni anni la sua attenzione si divise tra il teatro e il lavoro, ma alcune storie di viaggi che scrisse per il Musée des Familles gli rivelarono il talento per la scrittura di opere d'immaginazione.

Nel 1850 abbandonò definitivamente la carriera giuridica per dedicarsi alla letteratura. Scrisse commedie e tragedie per il teatro, sia pure con scarso successo (uno dei titoli che si ricorda è Pailles rompues, Le paglie rotte). Tramite la conoscenza di Alexandre Dumas figlio convinse Alexandre Dumas padre a rappresentarlo nel teatro di Dumas, Théatre Historique. Altri scritti compaiono sul Musée des familles: Les Premiers navires de la marine mexicaine e Un Drame dans les airs nel 1851. Nel 1852 Jules Verne divenne segretario del Théâtre Historique (vecchio nome del Théâtre Lyrique, ora Théâtre de la Ville), per poi passare all'Opéra-Comique.

Nel 1857 sposò Honorine Morel, una ricca vedova che gli garantì una discreta indipendenza economica. Ma non fu un matrimonio molto felice.

All'età di trentacinque anni, nel 1862, intraprese la carriera di scrittore, carriera che continuò fino al 1905. A tale anno risale anche la pubblicazione postuma di molti suoi lavori: sessantadue romanzi e diciassette racconti.

Il successo di Verne si dovette in gran parte all'editore Pierre-Jules Hetzel, il quale, dopo aver pubblicato nel 1863 un suo primo volume di racconti, Cinque settimane in pallone, gli propose un contratto di 20 anni con l'impegno di pubblicarne tre all'anno, consentendo all'autore di abbandonare l'impiego di agente di cambio e dedicarsi completamente alle sue opere.

I viaggi straordinariModifica

 
Una tipica copertina per un libro di Verne di Hetzel. L'edizione è Les Aventures du Capitaine Hatteras au Pôle Nord, collana "Aux deux éléphants".

Per i suoi Viaggi straordinari scrisse 62 romanzi e 18 novelle, che tuttavia per la critica sono considerati un genere minore.

Il romanzo Cinque settimane in pallone era ispirato alle imprese pionieristiche dell'amico fotografo Nadar, che nel 1863 aveva costruito un enorme pallone aerostatico, Le Géant ("Il gigante"); il fallimento del progetto convinse Nadar che il futuro dell'aeronautica sarebbe appartenuto ai mezzi più pesanti dell'aria, istituendo un'associazione per la loro promozione, della quale Verne fu segretario. Lo scrittore si ispirò all'amico Nadar per il personaggio di Michel Ardan del romanzo Dalla Terra alla Luna (1865).

Nel 1863 scrisse Parigi nel XX secolo, che venne però rifiutato dall'Editore Hetzel e dovrà attendere 130 anni per essere pubblicato. Infatti nel 1989 un pronipote di Verne fece aprire una vecchia cassaforte di cui si erano perdute le chiavi. Si scoprì così il manoscritto dell'opera. L'Editore Hachette lo ha pubblicato, poco convinto, nel 1994. In pochi giorni ne vennero vendute 200.000 copie.

Nel 1864 Jules Verne dedicò un tributo a Edgar Allan Poe (Edgar Poe et ses oeuvres).

Nel 1866 affittò una casa in una cittadina sull'estuario della Somme, Le Crotoy, dove comprò il suo primo battello, con il quale iniziò a navigare nel Canale della Manica e lungo la Senna.

Il 16 marzo 1867, in compagnia del fratello Paul, si imbarcò sul piroscafo Great Eastern (la più grande nave del mondo) a Liverpool, esperienza da cui ricavò il romanzo Una città galleggiante (1870). Nello stesso anno terminò uno dei suoi romanzi più famosi, 20.000 leghe sotto i mari. Nel 1873 pubblicò il romanzo Il giro del mondo in 80 giorni, grazie al quale l'anno successivo poté acquistare lo yacht Saint-Michel II. Nel 1878 navigò da Lisbona ad Algeri sul Saint-Michel III.

