Lampo (cane)

cane famoso

Lampo (circa 1950 - Campiglia Marittima, 22 luglio 1961[1]), soprannominato il cane ferroviere o cane viaggiatore, è stato un cane meticcio pezzato divenuto famoso per i suoi viaggi ferroviari lungo l'Italia.[2]

Lampo, il cane viaggiatore

StoriaModifica

 
Lampo su una locomotiva

«Lampo ha solo voluto vivere in un modo diverso da tutti i suoi simili, viaggiando per conoscere non soltanto un po' del nostro mondo, ma anche la vita e i sentimenti degli uomini.»

(Elvio Barlettani)

Nell'agosto 1953 un piccolo cane randagio scese da un treno merci alla stazione di Campiglia Marittima e venne adottato dal capogestione Elvio Barlettani, nonostante i rigidi regolamenti ferroviari.[1]

Ben presto il cane imparò gli orari dei treni, distinguendo i convogli lenti da quelli veloci, così da andare da qualche parte ogni giorno e ritornare al tramonto.[3] Quasi tutte le mattine saliva da solo sul treno a Campiglia per andare a Piombino ad accompagnare Mirna, la figlia del capogestione, a scuola per poi ritornarsene alla base di Campiglia.

Dopo alcuni anni, la Direzione del compartimento ferroviario di Firenze obbligò Barlettani ad allontanare il cane Lampo: inizialmente venne messo su un treno merci diretto a Napoli, ma riuscì a ritornare a Campiglia dopo qualche giorno. In seguito venne affidato ad un contadino delle campagne vicino a Barletta. Ciononostante, dopo circa cinque mesi, il cane riuscì a ritornare a Campiglia Marittima, dove divenne ufficialmente la mascotte della stazione ferroviaria. La sua storia incuriosì i giornalisti di tutto il mondo, che gli dedicarono servizi televisivi, articoli e copertine.[4] Nel novembre 1958 la Rai mandò in onda un servizio all'interno della rubrica Giramondo - Cinegiornale dei ragazzi.

Dopo alcuni anni, il cane Lampo fu riconosciuto dal guardiano del porto di Livorno, che disse di aver tenuto con sé l'animale per qualche tempo dopo averlo visto scendere da una nave statunitense nel 1951.

La sera del 22 luglio 1961 un treno merci in manovra investì il cane, che venne seppellito nell'aiuola della stazione, ai piedi di un albero di acacia.

RicordoModifica

 
Monumento a ricordo di Lampo, il cane viaggiatore

Poco tempo dopo la sua morte, grazie ad una colletta dei ferrovieri e ad una sottoscrizione lanciata dalla rivista statunitense This Week, presso la stazione venne inaugurato un monumento in ricordo di Lampo.

Il suo padrone, Elvio Barlettani (scomparso nel luglio 2006), pubblicò nel 1962 per la casa editrice Garzanti il racconto Lampo, il cane viaggiatore, successo editoriale ripubblicato in una quindicina di edizioni fino al 2009. Il libro è stato tradotto in inglese (Lampo, the Traveling Dog), francese (Lampo, chien voyageur, ristampato con il titolo Le chain que prenait le train),[5] tedesco (Lampo fährt, wohin er will: Abenteuer eines gescheiten Hundes, traducibile in Lampo vai, dove vuoi: l'avventura di un cane intelligente)[6] e giapponese.[7]

Nel 1967 la storia di Lampo fu romanzata dallo scrittore polacco Roman Pisarski nel racconto O psie, który jeździł koleją (letteralmente: Sul cane che viaggiava in treno), lettura obbligatoria nelle classi di terza elementare in Polonia.[8]

NoteModifica

  1. ^ a b Maurizio Panconesi, Storia di Lampo... cane viaggiatore, su CLAMFER, Napoli. URL consultato il 6 novembre 2018 (archiviato il 15 novembre 2018).
  2. ^ Jean Prieur, Gli animali hanno un'anima, Edizioni Mediterranee, 1990, p. 71, ISBN 9788827208281. URL consultato il 6 novembre 2018 (archiviato il 6 novembre 2018).
  3. ^ Lampo the Traveling Dog Rode the Rail to Fame, in The Milwaukee Journal, 16 ottobre 1968.
  4. ^ Famous Dogs: Lampo, the travelling dog, in Look and learn, 22 aprile 1967. URL consultato il 6 novembre 2018 (archiviato il 7 novembre 2018).
  5. ^ Lampo, chien voyageur, su consus-france.over-blog.fr. URL consultato il 6 novembre 2018 (archiviato il 7 novembre 2018).
  6. ^ Daniel Hörnemann, Lampo – der Eisenbahn(er)hund (PDF), aprile 2015. URL consultato il 6 novembre 2018 (archiviato l'8 gennaio 2017).
  7. ^ Morto Elvio Barlettani, padre di Lampo, in Il Tirreno, 6 luglio 2006. URL consultato il 6 novembre 2018 (archiviato il 6 novembre 2018).
  8. ^ Lampo, the traveling dog, su Livorno daily photo, 20 aprile 2014. URL consultato il 6 novembre 2018 (archiviato il 6 novembre 2018).

BibliografiaModifica

  • Elvio Barlettani, Lampo, il cane viaggiatore, prefazione di Enzo Grazzini; fotografie di Elvio Barlettani, Garzanti, 1962.
  • Roman Pisarski, O psie, który jeździł koleją (PDF), Biuro Wydawnicze „RUCH”, 1967.

FilmografiaModifica

Voci correlateModifica

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