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Les Copains

marchio di abbigliamento italiano
Les Copains
Logo
StatoItalia Italia
Forma societariaSocietà responsabilità limitata
FondazioneAnni '50 a Bologna
Fondata daMario Bandiera
Sede principaleBologna
GruppoSuper s.r.l.
Persone chiaveRodolfo Zambelli CEO
SettoreModa
Prodotti
Fatturato44 milioni di [1] (2017)
Dipendenti43 (2019)
Sito web

Les Copains è un'azienda e un marchio di abbigliamento italiano, nel comparto del prêt-à-porter, dall'ottobre 2019 di proprietà di Super S.r.l. della famiglia Zambelli.

StoriaModifica

Les Copains è stato creato alla fine degli anni '50 a Bologna da Mario Bandiera, quasi per scommessa,[2] e prende il nome da un programma radiofonico dell'epoca, Salut Les Copains. Produce maglieria, destinata in un primo tempo ad essere esportata in Germania, riesce poi a rivoluzionare il mondo knitwear con il mini-pull a prova di ombelico e reso famoso dalle ragazzine della scuderia televisiva di Gianni Boncompagni;[2] negli anni '70 arrivano i calzoni a zampa di elefante, gli anni '80 sono caratterizzati dal blazer classico-sportivo.[3]

Nel 1985 l'azienda si trasforma, da artigianale in industriale, con una produzione molto differenziata: Bmv Italia di Bologna, la capogruppo (collezioni donna e bambino), la Fpb Italia di Longastrino, Ferrara (collezioni uomo), la Polo di Forlì (maglieria), la Confit moda di Reggio Emilia (capispalla donna).[4] In seguito l'azienda utilizza in particolar modo il cashmere dopo aver acquisito il 50% del Maglificio di Marsciano (azienda umbra specializzata in maglie di cashmere) e all'asta la Manifattura di Ponte Felcino 1862 (filati e tessuti in cashmere).[2]

Partecipa alle più importanti manifestazioni del settore, come Milano Moda Donna e Pitti Uomo.

Dal 2014 diventa direttore creativo Graeme Black. La sua collezione viene presentata per la prima volta il 21 febbraio a Milano Moda Donna. In seguito diventa direttore creativo Stefania Pontoni Bandiera, terza moglie del fondatore.

Nell'ottobre 2017 Alessandro Mariani, per vent'anni brand manager, è nominato CEO della società già in fase di ristrutturazione.[5] Nel settembre 2018, quando già circolano anche voci su una possibile vendita,[6] l'azienda festeggia i suoi 60 anni con una manifestazione a Milano a Palazzo Reale ma senza il fondatore della griffe, malato da tempo.[1] Nell'ottobre 2018 Mario Bandiera scompare a 87 anni.[7]

A un anno dalla morte del fondatore l'azienda, messa in liquidazione in luglio con il licenziamento collettivo degli 80 dipendenti,[8] viene ceduta alla famiglia Zambelli, Alberto e il figlio Rodolfo, imprenditori tessili del Bolognese con il maglificio Bruno's.[9] Sono riassunti 43 dipendenti.

ProduzioneModifica

Les Copains produce diverse linee di abbigliamento e alcune di accessori. Il marchio è distribuito nelle principali città italiane e 4 outlet, di 18 shop in shop all'interno dei department stores Saks negli Stati Uniti, di boutique sparse in Giappone, Canada, Svizzera, Russia, Kazakistan, Taiwan.[6]

NoteModifica

  1. ^ a b Morto Mario Bandiera, patron dello stile Les Copains, su quotidiano.net, 16 ottobre 2018. URL consultato il 16 ottobre 2018.
  2. ^ a b c Les Copains, in Dizionario della moda. URL consultato il 16 ottobre 2018.
  3. ^ Filippo Rffaelli, Marco Montaguti, Nicodemo Mele, op.cit., p. 116
  4. ^ Filippo Raffaelli, Marco Montaguti, Nicodemo Mele, op. cit., pp. 118-122
  5. ^ Les Copains, tradizione e avanguardia per il nuovo corso, su gazzettadimodena.gelocal.it, 14 ottobre 2017. URL consultato il 15 aprile 2018.
  6. ^ a b Les Copains, Bandiera valuta la vendita, su mffashion.com, 28 agosto 2018. URL consultato il 16 ottobre 2018.
  7. ^ Addio a Mario Bandiera, monsieur Les Copains, su bologna.repubblica.it, 16 ottobre 2018. URL consultato il 16 ottobre 2018.
  8. ^ Dopo il tentativo di Tabaroni (D'Avant Garde) Les Copains passa alla famiglia Zambelli di Bologna, su voce.it, 27 luglio 2019. URL consultato il 3 ottobre 2019.
  9. ^ Les Copains va alla famiglia Zambelli, su aifi.it, 3 ottobre 2019. URL consultato il 3 ottobre 2019.

BibliografiaModifica

  • Filippo Raffaelli, Marco Montaguti, Nicodemo Mele, Capitani coraggiosi. I grandi dell'Emilia-Romagna, Marzabotto, Inedita, 1997

Collegamenti esterniModifica