Mario Draghi

economista, accademico, banchiere, dirigente pubblico e politico italiano
Mario Draghi
Mario Draghi 2021 (cropped).jpg
Mario Draghi nel 2021

Presidente del Consiglio dei ministri
della Repubblica Italiana
In carica
Inizio mandato 13 febbraio 2021
Capo di Stato Sergio Mattarella
Predecessore Giuseppe Conte
Sito istituzionale

Presidente della Banca centrale europea
Durata mandato 1º novembre 2011 –
31 ottobre 2019
Predecessore Jean-Claude Trichet
Successore Christine Lagarde

Governatore della Banca d'Italia
Durata mandato 16 gennaio 2006 –
31 ottobre 2011
Predecessore Antonio Fazio
Successore Ignazio Visco

Direttore generale del tesoro[1]
Durata mandato 12 aprile 1991 –
23 novembre 2001
Predecessore Mario Sarcinelli
Successore Domenico Siniscalco

Presidente del Forum per la stabilità finanziaria
Durata mandato 2 aprile 2006 –
2 aprile 2009
Predecessore Roger W. Ferguson Jr.
Successore Organismo destituito

Presidente del Consiglio per la stabilità finanziaria
Durata mandato 2 aprile 2009 –
4 novembre 2011
Predecessore Organismo istituito
Successore Mark Carney

Dati generali
Partito politico Indipendente
Titolo di studio Laurea in economia
Dottorato di ricerca in economia

Licenza Superiore - Maturità Classica

Università Università degli Studi di Roma "La Sapienza"
Massachusetts Institute of Technology
Firma Firma di Mario Draghi

Mario Draghi (Roma, 3 settembre 1947) è un economista, accademico, banchiere, dirigente pubblico e politico italiano, dal 13 febbraio 2021 Presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana.

Formatosi all'Università degli Studi di Roma "La Sapienza" e specializzatosi al Massachusetts Institute of Technology, già professore universitario, durante gli anni novanta è stato direttore generale del Ministero del tesoro.[1] Dopo un breve passaggio alla Goldman Sachs, nel 2005 viene nominato Governatore della Banca d'Italia, divenendo così membro (e poi presidente) del Forum per la stabilità finanziaria (Consiglio per la stabilità finanziaria dal 2009) e del Consiglio Direttivo e del Consiglio Generale della Banca centrale europea, nonché membro del Consiglio di amministrazione della Banca dei regolamenti internazionali. È stato Direttore esecutivo per l'Italia della Banca Mondiale e nella Banca Asiatica di Sviluppo. È membro del Gruppo dei Trenta.[2]

Dal 2011 al 2019 ha ricoperto la carica di Presidente della Banca centrale europea, trovandosi a guidare la BCE durante la crisi del debito sovrano europeo: in tale ambito è diventata nota la sua frase del 2012 Whatever it takes (inglese per «Costi quel che costi»), per indicare che sotto il suo mandato la BCE avrebbe fatto «tutto il necessario» a preservare l'euro.

Il 3 febbraio 2021 il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella gli ha conferito l'incarico, accettato con riserva, di formare un nuovo esecutivo, in seguito alle dimissioni del governo Conte II.[3][4] Il successivo 13 febbraio ha prestato giuramento assieme ai suoi ministri, dando così inizio al governo Draghi.

Biografia

Studi e carriera accademica

Mario Draghi nasce a Roma nel 1947. Il padre Carlo, padovano, entra in Banca d'Italia nel 1922 per poi passare prima all'IRI di Donato Menichella e infine alla Banca Nazionale del Lavoro. La madre, Gilda Mancini, è farmacista originaria di Monteverde (AV). Mario è il primo di tre fratelli: Andreina è storica dell'arte e Marcello imprenditore. All'età di 15 anni Draghi perde il padre, classe 1895, e all'età di 19 anni rimane orfano anche della madre[5]. A prendersi cura di lui e dei fratelli sarà una sorella del padre. La sorella Andreina studierà al Liceo Tasso di Roma mentre Mario e il fratello minore frequenteranno il liceo classico dell'Istituto Massimiliano Massimo di Roma retto dai gesuiti.[6] Mario ha per compagni di classe Luigi Abete, Gianni De Gennaro,[7] Luca Cordero di Montezemolo e Giancarlo Magalli.[8]

