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Matthew Henson

esploratore statunitense
Matthew Alexander Henson

Matthew Alexander Henson (Nanjemoy, 8 agosto 1866New York, 9 marzo 1955) è stato un esploratore statunitense, il primo esploratore artico afroamericano.

Accompagnò Robert Edwin Peary in sei viaggi nel corso di 18 anni.[1] Henson fu navigatore e artigiano, commerciò con gli Inuit e nel imparò la lingua, diventando famoso come "primo uomo" di Peary in questi ardui viaggi.

Durante il viaggio del 1909 in Groenlandia, Henson accompagnò Peary nel piccolo gruppo composto anche da quattro Inuit, considerati i primi a raggiungere il polo nord geografico (nonostante questo record sia oggetto di discussioni). Henson fu invitato nel 1937 a diventare membro della The Explorers Club per i suoi successi, e fu il primo afroamericano a venire accettato. Nel 1948 divenne membro onorario, riconoscimento concesso a 20 persone l'anno. Grazie alle sue ricerche nel diario di Peary e ad osservazioni astronomiche, Wally Herbert, esploratore artico che raggiunse il polo nel 1969, concluse nel 1989 che il gruppo di Peary non aveva raggiunto il polo. Ora questo fatto viene comunemente accettato, anche se esistono pareri discordanti.

Henson pubblicò le proprie memorie, A Negro Explorer at the North Pole (1912), in cui si trovano anche una premessa ed una lode di Peary. Dalla fine del XX secolo i contributi di Henson hanno ricevuto un riconoscimento maggiore. Per ordine del presidente statunitense, nel 1988 i resti di Henson e della moglie furono sepolti con un monumento nel cimitero nazionale di Arlington, nei pressi della tomba di Peary e della moglie. Henson ricevette numerosi riconoscimenti postumi dopo di allora. Alla fine del XX secolo furono rintracciati i figli che Henson e Peary ebbero dalle mogli Inuit, ed i loro discendenti sono stati invitati negli Stati Uniti d'America per incontrare gli altri membri delle famiglie e per assistere alle cerimonie del 1988.

Indice

Gioventù ed educazioneModifica

Henson nacque in una fattoria a Nanjemoy (Maryland) l'8 agosto 1866, da mezzadri che erano stati liberi prima della guerra di secessione americana.[1][2] Aveva una sorella maggiore (S.) nata nel 1864 e due minori (Eliza e S.).[3] La madre di Matthew morì quando lui aveva due anni. Il padre Lemuel si risposò con una donna di nome Caroline, dalla quale ebbe altri figli tra cui una figlia ed un figlio. Dopo la morte del padre Matthew fu mandato a vivere con lo zio a Washington. Fu lui a pagare per i pochi anni di istruzione del ragazzo che precedettero la sua morte.[1] Dopo la morte dello zio Henson si trovò un lavoro da lavapiatti presso il "Janey's Home-Cooked Meals Cafe".

All'età di dodici anni il giovane si recò a Baltimora, dove si imbarcò come mozzo sul mercantile Katie Hines. Il capitano Childs prese Henson sotto la sua ala protettrice, trattandolo come un figlio ed insegnandogli a leggere e scrivere.[1] Childs e Henson rimasero insieme per lungo tempo. Henson navigò per il mondo con lui per molti anni. Visitò luoghi come Cina, Giappone, Filippine, Francia, Africa e Russia meridionale. Divenne un navigatore autodidatta e capace. Dopo la morte di Childs nel 1883, Henson divenne marinaio prima di trasferirsi a terra.

EsplorazioneModifica

Mentre lavorava in un negozio di vestiti a Washington, nel novembre 1887, Henson incontrò il comandante Robert Edwin Peary. Venuto a sapere dell'esperienza in mare di Henson, Peary lo assoldò come aiutante per il viaggio che stava organizzando in Nicaragua, con quattro altri uomini. Peary supervisionò 45 ingegneri che lavoravano al canale in Nicaragua. Impressionato dalle capacità mostrate da Henson durante il viaggio, Peary lo prese come collega nominandolo "primo uomo" delle sue spedizioni.

