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La cassa sbagliata

film del 1966 diretto da Bryan Forbes
La cassa sbagliata
Titolo originaleThe Wrong Box
Lingua originaleinglese
Paese di produzioneRegno Unito
Anno1966
Durata105 min
Rapporto1.66:1
Generecommedia
RegiaBryan Forbes
SoggettoRobert Louis Stevenson
SceneggiaturaLarry Gelbart, Burt Shevelove
ProduttoreBryan Forbes
FotografiaGerry Turpin
MontaggioAlan Osbiston
MusicheJohn Barry
CostumiJulie Harris
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

La cassa sbagliata (The Wrong Box) è un film girato in Inghilterra nel 1966 da Bryan Forbes e tratto da un romanzo omonimo di Robert Louis Stevenson. Si tratta di una commedia nera inglese improntata al tipico humor d'oltremanica dove si fondono sarcasmo, comicità e in minima parte erotismo e thriller. Ambientato in epoca vittoriana, alcune scene sono girate nella elegante città di Bath.

Indice

PrefazioneModifica

Robert Louis Stevenson prende spunto per questo racconto da una particolare procedura bancaria detta Tontin (Tontina) inventata dal banchiere napoletano Lorenzo de Tonti[1], facendone una intricata commedia nera degli equivoci.

TramaModifica

In un collegio inglese, il direttore sta spiegando ai 20 alunni di una classe che ciascuno dei loro genitori ha versato 1000 sterline d'oro per una particolare forma di polizza sulla vita, denominata Tontin, e che l'ultimo sopravvissuto tra essi si prenderà l'intero ammontare della polizza più gli interessi.

Durante gli anni le morti si susseguono implacabili e nei modi più incredibili: muoiono in 17. Due dei tre rimasti sono fratelli: Joseph Finsbury, assistito dai due nipoti Morris e John Fisbury, fannulloni e donnaioli che non aspettano altro che mettere le mani sul Tontin e dalla dolcissima nipote Julia Finsbury; mentre Masterman Finsbury è assistito oltre che da un maggiordomo decrepito e non pagato da cinque anni, anche dal nipote Michael Finsbury, medico, sognatore e innamorato di Julia.

Joseph e Masterman sono molto diversi l'uno dall'altro e non si vedono da 40 anni, pur abitando praticamentein in case adiacenti. Joseph è uno studioso, filosofo, erudito umanista e tuttologo, con il vizio di bombardare i malcapitati ascoltatori di turno, con continue citazioni enciclopediche, gettando gli sfortunati ascoltatori nello sconforto totale. Masterman è un taccagno con il chiodo fisso di far fuori i partecipanti del Tontin e in particolar modo il fratello Joseph per intascare l'ingente somma.

Un telegramma a Masterman accende la miccia tra i due: il terzo incomodo è morto: adesso sono solo in due. Joseph va per un periodo in vacanza in un albergo nella provincia di Londra, ed è li che riceve un telegramma dal fratello Masterman che lo invita a casa sua, con la scusa della sua dipartita, per ucciderlo.

Partito in treno alla volta di Londra con i due nipoti, prendono posto in una carrozza dove a loro insaputa siede anche il ricercato strangolatore di Portsmouth. Un grave incidente ferroviario mette fine al viaggio.

Il corpo dello strangolatore di Portsmouth straziato dalle lamiere viene scambiato dai nipoti per Joseph, che sano e salvo, si allontana dal luogo dell'incidente chiedendo un passaggio per Londra. Joseph comincia a vagare per le vie della città. I nipoti, scampati al disastro, spediscono in un barile, il corpo del presunto Joseph a casa propria a Londra, per non farlo conteggiare fra i morti del disastro, cosa essenziale per intascare il Tontin, subito dopo contattano 2 malviventi per prelevare il cadavere del presunto Joseph e buttarlo a fiume; vanno anche da un medico compiacente, ubriacone e azzeccagarbugli, il Dott. Pratt, per un certificato di morte con la data in bianco, il medico accetta e firma un documento, asciugandolo con uno dei tanti micetti che girovagano per il tavolo.

A complicare le cose, c'è una spedizione verso casa Finsbury di una cassa contenente una statua che arriva contemporaneamente al barile e di un pianoforte venduto e in partenza da casa Finsbury.

Masterman svegliato di soprassalto dal campanello di casa, cade dalle scale, rimanendo svenuto, i due malviventi credendo di portare via il cadavere di Joseph, in realtà portano via Masterman e lo buttano a fiume.

Dati per morti i due fratelli Finsbury, il notaio comincia la sua opera, leggendo il testamento dei fratelli Finsbury e venendo ingannato dai due nipoti con il certificato postdatato, che si intascano il malloppo che è di ben 100 000 sterline d'oro. Con un'altra serie di scambi di posto tra barili, casse da morto e non e pianoforti, dei finti e veri cadaveri, si arriva alla mattina successiva dove Joseph vagante per Londra, incontra una sua vecchia conoscenza femminile che è appena diventata vedova e si offre di accompagnarla al cimitero per la sepoltura, cominciando subito a tempestarla di citazioni enciclopedico-mortuarie.

Masterman viene riportato a casa in una cassa funeraria dall'esercito della salvezza che lo aveva ripescato a fiume, ma non accorgendosi che fosse vivo.

Il notaio rivuole indietro la somma, comincia così una corsa pazza con tre carri funebri, carretti vari, il notaio e la polizia al seguito che si conclude al cimitero, davanti alla fossa dell'unico morto che con la faccenda non c'entra nulla. A quel punto si scopre che i due fratelli Finsbury sono vivi e vegeti e che la corsa al Tontin e tutt'altro che terminata.

La polizia avendo messo a disposizione a suo tempo 1000 sterline d'oro, per chi avesse consegnato vivo o morto lo strangolatore di Portsmouth, scatena al cimitero una rissa per la paternità del fatto.

PremiModifica

  • BAFTA Film Award per Julie Harris (costumi)

NoteModifica

  1. ^ Lorenzo de Tonti - Tontine - Archivio storico Corriere della sera, su archiviostorico.corriere.it (archiviato dall'url originale in data pre 1/1/2016).

Collegamenti esterniModifica

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