Si laurea in economia nel 1970 presso l'Università Sapienza di Roma con relatore Federico Caffè con una tesi su Integrazione economica e variazione dei tassi di cambio[9] molto critica sul piano di Pierre Werner,[10] in cui sosteneva che, all'epoca (1970), non sussistessero le condizioni per un progetto di una moneta unica europea.[11][12] Nel 1971 entra al Massachusetts Institute of Technology su segnalazione di Franco Modigliani e ha come professore, fra gli altri, Stanley Fischer, futuro governatore della Bank of Israel.[13] Nel 1977 consegue il PhD con la tesi intitolata Essays on Economic Theory and Applications[14] sotto la supervisione dello stesso Modigliani e di Robert Solow.

Dal 1975 al 1978 è professore incaricato prima di Politica economica e finanziaria all’università di Trento, poi di Macroeconomia a Padova ed Economia matematica alla Ca' Foscari di Venezia,[15][16] quindi di Economia e Politica monetaria e di Economia internazionale alla Facoltà di Scienze Politiche Cesare Alfieri dell'Università di Firenze ove, dal 1981 al 1991, è professore ordinario di Economia e politica monetaria.[15][16][17] Mario Draghi è membro dal 1998 del Board of Trustees dell'Institute for Advanced Study (Università di Princeton) e, dal 2003, della Brookings Institution. È stato visiting fellow all'Institute of Politics della John F. Kennedy School of Government (Università di Harvard) nel 2001.

Posizioni politiche

Si definisce un socialista liberale.[18][19]

Carriera

Nel 1982 Draghi divenne consigliere di Giovanni Goria,[20] ministro del tesoro nel governo Fanfani V, su suggerimento di Beniamino Andreatta. Tra il 1984 e il 1990 fu Direttore Esecutivo della Banca Mondiale a Washington.

Direttore generale del Ministero del tesoro

 
Mario Draghi nel 1991 con l'allora ministro del tesoro Guido Carli

Dal 1991 in poi Draghi fu Direttore Generale del Ministero del tesoro,[1] dove era stato chiamato da Guido Carli, ministro del tesoro nei governi Andreotti VI e VII, su suggerimento di Carlo Azeglio Ciampi, governatore della Banca d'Italia. Mantenne questo ruolo per un decennio, venendo confermato da tutti i governi avvicendatisi fino al 2001: Amato I, Ciampi, Berlusconi I, Dini, Prodi I, D'Alema I e II, Amato II e Berlusconi II.

Come direttore generale del Tesoro, Draghi fu tra i principali promotori della privatizzazione di diverse società fino ad allora partecipate in varia misura dallo Stato italiano, come IRI, Telecom, Eni, Enel, Comit, Credit e altre.[21] Nel 1992 Draghi presentò le linee guida delle privatizzazioni, tenendo un discorso a numerosi rappresentanti della comunità finanziaria internazionale, radunati per un evento privato a bordo del Britannia, panfilo della famiglia reale britannica.[22] L'intervento, da alcuni giudicato inopportuno, produsse polemiche e fu oggetto di interrogazioni parlamentari.[23]

Il giudizio sulla campagna di privatizzazioni, attuata in ossequio alle teorie economiche maggiormente in auge agli inizi degli anni '90 oltreché ai nuovi vincoli richiesti ai propri Stati membri dalla nascente Unione europea, non è univoco. Secondo alcune stime, lo Stato italiano ne avrebbe ricavato all'incirca 182.000 miliardi di lire, riuscendo a portare il rapporto debito pubblico/Pil dal 125% del 1991 al 115% del 2001. Nel 2008, il Presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga espresse un parere negativo sull'operato di Draghi, dicendosi contrario all'eventualità di vederlo diventare Presidente del Consiglio dopo la fine del governo Prodi II.[24]

Altre attività
 
Il cortile interno del Palazzo delle Finanze, storica sede del Tesoro[1]

Si occupò anche della liquidazione coatta amministrativa dell'EFIM e delle sue controllate, ente che aveva raggiunto livelli insostenibili di crisi e indebitamento.

