Lucio Verginio Tricosto Esquilino

politico e militare romano
Lucio Verginio Tricosto Esquilino
Nome originaleL. Verginius Tricostus Esquilinus
GensVerginia
Tribunato consolare402 a.C.

Lucio Verginio Tricosto Esquilino (... – ...) è stato un politico e militare romano.

Tribunato consolareModifica

Nel 402 a.C. fu eletto tribuno consolare con Gaio Servilio Strutto Ahala, Quinto Servilio Fidenate, Quinto Sulpicio Camerino Cornuto, Aulo Manlio Vulsone Capitolino e Manio Sergio Fidenate[1].

Mentre Veio continuava ad essere assediata dai romani, arrivarono in loro soccorso contingenti di capenati e Falisci, che casualmente attaccarono la zona posta sotto il comando di Sergio Fidenate, mettendolo subito in difficoltà, anche per l'arrivo sul campo di battaglia di rinforzi veienti[1].

L'astio tra Sergio Fidenate e Lucio Verginio, che comandava l'accampamento più vicino alle zone del combattimento, causò la disfatta per l'esercito romano, che vide distrutto l'accampamento dove risiedevano i soldati di Sergio Fidenate.

«L'arroganza di Verginio era pari all'ostinazione di Sergio, il quale, per non dare l'impressione di chiedere aiuto al suo avversario, preferì lasciarsi vincere dal nemico piuttosto che vincere grazie all'intervento di un concittadino. Il massacro dei soldati romani presi nel mezzo durò a lungo.»

(Tito Livio, "Ab Urbe Condita", V, 8.)

In seguito all'accaduto il Senato decise di anticipare la nomina dei nuovi tribuni consolari alle calende di ottobre, invece che alle idi di dicembre, come d'uso.

In quell'anno il presidio armato di Anxur fu sopraffatto dai Volsci.

L'anno successivo, sia Lucio che Sergio Fidenate, per la pessima conduzione della guerra, furono condannati ad una pena pecuniaria di 10.000 assi pesanti[2].

NoteModifica

  1. ^ a b Tito Livio, "Ab Urbe Condita", V, 8.
  2. ^ Tito Livio, "Ab Urbe Condita", V, 12.