Meticoloso nel lavoro di ricerca a tavolino, fra le sue molteplici attività letterarie e di viaggio Verne riuscì a trovare anche il tempo per completare un'opera geografica; raccolse inoltre dati scientifici, sempre nel campo della geografia, della zoologia, della fisica, della chimica e della tecnologia; il suo indice a schede arrivò a comprendere più di ventimila voci. Recentemente, nei depositi della Biblioteca municipale di Nantes è stato scoperto un inedito, composto da sei fogli autografi e datato 1869, parte di un'introduzione che Verne dedicava ai grandi esploratori della terra.

Nel 1872, su richiesta della moglie, si trasferì ad Amiens, città natale della moglie. Ad Amiens, oltre che diventare membro e poi direttore dell'Académie des Sciences, des Lettres et des Arts, fece anche vita brillante. Vi conobbe e fu amico del pittore Jean de Francqueville (1860-1939), che invitava spesso sulla sua barca.

La biografia di ColomboModifica

 
Monumento celebrativo dell'opera di Verne a Redondela, in Galizia

Appassionato di viaggi e di vicende esotiche, Verne è stato autore anche di una sorta di romanzo-verità, più che di una biografia, sulla figura di Cristoforo Colombo. Il libro, intitolato semplicemente con il nome del grande navigatore, fu pubblicato nel 1882, sempre dall'editore Hetzel.

Verne - di cui era nota la simpatia per figure leggendarie come quella di Colombo - dipinse il navigatore genovese in maniera epica, alla stregua di un valoroso (e anticipatore) Capitano Nemo; non rinunciò però a una documentazione storico-scientifica assolutamente all'altezza della situazione.

Per ricostruire i quattro viaggi di Colombo alla scoperta dell'America poté usufruire della collaborazione di Gabriel Marcel, geografo della Biblioteca nazionale di Francia. Questa amicizia consentì a Verne di attingere abbondantemente dai documenti originali e dalle riproduzioni di lettere e dispacci dello stesso Colombo (va ricordato che il diario originale del navigatore, andato perduto, fu riscritto da Bartolomé de Las Casas).

Il "periodo nero"Modifica

 
Verne nel 1892

Nel 1886 iniziò per Verne quello che lui stesso indicò come il "periodo nero" della sua vita. Si susseguirono le morti di persone molto vicine a lui, tra cui l'editore Hetzel. Tormentato dalla nevrosi, da una moglie bisbetica, da un figlio difficile che finirà in riformatorio e da un nipote psicotico, Gaston, che tenterà di assassinarlo, Verne fu colpito da una paralisi alle gambe e finì la sua vita su una sedia a rotelle.

Tuttavia lo scrittore non perse la sua inventiva, ma certamente cambiò le tematiche dei suoi romanzi, che si fecero più complesse, più oscure e meno adatte ad un pubblico infantile, così come cambiò anche lo stile. Ciò si nota in opere di questo periodo come Robur il conquistatore e Il castello dei Carpazi. Le opere successive al 1892 sono sempre più caratterizzate dal pessimismo e dall'amarezza manifestata verso il genere umano da Verne, che sempre più spesso mise in guardia dall'uso malefico che può essere fatto della scienza (come in Padrone del mondo, seguito di Robur, ormai reso folle dalla sete di potere).

Gli ultimi anniModifica

Nel 1888 Jules Verne divenne consigliere comunale di Amiens. Nel 1903 presiedette il gruppo degli esperantisti della cittadina francese.

Verne morì nel 1905 ad Amiens, a settantasette anni di età, ormai quasi cieco, sofferente di diabete e colpito da paralisi. Fu sepolto ad Amiens nel cimitero della Maddalena.

Molte sue opere, rimaste inedite, furono fatte pubblicare dopo la sua morte dal figlio Michel, in forma probabilmente riadattata.