Nel 1991 presiedette il comitato di gestione della SACE, avviando la riforma dell'ente e gestendo la sua transizione dopo una fase caratterizzata da indagini e arresti relativi a 'finanziamenti facili', nel corso delle inchieste legate a Mani pulite.[25] Tornò a presiedere la SACE tra il 1998 e il 2001, supervisionandone la trasformazione in ente pubblico economico e poi in società per azioni.[26]

Fu inoltre alla guida della commissione governativa che scrisse la nuova normativa in materia di mercati e finanza, il Testo Unico della Finanza (TUF - Decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58), per questa ragione comunemente chiamata Legge Draghi.

Goldman Sachs

Il 28 gennaio 2002 Draghi fu nominato Vice Chairman e Managing Director di Goldman Sachs per guidare le strategie europee dell'istituto dalla sede di Londra; dal 2004 al 2005 è stato membro del Comitato esecutivo del gruppo.[27]

Anni dopo, quando nel 2011 iniziò a circolare il nome di Draghi come possibile Presidente della Banca centrale europea, la sua candidatura fu messa in discussione proprio a causa del periodo trascorso in Goldman Sachs. In particolare, a Draghi veniva rimproverato il coinvolgimento nella vendita di derivati alla Grecia, che le avrebbero permesso di entrare nell'eurozona attraverso l'uso di derivati finanziari e artifici contabili. La vendita, tuttavia, era stata perfezionata nel 2001, dunque prima che Draghi fosse assunto dalla banca d'affari statunitense. Lo stesso Draghi dichiarò di non essere al corrente della vicenda e che quel tipo di accordo non rientrava comunque nelle sue responsabilità.[28]

Governatore della Banca d'Italia

 
Antonio Fazio, predecessore di Draghi, fu costretto alle dimissioni per il coinvolgimento nello scandalo di Bancopoli
 
La sede centrale della Banca d'Italia a Palazzo Koch in via Nazionale a Roma

Il 29 dicembre 2005 il Consiglio dei ministri (governo Berlusconi III) nominò Draghi governatore della Banca d'Italia,[29] sostituendo Antonio Fazio, costretto alle dimissioni in seguito allo scandalo di Bancopoli: fu a seguito di questa vicenda che la carica, prima senza limite di mandato, assunse un termine di 6 anni, rinnovabile una sola volta.

Dopo la nomina, Draghi vendette le sue azioni Goldman Sachs e ne affidò il ricavato a un blind trust, un fondo di cui non controlla la gestione.[30][31] Ha fatto confluire gli immobili di proprietà della famiglia nella società senza fini di lucro Serena, costituta il 17 novembre 2007, di cui è socio amministratore assieme alla moglie e le cui quote sono equamente suddivise, ma in nuda proprietà, tra i due figli.[32]

Draghi si insediò come governatore il 16 gennaio 2006,[33] e rese subito chiara la discontinuità con il suo predecessore: in un discorso dichiarò che non sarebbe mai intervenuto per influenzare operazioni di mercato, neanche laddove la legge gliene conferisse facoltà. Contestualmente invitò il sistema bancario italiano a fusioni e aggregazioni, per scongiurare che i suoi istituti creditizi, tradizionalmente numerosi ma di piccole dimensioni, venissero acquisiti da banche estere. Rinunciò all'assenso preventivo e vincolante della Banca d'Italia per le acquisizioni bancarie e rese possibili fusioni di rilievo storico. Contemporaneamente, si impegnò in due direzioni per la revisione delle regole sui rapporti tra banche e imprese: promosse l'innalzamento dei limiti sia per le partecipazioni in gruppi industriali da parte delle banche, sia per le partecipazioni nelle banche da parte di soggetti non finanziari.

