Apri il menu principale

La gens Coiedia (nomen Coiedius), fu una gens di rango senatoriale dell'antica Roma.

Di questa famiglia ci sono noti due esponenti attraverso alcune iscrizioni e soprattutto la loro dimora, la domus dei Coiedii, che è stata ritrovata durante gli scavi archeologici della città romana di Suasa.

Sia le indagini sull'abitazione che le notizie sugli esponenti attestano la presenza della famiglia almeno nel periodo tra I secolo a.C. e III secolo d.C.

Indice

EsponentiModifica

Lucio Coiedio CandidoModifica

 
CIL XI 6163
C.I.L. XI, 6163

L·COIEDIO·L·F·ANI
CANDIDO
TR·MIL·LEG·VIII AVG·III·V
CAPITAL·QVAEST
TI·CLAVD·CAES·AVG·GER
QVAES·AER·SATVR·CVR·TAB·P
HVNC·TI·CL·CAES·AVG·GERM
REVERS·EX·CASTR·DON·MIL·DON
COR·AVR·MUR·VAL·HASTA·PVRA
EVND·CVM·HA/ER·INTER·SVOS·Q
EOD·ANNO·ET·AER·SAT·Q·ESSE·IVS

PVBL

La gens Coiedia è attestata da tre iscrizioni: la prima[1] già ritrovata in un punto non meglio precisato dell'area urbana di Suasa nell'Ottocento e nota a Theodor Mommsen che l'ha trascritta in C.I.L. XI, 6163 narra il cursus honorum di Lucio Coiedio Candido. Lo scioglimento delle abbreviazioni contenute nell'iscrizione da il testo:

«L(ucio) Coiedio, L(ucii) f(ilio), Ani(ensis), Candido, tr(ibuno) mil(itum) leg(ionis) VIII Aug(ustae), III v(iro) capital(i), quaest(ori) Ti(berii) Clau(dii) Caes(aris) Aug(usti) Ger(manici), quaest(ori) aer(arii) Satur(ni), cur(atori) tab(ularioum) p(ublicorum). Hunc Ti(berius) Cl(audius) Caes(ar) Aug(ustus) Germ(anicus) revers(um) ex castr(is) don(is) mil(itaribus) don(avit) cor(ona) aur(ea) mur(ali) val(lari) hasta pura; eund(em) cum ha[be]r(et) inter suos q(uaestores) eod(em) ann[o e]t a[e]r(arii) Sat(urni) q(uaestorem) esse ius(sit). Publ(ice).»

Dall'iscrizione si deduce che Lucius è vissuto nel I secolo d.C. sotto l'imperatore Claudio, era senatore romano, tribuno militare della Legio VIII Augusta, alla fine della sua carriera militare l'imperatore lo insignì di quattro onorificenze militari: la corona aurea, la corona murale, la corona vallare e l'asta pura, successivamente lo scelse tra i suoi questori, divenne questore dell'erario di Saturno e curatore del Tabularium publicum.

Il termine Publice in fondo al testo testimonia che questa era un'iscrizione celebrativa pubblica che la municipalità suasana aveva dedicato a questo illustre personaggio ed era affissa in un luogo pubblico, probabilmente il foro della città.

 
AE 1992, 0566
C.I.L. AE 1992, 0566

L·COIEDIO
CAND
TR·MIL·LEG·V
CAPITALI
AVDI·C

AER

Un frammento[2] della copia privata di questa iscrizione che fu conservata dalla famiglia dei Coiedii nella propria abitazione è stato ritrovato nel 1992 all'interno della domus dei Coiedii, nella piscina natatoria, ed insieme ad altri elementi ha reso possibile il collegamento tra la lussuosa abitazione e la storia di questo personaggio e la sua famiglia.

Coiedio MassimoModifica

Una terza iscrizione ritrovata nel 1971 a Banasa, (Marocco) nota coma Tabula Banasitana (C.I.L. AE 1971, 534)[3] ci dà testimonianza dell'esistenza di un certo Coiedius Maximus, governatore della Mauretania. L'importanza della iscrizione risiede nel fatto che datandosi al 168/169 d.C. testimonia il perdurare della fortuna della famiglia dei Coiedii che proprio all'inizio del II secolo d.C. attua un ampliamento della propria dimora suasana.

Ramo equestre di SentinumModifica

Nella città di Sentinum, vicino l'odierna Sassoferrato (AN), sono state ritrovate due iscrizioni (C.I.L. 11, 05737 e 11, 05774) che ci testimoniano la presenza in questa città di alcuni esponenti, appartenenti al ceto equestre, della gens Coiedia. Sono citati Coiedius Proculus, Coiedius Hilarianus, Coiedius Phampilus, Coiedio Auxanon, Coiedius Helitius.

La vicinanza geografica di Sentinum con Suasa rende plausibile l'ipotesi di una qualche parentela tra quelli che potevano essere due rami della stessa famiglia.

NoteModifica

  1. ^ Vedi su wikisource il testo dell'iscrizione C.I.L. XI, 6163
  2. ^ Vedi su wikisource il testo dell'iscrizione C.I.L. AE 1992, 0566
  3. ^ Vedi su wikisource il testo dell'iscrizione Tabula Banasitana. Vedi la fotografia qui[collegamento interrotto].

BibliografiaModifica

  • Sandro De Maria, Testimonianze di famiglie senatorie a Suasa, in “Le Marche: Archeologia, Storia, Territorio”, Arcevia 1992, pp. 141-150.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

  Portale Antica Roma: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Antica Roma