CriticaModifica

 
Caricatura di Verne del 1884

Jules Verne è considerato, assieme ad H. G. Wells, il padre del genere fantascientifico.[2]

Le storie avventurose di Verne, in particolare Viaggio al centro della Terra (1864), Dalla Terra alla Luna (1865) e Ventimila leghe sotto i mari (1869), mescolano un'audace avventura romantica con una tecnologia molto aggiornata o futuribile, cioè estrapolata nel futuro secondo logica. Le sue opere godettero di un enorme successo commerciale, aprendo la strada ad altri autori. L. Sprague de Camp ha definito Verne "il primo romanziere a tempo pieno di fantascienza del mondo".[6] Malgrado la loro popolarità, le opere di Verne vennero considerate per lungo tempo semplice letteratura per ragazzi: dovettero trascorrere molti anni dalla morte dello scrittore prima che la critica nazionale lo ammettesse a pieno titolo tra i grandi della letteratura francese ed è stato soprattutto a partire dagli anni ottanta del Novecento che la critica anglosassone lo ha ampiamente studiato, ritradotto e riconosciuto come uno dei padri della fantascienza,[2] benché Hugo Gernsback l'avesse riconosciuto esplicitamente come tale già nel 1926, nell'editoriale del primo storico numero di Amazing Stories,[7] la prima rivista interamente dedicata al genere.

Secondo Émile Zola «ha portato alle estreme conseguenze ciò che la scienza considera possibile in teoria, ma che nessuno è riuscito finora a mettere in pratica».[8] Secondo Antonio Gramsci, «nel Verne c'è l'alleanza dell'intelletto umano e delle forze materiali [...]. Nello stesso tempo però questo equilibrio nelle costruzioni romanzesche del Verne è diventato un limite, nel tempo, alla sua popolarità (a parte il valore artistico scarso): la scienza ha superato Verne e i suoi libri non sono più "eccitanti psichici"».[9] Secondo Ray Bradbury «senza Verne, molto probabilmente non avremmo mai concepito l'idea di andare sulla Luna.»[10]Guido Gozzano, nel suo sonetto In morte di Giulio Verne del 1905, scrisse: «La Terra il Mare il Cielo l'Universo per te, con te, poeta dei prodigi, varcammo in sogno oltre la Scienza.»[11]

La questione massonicaModifica

Secondo alcuni autori[12] le opere di Jules Verne contengono moltissimi riferimenti alla Massoneria e ai rituali massonici. In realtà non ci sono prove certe che Verne fosse massone, per cui la questione è dibattuta.

OmaggiModifica

  • Il 2005, nella ricorrenza del centenario della sua morte, è stato dichiarato "anno Jules Verne".

OpereModifica

Romanzi dei Viaggi straordinariModifica

 
La seconda di copertina di Ventimila leghe sotto i mari (1870)
 Lo stesso argomento in dettaglio: Viaggi straordinari.

I Viaggi straordinari (Voyages extraordinaires) sono una serie inizialmente di 54 romanzi scritti e fatti pubblicare da Verne tra il 1863 e il 1905;[14] a questi sono stati aggiunti altri 8 titoli postumi a cura del figlio Michel Verne tra il 1905 e il 1919 e 18 racconti inseriti nei volumi. Obiettivo precipuo e caratteristica dei Voyages era quello - secondo l'editore di Verne Pierre-Jules Hetzel - di "descrivere tutte le conoscenze geografiche, geologiche, fisiche ed astronomiche accumulate dalla scienza moderna e raccontate in una forma divertente e pittoresca... una storia dell'universo".[15]