Nei primi 18 mesi di mandato ebbero luogo fusioni eccellenti: UniCredit con Capitalia, Intesa con Sanpaolo IMI, Banca Popolare di Verona e Novara con il gruppo Banca Popolare di Lodi, Banche Popolari Unite con Banca Lombarda.[34][35] Sul fronte interno, fu alle prese con un difficile piano di riassetto della Banca d'Italia.[36][37]

Alla fine di ogni anno il governatore presentava le sue considerazioni finali, in cui auspicava:

Ha esortato inoltre al dovere di modernizzare la scuola, specialmente nelle 23 considerazioni del 2007.[38] Nel discorso del 2008 mise in evidenza lo scarto produttivo intercorrente tra il Mezzogiorno e l'Italia settentrionale; sempre in quell'anno, criticò la manovra finanziaria presentata dal neo-insediato governo Berlusconi IV, entrando così in polemica con il Ministro dell'economia e delle finanze Giulio Tremonti.[39]

Consiglio per la stabilità finanziaria

Dall'aprile del 2006 al 2011 è stato Presidente del Forum per la stabilità finanziaria (dal 2009 Consiglio per la stabilità finanziaria), succedendo allo statunitense Roger W. Ferguson, Vice Chairman of the Board of Governors of the Federal Reserve System.[41]

Come presidente del Forum per la stabilità finanziaria, preparò un rapporto sulle cause delle turbolenze che investirono i mercati mondiali in seguito alla crisi dei subprime statunitensi, indicando anche i rimedi. Nell'aprile 2008 presentò al G7 a Washington il suo piano per migliorare la trasparenza dei mercati finanziari mondiali.[42]

Presidente della Banca centrale europea

 
Mario Draghi al Forum economico mondiale nel 2012

Il 16 maggio 2011, l'Eurogruppo ufficializzò la candidatura di Draghi alla presidenza della Banca centrale europea.[43] Il vertice di Bruxelles del 16 maggio trovò l'accordo fra i ministri dell'eurozona riguardo alla candidatura, mentre la nomina definitiva avvenne dopo la decisione dei leader al vertice Ue del 24 giugno.[44] In tale data dunque Mario Draghi è stato scelto come prossimo Presidente della Banca centrale europea,[45] entrando in carica il successivo 1º novembre e succedendo a Jean-Claude Trichet. Il suo posto come governatore della Banca d'Italia, dopo una complessa scelta da parte del governo Berlusconi IV, è stato preso da Ignazio Visco il 20 ottobre 2011.[46]

A un mese dal suo insediamento, nell'intervento davanti all'Europarlamento ha chiesto ai Paesi dell'UE di recuperare in affidabilità, dichiarando che serve un segnale forte per i mercati, anche "un cambiamento dei trattati non va escluso" per andare verso una politica di bilancio omogenea.[47]

Il 5 agosto 2011, poco prima del suo insediamento, ha scritto, insieme col presidente uscente della BCE, Jean Claude Trichet, una lettera al governo italiano, sollecitando una serie di misure economiche che l'Italia avrebbe dovuto al più presto attuare.

Il 26 luglio 2012, in un intervento a Londra, annunciò che la Banca centrale europea avrebbe fatto «tutto il necessario» (Whatever it takes) per salvare l'euro.[48]

Il 31 dicembre 2012 è stato nominato uomo dell'anno dai quotidiani inglesi Financial Times e The Times, per aver ben gestito la crisi del debito sovrano europeo in un momento molto delicato come l'estate di quell'anno quando la crisi finanziaria stava per contagiare grandi economie, come la spagnola e l'italiana.[49] Nel 2015 ha dichiarato che le proprie idee politiche rientrano nel socialismo liberale, quindi non collocabili in raggruppamenti estremi.[50]

Il 22 gennaio 2015 il presidente Mario Draghi ha avviato l'atteso Quantitative easing, con cui la Banca centrale europea ha acquistato titoli di stato dei Paesi dell'Eurozona per 60 miliardi di euro fino al settembre 2016.[51]

Nel 2018, secondo la rivista Forbes, è considerato il 18° uomo più potente del mondo. Il 31 ottobre 2019, con il tradizionale rito di passaggio di consegne al suo successore Christine Lagarde, termina ufficialmente il suo mandato di presidente della BCE.

