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Lago d'Averno

lago vulcanico campano
Lago d'Averno
Lago d'Averno 1.jpg
Stato Italia Italia
Regione Campania Campania
Provincia Napoli Napoli
Coordinate 40°50′20.4″N 14°04′33.6″E / 40.839°N 14.076°E40.839; 14.076Coordinate: 40°50′20.4″N 14°04′33.6″E / 40.839°N 14.076°E40.839; 14.076
Dimensioni
Superficie 0,55 km²
Profondità massima 35 m
Mappa di localizzazione: Italia
Lago d'Averno
Lago d'Averno

Il lago d'Averno è un lago vulcanico che si trova nel comune di Pozzuoli e precisamente tra la frazione Lucrino e Cuma, nella città metropolitana di Napoli.

Origine del nomeModifica

 
Il lago d'Averno in un dipinto del 1765

Il nome Avernus deriva dal greco άορνος (senza uccelli). Si narra che tale assenza fosse dovuta al fatto che le acque del lago esalassero dei particolari gas che non permettessero la vita agli uccelli. Secondo la religione greca e poi romana, era un accesso all'Oltretomba, regno del dio Plutone. Per tal motivo gli inferi romani (l'Ade greco) si chiamano anche Averno. Il lago di Averno giace all'interno di un cratere vulcanico spento, nato 4.000 anni fa.

Infatti anche il poeta Virgilio, nel sesto libro dell'Eneide, colloca vicino a tale lago l'ingresso mistico agli Inferi, dove l'eroe Enea deve recarsi (scrupea, tuta lacu nigro nemorumque tenebris VI, 238), inoltre è anche il luogo in cui comincia il viaggio di Dante Alighieri nell'Inferno, descritto nella Divina Commedia, in quanto il poeta stesso colloca in questo lago Lucifero, l'angelo caduto dal Paradiso. Il lago d'Averno è il secondo per dimensione, dopo il Fusaro, dei laghi presenti nei Campi Flegrei.

Nel corso del XIX secolo è stato oggetto di studio in particolare per il fenomeno ottico della Fata Morgana[1].

Il porto di AgrippaModifica

Prima di aver compiuto i 43 anni richiesti dalla carica, Marco Vipsanio Agrippa viene richiamato a Roma da Ottaviano per il consolato nel 37 a.C. Ottaviano ha subito alcune sconfitte navali umilianti contro Sesto Pompeo[2] e ha bisogno del suo fidato amico per elaborare la strategia da seguire in guerra. Mentre Sesto Pompeo controlla le coste italiche, il primo obiettivo di Agrippa è di trovare un porto sicuro per la flotta. Durante la sua precedente campagna, Agrippa non aveva trovato basi navali in Italia vicino alla Sicilia. Agrippa mostra però un "grande talento di organizzatore e di costruttore"[3] intraprendendo "lavori giganteschi"[4] edificando in Campania una base navale partendo da zero, facendo scavare un canale fra il mare ed il lago di Lucrino per formare un porto esterno e un altro fra il Lucrino ed il lago d'Averno per avere un porto interno. Il nuovo complesso portuale viene chiamato Portus Julius in onore di Ottaviano[3][4].

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

Vicino al lago si trovano il Tempio d'Apollo, il "passaggio per gli Inferi" descritto da Virgilio nell'Eneide, quando Enea decide di accedere all'Ade per incontrare il padre defunto (in realtà una grotta scavata nel tufo, di circa 200 m, probabilmente creata per collegare il lago al mare, la quale, per la suggestione dell'ambiente e le infiltrazioni d'acqua che creano un fiumiciattolo sotterraneo, veniva associata allo Stige infernale e ai luoghi dell'Acheronte) e la Grotta di Cocceio, un cunicolo scavato dai Romani per scopi militari che collegava il lago a Cuma; oggi non più visitabile a causa di danneggiamenti strutturali avvenuti durante la seconda guerra mondiale, che hanno reso la grotta pericolante.

FaunaModifica

Il lago ospita una comunità stanziale di folaghe insieme a svassi maggiori, germani reali e altri anatidi. Nelle acque sono presenti diverse specie di pesci tra cui bavose di acqua dolce, alborelle e specie alloctone come persici, gambusie ma anche pesci rossi e tartarughe d'acqua dolce domestiche liberate nel lago. Sono presenti anche bisce, rane e gamberetti d'acqua dolce.

Eventi recentiModifica

Il lago è stato sequestrato come bene utilizzato dalla Camorra il 10 luglio 2010[5].

NoteModifica

  1. ^ Sopra la Fata Morgana del Lago di Averno, «Annali Civili del Regno delle Due Sicilie», vol. IV, fasc. VII, 1834, pp. 30–41.; Giuseppe Ruffo, Sulla Fata Morgana del Lago di Averno, «Atti della Reale Accademia delle Scienze», vol. IV, 1839, pp. 19–41..
  2. ^ (FR) Pierre Cosme, Auguste, Librairie Académique Perrin, 2005, p. 76.
  3. ^ a b Cosme, p. 77.
  4. ^ a b (FR) Jean-Michel Roddaz, Histoire romaine des origines à Auguste, a cura di François Hinard, Fayard, 2000, p. 872.
  5. ^ Sigilli al Lago d'Averno: era in mano ai Casalesi, Corriere.it, 10 luglio 2010.

Voci correlateModifica

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Collegamenti esterniModifica

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