Romanzi non compresi nei Viaggi straordinariModifica

  • 1846: Un prete nel 1839 (Un prêtre en 1839), pubblicato nel 1991 con i Manuscrits nantais
  • 1847: Jédédias Jamet ou l'histoire d'une succession, pubblicato per il pubblico nel 1991 con i Manuscrits nantais
  • ? : Pierre-Jean, racconto rimaneggiato da Michel Verne nel La destinée de Jean Morénas, poi pubblicato nel 1910 nella raccolta Hier et demain e nel 1991 con Manuscrits nantais
  • 1851: Un dramma in Messico (Un drame au Mexique), pubblicato nel 1876 in appendice a Michel Strogoff
  • 1851: Un dramma nell'aria (Un drame dans les airs), pubblicato nel 1874 con Le Docteur Ox
  • 1852: Martin Paz (1852), pubblicato nel 1875 con Chancellor
  • 1854: Mastro Zacharius o l'orologiaio che aveva perduto l'anima (Maître Zacharius ou l'horloger qui avait perdu son âme), pubblicato nel 1874 con Le Docteur Ox
  • 1855: Un inverno tra i ghiacci (Un hivernage dans les glaces), pubblicato nel 1874 con Le Docteur Ox
  • 1859: Viaggio a ritroso in Inghilterra e in Scozia (Voyage en Angleterre et en Écosse, pubblicato nel 1989 con il titolo Voyage à reculons en Angleterre et en Écosse)
  • 1861: Joyeuses misères de trois voyageurs en Scandinavie, incompleto, i frammenti rimasti sono stati pubblicati nel 2003
  • 1861: L'Oncle Robinson, incompleto, pubblicato nel 1991 con Manuscrits nantais
  • 1861: Parigi nel XX secolo (Paris au XXe siècle), pubblicato nel 1994
  • 1863: Il bluff (Le Humbug), frammento di un racconto pubblicato da Michel Verne e pubblicato nel 1910 nella raccolta Hier et demain
  • 1872: Storia dei grandi viaggiatori: da Annone cartaginese a Cristoforo Colombo; Milano: Treves Editore.
  • 1885: L'Épave du Cynthia , in collaborazione con André Laurie[16]

Romanzi postumiModifica

Romanzi scientificiModifica

  • 1858: Salon de 1857
  • 1864: Edgar Poe et ses œuvres
  • 1866: Géographie illustrée de la France et de ses colonies, in collaborazione con Théophile-Sébastien Lavallée
  • 1870: Découverte de la terre: Histoire générale des grands voyages et des grands voyageurs, publié en quatre volumes, les trois derniers en collaboration avec Gabriel Marcel - volume 1
  • 1878: Découverte de la terre: Histoire générale des grands voyages et des grands voyageurs, publié en quatre volumes, les trois derniers en collaboration avec Gabriel Marcel - volume 2
  • 1879: Les grands navigateurs du XVIII e siècle - volume 3
  • 1879: Christophe Colomb Traduzione italiana: Cristoforo Colombo. Ed. Philobiblon 2003 a cura di Graziella Martina ISBN 88-88591-05-2
  • 1880: Les voyageurs du XIX e siècle en 1880 - volume 4
  • 1888: La conquête économique et scientifique du globe, in collaborazione con Gabriel Marcel
  • 1890: Souvenirs d'enfance et de jeunesse

