Mandorla

seme commestibile del Mandorlo
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Mandorla
Almonds - in shell, shell cracked open, shelled, blanched.jpg
Origini
Luogo d'origineItalia Italia
RegioneSicilia
Zona di produzioneSicilia, Sardegna, Puglia, Calabria
Dettagli
Categoriaortofrutticolo
RiconoscimentoP.A.T.
SettoreProdotti vegetali allo stato naturale o trasformati

La mandorla è il seme commestibile del mandorlo.

Con la denominazione di mandorle è riconosciuto come un prodotto tipico siciliano, sardo, calabrese, inserito nella lista dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani (P.A.T) del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali (Mipaaf).[1]

Mandorli fioriti, inizi di febbraio del 2019, Alcalalí (provincia di Alicante), Spagna.

Uso in cucinaModifica

Le mandorle sono un ingrediente molto utilizzato in diverse cucine tradizionali nell'area del Mediterraneo, in particolare nella cucina siciliana, sia nel dolce che nel salato. Si raccolgono a mano e con delle verghe (bastoni flessibili lunghi dai 3 ai 5 metri) nel periodo agosto-settembre e sono usate sia in cucina (pesto alla trapanese) che in pasticceria (confetti, biscotti, pasticcini, marzapane).

Una tra le bevande più diffuse preparate con le mandorle è il latte di mandorla, una bibita molto energetica (la mandorla contiene una significativa percentuale di proteine, preziose vitamine del gruppo B1 e B2, magnesio, ferro e calcio) utilizzata soprattutto nelle calde estati dei Paesi mediterranei. Si prepara con le mandorle dolci e lo zucchero. Lo sciroppo va servito allungato con acqua freschissima. Comunque, con la denominazione latte di mandorla è riconosciuto un prodotto tipico siciliano, inserito nella lista dei P.A.T. del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali[1]. In Sicilia è anche comune la granita di mandorla.

Informazioni nutrizionaliModifica

Come tutti i semi oleaginosi, le mandorle hanno un alto contenuto calorico, pari a circa 500-600 kcal/100 g, e sono costituite al 50% di lipidi; nonostante questo non concorrono all'aumento di peso ove vengano consumate nelle dosi consigliate e in regimi calorici controllati. I suoi grassi sono infatti per la maggior parte insaturi.

In 100 g di prodotto, la mandorla dolce contiene: 571 calorie, Proteine 24,19 g, Grassi 50,61 g, Carboidrati 2,74 g, Edibile 80 g; la vitamina E è presente in ragione di 23,6–26 mg su 100 gr di prodotto edibile.

Il minerale più rappresentato nella mandorla è il magnesio (100 g di mandorle sgusciate ne contengono 270 mg circa). Il ferro è circa 3 mg, il calcio 220 mg.

Utilizzo terapeuticoModifica

Le mandorle sono particolarmente indicate nelle diete di soggetti con patologie croniche e metaboliche, come diabete di tipo 2 e ipercolesterolemia.

Sono 2 gli studi scientifici che supportano questa tesi. In un primo studio del 2011[2], è stato dimostrato che 56 gr di mandorle introdotte nella dieta quotidiana, hanno effetti benefici sul controllo glicemico, sul profilo lipidico e sui depositi di grasso. Questi effetti sembrerebbero in grado di abbassare il rischio di malattie cardiovascolari in pazienti con diabete di tipo 2.

L'altro studio, condotto dall'American Diabetes Association[3], ha evidenziato come una dieta che comprende il 20% delle calorie che derivano dalle mandorle per un periodo di 16 settimane, aumenta la sensibilità all'insulina e fa diminuire i livelli di colesterolo LDL in persone con pre-diabete.

Mandorle dolci, mandorle amare e armellineModifica

Le mandorle sono per lo più dolci, ma esiste una parte di coltivazione di mandorle amare: questi semi sono considerati tossici perché contengono amigdalina che può causare avvelenamento da cianuro. Se ingerite in quantità possono provocare cefalee, vomito e nei casi più gravi la morte, soprattutto nei bambini.

Tuttavia in quantità confacenti (e spesso in associazione con le mandorle dolci) vengono impiegate in preparazioni per l'alimentazione come gli amaretti, a cui danno un gusto e una palatabilità particolare e inconfondibile.

Si usano altresì per produrre liquori, estratti per dolci e insaporire alimenti tradizionali.

Le armelline sono invece i semi contenuti nei noccioli di albicocca e pesca. Si deve anche considerare che le armelline vengono lavorate industrialmente per togliere l'amaro: si ottengono così le armelline dolci, concorrenti delle mandorle dolci, per il prezzo di norma inferiore del 30-40%.

Nella cosmesiModifica

Dal frutto del mandorlo si estrae, tramite spremitura a freddo, un olio limpido e inodore che si usa come emolliente per le pelli secche e sensibili. L'olio di mandorle dolci è altamente eudermico, non comedogenico e di facile assorbibilità, ricco in vitamina E, B e minerali. Può essere usato come olio da massaggio, anche aromatizzato con oli essenziali (in concentrazione tra lo 0,5 e il 3%) per profumare la pelle o usato come base per unguenti e creme da massaggio.

ProduzioneModifica

I maggiori produttori di mandorla nel 2018[4]
Paese Produzione (tonnellate)
  Stati Uniti 1.872.500
  Spagna 339.033
  Iran 139.029
  Marocco 117.270
  Turchia 100.000
  Italia 79.801
  Australia 69.880
  Tunisia 66.733
  Algeria 57.213
  Cina 49.879

Prodotti tipiciModifica

ItaliaModifica

GreciaModifica

La maggior parte della produzione in Grecia proviene dalla regione di Almyros.

NoteModifica

  1. ^ a b Elenco prodotti agroalimentari tradizionali sul sito del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, su politicheagricole.it.
  2. ^ (EN) Sing-Chung Li, Yen-Hua Liu e Jen-Fang Liu, Almond consumption improved glycemic control and lipid profiles in patients with type 2 diabetes mellitus, in Metabolism - Clinical and Experimental, vol. 60, n. 4, 1º aprile 2011, pp. 474–479, DOI:10.1016/j.metabol.2010.04.009. URL consultato il 17 gennaio 2021.
  3. ^ Michelle Wien, David Bleich e Maya Raghuwanshi, Almond consumption and cardiovascular risk factors in adults with prediabetes, in Journal of the American College of Nutrition, vol. 29, n. 3, 2010-06, pp. 189–197, DOI:10.1080/07315724.2010.10719833. URL consultato il 17 gennaio 2021.
  4. ^ (EN) Food and Agriculture Organization of The United Nations, FAOSTAT, su fao.org. URL consultato il 7 agosto 2020.
  5. ^ Regolamento (UE) n. 229/2010 della Commissione, del 18 marzo 2010, recante iscrizione di una denominazione nel registro delle denominazioni di origine protette e delle indicazioni geografiche protette «Ricciarelli di Siena» (IGP) Gazzetta ufficiale n. L 069 del 19/03/2010. Consultato il 3 novembre 2012.
  6. ^ https://www.misya.info/ingrediente/amaretto-di-saronno

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

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