Mar Cinese Meridionale

porzione dell’oceano Pacifico situata a sud del mar Cinese orientale
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Mar Cinese Meridionale
South China Sea.jpg
Il mar Cinese meridionale
Parte di Mediterraneo Australasiatico
Stati Cina Cina
Taiwan Taiwan
Vietnam Vietnam
Filippine Filippine
Malaysia Malaysia, Brunei, Indonesia, Singapore, Thailandia, Cambogia
Coordinate 12°N 113°E / 12°N 113°E12; 113Coordinate: 12°N 113°E / 12°N 113°E12; 113
Dimensioni
Superficie 3 500 000 km²
Profondità massima 5 016 m
Profondità media 1 060 m
Idrografia
Immissari principali Mekong, Fiume Pásig, Fiume delle Perle, Fiume Rosso, Chao Phraya
Isole Isole Spratly, Isole Paracelso, Hainan, Isole Pratas
Insenature Golfo del Tonchino, Golfo del Siam
Relief Map of South China Sea.png

Il Mar Cinese Meridionale (in cinese: 南海T, 南洋S, Nán HǎiP) è una porzione dell'oceano Pacifico situata a sud del Mar Cinese orientale. Fa parte del Mediterraneo Australasiatico[1].

GeografiaModifica

Coprendo una superficie di circa 3.500.000 km² è la terza porzione di mare più grande al mondo dopo i cinque oceani, il Mar dei Coralli ed il Mar Arabico. È delimitato a nord dalla costa meridionale della Cina e dallo stretto di Formosa, ad est dalle Filippine, a sud-est dal Borneo e dallo stretto di Karimata e ad ovest dalla penisola dell'Indocina.

Il golfo di Siam confina con il mar Cinese meridionale, anche se alcuni geografi lo considerano parte dello stesso. A sud lo stretto di Malacca lo mette in comunicazione con il mar delle Andamane e quello di Karimata con il mar di Giava. A nord lo stretto di Formosa lo mette in comunicazione con il mar Cinese orientale ed a est lo stretto di Luzon con l'oceano Pacifico.

Sul Mar Cinese Meridionale si affacciano (in senso orario a partire da nord) la Cina, Taiwan, le Filippine, la Malaysia, il Brunei, l'Indonesia, Singapore, la Thailandia, la Cambogia ed il Vietnam.

L'isola più grande che vi affiora è l'isola cinese di Hainan mentre isole minori compongono gli arcipelaghi delle Spratly e delle Paracelso, le isole Pratas, Macclesfield Bank, Scarborough Shoal.

Una buona parte di queste piccole isole sono disputate tra Cina, Taiwan, Vietnam, Filippine, Brunei e Malaysia. Essi rivendicano la sovranità sugli arcipelaghi (o parti di questi) che affiorano sul mare, nello specifico i gruppi Spratly e Paracelso.

NomiModifica

"Mar Cinese Meridionale" è l'appellativo più usato oggigiorno. I primi a chiamarlo in tal modo sono stati i navigatori portoghesi, i quali, passandovi nel XVI sec. per dirigersi in Cina, lo chiamarono "Mare cinese". Più tardi, presumibilmente per distinguerlo da altri mari vicini, cambiarono il nome in "Mar Cinese Meridionale".[2]

I cinesi l'hanno chiamato nella storia "Mare Meridionale", identificandolo dunque con uno dei Quattro Mari, ma anche "Mare Disteso".[3]

In Vietnam veniva chiamato "Mare dell'Est", e conserva tuttora questo nome.[4]

Le Filippine, per via delle contese territoriali con la Cina, hanno deciso ufficialmente di chiamare la porzione di mare che cadrebbe sotto la propria giurisdizione "Mar delle Filippine Occidentale".[5] Similmente, l'Indonesia ha deciso di nominare quelle che considera le proprie acque territoriali "Mar settentrionale di Natuna".[6]

EconomiaModifica

Il Mar Cinese Meridionale è solcato da alcune delle rotte marittime più trafficate al mondo, che collegano la Cina, il Giappone, la Corea e Taiwan con l'oceano Indiano. Per tale motivo assume un ruolo geopolitico di particolare rilievo. Basti considerare che attraverso lo stretto di Malacca, nel 2006, sono transitati circa 15 milioni di barili di petrolio al giorno.[7]

Nei suoi fondali, inoltre, vi sono ricchi giacimenti di petrolio e gas naturale. Secondo l'Energy Information Administration (EIA) degli Stati Uniti sono presenti riserve pari a circa 11 miliardi di barili di petrolio, oltre a ingenti quantità di gas naturale.[8]

La Cina è responsabile del 16% del pescato mondiale con le sue 14,8 milioni di tonnellate annue. L'incremento inesorabile del fabbisogno cinese si manifesta con un'aumentata pressione sulle acque del Mar Cinese Meridionale. Il rischio è che uno dei più pescosi mari del mondo si stia indebolendo in maniera preoccupante.

