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Lando Landucci
Lando Landucci.jpg

Deputato del Regno d'Italia
Legislature XXI, XXII, XIII, XXIV

Senatore del Regno d'Italia
Durata mandato 6 aprile 1934 –
7 gennaio 1937
Legislature dalla XXIX

Dati generali
Titolo di studio laurea in giurisprudenza
Professione docente universitario

Lando Landucci (Sansepolcro, 2 giugno 1855Firenze, 7 gennaio 1937) è stato un giurista e politico italiano.

Fu Deputato in quattro legislature (XXI, XXII, XXIII, XXIV) dal 1901 al 1913, sempre per il collegio di Arezzo; nel 1934 venne nominato Senatore.

Sposò Adelina Serafini, figlia del senatore Filippo Serafini.

Indice

La vitaModifica

Nato a Sansepolcro il 2 giugno 1855, Landucci compì gli studi secondari ad Arezzo, laureandosi poi in giurisprudenza a Pisa il 12 luglio 1877. Dopo due anni di insegnamento nella libera Università di Urbino, si trasferì a Padova, come docente di Istituzioni di Diritto Romano. Da un punto di vista politico, visse una prima esperienza come consigliere provinciale di Arezzo per il mandamento di Pieve Santo Stefano. Dal 1900 fu deputato liberale per il collegio di Arezzo per quattro legislature, fino al 1919. L'archivio del Seminario Vescovile di Sansepolcro conserva un documento che attesta l'appoggio di cui godeva Landucci in ambito cattolico. Nell'ottobre 1916 il vescovo di Arezzo, Giovanni Volpi, comunicò in modo riservato al vescovo Pompeo Ghezzi di Sansepolcro la decisione della “autorità competente” di autorizzare i cattolici a votare Landucci: “Da quanto mi ha riferito V. S. circa la situazione del Collegio elettorale di Arezzo, sembra che si verifichino le note condizioni alle quali la Santa sede suole subordinare la deroga del non expedit. Il S. Padre rimette quindi al prudente giudizio di V. S., conferendole all'uopo le opportune facoltà, l'accordare ai cattolici il permesso di votare per il Sig. Landucci, mantenendo per altro nel più assoluto riserbo l'intervento della Santa Sede”[1]. Già il 25 aprile 1914 i parroci della città di Sansepolcro e del suburbio avevano inviato al Landucci, oltre che al presidente del consiglio dei ministri, una lettera di protesta contro la progettata legge di precedenza del matrimonio civile su quello religioso[2]. Convinto interventista, seguì Luigi Federzoni nel Fascio Parlamentare di Difesa Nazionale. Dopo la guerra avrebbe aderito al fascismo, che nel 1934 lo gratificò con la nomina a senatore. Morì il l7 gennaio 1937.

OpereModifica

  • Le obbligazioni in solido (1880)
  • Storia del diritto romano (1885)
  • Le servitù personali (1920)
  • I quasi contratti (1921)
  • Lezioni di diritto romano: successioni ereditarie (1930)

OnorificenzeModifica

NoteModifica

  1. ^ http://www.storiatifernate.it/pubblicazioni.php?&cat=48&subcat=104&group=236&id=392 URL consultato il 2 ottobre 2012
  2. ^ Cfr. «Bollettino Interdiocesano delle Diocesi di Gubbio, Sansepolcro e Città di Castello», II, 4, aprile 1914 , p. 154.

BibliografiaModifica

Collegamenti esterniModifica


Controllo di autoritàVIAF (EN20461368 · ISNI (EN0000 0000 7688 6275 · SBN IT\ICCU\RMGV\007177 · GND (DE117583723 · BNF (FRcb10360180p (data) · BAV ADV10882850
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