RaccolteModifica

Opere teatraliModifica

  • 1846: La congiura delle polveri (La Conspiration des poudres), dramma in versi in cinque atti
  • 1847: Alessandro VI (Alexandre VI), dramma in versi in cinque atti
  • 1847: Un dramma al tempo di Luigi XV (Un drame sous Louis XV), commedia in versi in cinque atti
  • 1847: Don Galaor (Don Galaor), sinossi di commedia in due atti
  • 1847: Il quarto d'ora di Rabelais (Le Quart d'heure de Rabelais), commedia in un atto
  • 1847: Una passeggiata al mare (Une promenade en mer), vaudeville in un atto
  • 1849: Il gallo cedrone (Le Coq de bruyère), sinossi di commedia in un atto
  • 1849: Si ha spesso bisogno di qualcuno più piccolo di noi (On a souvent besoin d'un plus petit que soi), sinossi
  • 1849: Abdullah (Abd'Allah), vaudeville in due atti
  • 1850: La milleduesima notte (La Mille et deuxième nuit), commedia in un atto, musica di Aristide Hignard
  • 1850: Quiridine et Quidinerit (Quiridine et Quidinerit) commedia all'italiana in tre atti
  • 1850: La Guimard (a Guimard), commedia in due atti
  • 1850: Le paglie rotte (Les Pailles rompues), commedia in un atto con la probabile collaborazione di Alexandre Dumas figlio
  • 1851: Tra Scilla e Cariddi (De Charybde en Scylla), commedia in versi in un atto
  • 1852: Il "tour" di Montlhéry (La Tour de Montlhéry), dramma in cinque atti e un prologo, in collaborazione con Charles Wallut
  • 1852: I castelli in California (Les Châteaux en Californie), "comédie-proverbe" in prosa in un atto, in collaborazione con Pitre-Chevalier
  • 1853: Le gioie del giorno (Les Heureux du jour), commedia in versi in cinque atti
  • 1853: Un figlio adottivo (Un Fils adoptif), commedia in un atto, in collaborazione con Charles Wallut
  • 1853: A mosca cieca (Le Colin-maillard), opera comica in un atto, in collaborazione con Michel Carré. Musica di Aristide Hignard
  • 1854: Guerra ai tiranni (Guerre aux tyrans), commedia in versi in un atto
  • 1855: A bordo dell'Adour (Au bord de l'Adour), commedia in versi in un atto
  • 1855: I soci della Maggiorana (Les Compagnons de la Marjolaine), opera comica in un atto, in collaborazione con Michel Carré. Musica di Aristide Hignard
  • 1855: Monna Lisa (Monna Lisa), commedia in versi in atto
  • 1858: La pagina di Madame Malborough (Le Page de Madame Malborough), operetta in un atto attribuita a Jules Verne. Musica di Frédéric Barbier
  • 1858: Il signor Di Scimpanzé (Monsieur de Chimpanzé), operetta in un atto. Musica di Aristide Hignard
  • 1860: L'albergo delle Ardenne (L'Auberge des Ardennes), opera comica in un atto, in collaborazione con Michel Carré. Musica di Aristide Hignard
  • 1861: Undici giorni di assedio (Onze jours de siège), commedia in prosa in tre atti, in collaborazione con Charles Wallut e, probabilmente, Victorien Sardou
  • 1867: Le sabine (Les Sabines), opera buffa, in collaboration con Charles Wallut
  • 1871: Il polo nord (Le Pôle Nord), sinossi di commedia in sei atti e un prologo, quattordici quadri, tratto dal romanzo "Le avventure del capitano Hatteras"
  • 1873: Un nipote d'America (Un neveu d'Amérique), commedia in tre atti, in collaborazione con Charles Wallut
  • 1874: Secondo atto di una commedia senza titolo
  • 1874: Il giro del mondo in ottanta giorni (Le Tour du monde en quatre-vingts jours), cinque atti e un prologo, quindici quadri, in collaborazione con Adolphe Dennery
  • 1877: Il dottor Ox (Le Docteur Ox), opera buffa di Jacques Offenbach, adattamento di Philippe Gille con la probabile collaborazione di Jules Verne
  • 1878: I figli del capitano Grant (Les Enfants du capitaine Grant), commedia in cinque atti e un prologo, tredici quadri in collaborazione con Adolphe Dennery
  • 1880: Michele Strogoff (Michel Strogoff), commedia "à grand spectacle", in cinque atti e un prologo, in collaborazione con Adolphe Dennery
  • 1882: Viaggio attraverso l'impossibile (Voyage à travers l'Impossible), commedia fantastica in tre atti, diciassette quadri, in collaborazione con Adolphe Dennery
  • 1883: Keraban il testardo (Kéraban-le-Têtu), commedia in cinque atti

DiscorsiModifica

Ricevimento all'Università di Amiens
  • 1875: Risposta al discorso del Sig. Gustave Dubouis
  • 1875: Risposta al discorso del Sig. Gédéon Baril
  • 1881: Risposta al discorso del Sig. Pacaut
  • 1892: Risposta al discorso del Sig. Ricquier
Altro
  • 1889: Rendiconto morale della Cassa delle Scuole per l'anno 1888
  • 1889: Discorso d'inaugurazione del circo municipale
  • 1891: Troppi fiori!
  • 1893: Discorso di distribuzione dei premi del Liceo delle giovani ragazze
  • 1894: Il Presidente suo malgrado
  • 1898: Rendiconto delle operazioni della Cassa di Risparmio di Amiens per l'anno 1897

Trasposizioni cinematograficheModifica

 
Celebre fotogramma di Viaggio nella Luna (Le voyage dans la Lune, 1902) di Georges Méliès, generalmente citato come il primo film di fantascienza.
 
Locandina statunitense del film cecoslovacco La diabolica invenzione (Vynález skázy, 1958)

Di Verne si è occupato anche il cinema, fin dai suoi inizi, trasponendo a più riprese molti dei suoi romanzi: da Intorno alla Luna e Dalla Terra alla Luna fu tratto nel 1902 uno dei primissimi film di fantascienza ad opera del regista francese Georges Méliès, Viaggio nella Luna (Voyage dans la Lune). Di varie opere si sono avute delle trasposizioni, come Il giro del mondo in 80 giorni, Viaggio al centro della Terra, Michele Strogoff, I figli del capitano Grant, L'isola misteriosa e Ventimila leghe sotto i mari, sia per il grande sia, in seguito, per il piccolo schermo.

