La Boje è il nome con cui viene ricordato il moto contadino del periodo 1882-1885.

Origine della rivoltaModifica

Gli storici non sono concordi sul luogo ove ebbe origine la rivolta. Secondo alcuni la rivolta avrebbe avuto origine nel Mantovano, secondo altri nel Trevigiano. Secondo Vittorio Tomasin il luogo dove avrebbe avuto origine la rivolta è localizzato a Ceregnano, in località Pezzoli. A supporto della tesi di Tomasin c'è il fatto che la parola "la boje" - cioè [essa] bolle riferita alla pentola in ebollizione - fa parte del dialetto veneto: "La boje, e de boto la va fora" (Bolle, e sta per traboccare).

A conferma ulteriore della tesi principe, risultata negli anni l'unica saldamente fissata da documenti storiografici, tuttora anziani della zona montagnanese (nel Padovano) continuano a trasmettere oralmente il detto "la boje" come esclamazione di giubilo o di disappunto.

Un'ulteriore conferma è data dall'uso consueto, nel gergo da caserma dei soldati di leva di stanza nel Friuli e zone limitrofe (tra cui il trevigiano), dell'espressione "la boje" per indicare una situazione difficile che stia per accadere (una ispezione del comandante, una missione in polveriera, etc.).

Cause della rivoltaModifica

Un altro motivo di supporto alla tesi di origine del moto in provincia di Rovigo, sta nel fatto che nel 1882 l'Adige aveva rovinosamente rotto gli argini allagando grande parte del Polesine mettendo in ginocchio l'Agricoltura. I braccianti non riuscivano a vivere con la bassa paga, mentre gli agrari si trovavano nell'impossibilità di concedere aumenti. Il problema si risolse negli anni successivi con la forte emigrazione verso il Sudamerica di numerosi braccianti.

Il processo di VeneziaModifica

 
Casatico, lapide a Francesco Siliprandi

Lo sviluppo maggiore dell'agitazione si ebbe nel mantovano, dove i contadini vennero organizzati in due Associazioni: la Società di mutuo soccorso tra i contadini della provincia di Mantova che operava principalmente nel circondario di Mantova e nel Basso mantovano fino all'Oltrepò, fondata dall'ingegnere Eugenio Sartori e l’Associazione generale dei lavoratori italiani diretta dall'ex garibaldino Francesco Siliprandi e dal contadino gonzaghese Giuseppe Barbiani, che operava principalmente nei territori al confine con il Cremonese. Entrambe le associazioni furono formalmente fondate nel 1884.

Lo sciopero durò parecchi mesi causando la reazione governativa. Nel marzo 1885 lo sciopero venne soffocato dall'intervento dell'esercito e circa 160 persone vennero arrestate, delle quali 22 furono rinviate a giudizio. Il Collegio di difesa era composto dall'avv. Giuseppe Ceneri, dall'avv. Ettore Sacchi, deputato cremonese della Democrazia radicale e futuro ministro e dal giovane avv. Enrico Ferri, già noto giurista mantovano. La giuria popolare della Corte d’Assise di Venezia, con sentenza del 27 marzo 1886, assolse i ventidue imputati.

BibliografiaModifica

  • Processo dei contadini mantovani alla Corte d'Assise di Venezia, Venezia, Stab. tip. di Carlo Ferrari, 1886
  • Luigi Preti, Le lotte agrarie nella Valle Padana, Torino, Einaudi, 1954 (ristampa 1973)
  • Rinaldo Salvadori, La boje! Processo dei contadini mantovani alla Corte d'Assise di Venezia, Milano, Edizioni Avanti!, 1962
  • Rinaldo Salvadori, La repubblica socialista mantovana. Da belfiore al Fascismo, Milano, Edizioni del Gallo, 1966
  • AA.VV., Braccianti e contadini nella Valle Padana: 1880-1905, Roma, Editori Riuniti, 1975
  • Giorgio Manzini, Padroni e contadini: il primo processo politico dell'Italia unita, Milano, Mondadori, 1983
  • La boje! Ipotesi di ricerca, Mantova, Biblioteca Archivio - Casa del Mantegna, 1983
  • Vittorio Tomasin, Il moto polesano de 'la boje' del 1884, in Annali Istituto A. Cervi, Bologna, Il Mulino, 1984, pp. 221–246
  • Vittorio Tomasin, 1884-'86, gli anni de 'la boje' in Polesine, in Studi Polesani (1984), nn.14- 16, pp. 23–56
  • Luigi Cavazzoli, Rinaldo Salvadori, Storia della cooperazione mantovana dall'Unità al Fascismo, Venezia, Marsilio Editori, 1984
  • Vittorio Tomasin, La boje in Polesine. Documenti 1884-'85, Rovigo, Amministrazione Provinciale di Rovigo, 1985

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