Nel marzo 2020, dopo il propagarsi della pandemia di COVID-19 anche all'occidente, Draghi ha firmato un intervento sul Financial Times in cui ha avanzato le sue proposte per tutelare l'occupazione dalle conseguenze economiche della pandemia, prospettando interventi statali e un aumento del debito pubblico, reso possibile dai bassi tassi d'interesse.[52][53]

Il 10 luglio 2020 è stato nominato da papa Francesco membro ordinario della Pontificia accademia delle scienze sociali.[54]

Presidente del Consiglio dei ministri

 Lo stesso argomento in dettaglio: Governo Draghi.

In seguito alla crisi del governo Conte II, innescata il 13 gennaio 2021 con le dimissioni dei ministri di Italia Viva, il 3 febbraio 2021 il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha conferito a Draghi l'incarico di formare un nuovo governo, da lui accettato con riserva. Il 12 febbraio alle 19.00 il Presidente del Consiglio incaricato si reca al Quirinale e scioglie la riserva, comunicando al Presidente della Repubblica la lista dei ministri. Il 13 febbraio 2021 alle 12.00 Draghi e i suoi ministri hanno prestato giuramento al Quirinale, dando vita al governo Draghi,[55] un esecutivo comprendente sia tecnici indipendenti sia esponenti politici (inclusi 9 ministri del precedente governo), e sostenuto da una maggioranza allargata a quasi tutti i partiti presenti in Parlamento.

Il 6 aprile 2021 ha svolto la sua prima visita ufficiale all'estero in Libia, incontrando a Tripoli il premier libico Abdul Hamid Mohammed Dbeibeh. In questo incontro i due leader hanno parlato di cooperazione in campo energetico e infrastrutturale, nonché di immigrazione e di gestione dei flussi migratori nel Mediterraneo[56]. Alcuni giorni successivi alla prima visita ufficiale, durante una conferenza stampa, ha criticato duramente la politica del presidente turco Recep Tayyip Erdoğan, definendolo un dittatore in seguito al comportamento scortese verso la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e in riferimento alla censura sulla stampa e alle torture nei confronti dei cittadini di diverso orientamento politico.

Vita privata

Cattolico, Draghi è sposato dal 1973 con Maria Serenella Cappello, esperta di letteratura inglese. Hanno due figli: Federica, dirigente di una multinazionale delle biotecnologie, e Giacomo, trader che ha lavorato fino al 2017 in Morgan Stanley e successivamente nel fondo speculativo LMR Partners.[57] La coppia abita dal 2009 a Città della Pieve (PG) e ha un appartamento nel quartiere Parioli a Roma.

È tifoso della A.S. Roma e appassionato di pallacanestro.[58]