Si riporta di seguito una filmografia (non esaustiva):

OnorificenzeModifica

  Cavaliere dell'Ordine della Legion d'Onore (Francia)
— 9 agosto 1870[17]

NoteModifica

  1. ^ Riccardo Valla, Le Origini Della Fantascienza (Prima parte), su carmillaonline.com. URL consultato il 13 febbraio 2013 (archiviato dall'url originale il 22 ottobre 2012).
  2. ^ a b c (EN) John Clute, David Langford e Peter Nicholls (a cura di), Jules Verne, in The Encyclopedia of Science Fiction, III edizione online, 2011-2015. Ultimo accesso 25 maggio 2012
  3. ^ Bernard Bergonzi, The early H. G. Wells. A study of the scientiftc romances, Manchester, Manchester University Press, 1961.
  4. ^ Mark R. Hillegas, The Future as Nightmare. H.G. Wells and the Anti-Utopians, New York, Oxford University Press, 1967.
  5. ^ Stando all'Index Translationum dell'UNESCO, con un totale di 4.162 traduzioni si colloca al terzo posto fra gli autori più letti in lingua straniera: segue infatti le produzioni Walt Disney e i romanzi di Agatha Christie.
  6. ^ L. Sprague de Camp, Lovecraft: A Biography, Orion, 2011, p. 159-160, ISBN 978-0-575-10364-1. URL consultato il 25 maggio 2012.
  7. ^ "Con fantascienza ["scientifiction"] intendo il genere di storie scritto da Jules Verne, H.G. Wells ed Edgar Allan Poe: un'affascinante romance intimamente mescolato a dati scientifici e visioni profetiche."
  8. ^ Ezio Savino - articolo del 6/8/2009 in www.il giornale.it/news consultato il 22/02/2014
  9. ^ Antonio Gramsci, Letteratura e vita nazionale, Editori Riuniti, 1987 p. 139
  10. ^ Ray Bradbury in H.Lottman - Jules Verne sognatore profeta - Mondadori - Milano - 1999
  11. ^ Guido Gozzano, In morte di Giulio Verne, 1905. In Guido Gozzano, Opere, UTET, 2013, p. 118, ISBN 978-88-418-8919-0.
  12. ^ Michel Lamy, «Jules Verne, Initié et Initiateur», 1984, Édition Payot
  13. ^ (EN) M.P.C. 24765 del 15 febbraio 1995
  14. ^ Volker Dehs, Jean-Michel Margot, Zvi Har'El, The Complete Jules Verne Bibliography: I. Voyages Extraordinaires, su Jules Verne Collection, Zvi Har'El. URL consultato il 6 settembre 2012.
  15. ^ Ariel Pérez, Garmt de Vries e Jean-Michel Margot, Jules Verne FAQ, su Jules Verne Collection, Zvi Har'El, 2008. URL consultato il 26 marzo 2013.
  16. ^ Jules Verne - Il castello dei Carpazi - a cura di Mariella Di Maio - Edizioni Studio Tesi 1991 - pag . XXII Cronologia.
  17. ^ Il est décoré d'après le dossier « pour ses romans scientifiques ». Dossier base Léonore LH/2692/1

BibliografiaModifica

  • (EN) William Butcher. Jules Verne: The Definitive Biography, 2006
  • Herbert R. Lottman. Jules Verne. Sognatore e profeta di fine millennio (Jules Verne, 1996, Flammarion), Le scie, Mondadori, I edizione giugno 1999, ISBN 88-04-42589-X
  • Caterina Marrone, I segni dell'inganno. Semiotica della crittografia, Viterbo: Nuovi Equilibri, 2010, pp. 199, ISBN 88-6222-132-0
  • (FR) Alexandre Tarrieu, Revue Jules Verne 11. Le théâtre de jeunesse, 2001. P. 11-24.

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