Contese territorialiModifica

Le rivendicazioni marittime totali (di Cina, Taiwan)[9] e parziali (di Vietnam, Filippine, Malaysia e Brunei) si intrecciano e sovrappongono, dando luogo a dispute che si trascinano da decenni e che sono talvolta sfociate in confronti armati.[10]

Nel 1974 un breve scontro noto come Battaglia delle isole Paracelso vide contrapporsi una squadra navale cinese e una vietnamita. La vittoria della Cina garantì de facto il controllo cinese delle isole Paracelso.[11] Un nuovo scontro fra cinesi e vietnamiti avvenne il 14 marzo 1988, presso le isole Spratly: delle navi vietnamite furono affondate, segnando l'estendersi della sovranità cinese su alcuni atolli dell'arcipelago.[12]

Quando le rivendicazioni non hanno portato direttamente a conflitti armati, si è cercato di risolvere le dispute con delle trattative. Solitamente, la Cina ha preferito instaurare dei trattati bilaterali, mentre gli altri Paesi del Sud-Est asiatico continuano a preferire gli accordi multilaterali: essi ritengono infatti di essere svantaggiati in degli accordi bilaterali con il gigante cinese, mentre gli accordi fra più nazioni potrebbero risultare più proficui, specie considerando che lo stesso braccio di mare può essere reclamato da più parti.[13]

Nel 2013 le Filippine si sono appellate alla Corte permanente di arbitrato con sede a L'Aia per risolvere una disputa con la Cina, la quale reclama l'intera area comprendente le isole Spratly. Le Filippine in tal senso accusavano la Cina di violare la Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare.[14] Nel 2016 il tribunale diede ragione alle Filippine, bocciando le pretese della Cina, ma Pechino non ha riconosciuto il verdetto, rispondendo che "non accetterà o riconoscerà mai" tale decisione a suo sfavore.[15]

Nell'ultimo decennio l'espansionismo cinese si è fatto più pressante: dal 2016 al 2019 le navi cinesi si sono introdotte nelle acque della Malaysia per 89 volte, spesso rimanendo nell'area anche dopo essere state allontanate dalla marina malese. Al riguardo il segretario di Stato americano Mike Pompeo ha affermato che le pretese cinesi sulle risorse offshore di quel tratto di mare sono "illegali", "così come la sua campagna di bullismo per controllarle". La Cina ha risposto che l'intervento di Pompeo è totalmente ingiustificato.[16]

GalleriaModifica

NoteModifica

  1. ^ Voce Mediterraneo Australasiatico
  2. ^ (EN) Tønnesson, Stein, Locating the South China Sea, in Paul H. Kratoska, Remco Raben, Henk Shulte Nordholt, "Locating Southeast Asia: Geographies of Knowledge and Politics of Space", 2005, p. 204, ISBN 9971-69-288-0.
    «The European name 'South China Sea' ... is a relic of the time when European seafarers and mapmakers saw this sea mainly as an access route to China ... European ships came, in the early 16th century, from Hindustan (India) ... The Portuguese captains saw the sea as the approach to this land of China and called it Mare da China. Then, presumably, when they later needed to distinguish between several China seas, they differentiated between the 'South China Sea'».
  3. ^ Jianming Shen, China's Sovereignty over the South China Sea Islands: A Historical Perspective, in Chinese Journal of International Law, vol. 1, n. 1, 2002, p. 94-157.
  4. ^ Embassy of the Socialist Republic of Vietnam in the United States of America, http://vietnamembassy-usa.org/search/node/east%20sea.
  5. ^ Administrative Order No. 29, s. 2012, su officialgazette.gov.ph (archiviato dall'url originale il 18 maggio 2018).
  6. ^ Prashanth Parameswaran, Why Did Indonesia Just Rename Its Part of the South China Sea?, in The Diplomat, 17 luglio 2017.
  7. ^ Lorenzo Gadaleta, Stretti: quando l’oro nero non passa, Limes, 10 marzo 2008.
  8. ^ (EN) Lin Shu-yuan e Jamie Wang, U.S. report details rich resources in South China Sea, in Focus Taiwan, 2 settembre 2013.
  9. ^ Isole contese, Pechino sconfitta: «Non ha alcun diritto sul mar cinese meridionale», su corriere.it. URL consultato il 12 luglio 2016.
  10. ^ Rowan Joshua P., The U.S.-Japan Security Alliance, Asean, and the South China Sea Dispute, in Asian Survey, vol. 45, n. 3.
  11. ^ Toshi Yoshihara, The 1947 Paracels Sea Battle: A Campaign Appraisal, in Naval War College Review, vol. 69, n. 2 (archiviato dall'url originale il 1º agosto 2016).
  12. ^ (EN) Swee Lean Collin Koh e Tri Minh Ngo, Learning From the Battle of the Spratly Islands, in The Diplomat, 20 marzo 2018.
  13. ^ (EN) Edward Wong, Vietnam Enlists Allies to Stave Off China’s Reach, in The New York Times, 4 febbraio 2010.
  14. ^ (EN) Hannah Beech, China’s Global Reputation Hinges on Upcoming South China Sea Court Decision, in Time, 11 luglio 2016.
  15. ^ Rita Fatiguso, Il Tribunale dell'Aja dà ragione alle Filippine sulla disputa marittima. Ma Pechino non riconosce il verdetto, in Il sole 24 ore, 12 luglio 2016.
  16. ^ Mar Cinese Meridionale, nuove tensioni tra Washington e Pechino, in La Repubblica, 14 luglio 2020.

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Collegamenti esterniModifica

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