Lauree honoris causa

  Laurea honoris causa in “Scienze statistiche”[59]
— Università degli Studi di Padova— 18 dicembre 2009
  Master honoris causa in “Business Administration”
«per le sue competenze professionali, le qualità manageriali, la concretezza operativa e per la capacità, l'equilibrio e la rettitudine dimostrati in tutta la sua vita professionale. Doti, queste, poste costantemente al servizio della collettività, nazionale e internazionale[60][61]»
— Fondazione CUOA
— 18 giugno 2010
  Laurea honoris causa in “Scienze Politiche e Relazioni Internazionali”
«per la straordinaria capacità di affrontare e risolvere complessi e cruciali problemi di policy mediante strumenti che vanno al di là della teoria e della politica economica[62][63]»
— LUISS Guido Carli
— 6 maggio 2013
  PhD honoris causa[64]
— Università di Tel Aviv— 18 maggio 2017
  PhD honoris causa in “Economia”[65]
— Scuola superiore di studi universitari e di perfezionamento Sant'Anna— 15 dicembre 2018
  Laurea honoris causa in “Giurisprudenza”[66]
«in light of the role he has played in upholding the principles and values of the Treaties of the European Union.[67]»
— Università degli Studi di Bologna
— 22 febbraio 2019
  Laurea honoris causa in “Economia”
«Mario Draghi ha contribuito in modo unico alla costruzione di un’Europa unita. Come presidente della Banca centrale europea ha disegnato strumenti straordinari per impedire la dissoluzione dell’Eurozona. Ha concepito e reso operativo il programma di unificazione bancaria. Ha introdotto nuove modalità nella gestione della politica monetaria. Ha definito un piano dettagliato per completare e rendere sostenibile l’Eurozona, mantenendo vivo il sogno di un continente unito non solo dal punto di vista monetario ma anche politico, operando nel solco della tradizione dei padri fondatori dell’Europa moderna [68]»
— Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano
— 11 ottobre 2019

Onorificenze

Onorificenze italiane

  Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana
«Di iniziativa del Presidente della Repubblica»
— 5 aprile 2000[69]
  Grande Ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana
«Su proposta della Presidenza del Consiglio dei Ministri»
— 27 dicembre 1991[70]

Onorificenze straniere

  Gran Collare dell'Ordine dell'infante Dom Henrique
— 19 giugno 2019[71]
  Gran croce dell'Ordine al merito di Germania
«Per aver tenuto l'euro e l'Unione europea insieme in un'epoca tempestosa»
— 31 gennaio 2020[72]