Per oltre 20 anni viaggiarono nell'Artide. Henson commerciò con gli Inuit e ne imparò la lingua. Questi lo chiamavano Mahri-Pahluk.[4] Viene ricordato come l'unico non Inuit a diventare bravo nella guida delle slitte di cani e nell'addestramento dei cani secondo il metodo Inuit.[4] Era un bravo artigiano, che spesso trovava soluzioni per le necessità della squadra in condizioni artiche. Impararono a costruire iglù usando la neve, in modo da avere case mobili durante il viaggio. Assieme a Peary ed al resto della squadra viaggiò per migliaia di chilometri su slitte di cani raggiungendo nel 1906 il "Farthest North", il punto più settentrionale mai raggiunto dall'uomo.[5]

Nel 1908–1909 Peary effettuò l'ottavo tentativo di raggiungere il polo nord. La spedizione era grande, dato che Peary era deciso ad usare il proprio sistema di nascondere rifornimenti lungo il tragitto. Quando lui ed Henson si imbarcarono sulla Roosevelt, lasciando la Groenlandia il 18 agosto 1909, erano accompagnati da "22 uomini Inuit, 17 donne Inuit, 10 bambini, 246 cani, 70 tonnellate (64 tonnellate metriche) di carne di balena proveniente dal Labrador, carne e grasso di 50 trichechi, equipaggiamento da caccia e tonnellate di carbone. A febbraio Henson e Peary partirono dalle navi ancorate presso il Capo Sheridan dell'isola di Ellesmere, con gli uomini Inuit e 130 cani dediti a tracciare un tragitto con i rifornimenti lungo la rotta per il polo".[5]

Peary scelse Henson ed altri quattro Inuit come parte della sua squadra di sei persone che avrebbero compiuto l'ultimo tratto fino al polo. Prima di raggiungere l'obiettivo Peary non fu più i grado di proseguire a piedi e salì su una slitta. Secondo varie fonti era malato, esausto o aveva le dita congelate. Inviò Henson in avanscoperta come ricognizione.

In un'intervista rilasciata ad un giornale Henson disse in seguito:

(EN)

«I was in the lead that had overshot the mark a couple of miles. We went back then and I could see that my footprints were the first at the spot»

(IT)

«Ero davanti ed avevo passato il segno di un paio di miglia. Tornai indietro e vidi che le mie impronte erano le prime in quel luogo»

([6])

Fu Henson a piantare la bandiera statunitense.

Nel 1912 Matthew Henson pubblicò le proprie memorie relative alle spedizioni artiche, A Negro Explorer at the North Pole. In questo racconto si descrive come un "assistente generale, abile artigiano, interprete [aveva imparato la lingua inuit] e lavoratore".[1] In seguito collaborò con Bradley Robinson nella sua biografia del 1947, Dark Companion, in cui si trova molto di più della sua vita.

Nonostante l'ammiraglio Peary abbia ricevuto molti onori per aver guidato la spedizione al polo, i contributi di Henson furono in gran parte ignorati nei decenni successivi. Gli furono riservati onori in cene nella comunità nera nel 1909. Passò buona parte dei successivi 30 anni lavorando nella U.S. Customs House di New York, a sud di Bowling Green.

Henson fu ammesso come membro della prestigiosa The Explorers Club di New York nel 1937, e ne divenne membro onorario nel 1948, titolo riservato solo a 20 persone l'anno. Nel 1944 il Congresso conferì a lui e ad altri cinque membri del gruppo di Peary duplicati della Peary Polar Expedition Medal, una medaglia d'argento consegnata a Peary.[7] I presidenti Truman e Eisenhower onorarono Henson prima della sua morte, avvenuta nel 1955.[8]

Henson morì nel Bronx il 9 marzo 1955 all'età di 88 anni. Fu sepolto nel cimitero di Woodlawn e gli sopravvisse la moglie Lucy. Alla morte di lei, nel 1968, fu sepolta nella stessa tomba.

