La ribelle (film 1993)

film del 1993 diretto da Aurelio Grimaldi
La ribelle
La ribelle (film 1993).JPG
una scena del film
Paese di produzioneItalia
Anno1993
Durata100 min
Generedrammatico
RegiaAurelio Grimaldi
SoggettoAurelio Grimaldi
SceneggiaturaAurelio Grimaldi
ProduttorePietro Valsecchi, Camilla Nesbitt
Produttore esecutivoPietro Valsecchi, Camilla Nesbitt
Casa di produzioneTaodue
Distribuzione in italianoReteitalia
FotografiaMaurizio Calvesi
MontaggioClaudio Di Mauro
MusicheCarlo Crivelli
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

La ribelle è un film del 1993 scritto e diretto da Aurelio Grimaldi.

TramaModifica

Enza è un'adolescente siciliana fresca e vitale che si sta affacciando alla vita, ma a causa della propria ingenuità, finisce sempre col mettersi nei guai. Non ha i genitori, ma vive con degli zii insieme alla sorella maggiore che, più scafata, le fa da madre e cerca di metterla sulla retta via, finendo per questo anche in carcere per qualche tempo. Enza, tenendo fede alla sua natura di ribelle, s'innamora ricambiata di Sebastiano, un aitante ma assai superficiale venditore di musicassette, con il quale ha i primi rapporti sessuali, ma per lui giungerà anche a rubare.

Scoperta, viene messa in un istituto correzionale di una città vicina, gestito da un'arcigna madre superiora, dal quale può tornare in famiglia un giorno alla settimana. Un giorno, sull'autobus che collega il suo paese con la città, conosce Franchino, un ragazzo ugualmente superficiale ma che, col tempo, sente di innamorarsi seriamente di lei, e farà di tutto per correggersi. Dopo continui litigi e riavvicinamenti, Enza si accorge di essere incinta: sotto gli occhi di Franchino, prima si getta nel mare ghiacciato volendo abortire, ma poi esce dall'acqua incolume e salta su un autobus.

CriticaModifica

È uno dei primi film (il primo in Italia) di Penélope Cruz, che è assai credibile nel ruolo della solare ed inquieta ragazzina siciliana. Ottime anche Lorenza Indovina nel ruolo della sorella-madre disincantata, e Laura Betti nella parte della paziente ma oppressiva madre superiora. Calibrati Stefano Dionisi e Marco Leonardi, regia mai superficiale.

Collegamenti esterniModifica

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