Lanerossi

azienda tessile italiana
Lanerossi
Logo
StatoItalia Italia
Forma societariaSocietà controllata
Fondazione1817 a Schio
Fondata daFrancesco Rossi
Sede principaleValdagno
GruppoMarzotto (tramite Marzotto Lab s.r.l.)
SettoreTessile
ProdottiComplementi tessili
Sito webwww.lanerossi.it

Lanerossi è uno storico marchio tessile italiano.

In origine marchio di fabbrica del Lanificio Rossi di Schio, sorto nel XIX secolo, divenne la maggiore industria italiana del settore nel XX secolo e accrebbe la sua notorietà quando legò il nome alla maggior società calcistica della città di Vicenza, che divenne nota come Lanerossi Vicenza.

Dal 1987 il marchio è parte del Gruppo Marzotto che lo impiega nel campo della progettazione, produzione e commercializzazione di accessori tessili e tessuti per arredamento.

StoriaModifica

Le Industrie Rossi sorsero nel 1817 per opera di Francesco Rossi. Rossi, che era originario della contrada Oneste (chiamata localmente contrà Rossi) di Conco, si trasferì a Schio e nel 1849 cedette la gestione del lanificio al figlio, Alessandro Rossi. Quest'ultimo nel corso degli anni lo trasformò in una delle maggiori industrie nazionali, diventando il punto di riferimento attorno al quale ruotavano tutte le attività economiche della città scledense. Conseguentemente nel 1873 l'impresa fu trasformata in una società per azioni, il Lanificio Rossi s.p.a., quotata alla borsa di Milano[1].

All'inizio del Novecento il Lanificio Rossi era la maggiore impresa laniera italiana, con numerosi stabilimenti nel vicentino; di particolare importanza oltre a quelli di Schio erano quelli di Piovene Rocchette a cui si aggiunsero col tempo anche quelli di Torrebelvicino, Pievebelvicino (una frazione di Torrebelvicino), Dueville, Marano Vicentino, Vicenza, Montorio Veronese. Sulla spinta dell'impresa sorsero molte iniziative collaterali: i quartieri operai, i dopolavoro e molte opere sociali. La Lanerossi produceva vari tipi di tessuti di lana destinati ai più svariati scopi: dagli abiti, ai panni, coperte, filati per aguglieria e utilizzi industriali, che era in grado di commerciare in tutto il mondo attraverso una capillare rete vendita in USA, URSS, Germania, Polonia, Sud Africa, Canada.

Nonostante questo, in pieno boom economico, a causa di scelte di gestione sbagliate Lanerossi visse un periodo di crisi nel triennio 1955-1957. Per risollevare il lanificio e ristrutturarlo venne chiamato nel 1956 a svolgere l'incarico di presidente e consigliere delegato Giuseppe Eugenio Luraghi. Luraghi riuscì in brevissimo tempo a ottenere risultati eccellenti, arrivando nel 1959 ad un fatturato di 23 miliardi di lire con circa 10.000 dipendenti.

 
Uno dei loghi utilizzati sotto la gestione Marzotto.

Nel 1987 Lanerossi venne acquisita dal concorrente Gruppo Marzotto, attuale proprietario, con conseguente cancellazione dal listino di borsa[1]. Il marchio è rimasto attivo con una linea di accessori e tessuti da arredo.[2]

Gli stabilimenti industriali di SchioModifica

 
Particolare della facciata dello stabilimento "Francesco Rossi" del 1849

L'azienda fu fondata nel 1817 da Francesco Rossi con i primi insediamenti produttivi costruiti lungo la Roggia Maestra, utilizzata per ottenere la forza motrice necessaria per le fasi di lavorazione.

Nel 1849 fu costruita poco distante la Francesco Rossi, con il suo prospetto principale in Via Pasubio, utilizzata negli anni seguenti come palazzina uffici. La costruzione di quattro piani presenta in facciata vari ornamenti: caducei, elmi alati di Mercurio, bassorilievi raffiguranti navi, montoni, ancore.

Nel 1864 venne edificata la Fabbrica Alta, maestosa costruzione in cotto e pietra di sei piani. Nel periodo 1866/68 venne edificata, al posto di un ulteriore edificio identico alla Fabbrica Alta così come previsto dal progetto originario, una tessitura-filatura di nove campate a shed (cioè a "dente di sega"), demolite negli anni sessanta. Nel corso del Novecento la vasta area posta ad ovest dei primi stabilimenti - denominata Area Lanerossi - fu via via edificata con nuovi opifici, interessando complessivamente un'area di oltre 143.000 metri quadrati. Tra gli edifici più interessanti vanno evidenziati:

Tra il 1966 e il 1967 tutti gli impianti produttivi vennero trasferiti nei nuovi grandi stabilimenti edificati fuori dal centro abitato, nella campagna posta a est del centro urbano scledense che inaugurarono di fatto la futura zona industriale di Schio[3] In seguito al trasferimento presso i nuovi stabilimenti, tutti gli edifici dell'Area Lanerossi vennero svuotati e chiusi.

SportModifica

 
Giulio Savoini e Vinicio indossano la maglia del Vicenza su cui spicca il logo della Lanerossi

Lanerossi è stata fra le prime aziende italiane a dedicarsi al mecenatismo calcistico, insieme ad altre realtà vicentine come la Marzotto a Valdagno e la Pellizzari ad Arzignano. Negli anni quaranta le squadre di Schio e di Piovene assunsero il nome di Lanerossi. Nel giugno 1953 Lanerossi acquistò la società calcistica del capoluogo berico trasformandola di fatto in una propria divisione. Da allora fino al 1990 la squadra fu denominata Lanerossi Vicenza, portando sulla maglia il logo dell'impresa tessile. Marzotto, proprietaria dei diritti sul marchio, ne ha nuovamente autorizzato l'uso sulle magliette della squadra a partire dalla stagione 2006-2007. Nel luglio 2018, dopo l'acquisto del L.R. Vicenza da parte di Renzo Rosso, la R del Lanerossi è tornata a essere l'elemento cardine della simbologia sociale.

Negli anni 1980 il marchio Lanerossi sponsorizzava altresì la Pallacanestro Femminile Schio.

NoteModifica

  1. ^ a b Alessandro Aleotti, Borsa e industria. 1861-1989: cento anni di rapporti difficili, Milano, Comunità, 1990, pag. 46
  2. ^ Marzotto Italy 1836 e Lanerossi: complementi d'arredo per la tua casa., su www.marzottohome.com. URL consultato il 24 maggio 2016 (archiviato dall'url originale il 1º luglio 2016).
  3. ^ Comune di Schio, giugno 2006, opuscolo sull'Area Lanerossi

Voci correlateModifica

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