FamigliaModifica

Il suo primo matrimonio terminò poco dopo l'inizio delle sue spedizioni con Peary. Henson sposò Lucy Ross nel 1906 e non ebbero figli.[9]

Durante le ampie spedizioni in Groenlandia, Henson e Peary presero donne Inuit come mogli o concubine, ed ebbero figli da loro come era solito per gli esploratori del tempo. Con Akatingwah Matthew Henson ebbe un solo figlio, di nome Anauakaq. I suoi figli sono i soli discendenti di Henson.[9] Anche Peary ebbe un figlio, Kali, con la moglie Inuit. Entrambi i ragazzi nacquero nel 1906.[4] Dopo il 1909 Henson non vide più Akatingwah e suo nipote. Altri esploratori lo tennero aggiornato sulla loro situazione.[9] Nonostante circolarono negli Stati Uniti alcune voci relative a Peary ed alla sua moglie Inuit, ebbero un'importanza minore.

S. Allen Counter, neuroscienziato e direttore della Harvard Foundation, si interessò per molto tempo alla storia di Henson e si recò in Groenlandia per effettuare ricerche in merito. Dopo essere venuto a sapere di possibili discendenti degli esploratori, nel 1986 rintracciò i figli di Henson e Peary, Anauakaq e Kali, ormai ottuagenari.[10] Programmò una visita per l'anno seguente negli Stati Uniti d'America, in cui avrebbero conosciuto i parenti statunitensi ed avrebbero visitato le tombe dei padri.[11] Anauakaq morì nel 1987. Lui e la moglie Aviaq ebbero cinque figli ed una figlia, che a loro volta ebbero figli. Abitano in Groenlandia.[9][11][12]

Molti membri della famiglia Inuit tornarono a Washington nel 1988 per la cerimonia della risepoltura di Henson e della moglie Lucy nel cimitero nazionale di Arlington, che Counter ottenne grazie ad una petizione al presidente Ronald Reagan per riconoscere ad Henson i suoi meriti nell'esplorazione artica. Counter scrisse un libro sul suo ritrovamento di Anauakaq e Kali, sulla sua ricerca in merito alla vita di Henson, intitolato North Pole Legacy: Black, White and Eskimo (1991). Il materiale fu anche adattato e prodotto come film documentario con lo stesso nome.[10]

Famiglia estesaModifica

Gli unici discendenti diretti di Matthew Henson furono i figlio del suo figlio Inuit. Secondo S. Allen Counter, nel corso della sua vita Henson aveva identificato due famiglie di nipoti come parte della propria famiglia estesa. Si trattava di Virginia Carter Brannum, figlia della sorella Eliza Henson Carter di Washington, e Olive Henson Fulton di Boston, figlia del fratellastro.[9] In un articolo del 1988 Counter fa notare che queste due donne avevano lettere e fotografie che certificavano la loro parentela. Furono gli unici due membri della famiglia presenti al funerale di Henson nel 1955, assieme alla vedova Lucy Ross Henson.[9] Counter raccomandò alla United States Navy ed alla National Geographic Society di invitare Audrey Mebane, figlia di Virginia Brannum, ed Olive Henson Fulton come rappresentanti della famiglia per qualsiasi cerimonia in onore di Henson.[3]

Rappresentazione nei mediaModifica

Il libro di S. Allen Counter's book, North Pole Legacy: Black, White and Eskimo (1991), parla delle esplorazioni e delle mogli Inuit di Peary e Henson e dei loro discendenti Inuit. Ne fu tratto un documentario omonimo, trasmesso da Monitor Channel nel 1992.[4]

Il film del 1998 intitolato Glory & Honor parla delle esplorazioni Peary-Henson e delle loro vite. Henson fu interpretato da Delroy Lindo, mentre Henry Czerny interpretò Robert Peary. Il film vinse un Primetime Emmy mentre Lindo ricevette il Golden Satellite Award per la sua interpretazione.

