Mario Sarcinelli

economista e banchiere italiano
Mario Sarcinelli

Ministro del commercio con l'estero
Durata mandato 17 aprile 1987 –
28 luglio 1987
Presidente Amintore Fanfani
Predecessore Rino Formica
Successore Renato Ruggiero

Direttore generale del tesoro
Durata mandato 17 gennaio 1982 –
12 aprile 1991
Predecessore Giuseppe Pasqua
Successore Mario Draghi

Vicedirettore Generale della Banca d'Italia
Durata mandato 31 agosto 1976 –
17 gennaio 1982
Predecessore Mario Ercolani
Successore Cannelo Oteri

Mario Sarcinelli (Foggia, 9 marzo 1934) è un economista, banchiere e dirigente pubblico italiano.

BiografiaModifica

Si è laureato in giurisprudenza all'Università di Pavia, alunno del Collegio Cairoli. Dal 1957 ha lavorato presso la Banca d'Italia, dove è stato anche responsabile della vigilanza sugli istituti di credito.

Nella Banca centrale è giunto alla carica di vicedirettore generale dal 1976 al 17 gennaio 1982. Sarcinelli nel marzo 1979 insieme al governatore di Bankitalia Paolo Baffi furono accusati dalla procura di Roma di interesse privato in atti d'ufficio e favoreggiamento personale. Sarcinelli venne arrestato, e scarcerato solo a seguito della sospensione dagli incarichi relativi alla vigilanza, mentre Baffi evitò il carcere a causa della sua età. Nel 1981 i due verranno completamente assolti. In seguito emergerà il sospetto che l'incriminazione fosse stata voluta dalla P2 per impedire alla Banca d'Italia di vigilare nei confronti del Banco Ambrosiano di Roberto Calvi.[1][2]

Dal 1982 al 1991 è direttore generale del ministero del Tesoro, a parte per una parentesi di breve durata, da aprile a luglio 1987, durante la quale è nominato ministro del commercio con l'estero del Governo Fanfani VI.[3]

Dal 1991 al 1994 è vicepresidente operativo della Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo. Dal 1994 al 1998 è stato presidente della Banca Nazionale del Lavoro.

Dal 1996 al 1997 è stato vicepresidente dell'Istituto dell'Enciclopedia Italiana, incarico dal quale si dimette in polemica con il consiglio di amministrazione.[4] Dal 2007 fino al 2014 è presidente di Dexia Crediop[5][6] e dal 2010 è presidente di Gesac, la società che gestisce l'Aeroporto di Napoli-Capodichino[7], fino al 2015.

NoteModifica

  1. ^ Franco Scottoni, Ora qualcuno chiederà scusa a Paolo Baffi e Sarcinelli?, la Repubblica, 22 luglio 1984. URL consultato l'11-7-2011.
  2. ^ Massimo Dary, Massimo Dary: Il debito della Banca d’Italia verso tre servitori dello Stato, MicroMega, 9 dicembre 2009. URL consultato l'11-7-2011.
  3. ^ VI Governo Fanfani, Governo Italiano. URL consultato l'11-7-2011.
  4. ^ Ricardo Franco Levi, Sarcinelli, il guastafeste della Treccani, Corriere della Sera, 29 maggio 1997. URL consultato l'11-7-2011 (archiviato dall'url originale in data pre 1/1/2016).
  5. ^ Dexia Crediop: Mario Sarcinelli nominato presidente, Il Sole 24 ORE, 27 aprile 2007. URL consultato l'11-7-2011.
  6. ^ Dimissioni Sarcinelli da Dexia (PDF), su dexia-crediop.it.
  7. ^ Patrizia Capua, Gesac, Sarcinelli nuovo presidente, la Repubblica, 22 dicembre 2010. URL consultato l'11-7-2011.

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN116228673 · ISNI (EN0000 0000 8477 963X · SBN IT\ICCU\CFIV\067054 · LCCN (ENn98065536 · GND (DE170066363 · WorldCat Identities (ENlccn-n98065536