Michele La Rosa

fisico e accademico italiano

Michele La Rosa (Palermo, 26 giugno 1880Palermo, 6 luglio 1933) è stato un fisico e accademico italiano.

BiografiaModifica

Nacque a Palermo il 26 giugno 1880, da Leopoldo e da Caterina d'Angelo. Rimase presto orfano del padre e, nonostante le difficoltà, riuscì ugualmente a completare gli studi.[1] Si laureò in fisica (col massimo dei voti) nel 1902 presso l’Università degli Studi di Palermo, sotto la guida di Damiano Macaluso. Dopo un anno trascorso a Firenze come borsista nel laboratorio di Antonio Roiti, nel 1904 ritornò a Palermo dove ottenne l'abilitazione all'insegnamento. Divenne assistente presso il gabinetto universitario di fisica con l'incarico, già ricoperto da Orso Mario Corbino, di dirigere le esercitazioni di fisica pratica. Conseguì la libera docenza in fisica sperimentale nel 1908. Nel 1911 ottenne il premio "Sella" dell'Accademia dei Lincei (riservato agli assistenti) e nel 1914, vinto il concorso di fisica sperimentale per il Politecnico di Torino, fu nominato professore straordinario a Palermo, in sostituzione di Macaluso che aveva lasciato la cattedra l'anno precedente. Nel 1917 fu nominato professore ordinario di fisica sperimentale. Fu eletto nel 1922 socio corrispondente dei Lincei, nel 1924 vinse - insieme ad Antonino Lo Surdo - il Premio Reale dei Lincei per la fisica. Dal 1926 al 1928 e dal 1929 al 1931 fu preside della Facoltà di Scienze. Nel 1930 fu ammesso all'Accademia nazionale delle scienze detta dei XL. Fu inoltre membro del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione e socio della Biblioteca filosofica di Giuseppe Amato Pojero e dell’Accademia di Scienze, Lettere e Arti (di cui fu vice presidente dal 1928 al 1933). Dal 1932 fu magnifico rettore dell'Università di Palermo. Nel 1925 Giovanni Gentile lo chiamò alla direzione della sezione di fisica dell'Enciclopedia italiana, incarico che La Rosa mantenne sino alla morte, avvenuta a Palermo il 6 luglio 1933.

Tra le sue ricerche sperimentali si ricordano quelle relative alla spettroscopia dell'arco voltaico e la scoperta dell'inversione dello spettro di Swan, quelle sulla teoria elettronica dei metalli, culminata nella scoperta di un nuovo effetto galvanometrico. Il suo nome, però, è legato soprattutto ad una serie di studi teorici dedicati alla confutazione della teoria della relatività.

ArchivioModifica

L'archivio di Michele La Rosa[2], dichiarato di notevole interesse storico il 7 dicembre 2005 dalla Soprintendenza Archivistica per il Lazio, è costituito da materiale eterogeneo che, conservato dalla famiglia, venne donato dalla figlia Caterina Lucia all'Accademia nazionale delle scienze detta dei XL. Il fondo è costituito prevalentemente da corrispondenza, si conserva anche documentazione eterogenea che comprende fotografie, documenti, bozze e appunti manoscritti, materiale a stampa.

NoteModifica

  1. ^ http://www.treccani.it/enciclopedia/michele-la-rosa_%28Dizionario-Biografico%29/
  2. ^ Fondo La Rosa Michele, su SIUSA Sistema Informativo Unificato per le Soprintendenze Archivistiche. URL consultato il 4 dicembre 2018.

BibliografiaModifica

Collegamenti esterniModifica

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