Mani di velluto

film del 1979 diretto da Castellano e Pipolo
Mani di velluto
Mani di velluto.jpg
Eleonora Giorgi in una scena del film
Paese di produzioneItalia
Anno1979
Durata98 min
Rapporto1,85:1
Generecommedia
RegiaCastellano e Pipolo
SoggettoCastellano e Pipolo
SceneggiaturaCastellano e Pipolo
ProduttoreMario Cecchi Gori
Casa di produzioneCapital Film
Distribuzione in italianoCineriz
FotografiaAlfio Contini
MontaggioAntonio Siciliano
MusicheNando de Luca
ScenografiaBruno Amalfitano
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Mani di velluto è un film del 1979, diretto da Castellano e Pipolo.

TramaModifica

Guido Quiller è un ricco ingegnere separato dalla moglie ed inventore di un vetro anti rapina reso indistruttibile grazie ad un ingrediente segreto, un suo sputo.

Un giorno ha un incidente in vespa e finisce in un lago, qui viene soccorso da una bellissima ladra, Tilli, e da suo fratello falsario che a causa di un equivoco lo scambiano per uno scippatore. I due decidono di portarlo a casa loro per curarlo. Una volta a casa l'equivoco continua fino al punto che il fratello gli prepara un documento falso a nome Giacomo Leopardi, il tutto reso possibile dal fatto che Guido non può parlare a causa di una laringite. Tornato a casa non fa altro che pensare alla bella Tilli e decide di tornare a trovarla per poterla ringraziare e spiegare l'equivoco ma giunto a casa sua scopre che tutti i ladri lo odiano per colpa della sua invenzione. Al fine di poterla frequentare organizza una finta rapina in banca per poter reperire i soldi per far uscire di prigione il nonno di Tilli. A questo punto continua quindi a farsi credere ladro organizzando con lei svariati colpi molto fantasiosi. In realtà, di nascosto, si preoccupa di risarcire in modo anonimo tutte le sue vittime.

L'idillio tra i due finisce il giorno in cui Guido organizza un colpo in casa propria e dove, a causa dell'intervento della polizia, Tilli scopre la sua vera identità.

Per riconquistare la bella ladra Guido trascina Tilli con se per renderla testimone della vendita della sua fabbrica e del divorzio dalla moglie senza però rinunciare al fatto di organizzare un ultimo colpo ai danni della sua ex.

CuriositàModifica

  • Il film incassò 2 miliardi e 463 milioni di lire dell'epoca.
  • Il molleggiato come già in Bluff accenna, senza musica, l'attacco della Quinta sinfonia di Beethoven.
  • La scena della telefonata del presunto sequestratore sardo è stata girata nella trattoria Novelli di Milano, in via Padova 344, ancora oggi esistente e insignita del diploma di bottega storica. Questa osteria è stata frequentata da Celentano e da altri personaggi milanesi come Renato Pozzetto, Enzo Jannacci e Piero Mazzarella.
  • La scena iniziale del film è girata a Sanremo tra corso Imperatrice, davanti al casinò, e corso Inglesi. Dove Guido Quiller prova a sfondare la vetrina della gioielleria è invece via Nuvoloni, sempre a Sanremo a due passi dal casinò.
  • Alcune scene furono girate all'interno dello stabilimento delle vetrerie Bosisio di Paderno Dugnano.
  • In una scena che si svolge nel salone della sua villa, mentre Guido è perso nei suoi pensieri, la televisione è accesa e va in onda il film "Altrimenti ci arrabbiamo" con Bud Spencer e Terence Hill, curiosità associata al fatto che l'attore che interpreta Benny il maggiordomo, John Sharp, in quel film aveva interpretato il ruolo del malvagio "capo"
  • Nella stessa scena Guido siede al pianoforte e strimpella le prime note del "Ragazzo della via Gluck", storica canzone interpretata da Celentano.

Collegamenti esterniModifica

  Portale Cinema: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di cinema