Note

  1. ^ a b c d Direzione generale del Ministero del tesoro fino al 31 dicembre 1997, poi del Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica; dall'11 giugno 2001, Dipartimento del tesoro nel Ministero dell'economia e delle finanze.
  2. ^ (EN) Group of Thirty - Mario Draghi, su group30.org. URL consultato il 5 giugno 2014 (archiviato dall'url originale il 26 giugno 2014).
  3. ^ Il Fatto Quotidiano - Mattarella convoca Draghi, su ilfattoquotidiano.it. URL consultato il 2 febbraio 2021.
  4. ^ Mario Draghi ha accettato l’incarico, in Il Post, 3 febbraio 2021. URL consultato il 3 febbraio 2021.
  5. ^ Straight Talk with Hank Paulson: Mario Draghi, Straight Talk with Hank Paulson: Mario Draghi
  6. ^ Ivana Picariello, «Mi chiamo Mario Draghi e mia madre era di Monteverde», in Corriere dell'Irpinia, 16 gennaio 2006. URL consultato il 4 settembre 2014 (archiviato dall'url originale il 4 settembre 2014).
  7. ^ Ecco Mario Draghi al liceo, riuscite a riconoscerlo? La foto di classe (con altri compagni famosi), su iltempo.it, 3 febbraio 2021.
  8. ^ I compagni di classe, da Montezemolo a Magalli: «Snider il più bravo, ma Mario ci faceva copiare», corriere.it, 30 dicembre 2005. URL consultato il 26 gennaio 2015 (archiviato dall'url originale il 18 febbraio 2015).
  9. ^ Laurea a Mario Draghi in Scienze Statistiche - Università di Padova (PDF), unipd.it, 18 dicembre 2009. URL consultato il 28 gennaio 2014 (archiviato dall'url originale il 4 settembre 2014).
  10. ^ The economic policy of Federico Caffè in our times., su ecb.europa.eu. URL consultato il 22 aprile 2016.
  11. ^ Federico Carli (a cura di), La figura e l'opera di Guido Carli, vol. 6, Torino, Bollati Boringhieri, 2014, ISBN 978-88-339-2165-5. URL consultato il 25 giugno 2015.
    «Governatore, qual è il suo ricordo dei rapporti tra Guido Carli e Federico Caffè? Il primo ricordo che ho è legato alla mia tesi di laurea con Caffè. Mi laureai nel febbraio 1970 con una tesi sul Piano Werner. Il succo della tesi era questo: il Piano Werner è stato un fallimento perché le politiche economiche e le situazioni istituzionali dei vari paesi dell'Unione sono ancora troppo diverse per poter avere dei cambi fissi; in sostanza è troppo presto per pensare a una moneta unica. Anche Carli la pensava così. Io lo seppi proprio da Caffè, il quale, durante la seduta di laurea, fece riferimento all'idea del governatore della Banca d'Italia che “guarda caso, coincide con la sua”: fu un semplice complimento alla fine della tesi, ma indicava molto chiaramente il rapporto che c'era fra i due. Sicuramente era quello che pensava Caffè dell'Unione monetaria europea.».
  12. ^ Tino Oldani, Svolta keynesiana per Draghi?, in Formiche, 4 ottobre 2014. URL consultato il 25 giugno 2015.
  13. ^ (EN) Peter Coy, How Stanley Fischer Became a Central-Banking Legend, in Bloomberg News, New York, 11 dicembre 2013.
  14. ^ (EN) Mario Draghi, Essays on Economic Theory and Applications, su mit.edu, Massachusetts Institute of Technology, novembre 1976. URL consultato il 5 settembre 2014 (archiviato dall'url originale il 23 febbraio 2013).
  15. ^ a b (IT) Giampiero Cama, La Banca d'Italia, Bologna, il Mulino, 2010, p. 109.
  16. ^ a b (IT) Stefania Tamburello, Mario Draghi, il Governatore, Milano, Rizzoli Etas, 2013 [2011], p. 31, ISBN 978-88-586-5096-7.
  17. ^ (IT) Maurizio Bologni, Il ritorno del prof alla Cesare Alfieri, in la Repubblica, Roma, Gruppo Editoriale L'Espresso, 12 ottobre 2006.
    «Per un'ora, ieri mattina, il governatore della Banca d'Italia Mario Draghi è tornato professore alla facoltà di Scienze politiche Cesare Alfieri di Firenze, dove aveva insegnato per dieci anni fino al 1991.».
  18. ^ https://www.avantionline.it/draghi-socialista-liberale/
  19. ^ https://www.ilriformista.it/draghi-e-di-destra-o-di-sinistra-la-risposta-del-premier-incaricato-193300/amp/
  20. ^ Stefano Cingolani, L'anno di Mario Draghi, in Il Foglio, 10 dicembre 2018.
  21. ^ Cfr. gli articoli sulle partecipazioni statali in Italia e sulle privatizzazioni in Italia.
