Marco dal Pino

pittore italiano
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Marco dal Pino o Marco Pino, detto Marco da Siena (Siena, 1525 circa – Napoli, 1587 circa) è stato un pittore italiano. Esponente del Rinascimento e del Manierismo, fu allievo di Domenico Beccafumi e lavorò a Siena, Roma, Montecassino e Napoli.

BiografiaModifica

Nato a Costalpino, un piccolo borgo nei pressi di Siena da cui il nome dal Pino, del Pino o di Pino, fu allievo di Domenico Beccafumi dal 1537 al 1542. Nel 1543 si trasferì a Roma dove collaborò con Perin del Vaga e Daniele da Volterra. Nel 1557 si stabilì a Napoli, dove ebbe molti allievi e rimase, ad eccezione di alcune brevi parentesi romane, fino alla morte.

Opere di Marco Pino sono conservate a Siena nella Pinacoteca Nazionale, nella Collezione Chigi Lucarini Saracini e nella Fondazione del Monte dei Paschi di Siena. A Roma lavorò agli affreschi in Castel Sant'Angelo e sue tele sono nella Galleria Borghese, nell'Oratorio del Gonfalone, nella chiesa di Santa Maria in Aracoeli e in quella di Santo Spirito in Sassia. A Napoli, dove realizzò la parte più significativa della sua produzione, l'artista senese eseguì opere per il Duomo[1], per la chiesa di San Giovanni dei Fiorentini, per la chiesa di Sant'Angelo a Nilo, che conserva il San Michele Arcangelo, per la chiesa di San Domenico Maggiore, per la chiesa dei Santi Severino e Sossio, che conserva l'Adorazione dei Magi e l'Assunzione della Vergine, e per quella del Gesù Vecchio, per la quale realizzò una Trasfigurazione, una Madonna e Santi, una Circoncisione e un'Adorazione dei Magi (oggi nella basilica di San Lorenzo Maggiore). Marco Pino dipinse anche la tela di San Michele Arcangelo per la chiesa di San Francesco di Paola di Bitonto e l'Annunciazione, pala dell'altare maggiore della Chiesa dell'Annunziata a Valle di Maddaloni (Caserta).

Altre sue opere sono nelle chiese di San Biagio e dell'Annunziata ad Aversa (Caserta)[2], nella chiesa di San Bartolomeo a Nocera (Salerno), nella Galleria Nazionale di Cosenza e a Sant'Arsenio (Salerno), nella cappella di San Tommaso Apostolo, dove è custodita l'Incredulità di San Tommaso. Sue tele infine sono conservate nel Museo nazionale di Capodimonte.

Per quanto riguarda lo stile, Marco Pino agli equilibrati moduli compositivi di fonte raffaellesca unì le forme più articolate della scuola michelangiolesca. A Napoli conobbe anche le correnti spagnole e nordiche e rese ancora più ricco il suo linguaggio, imponendosi per la complessità delle composizioni e raggiungendo effetti di acceso patetismo, che bene si inseriscono nel mondo figurativo della Controriforma. Marco Pino è stato uno dei protagonisti della pittura meridionale nel secondo Cinquecento e allo stesso tempo è stato uno dei maggiori rappresentanti del Manierismo[3] in Italia.


NoteModifica

  1. ^ L'elenco delle chiese napoletane, nelle quali sono opere di Marco Pino si evince da La Pittura napoletana di Rosario Pinto, da Napoli Sacra, a cura della Soprintendenza per i beni storici e artistici della Campania, e in parte dall'articolo di Stella Cervasio su Repubblica del 13 aprile 2003 dedicato alla mostra sul maestro senese tenuta a Napoli dal 12 aprile al 30 giugno 2003.
  2. ^ Le due chiese aversane sono dettagliatamente descritte dal sito AversaTurismo - Portale del Turismo di Aversa e dell'Agro Aversano
  3. ^ I principali rappresentanti di questo movimento a Napoli sono stati Francesco Curia (1538-1608), Girolamo Imparato (1549-1607), Fabrizio Santafede (1555-1626) e Belisario Corenzio (1558-1646). Con tutti loro Marco Pino ebbe ripetuti rapporti, specialmente nell'ultimo periodo della sua vita, quando all'attività di pittore affiancò quello di vero e proprio manager degli altri artisti.

BibliografiaModifica

  • Jane Turner (a cura di), The Dictionary of Art, vol. 24, New York, Grove, 1996, p. 827, ISBN 1-884446-00-0.
  • (a cura della) Soprintendenza per i beni artistici e storici della Campania, Napoli Sacra, Napoli, Elio De Rosa Editore, 1996.
  • Rosario Pinto, La Pittura napoletana, Napoli, Liguori editore, 2002.

Voci correlateModifica

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