Il ruolo di Henson delle esplorazioni polari fu incluso nel romanzo di E. L. Doctorow intitolato Ragtime (1975).[13]

Il romanzo per adulti di Donna Jo Napoli North è ambientato tra le esplorazioni polari e include la vita di Henson.[14]

Nel 2012 il romanzo illustrato di Simon Schwartz su Matthew Henson, intitolato Packeis, cinse il Max & Moritz Prize come "Miglior Libro Comico in Tedesco".[15]

Retaggio e riconoscimentiModifica

 
Poster dello U.S. Office of War Information. News Bureau, 1943

NoteModifica

  1. ^ a b c d e Deirdre C. Stam, "Introduction to The Explorers Club Edition," Matthew A. Henson's Historic Arctic Journey: The Classic Account of One of the World's Greatest Black Explorers, Globe Pequot, 2009, pp. 3–6
  2. ^ a b Historical Information: Matthew Alexander Henson Co-Discoverer of the North Pole with Robert E. Peary., Arlington National Cemetery. URL consultato il 5 febbraio 2008.
  3. ^ a b Bradley Robinson, "Matthew Henson genealogy", Matthew A. Henson website, 2012, acceduto il 2 ottobre 2013
  4. ^ a b c d Stephanie Schorow (AP), "Descendant of Black man and Eskimo woman are unique", in Daily News (Bowling Green, KY), 17 maggio 1992
  5. ^ a b Anna Brendle, Profile: "African-American North Pole Explorer Matthew Henson", National Geographic, 15 gennaio 2003, acceduto il 3 ottobre 2013.
  6. ^ "Matt Henson, Who Reached Pole With Peary in 1909, Dies at 88; He Was the Only American With Explorer", New York Times, 10 March 1955.
  7. ^ "Vote Grants Medals to Peary Aides", New York Times, 20 gennaio 1944.
  8. ^ "President Greets Last Survivor of Peary Arctic Dash", New York Times, 7 aprile 1954.
  9. ^ a b c d e f Counter, S. Allen, "The Henson Family", National Geographic, 174, settembre 1988, pp. 414–429.
  10. ^ a b People: "Dr. S. Allen Counter" Archiviato il 21 febbraio 2006 in Internet Archive., Intercultural Issues, 2005–2009, Harvard Foundation, Harvard University, acceduto il 1º ottobre 2013.
  11. ^ a b Dr. S. Allen Counter, "North Pole Legacy: Black, White, and Eskimo" (1991; Invisible Cities Press, reprint 2001).
  12. ^ "Ahnahkaq [sic] Henson, 80, Dies; A Son of Explorer With Peary", New York Times, 12 luglio 1987.
  13. ^ Christopher Morris e Doctorow, Conversations with E. L. Doctorow, a cura di Christopher D. Morris, E.L., Univ. Press of Mississippi, 1999, pp. 215, ISBN 1-57806-144-X.
  14. ^ Donna Jo Napoli, North, Harper Collins, 2004, pp. 344, ISBN 0-06-057987-0.
  15. ^ International Comic-Salon Erlangen, Kultur- und Freizeitamt Erlangen. URL consultato il 14 maggio 2013.
  16. ^ Colored Citizens of New York and Vicinity, su menus.nypl.org. URL consultato il 1º ottobre 2013.
  17. ^ a b "Peary Aide is Honored: Matthew Henson, 81, Made Member of Celebrated Club", New York Times, 12 maggio 1948.
  18. ^ Catalogo Scott # 2223.
  19. ^ Catalogo Scott # 1128.
  20. ^ "Veterans and the Military on Stamps", pp. 5, 30, USPS website Archiviato il 27 gennaio 2006 in Internet Archive.. Acceduto il 25 settembre 2008.
  21. ^ R. Drummond Ayres Jr., "Matt Henson, Aide at Pole, Rejoins Peary", New York Times, 7 aprile 1988.
  22. ^ Matthew Henson Middle School. Archiviato l'8 ottobre 2006 in Internet Archive.
  23. ^ About: Matthew Alexander Henson, su ccboe.com. URL consultato il 1º febbraio 2008 (archiviato dall'url originale il 2 marzo 2008).
  24. ^ Matthew Henson Elementary School #29[collegamento interrotto], Baltimore City Public School System.
  25. ^ Matthew Henson Elementary School, Prince George's County Public Schools (archiviato dall'url originale il 7 gennaio 2007).

BibliografiaModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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