  22. ^ Il discorso integrale è riportato in “Privatizzazioni inevitabili, ma da regolare con leggi ad hoc”: il discorso del 1992 (ma attualissimo) di Mario Draghi sul Britannia, in Il Fatto Quotidiano, 22 gennaio 2021. URL consultato il 12 marzo 2021.
  23. ^ Giuseppe Timpone, Draghi e il caso Britannia: facciamo chiarezza sul più grande pregiudizio contro il premier incaricato, in Investireoggi.it, 5 febbraio 2021. URL consultato il 12 marzo 2021.
  24. ^ Elisabetta Panico, “È un vile affarista, svenderebbe l’Italia”, cosa pensava Cossiga di Draghi, in Il riformista, 3 febbraio 2021. URL consultato il 12 marzo 2021.
  25. ^ Adriano Bonafede, SACE, la coperta bucata, su ricerca.repubblica.it, 5 marzo 1993.
  26. ^ Draghi alla Sace ma senza lasciare il Tesoro
  27. ^ (EN) Press Releases - Professor Mario Draghi Joins Goldman Sachs, su www.goldmansachs.com, Goldman Sachs, 28 gennaio 2002. URL consultato il 27 gennaio 2015.
  28. ^ (EN) Liz Alderman e Jack Ewing, Hoping to Lead Bank, Italian Faces Hurdles, in The New York Times, New York, 24 febbraio 2011, p. B1. URL consultato il 4 settembre 2014.
  29. ^ Mario Draghi, su www.bancaditalia.it, Banca d'Italia. URL consultato il 24 gennaio 2015.
  30. ^ Stefania Tamburello, «Blind trust» contro il conflitto d'interessi, in Corriere della Sera, 19 gennaio 2006. URL consultato il 27 gennaio 2015.
  31. ^ Draghi cede i titoli Goldman Sachs e costituisce un blind trust, in La Repubblica, 18 gennaio 2006. URL consultato il 27 gennaio 2015.
  32. ^ Stefano Sansonetti, Draghi si fa il buen retiro in Umbria, in Italia Oggi, 2 aprile 2010, p. 7. URL consultato il 27 gennaio 2015.
  33. ^ Gazzetta del Mezzogiorno
  34. ^ Rossella Bocciarelli, Banca d'Italia,un anno fa la svolta con la nomina di Mario Draghi, in Il Sole 24 ORE, 27 dicembre 2006. URL consultato il 12 febbraio 2015.
  35. ^ Alessandro Graziani, Il big bang che portò alle grandi fusioni, in Il Sole 24 ORE, 29 maggio 2011. URL consultato il 12 febbraio 2015.
  36. ^ Stefania Tamburello, Bankitalia, il riassetto di Draghi, in Corriere della Sera, 20 maggio 2008, p. 33. URL consultato il 25 gennaio 2015 (archiviato dall'url originale il 2 maggio 2015).
  37. ^ Bankitalia: piano riassetto; filiali da chiudere scendono a 33, in Milano Finanza, 11 settembre 2007. URL consultato il 25 gennaio 2015.
  38. ^ a b Mario Draghi, Considerazioni finali. Assemblea Ordinaria dei Partecipanti. Roma, 31 maggio 2007 anno 2006 - centotredicesimo esercizio (PDF), su www.bancaditalia.it, Banca d'Italia, 31 maggio 2007. URL consultato il 25 gennaio 2015.
  39. ^ a b Mario Draghi, Considerazioni finali. Assemblea Ordinaria dei Partecipanti. Roma, 31 maggio 2008. Anno 2007 - centoquattordicesimo esercizio (PDF), su www.bancaditalia.it, Banca d'Italia. URL consultato il 25 gennaio 2015.
  40. ^ Mario Draghi, Considerazioni finali. Assemblea Ordinaria dei Partecipanti. Roma, 29 maggio 2009 (PDF), su www.bancaditalia.it, Banca d'Italia, 29 maggio 2009. URL consultato il 25 gennaio 2015.
  41. ^ (EN) Our History, su www.financialstabilityboard.org, Financial Stability Forum. URL consultato il 25 gennaio 2015.
  42. ^ Giorgio Raviolo, La crisi globale Da Bretton Woods ai mutui subprime, Edizioni Universitari. Romane, 2009, p. 186, ISBN 88-6022-108-0. URL consultato il 25 gennaio 2015.
    «Altro tentativo di riforma del sistema è la proposta in 65 misure avanzata ad aprile 2008 dal Financial Stability Forum (Fsf), il gruppo delle autorità di vigilanza attualmente presieduto dal Governatore della Banca d'Italia Mario Draghi e che opera su mandato del G7. Le proposte interessano i mercati mondiali. Sono cinque le aree di intervento: rafforzamento della vigilanza su capitale, liquidità e gestione del rischio; miglioramento della trasparenza e della valutazione; cambiamenti nel ruolo e l'uso dei rating; rafforzamento della capacità di risposta delle autorità; creazione di procedure per affrontare le tensioni finanziarie.».
  43. ^ Elena Polidori, "Draghi al vertice della Bce" - L'Eurogruppo incorona il governatore, in La Repubblica, 16 maggio 2011. URL consultato il 29 giugno 2011.
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